Libri di Raimonda Riccini
La speranza progettuale. Ambiente e società
Tomás Maldonado
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2022
pagine: 224
Acqua, aria e suolo. Sono i tre elementi fondamentali del nostro ambiente fisico, sempre più degradato e maltrattato. La posta in gioco della nostra epoca è ritrovare un rapporto sostenibile con questi elementi senza deprimere la qualità della vita degli esseri umani che abitano il pianeta. Come farlo? È questa la sfida che deciderà il nostro futuro. In questo saggio visionario e proiettato in avanti nel tempo, il problema della catastrofe ecologica è messo in relazione alle violenze della razionalità tecnocratica, alle utopie e al conformismo della progettazione ambientale, alla scarsa autonomia degli intellettuali nella società del tardo capitalismo, al nichilismo giovanile e al rapporto cruciale tra progettazione e rivoluzione. Non si parla di natura, ma di ambiente umano: qui sta l'attualità politica della speranza progettuale. La terra non può autoregolarsi di fronte alle insidie che la minacciano. Gli esseri umani hanno un ruolo nel processo di costruzione e, oggi più che mai, nella distruzione dell'ambiente. Di questa responsabilità dobbiamo diventare consapevoli. Tomás Maldonado mostra la via di una disperata speranza, di un pessimismo costruttivo: "Per noi esiste una sola possibilità: respingere sempre e di nuovo tutto quanto può minacciare la sopravvivenza umana; contribuire a disinnescare le 'bombe ad orologeria', cioè replicare all'incremento irresponsabile con il controllo responsabile, alla congestione con la gestione. In breve: la nostra scelta è la progettazione".
Bauhaus
Tomás Maldonado
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 160
La storia e l’eredità della scuola fondata nel 1919 da Walter Gropius sono inseparabili dalla vicenda della Repubblica di Weimar. “Ma il Bauhaus non si limitò a riflettere gli alti e bassi della realtà: cercò anche di mutarla. Quando si voleva eternare il caos, il Bauhaus rivendicò, con Gropius, l’ordine. Quando più tardi si cercò di eternare l’ordine vacillante e oppressivo della razionalizzazione industriale, il Bauhaus, con Meyer, si adoperò per dare a questa razionalizzazione un contenuto sociale”. Nel dopoguerra Tomás Maldonado dovette fare i conti con l’esperienza del Bauhaus quando, con altri, avviò a Ulm la Hochschule für Gestaltung, la nuova scuola di progettazione che ha segnato in modo indelebile la storia del design nel secondo Novecento. E in diverse circostanze prese posizione nei confronti della “tradizione Bauhaus”, con un atteggiamento critico e controcorrente che voleva riportarne il lascito culturale dal piano del mito a quello della realtà. La collezione di scritti, lettere e interventi risalenti al lungo periodo tra il 1955 e il 2009 si confronta con uno snodo storiografico decisivo per il design e solleva una serie di questioni ancora attuali: il rapporto tra arte e design, la formazione dei progettisti, l’importanza della scienza per l’attività progettuale e, non per ultimo, il ruolo politico e la responsabilità del designer nei confronti dei grandi problemi sociali e ambientali del nostro tempo. Ogni critica al Bauhaus è in realtà per Maldonado un’occasione per discutere questioni contemporanee e questa raccolta, esplorando la discontinuità fra il passato e la nuova visione pedagogica e sociale di Ulm, ne rivela la straordinaria modernità.
Frid 2017. Sul metodo/sui metodi. Esplorazioni per le identità del design
Libro
editore: Mimesis
anno edizione: 2019
pagine: 470
Che senso ha, oggi, proporre una discussione sulle metodologie della ricerca in design, in un mondo di mutamenti rapidi e imprevedibili, in una situazione che sembra richiedere flessibilità e astuzia, intuizione e azzardo più che il rigore di strumenti consolidati? Per rispondere a queste domande, la terza edizione di Frid – Fare ricerca in design ha messo a confronto dottorandi, dottori di ricerca e studiosi sul tema dei metodi. Al plurale. Non per rincorrere modelli normativi, ma per esplorare i diversi modi di ricercare nei vari contesti e per individuare le sfaccettature nelle quali si mostra oggi la disciplina del design. Proprio nel momento del successo planetario del design, mentre la disciplina sembra avere contorni sempre più sfuggenti, il Forum affronta i temi della ricerca finalizzata a produrre nuova conoscenza nel campo del design. Attraverso i racconti dei giovani ricercatori – e con l’aiuto dei docenti, che si confrontano su parole chiave contrapposte – Frid prova a capire come il design, attraverso la ricerca e le sue pratiche, fissare i propri presupposti, il proprio campo di azione e, appunto, i propri metodi di lavoro. Metodi rigorosi, coerenti e precisi, ma al tempo stesso duttili e aperti di fronte alle trasformazioni di un mondo tanto diverso da quello delle origini della disciplina, alla metà del secolo scorso.
Angelica e Bradamante le donne del design
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2017
pagine: 320
“D” come design, ma anche come donna: designer, artiste, artigiane e imprenditrici hanno avuto un ruolo chiave nella ricca e densa storia del design italiano dal dopoguerra ai nostri giorni, stando al centro della scena come dietro le quinte. Negli anni in cui la cultura del progetto si stava affermando, l’apporto dell’universo femminile è stato essenziale sotto il profilo della creatività e dell’innovazione. Donne che si sono distinte nei settori più diversi, indicando nuove possibili strade: non solo disegno industriale e grafica, ma editoria, formazione, imprenditoria, fino al mondo delle tecnologie informatico-digitali. Progettiste che hanno saputo fare la differenza, lavorando in studi di progettazione, nelle redazioni e nelle università. La ricognizione sulle loro carriere ne sancisce autorialità e protagonismo, riconoscendone il coraggio di scelte spesso difficili e controcorrente. Attraverso il racconto delle loro vicende viene arricchita e completata la storia del design novecentesco, con nuove prospettive nei modi di leggere il ruolo della donna.
Gli oggetti della letteratura. Il design tra racconto e immagine
Raimonda Riccini
Libro: Libro in brossura
editore: La Scuola SEI
anno edizione: 2017
pagine: 192
Gli oggetti di design sono ormai, da molti decenni, i compagni delle nostre azioni quotidiane. Li troviamo nei negozi specializzati, negli showroom e nei centri commerciali. Spiccano anche sulle pagine patinate delle riviste, hanno un ruolo nella pubblicità e nelle serie televisive o nel cinema. Ma qual è lo spazio che la letteratura riserva agli oggetti e in che modo gli scrittori li presentano? Sono questi gli interrogativi a cui il volume tenta di rispondere, a partire dagli oggetti archetipici presenti nelle letterature delle origini, nelle saghe e persino nelle fiabe, per poi avvicinarci al mondo contemporaneo e alla visione che gli scrittori hanno degli oggetti del futuro. Sono esplorati anche la materialità, il funzionamento e i problemi sociali legati agli oggetti, come il tema dell'obsolescenza e del'"usa e getta" o il fenomeno dei selfie. Ogni particolare categoria di oggetti è analizzata - con un ricco corredo di immagini - in relazione al contesto (la casa, il paesaggio, la città) e vista come punto emblematico del nostro rapporto con il mondo. Questo itinerario culturale e visivo nel mondo del design e della letteratura e con escursioni nell'arte, nel cinema e nella grafica conduce il lettore all'incontro, pieno di sorprese, fra le parole e le cose.
Fare ricerca in design. Forum nazionale dei dottorati di ricerca in design
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2017
Il volume offre un panorama sulla ricerca più avanzata nel design e sulle sue possibili applicazioni nei campi dell’innovazione, dell’ambiente, del benessere e della cultura, argomenti al centro del dibattito contemporaneo. Frutto del lavoro di una rete di giovani ricercatori, il volume illustra il costante impegno del design nei confronti delle sfide di oggi, che spaziano dai materiali innovativi, ai prodotti digitali e robotici, agli strumenti per la salute, ai servizi per il territorio e per i beni culturali, alla memoria in archivi e musei, al ruolo cruciale del progetto di comunicazione, alla moda e ai suoi immaginari, fino a problematiche sociali come le questioni di genere e la società multietnica. I saggi, che riportano i risultati del secondo degli incontri nazionali che si svolgono a Venezia tra i dottorati italiani di Design, hanno il pregio di restituire questo paesaggio complesso anche a un pubblico più ampio, non sempre consapevole che la convergenza fra design e ricerca può offrire importanti risposte alle trasformazioni economiche, tecnologiche, culturali e sociali della contemporaneità.
Design e immaginario. Oggetti, immagini e visioni fra rappresentazione e progetto
Libro: Libro in brossura
editore: Il Poligrafo
anno edizione: 2016
pagine: 320
Gli oggetti sono strutture immaginarie. Lo sono non soltanto perché producono significati simbolici e culturali, aprendo mondi impensati, ma anche perché l'immaginario è insito nella formulazione e nella progettazione di nuovi oggetti. Si potrebbe dire che l'immaginario è un produttore di oggetti, tanto quanto gli oggetti sono produttori di immaginario. E in questa circolarità il design ha fissato un punto storicamente essenziale facendo, di questa circolarità, la sua caratteristica peculiare, il suo connotato saliente: dar forma agli artefatti e, attraverso la forma, dar vita a immaginari. Grazie alle voci di autori di diverse discipline, il volume analizza il ruolo che gli oggetti hanno nella costruzione sociale dell'immaginario, con contributi provenienti da ambiti produttori di potenti immaginari, come il cinema, la letteratura, la fotografia, l'editoria, l'arte. Ma si interroga anche su come si forma l'immaginario nel mondo della progettazione, scandagliando le dinamiche che governano l'iter immaginativo.