Libri di Francesco Castronovo
Violenza economica e annullamento del contratto. Esperienze straniere e diritto italiano
Francesco Castronovo
Libro: Copertina morbida
editore: Giuffrè
anno edizione: 2021
pagine: 142
Il volume affronta il problema della pressione illegittima che nell'ambito della negoziazione tra soggetti professionali una parte esercita sull'altra coartandone la volontà a mezzo della minaccia di cagionarle un danno puramente economico. Questa fattispecie che viene denominata violenza economica prescinde dalla situazione di controllo che un'impresa è in grado di esercitare sul mercato o direttamente sulla controparte e il nostro sistema non prevede un rimedio specifico: non sembrano infatti ricorrere i presupposti per applicare i rimedi volti a contrastare le condotte scorrette tra imprese che tendenzialmente originano e orbitano attorno al generale principio divieto di abuso del diritto e soprattutto all'art. 9 della legge n. 192/1998. Prendendo spunto dal rimedio della 'economic duress' elaborato dal common law l'indagine propone una nuova interpretazione delle regole del codice civile italiano in materia di violenza.
Autonomia contrattuale e disponibilità dell'integrazione. La merger clause dal diritto americano a quello italiano
Francesco Castronovo
Libro: Libro in brossura
editore: Giappichelli
anno edizione: 2018
"È un dato di fatto che, nell’ultimo ventennio, sempre più invasiva sia stata, nella prassi europea, e italiana, la presenza di elementi tipici del contratto di common law, e in particolare americano, che vengono inglobati nei , contratti commerciali italiani, o di interi schemi contrattuali della prassi anglo-americana trasposti senza alcuna mediazione nella nostra pratica e sottoposti alla legge italiana. Il modello di , common law, è così divenuto il prototipo del contratto tra operatori professionali, generando, sia rilevanti problemi di compatibilità con il nostro sistema, sia un vero e proprio scontro di mentalità tra la pratica americana e quella europea e italiana. Le implicazioni del primo aspetto sono facilmente intuibili: l’utilizzo di contratti – o meglio, di strumenti negoziali – propri di un altro ordinamento può facilmente provocare un conflitto quando tali strumenti siano sottoposti a una legge altra rispetto a quella di origine. Il secondo aspetto è invece forse più sottile ma altrettanto se non più rilevante. Il contratto americano nasce e si sviluppa con una concezione del tutto diversa dalla nostra, essendo il frutto di una cultura giuridica differente. Ciò comporta che quello che una clausola americana implica, con la sua specifica e peculiare formulazione – spesso diversa da quella familiare a noi europei – è molto di più di quello che la semplice lettera della clausola stessa indica, poiché essa ha alle spalle un bagaglio storico, culturale e giuridico implicito per la cultura giuridica statunitense, ma da noi del tutto assente. Con la trasposizione nel nostro ordinamento tali clausole, dunque, rischiano di divenire strumenti di problematica applicazione e utilizzo, sia perché sottoposte a norme del tutto diverse da quelle che le regolano nel loro paese di origine, sia perché coloro che se ne servono spesso trascurano la rilevante implicazione culturale che le sostiene. Diviene allora importante – nella ricerca di soluzioni che concilino la salvaguardia della libertà e volontà contrattuale delle parti con il rispetto dei principi e delle norme del nostro ordinamento – studiare e comprendere il retroterra cultural-giuridico che fa da base a tali strumenti negoziali." (dalla premessa)