Feltrinelli
Dignità
Lea Ypi
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 368
Una foto in bianco e nero, postata per caso su un social network, riapre una ferita e dà l'avvio a un'indagine
Il giardino dei Finzi-Contini
Giorgio Bassani
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 272
Pochi romanzi del Novecento italiano sono entrati così profondamente nel cuore dei lettori come "Il giardino dei Finzi-Contini
Lo splendore e la polvere. Interviste e dialoghi
Massimo Recalcati
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 496
In questo libro il lettore potrà incontrare la parola orale di Massimo Recalcati raccolta in varie interviste e dialoghi
Il tempo dell'orologiaio
Maurizio de Giovanni
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 272
Carlo Malavasi, nome di battaglia "Sergio", è stato per oltre quarant'anni una primula rossa della lotta armata: latitante imp
La ragazzina
Valeria Parrella
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 128
Lei è Giovanna d'Arco
Il nemico
Federica De Paolis
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 304
Adele ha cinquant'anni e traduce romanzi
...che Dio perdona a tutti
Pif
Libro
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 192
Arturo ha trentacinque anni, fa l'agente immobiliare e il suo principale obiettivo nella vita è mantenere immutato lo stato de
Come un miraggio
Banana Yoshimoto
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 144
Toriumi Ningyo ha il nome di un uccello marino, vive sola con la madre e ha un padre che aleggia su di lei come un temporale. Quando incontra il giovane Arashi, un innamoramento fragile – il primo – prende forma. Solo curare la madre le farà capire che a volte l’amore è come il mare, limpido e terribile, e che crescere significa accettarne la profondità. Nel secondo breve romanzo che compone il libro, Santuario, a incontrarsi di notte su una spiaggia sono altre due vite ferite: quella di Tomoaki, segnato da un lutto che non riesce a superare, e quella di Kaoru, che ha perso tutto ciò che amava. Il loro legame diventerà insieme conforto e rivelazione – la possibilità, fragile ma reale, che la tenerezza salvi. Uscito subito dopo il successo mondiale di Kitchen e pubblicato oggi per la prima volta in Italia, Come un miraggio riprende la tradizione degli shōjo manga, i fumetti per ragazze con cui Banana Yoshimoto è cresciuta e che per primi hanno ispirato la sua scrittura. Storie dove amore e dolore convivono e in cui a emergere nitido è, nelle parole dell’autrice, “lo scintillio dell’essere giovani e l’inquietudine di una età in cui non si sa niente di ciò che porterà il domani”.
Il nido del corvo
Piergiorgio Pulixi
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 352
Sardegna, Penisola del Sinis, una giovane donna scompare nel nulla. Sei mesi di silenzio e indagini a vuoto. Poi, un unico agghiacciante segnale: il cellulare di Angela Floris si riaccende. Sul luogo del rilevamento gli ispettori Daniel Corvo e Viola Zardi trovano un macabro reperto che vale da firma. Si tratta di una mano femminile, troncata e in stato di perfetta conservazione. È l’inizio di un duello perverso con un assassino che agisce da artista della morte. Non si limita a uccidere ma osserva, studia, contempla, collezionando gli arti delle vittime come fossero opere. Per Corvo e Zardi, partner nel lavoro ma opposti per indole e modo di vedere le cose, comincia una caccia allucinata. Lui, mentalità da monaco guerriero, ancorato alla famiglia e alla fede per tenere a bada antichi traumi; lei, spirito in tempesta con il fascino dell’azzardo nel gioco e nella vita, capace di domare il caos soltanto quando lo incanala nei casi da risolvere. Mentre i demoni personali riaffiorano e un’altra ragazza scompare, i due poliziotti capiscono che il killer non li sta solo sfidando, li ha scelti. Attirandoli tra stagni di sale e campagne desolate, trasforma ogni scoperta nella tappa di un incubo meticolosamente orchestrato. Più Corvo e Zardi si avvicinano alla verità, più diventa chiaro che le vittime erano solo un prologo. Il vero capolavoro, l’opera suprema che l’Artista vuole realizzare, forse sono proprio loro. Sullo sfondo di una Sardegna sospesa tra west selvaggio e lande crepuscolari, Pulixi firma una storia ipnotica e avvolgente, che scandisce una deriva nei chiaroscuri dell’anima umana.
Il Gattopardo
Giuseppe Tomasi di Lampedusa
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 304
Un principe astronomo, Fabrizio Corbera di Salina, osserva cieli e uomini con la stessa impassibile precisione. Mentre in Sicilia sbarcano i Mille e la storia si rimette in moto, la vita scorre fra il palazzo di Palermo e la villa di Donnafugata: il rosario del mattino, la calura di giugno, le conversazioni che misurano la distanza tra ciò che muore e ciò che nasce. Al fianco di don Fabrizio, il nipote Tancredi, che intuisce la direzione del vento e ne approfitta. E poi Concetta, la figlia severa e silenziosa; don Calogero Sedara, il sindaco che si muove con il passo intraprendente della nuova borghesia; Angelica, bellezza che accende i salotti e inaugura un’alleanza nuova. Nel ritmo delle stagioni, la trama privata s’intreccia con quella pubblica: l’antico ordine arretra, la convenienza detta il galateo del potere, le parole cambiano perché nulla cambi davvero. Lo sguardo del Principe riconosce, nei gesti degli uomini, le stesse leggi che governano le costellazioni: trasformazione, finitezza, disincanto. E se un emissario del nuovo Regno viene a offrire un seggio, la risposta che riceve è il ritratto più netto di una terra: orgogliosa, stanca, sapiente della propria immobilità. Senza proclami, Tomasi di Lampedusa affida alla perfezione della frase il racconto di una fine e di un inizio: un romanzo in cui la politica diventa costume, il costume destino. “Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra.” Nato nell’Italia del dopoguerra, Il Gattopardo guarda al 1860 per raccontare la metamorfosi di un Paese: l’elegia di una classe al tramonto e l’irrompere del nuovo, sotto il segno lucidissimo del trasformismo.

