Libri di Gianfranco Pasquino
I sistemi elettorali
Gianfranco Pasquino
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2006
pagine: 95
Una sintetica ma sistematica ricognizione sui sistemi elettorali delle democrazie contemporanee e sulle loro conseguenze, con puntuali riferimenti alle leggi elettorali utilizzate in Italia dal 1946 al 2006.
Parlamenti democratici
Gianfranco Pasquino, Riccardo Pelizzo
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2006
pagine: 248
Esistono nella letteratura politologica numerosi studi di singoli parlamenti, nonché volumi collettanei con capitoli dedicati a una serie di assemblee legislative nazionali. Il valore aggiunto di questo lavoro consiste nella prospettiva comparata, che permette di valutare in maniera trasversale analogie e discrepanze tra differenti istituzioni parlamentari, spiegandone la varietà dei funzionamenti. A questo scopo sono stati prescelti e studiati cinque parlamenti di altrettanti sistemi politici democratici, tutti rilevanti e per molti versi "paradigmatici", che rappresentano diverse forme di governo o loro varianti significative: quella presidenziale (Stati Uniti), quella semi-presidenziale (Francia della Quinta Repubblica) e quelle parlamentari (governo di Gabinetto in Gran Bretagna, cancellierato in Germania e parlamentarismo tradizionale in Italia).
USA: elezioni e sistema politico
Donatella Campus, Gianfranco Pasquino
Libro: Libro in brossura
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2006
pagine: 264
The powers of heads of government. The Prime Ministerial executive and the Israeli feint in a comparative context
Gianfranco Pasquino
Libro: Libro in brossura
editore: CLUEB
anno edizione: 2006
pagine: 114
Critica della sinistra italiana
Gianfranco Pasquino
Libro
editore: Laterza
anno edizione: 2001
pagine: 148
La classe politica
Gianfranco Pasquino
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1999
pagine: 128
Le classi politiche sono centrali in tutti i sistemi e inevitabilmente nelle democrazie contemporanee qualsiasi discorso, anche critico, sulla classe politica si intreccia con il ruolo dei partiti, il problema della rappresentanza e il funzionamento della democrazia stessa. Infatti, le classi politiche contemporanee sono sostanzialmente di estrazione partitica e si collocano prevalentemente in ruoli parlamentari e di governo. Questo volume illustra le modalità con le quali esse si formano, funzionano, si ricambiano e analizza le soluzioni che vengono proposte per migliorarne la qualità, controllarne il potere e favorirne il ricambio.
Partiti e sistemi di partito nelle democrazie europee
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2008
pagine: 338
Nonostante le ripetute dichiarazioni di crisi, declino, scomparsa, tramonto o semplicemente irrilevanza; malgrado le invettive sulle pubbliche piazze e nell'arena televisiva, i partiti politici mantengono un ruolo centrale in democrazia: presentano candidati alle elezioni, fanno eleggere propri rappresentanti nelle assemblee parlamentari, ricoprono con propri esponenti ruoli di governo, producono politiche pubbliche. Non si conoscono nelle democrazie contemporanee altri modi di svolgere queste funzioni. È importante capire, come questo libro aiuta a fare attraverso una rassegna ragionata dei principali paesi europei, capire come migliorare, e possibilmente ottimizzare, le prestazioni dei partiti e del sistema in cui interagiscono.
Sistemi politici comparati. Francia, Germania, Gran Bretagna, Italia, Stati Uniti
Gianfranco Pasquino
Libro: Libro in brossura
editore: Bononia University Press
anno edizione: 2007
pagine: 173
Prima lezione di scienza politica
Gianfranco Pasquino
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2008
pagine: IX-147
"Politica", nella versione che ne diede Aristotele, non è un termine singolare, ma plurale. Si riferisce a quanto avviene nella polis, ovvero in quello specifico sistema che definiamo "politico". Politica sono tutte (o quasi) le attività che riguardano la polis e che si svolgono nel suo ambito. La politica è, dunque, un insieme di attività complesse di vario tipo, che sono svolte dai cittadini e che ruotano attorno all'esercizio del potere nella città. In quanto esercitate nella e per la città, le attività politiche richiedono capacità più o meno grandi e conseguono risultati più o meno meritori, oppure riprovevoli, sanzionabili e perfettibili, per tutti coloro che vivono in quella città ovvero, oggi diremmo, in quel determinato sistema politico. Qualsiasi sistema politico è composto da tre elementi essenziali: la comunità politica, il regime, le autorità. Definendo con accuratezza e precisione e analizzando in profondità questi tre elementi è possibile ottenere una visione complessiva di che cos'è la politica, di come deve essere studiata e di quali sono gli esiti conoscitivi finora conseguiti.
Paradoxa. Volume Vol. 4
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2025
pagine: 142
Il fascicolo affronta la questione di quel divorzio tra morale e politica che, più o meno legittimamente, si è soliti far risalire alla teorizzazione machiavelliana dell’autonomia del politico e, più in generale, critica la fiacchezza della sensibilità media per la cosa pubblica e per le istituzioni. Posto, però, che l’etica debba riflettersi nella politica, quale etica? Quale tra i modelli dominanti – etica deontologica, etica delle virtù, etica dei valori, consequenzialismo – si presta meglio a essere ‘tradotto’ nei termini della politica, a irrobustirne il tessuto di relazioni e istituzioni? Che l’utilitarismo sia la prospettiva cui ci si riferisce con più naturalezza nel dibattito pubblico, non vuol dire affatto che sia scontatamente la più idonea. Contributi di Laura Paoletti, Gianfranco Pasquino, Giovanni Giorgini, Maurizio Viroli, Francesca Rescigno, Antonio Maria Orecchia, Roberto Vicaretti, Francesca Rigotti, Emidio Diodato, Antonio Malaschini.
Tra scienza e politica. Una autobiografia
Gianfranco Pasquino
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2022
pagine: 270
Gianfranco Pasquino nei suoi primi lunghi ottant'anni di vita e attività è stato molte cose: allievo ed erede di Norberto Bobbio e Giovanni Sartori, docente a Harvard, editorialista nei principali quotidiani, ospite impertinente dei talk show, ma anche “quasi sindaco” di Bologna – candidatura avventurosa, per la quale nutre qualche rammarico. Però sono più numerose le gioie, le soddisfazioni e le vicissitudini a lieto fine dentro questa autobiografia, in cui Pasquino dipana il filo della memoria Tra scienza e politica, con sapienza e leggerezza. Lo vediamo muovere i primi passi accademici a Torino, nelle aule universitarie che Nicola Abbagnano disertava senza avvisare, sostituito prontamente da un giovane assistente sconosciuto che iniziava gli studenti alla semiotica (era Umberto Eco). Lo seguiamo poi negli Stati Uniti, dove ha la fortuna di approdare da ragazzo durante anni cruciali per la storia mondiale: siamo accanto a lui quando, allo scoppio delle tensioni per la guerra in Vietnam, durante un incontro con Robert F. Kennedy non riesce a trattenersi dal porgli una domanda scomoda sulle lacune delle indagini riguardanti la morte del fratello JFK. E via via lo ritroveremo poi coordinatore del Dizionario di politica diretto da Bobbio e Matteucci, frequentatore dei college di Oxford e Cambridge (ma anche dell'Old Trafford), testimone della fine del Pci al congresso di Rimini, sostenitore di Napolitano al Quirinale (che nel ringraziarlo via mail sembrava tuttavia declinare l'invito, dicendosi umilmente «lieto della mia carica di senatore a vita»), animatore di riviste e pungolatore di avversari, arguto elzevirista e soprattutto fedelissimo tifoso del Toro. Non mancano infatti i ricordi personali e le persone importanti della sua vita privata, sfiorata con il pudore che si confà a un torinese doc. Tra un seminario di Norberto Bobbio, un dissidio con Eugenio Scalfari e una stoccata a Matteo Renzi, Pasquino si dimostra tuttora un politologo «troppo imprevedibile» (come lo definì polemicamente Ferruccio de Bortoli), che non si è limitato a studiare, ma si è impegnato in politica e in parlamento per contribuire a cambiare l'Italia. Un intellettuale outsider tra le circostanze del destino, che grazie a una intelligenza affilata e a occasioni fortunate (nonché a una notevole dose di autoironia) si è ritrovato non solo testimone d'eccezione, ma comprimario illustre del secondo Novecento.
Il federalista
Alexander Hamilton, John Jay, James Madison
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Società Aperta
anno edizione: 2025
pagine: 756
La democrazia americana nasce come esperimento istituzionale, politico e sociale. "Il federalista" è un resoconto dei conflitti, delle teorie, dei timori e delle passioni che hanno animato il dibattito pubblico attorno alla formazione della Repubblica. Hamilton, Jay e Madison si misurano con le nuove ragioni della democrazia liberale e della separazione delle istituzioni. Allo stesso tempo, si tratta di un’avventura intellettuale che si confronta con la dimensione del consenso: nella loro visione, le istituzioni devono consolidarsi attorno a un modello di governo “composito”, capace di coniugare le virtù dell’autogoverno locale con l’efficacia del potere esecutivo (fugando i timori di un ritorno a un tiranno sotto mentite spoglie); un modello che ha permesso agli Stati Uniti di proiettarsi nel mondo. Un testo di straordinaria e controversa attualità e rilevanza in questi anni di violenta polarizzazione politica, in cui si continua a combattere la battaglia cruciale attorno al significato della Costituzione americana. Prefazione di Gianfranco Pasquino.

