Libri di Pasqualino Ghio
Gent perdùo (gente perduta). Storia di un popolo attraverso i secoli
Pasqualino Ghio
Libro: Libro in brossura
editore: Gruppo Albatros Il Filo
anno edizione: 2015
pagine: 280
Ci sono luoghi di cui il tempo man mano cancella i volti e ne resta l'immagine viva solo nei ricordi di chi ci ha vissuto. Paesi di campagna e borghi isolati sempre più spesso sono abbandonati, soppiantati dalla vita nelle grandi città. Ecco allora che non restano che pietre, date e vecchie fotografie, a riportare in vita antiche emozioni e vicende, raccontate dai più anziani in un passaparola che cerca di far sopravvivere, allo scorrere del tempo, le tante vite e le storie di chi ha vissuto prima di noi. Questo processo inarrestabile ha riguardato anche il vallone di Ruata Prato, con la borgata Mestre, e quello di S. Margherita, in provincia di Cuneo, e la "Gent perdùo" diventa il simbolo di quelle persone che non ci sono più e i cui paesi stanno scomparendo inghiottiti dalla natura e dal tempo. Grazie alla meticolosa ricostruzione storica, con l'ausilio di vecchie fotografie e documenti d'archivio, Pasqualino Ghio ci restituisce l'immagine di un tempo lontano ma ancora vivo nel cuore di chi lo ricorda.
La relijoun di nosti paire
Pasqualino Ghio
Libro
editore: Araba Fenice
anno edizione: 2012
pagine: 191
Un libro che ripercorre la storia secolare della religione alpina, attraverso un percorso di immagini che riportano alla luce un patrimonio straordinario di arte e fede quasi dimenticato: dalle meravigliose chiese affrescate di Elva e Castelmagno allo stupendo santuario di San Costanzo al Monte, dalle cappelle che hanno segnato la religiosità contadina nei luoghi più inaccessibili ai piloni votivi abbandonati nei boschi un tempo ricchi di vita e di lavoro. Un libro con quasi 800 fotografie, rilievi e piantine esplicative, oltre ad un racconto puntuale e dettagliato della storia di ogni opera. Un cammino nell'arte e nella fede popolare delle valli alpine piemontesi e provenzali fondamentale per tutti coloro che non hanno ancora dimenticato quanto sia importante il senso delle radici.

