Libri di Gaetano Salvemini
Carlo & Nello. I fratelli Rosselli
Gaetano Salvemini, Carlo Rosselli
Libro
editore: Thedotcompany
anno edizione: 2026
pagine: 140
In questo 2025 si celebra il centenario del "Non Mollare", il primo giornale clandestino antifascista d'Italia nella cui redaz
Il dovere di testimoniare. Carteggio
Gaetano Salvemini, Angelo Tasca
Libro
editore: Bibliopolis
anno edizione: 1996
pagine: 346
Sulla democrazia
Gaetano Salvemini
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2007
pagine: 135
Sono testi di lezioni, conferenze, contributi a opere collettanee, tutti circoscritti in un breve periodo, dal 1934 al 1940, durante l'esilio americano di Salvemini. Alla metà degli anni trenta, quando l'assedio dei totalitarismi si fa più stretto, la difesa della democrazia diventa il compito più importante cui sono chiamati gli intellettuali. Salvemini, pienamente consapevole della posta in gioco, se ne fa carico e torna a riflettere sul concetto di democrazia, su cui si era soffermato nei mesi successivi alla marcia su Roma. Il suo obiettivo è fare chiarezza, sgombrando il campo da confusioni concettuali. Fondamentale diventa allora la distinzione tra democrazia e dittatura, tra pensiero democratico e pensiero totalitario, che rappresenta il principale filo conduttore dei testi qui raccolti.
Polemica sul fascismo
Gaetano Salvemini, George Bernard Shaw
Libro
editore: Ideazione
anno edizione: 1997
pagine: 160
Carteggio (1925-1957)
Luigi Sturzo, Gaetano Salvemini
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2009
pagine: 146
Con la pubblicazione di questo Carteggio rivive a tutto tondo la straordinaria amicizia - durata quasi trent'anni e sopravvissuta a dissensi e dure polemiche sul rapporto tra Chiesa e democrazia - fra due eminenti personalità dell'antifascismo democratico in esilio: Luigi Sturzo e Gaetano Salvemini. Le 150 lettere, in gran parte inedite, scandiscono e accompagnano gli anni difficilissimi che vanno dal 1925 al 1957 e raccontano di un rapporto dialettico, a volte aspro, ma sempre franco e leale, di una familiarità rispettosa e, a tratti, persino tenera, del comune e sconfinato amore per la libertà, la democrazia e l'Italia. L'introduzione, frutto di un intenso lavoro di scavo archivistico, ricostruisce la fitta rete di personalità italiane e straniere (Donati, Ferrari, Rosselli, De Bosis, Ruth Draper, Sforza, Rossi, La Piana e tanti altri) che ruotava attorno a Sturzo e Salvemini e - svelando episodi e particolari inediti - getta una nuova luce sulla collaborazione e l'unità di intenti tra l'antifascismo cattolico e quello laico. Completa il volume l'Appendice che riproduce alcuni articoli di Sturzo e Salvemini, tradotti per la prima volta in italiano.
Diario del 1947
Gaetano Salvemini
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca Clueb
anno edizione: 2023
pagine: 368
Nel 1947 Gaetano Salvemini ha settantaquattro anni e manca dall’Italia dal 1925, quando era stato costretto ad espatriare per le vicende giudiziarie legate al foglio clandestino antifascista «Non Mollare». Nel decennio che precede la definitiva sistemazione ad Harvard vive pienamente quella che all’amica Mary Berenson aveva definito la sua “terza vita”, e cioè la stagione da fuoruscito tra Londra e Parigi che lo rende un intellettuale cosmopolita. Nel periodo americano assume un ruolo centrale nel mondo accademico e culturale statunitense, senza tuttavia perdere i legami con la situazione europea e italiana. Il testo edito qui per la prima volta nella sua completezza è il resoconto dei primi due mesi di viaggio che Salvemini compie dal 15 luglio al 21 novembre di quell’anno. Lo storico, due giorni dopo l’arrivo in Inghilterra e sino al 17 settembre, trascrive in maniera sistematica incontri con amici ritrovati e conoscenze occasionali, annotando riflessioni frutto delle conversazioni avute. È interessante leggere la versione integrale dello scritto, accompagnata da una selezione di articoli salveminiani strettamente connessi al viaggio (alcuni anche inediti o poco noti), perché appare come una fonte eccezionale per meglio comprendere le molteplici attività intraprese e i nuovi interessi che Salvemini coltiverà con il rientro in pianta stabile in Italia nel 1949.
Mezzo secolo di anarchia (1898-1945)
Armando Borghi
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Anarchismo
anno edizione: 2021
pagine: 366
Uno dei libri più appassionanti dell’anarchismo. Lucido, semplice, senza fronzoli letterari. Una “memoria” delle lotte di mezzo secolo. Dalla propaganda col fatto alla Settimana rossa, dalla rivolta di Ancona all’occupazione delle fabbriche a Milano, dall’esilio alla lotta clandestina contro il fascismo. Una lettura che ha formato la generazione di anarchici precedente al 68 e che è stata sempre “riscoperta” con sorpresa da quei compagni formatisi alle esperienze successive. La continuità rivoluzionaria non ammette sospensioni. I metodi e le strategie si possono criticare e discutere, la lotta contro il nemico comune resta sempre valida e sempre da portare avanti. Prefazione di Gaetano Salvemini.
In difesa della cultura. Scritti in occasione del Congresso internazionale degli scrittori per la difesa della cultura
Gaetano Salvemini, Nicola Chiaromonte
Libro: Libro in brossura
editore: Una Città
anno edizione: 2022
pagine: 72
Memorie e soliloqui. Diario 1922-1923
Gaetano Salvemini
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2022
pagine: 424
«Notizie, opinioni, confidenze, considerazioni generali... ma anche il laboratorio di uno storico, il provvisorio ripostiglio, non ancora magazzino, dove si ripongono i primi materiali e le prime ipotesi di lavoro» Roberto Vivarelli Il 17 novembre 1922, tre settimane dopo la marcia su Roma, la Camera vota la fiducia al primo governo Mussolini. Il giorno dopo Gaetano Salvemini inizia a scrivere un diario, che terrà per quasi un anno, fino al settembre 1923. Si è ormai ritirato dalla politica attiva, ma è un osservatore attento e partecipe di quanto sta accadendo al paese. Il diario alterna così pagine di giudizi sferzanti e furibondi alla puntigliosa raccolta di notizie e materiali che vengono dai giornali ma soprattutto dalle conversazioni e dalle corrispondenze con una vasta cerchia di amici, da Sforza ad Amendola, da Albertini a Fortunato, a Ojetti. Una testimonianza diretta e puntuale sui primi mesi del governo Mussolini e su aspettative e reazioni che suscitò nella classe dirigente italiana.
Mazzini (rist. anast.)
Gaetano Salvemini
Libro: Copertina morbida
editore: Gaspari
anno edizione: 2022
pagine: 208
La sanguinosa repressione del generale Bava Beccaris ai moti di Milano del 1898 spinse il giovane socialista Salvemini a spostare i propri interessi dalla storia medievale verso la storia contemporanea. Interrogandosi sulle origini della crisi che lo Stato italiano stava attraversando Salvemini individua le fragilità e gli errori nella democrazia risorgimentale e in alcune ambiguità e contraddizioni di uno dei fondatori dell'Italia unita e indipendente: Giuseppe Mazzini. Se da una parte i principi di libertà e unità, l'ideale repubblicano e l'attenzione alla questione sociale rendevano Mazzini una figura fondante del movimento democratico, altri aspetti del suo pensiero e della sua opera non meno rilevanti ma spesso trascurati - come la centralità del riferimento a Dio e alcuni tratti dogmatici - si sarebbero dimostrati terreno fertile per successive istanze autoritarie. Analizzando la vita e le opere di Mazzini, e in particolare i suoi Doveri dell'uomo, Salvemini mette in luce sia il messaggio di libertà sia le ambiguità teoriche del padre della patria, grazie alle quali del pensiero mazziniano "ciascuno attingeva e adottava quelle parti che corrispondevano al proprio stato d'animo, e trascurava o non comprendeva il resto". La riflessione di Salvemini si sposta quindi sulla fortuna di Mazzini e sui suoi diversi usi politici, culminati nell'utilizzo che ne avrebbe fatto il fascismo preparando, un quarto di secolo dopo le cannonate di Bava Beccaris, la propria svolta dittatoriale.
Mazzini. Con i «Doveri dell'uomo» di Giuseppe Mazzini
Gaetano Salvemini
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2022
pagine: 320
Fu la sanguinosa repressione del generale Bava Beccaris ai moti di Milano del 1898 a spingere il giovane socialista Salvemini, allora promettente studioso di storia medioevale, a spostare i propri interessi verso la storia contemporanea. Da dove nasceva la crisi che il giovane Stato italiano stava attraversando con la reazione di fine secolo? Le sue radici andavano ricercate nelle fragilità e negli errori della democrazia risorgimentale e in alcune ambiguità e contraddizioni di uno dei fondatori dell’Italia unita e indipendente: Giuseppe Mazzini. Se da una parte i principi di libertà e unità, l’ideale repubblicano e l’attenzione alla questione sociale rendevano Mazzini una figura fondante del movimento democratico, altri aspetti del suo pensiero e della sua opera non meno rilevanti ma spesso trascurati – come la centralità del riferimento a Dio e alcuni tratti dogmatici – si sarebbero dimostrati terreno fertile per successive istanze autoritarie. Analizzando la vita e le opere di Mazzini, e in particolare i suoi Doveri dell’uomo, Salvemini mette in luce sia il messaggio di libertà sia le ambiguità teoriche del padre della patria, grazie alle quali del pensiero mazziniano “ciascuno attingeva e adottava quelle parti che corrispondevano al proprio stato d’animo, e trascurava o non comprendeva il resto”. La riflessione di Salvemini si sposta quindi sulla fortuna di Mazzini e sui suoi diversi usi politici, culminati nell’utilizzo che ne avrebbe fatto il fascismo preparando, un quarto di secolo dopo le cannonate di Bava Beccaris, la propria svolta dittatoriale.
Il ministro della mala vita
Gaetano Salvemini
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2021
pagine: 272
Pubblicato per la prima volta nel 1910, Il ministro della mala vita è un testo chiave per la comprensione della realtà politica meridionale e in generale italiana del Novecento. Riedito nel 1919, quando la posta in gioco non è più il suffragio universale ma la democrazia come sistema di regole, il pamphlet ha sempre per obiettivo il giolittismo, ovvero un modo di gestire i rapporti tra la politica e la società basato sulla esclusione e sulla imposizione dall'alto. Per questo anche nel secondo dopoguerra, di fronte alla rivalutazione di Giolitti avanzata da più parti, Gaetano Salvemini continuò a pensare al «ministro della mala vita», di cui aveva denunciato i metodi più che disinvolti messi in opera nel collegio di Gioia del Colle nel lontano 1909, metodi che aveva poi potuto sperimentare sulla propria pelle come candidato della Federazione dei contadini a Molfetta e a Bitonto nel 1913, dopo la concessione del suffragio universale. Dietro la puntuale denuncia delle gesta dei «mazzieri» giolittiani, sta quella di una concezione cinica e prepotente della politica che non ha perso la sua attualità. Questa edizione presenta insieme tutti i materiali pubblicati da Salvemini ed è arricchita da una nuova prefazione di Sergio Bucchi che ne ricostruisce, a distanza di vent'anni dalla prima edizione completa, il lascito intellettuale.

