Libri di Luigi Pirandello
L'amica delle mogli-Non si sa come-Sogno (ma forse no)
Luigi Pirandello
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1993
pagine: 272
Novelle per un anno: Scialle nero-La vita nuda
Luigi Pirandello
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 1995
pagine: LXXV-442
La raccolta "Scialle nero" contiene: Scialle nero; Prima notte; Il "fumo"; Il tabernacolo; Difesa del Mèola; I fortunati; Visto che non piove; Formalità; Il ventaglino; E due!; Amicissimi; Se...; Rimedio: la geografia; Risposta; Il pipistrello. "La vita nuda" invece comprende: La vita nuda; La toccatina; Acqua amara; Pallino e Mimì; Nel segno; La casa del Granella; Fuoco alla paglia; La fedeltà del cane; Tutto per bene; La buon'anima; Senza malizia; Il dovere dell medico; Pari; L'uscita del vedovo; Distrazione.
La morsa-Lumie di Sicilia-Il dovere del medico
Luigi Pirandello
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1996
pagine: 160
Il fu Mattia Pascal
Luigi Pirandello
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2023
pagine: 300
Il fu Mattia Pascal ha reso celebre Pirandello, a trentasette anni, dopo quindici di attività letteraria trascorsa in una sostanziale oscurità. Iniziato nel 1902, pubblicato prima su rivista e quindi in volume nel 1904, il romanzo narra la bizzarra vicenda di uno sfaccendato bibliotecario ligure a cui il caso offre una possibilità clamorosa: azzerare il proprio passato e ricominciare da capo, vivendo così due, o forse tre, vite. Accolto da immediato successo, ebbe traduzioni e recensioni internazionali e Pirandello stesso vi era particolarmente legato: opera a tutt'oggi enigmatica e dalle molteplici interpretazioni (romanzo autobiografico, psicoanalitico, esistenziale, sociale…), Il fu Mattia Pascal rimane una lettura spiazzante, un libro fuori dai canoni, una «piccola enciclopedia pirandelliana» attraversata da una vena felice, fresca, da una levità unica. Il testo del romanzo, secondo l'edizione Bemporad 1921, è qui accompagnato dall'Avvertenza su gli scrupoli della fantasia, scritta dallo stesso Pirandello. E una Nota – che ne ricostruisce la storia, le varianti, lo stile inconfondibile– fa da pendant a una riscrittura critico-ermeneutica della storia di Mattia e del romanzo.
Il vitalizio. Le beffe della morte
Luigi Pirandello
Libro: Libro in brossura
editore: Leone
anno edizione: 2009
pagine: 80
"Campate troppo, caro mio. Brutto vizio! E dovreste levarvelo." Povero Maràbito, vecchio contadino onesto e leale, tutto per colpa di un vitalizio di due lire al giorno: lo protegge dalla morte e gli consegna un'inaspettata longevità, auspicata dal vicinato e maledetta dal Maltese, prima, e dal notaio Zàgara, poi. Quelle due lire al giorno, che "non sono rena", alle soglie dei cent'anni Maràbito non le vuole più, magari la morte verrebbe finalmente a fargli visita... macché, neppure "padrone di morire"! Gioiello dell'ironia pirandelliana "Il vitalizio" ci regala una storia dalle tinte crudamente grottesche, una parodia raffinata delle presuntuose velleità di meschini scommettitori, che una roulette capricciosa alla fine punisce. Perché "la morte sa essere buffona, se le gira" e si fa beffa di chi vorrebbe beffarla. Questo racconto ha offerto lo spunto ad Andrea Camilleri nel 2007 per una riduzione teatrale, rappresentata su vari palcoscenici italiani.
Maschere nude: La nuova colonia-Lazzaro-I giganti della montagna
Luigi Pirandello
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: LXXXIX-368
Dai capolavori drammatici alle commedie grottesche e borghesi, la visione di un mondo dominato dall'inautenticità e dal continuo scambio tra realtà e finzione è la cifra del teatro di Pirandello. Con la trilogia qui raccolta, che conclude la sua parabola artistica e ideologica, l'autore abbandona le sofisticate invenzioni del «teatro nel teatro» per cercare la catarsi nel simbolismo del mito. Gli apologhi dell'utopia sociale (La nuova colonia, 1928), della fede (Lazzaro, 1929), dell'arte (nell'incompiuto I giganti della montagna , 1937) esprimono la volontà di far uscire il dramma dalla dimensione individuale per farne il veicolo di un messaggio profetico e universale. Serpeggia in questi testi un'ansia di rinnovamento ideale, segno dell'inesausta vitalità di un drammaturgo che, dopo aver contribuito a rivoluzionare la scena teatrale del primo Novecento, si interroga in tempo di dittature e presagi di guerra sulla responsabilità sociale e morale dell'arte. Introduzione di Nino Borsellino. Prefazione e note di Marziano Guglielminetti.

