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Libri di Cesare Lombroso

Tre tribuni studiati da un alienista

Cesare Lombroso

Libro: Copertina morbida

editore: LEDIZIONI

anno edizione: 2022

Lombroso fu medico, antropologo, filosofo, giurista, criminologo, accademico italiano e fondatore dell'antropologia criminale con i suoi pioneristici studi sulla criminalità. Questo volume analizza la figura politica del tribuno conducendo il pubblico passo per passo attraverso gli esempi di Cola di Rienzo, Francesco Coccapieller e Pietro Sbarbaro e il loro confronto. Questa ristampa riporta in versione cartacea ed eBook l'edizione della tipografia Fratelli Bocca Librai di S.M. del 1887 su cui essa si basa.
14,90

Genio e follia

Cesare Lombroso

Libro: Copertina morbida

editore: STREETLIB

anno edizione: 2021

"È arduo e difficile definire l'uomo di genio" - scrive Richet. Nessuno saprebbe stabilire un limite assoluto, una distanza formale tra l'uomo di genio e l'uomo di talento, tra l'uomo di talento e l'uomo mediocre. Ma ciò si ripete in ogni classificazione. Non rinnoviamo, dunque, il vecchio sofisma dei Greci che pretendevano non esservi uomini calvi, giacché non si può calcolare il numero esatto dei capelli, la cui mancanza costituisce la calvizie. Dunque non cerchiamo il limite, e consideriamo gli uomini il cui genio è incontestato come Pascal, Dante, Shakespeare, Newton, Victor Hugo, Goèthe, Leonardo da Vinci, Raffaello, Napoleone. Ora ciò che, a mio giudizio, caratterizza questi grandi uomini è la loro differenziazione dall'ambiente che li circonda. Essi vedono meglio e soprattutto in altro modo della comune degli uomini. Questo carattere dell'originalità è indispensabile al genio. È cosa tanto evidente da parer quasi il dirlo un'ingenuità! Vi sia, per esempio, un pittore esatto, minuzioso, che possieda una grande abilità di mano: se esso si contenta di dipingere come si è dipinto prima di lui, senza innovazioni, senza portare un nuovo processo, nel colore, o nella scelta dei soggetti, nella disposizione dei personaggi, o nelle ombre, si potrà vantare sì il suo talento, non il suo genio. Bisogna che egli inventi: che faccia del nuovo: senza novità non avrà genio.
13,99

Genio e follia

Cesare Lombroso

Libro: Copertina morbida

editore: STREETLIB

anno edizione: 2021

E' arduo e difficile definire l'uomo di genio" - scrive Richet. Nessuno saprebbe stabilire un limite assoluto, una distanza formale tra l'uomo di genio e l'uomo di talento, tra l'uomo di talento e l'uomo mediocre. Ma ciò si ripete in ogni classificazione. Non rinnoviamo, dunque, il vecchio sofisma dei Greci che pretendevano non esservi uomini calvi, giacché non si può calcolare il numero esatto dei capelli, la cui mancanza costituisce la calvizie. Dunque non cerchiamo il limite, e consideriamo gli uomini il cui genio è incontestato come Pascal, Dante, Shakespeare, Newton, Victor Hugo, Goèthe, Leonardo da Vinci, Raffaello, Napoleone. Ora ciò che, a mio giudizio, caratterizza questi grandi uomini è la loro differenziazione dall'ambiente che li circonda. Essi vedono meglio e soprattutto in altro modo della comune degli uomini. Questo carattere dell'originalità è indispensabile al genio. È cosa tanto evidente da parer quasi il dirlo un'ingenuità! Vi sia, per esempio, un pittore esatto, minuzioso, che possieda una grande abilità di mano: se esso si contenta di dipingere come si è dipinto prima di lui, senza innovazioni, senza portare un nuovo processo, nel colore, o nella scelta dei soggetti, nella disposizione dei personaggi, o nelle ombre, si potrà vantare si il suo talento, non il suo genio. Bisogna che egli inventi: che faccia del nuovo: senza novità non avrà genio.
13,99

La delinquenza nella Rivoluzione francese

Cesare Lombroso

Libro

editore: ARAGNO

anno edizione: 2021

pagine: 90

La Storia è sancita da un capriccio, l'uomo agisce da sonnambulo, ignaro che tra agnello e lupo, tra carne e carnefice, tra preda e predatore la distanza è una finestra, una filastrocca. Più che guida, egli è guidato dai dettami della bramosia, dalla necessità di uccidere, da ambigue ambizioni. In una frase, di epigrafica sapienza, Cesare Lombroso dice tutto: "Quella che si suole chiamare Rivoluzione dell'89, non fu che una grande rivolta e un grande delitto politico che servì ad aumentare una triste serie di comuni delitti". In una frase, appunto - sintetica sentenza che identifica la geologia dello stile, la prestanza stilistica - Lombroso riassume i temi fondamentali del dibattito: la Rivoluzione francese non fu una rivoluzione, "effetto lento, preparato, necessario... espressione storica della evoluzione" ma una rivolta, "precipitosa, artificiale", che risponde "a cause poco importanti, non di rado locali". La rivoluzione comporta un cambiamento radicale, la rivolta una muta superficiale, mediata, mediatica, presto sopita. La rivolta, soprattutto, è affamata di sangue, si afferma nel sangue, ne ha bisogno, proclama la felicità - "Lo scopo della società è la felicità comune", recita il primo articolo della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1793 - perché propugna l'infelicità.
12,00

L'uomo delinquente

Cesare Lombroso

Libro: Copertina morbida

editore: LEDIZIONI

anno edizione: 2020

pagine: 797

Lombroso fu uno dei pionieri degli studi sulla criminalità e fondatore dell'antropologia criminale. Questo volume racchiude le sue ultime ricerche sulla degenerazione umana, contrassegnate da un'analisi dei caratteri somatici dei criminali e una descrizione dettagliata delle cause economiche e socio-culturali che portano, secondo Lombroso, alla delinquenza. Questa ristampa, basata sull'edizione della tipografia Vincenzo Bona del 1897, riporta in versione cartacea ed eBook un testo fondamentale per la storia della criminologia.
14,90

Delitti di libidine

Cesare Lombroso

Libro

editore: Yume

anno edizione: 2016

pagine: 80

9,00

Spiritismo e positivismo. Tavolini e medium al tempo di Lombroso

Cesare Lombroso, Giovanni Battista Ermacora

Libro: Copertina morbida

editore: Yume

anno edizione: 2018

pagine: 112

In questo volume abbiamo raccolto alcuni testi sulle discussioni che infervorarono la scienza negli anni in cui lo spiritismo, anche con l'apporto di un'osservazione sempre più specialistica da parte degli scienziati, tentava di guadagnare posizioni e quindi affrancarsi dalle secche della pseudoscienza in cui era stato relegato. Questa la sequenza degli scritti: "I fatti spiritici e le ipotesi affrettate osservazioni sopra un articolo del prof. C. Lombroso" (Fratelli Drucker Librai-Editori, Verona - Padova 1892) di Giovanni Battista Ermacora, che, dopo un breve "Avvertimento", riporta l'articolo di Cesare Lombroso: "I fatti spiritici e la loro spiegazione psichiatrica" (da "Vita Moderna", 7 febbraio 1892) e quindi fa seguito la disamina di Ermacora. Abbiamo poi inserito il saggio di Lombroso "Sui fenomeni spiritici la loro interpretazione" che introduce un classico della letteratura spiritistica: Luigi Barzini, "Nel mondo dei misteri con Eusapia Paladino" (Baldini, Castoldi & Co, Milano 1907). Conclude il libro un articolo di Ermacora, estratto dagli "Annali dello spiritismo in Italia" (1892): "Fenomeni rimarchevoli di medianità osservati senza medi di professione". Commento di Massimo Centini.
9,00

Zea Mays. Mais e pellagra nel nord Italia tra fine Ottocento e inizio Novecento

Cesare Lombroso, Pasquale Villari, Luigi Messedaglia

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2015

pagine: 121

La pellagra, di cui oggi non si parla più, ha imperversato a lungo nel nostro Paese causando migliaia di vittime. La sua triste vicenda è legata al mais (Zea mais L.), il cereale venuto dall'America che tanta parte ha avuto nella storia delle campagne italiane, padano-venete in particolare. Tra la fine dell'Ottocento e il primo Novecento il dibattito su questa malattia è stato molto acceso, ha riguardato ogni aspetto di quella che era ormai diventata una piaga della società contadina e spesso ha assunto i toni aspri della battaglia ideologica, come testimoniano gli scritti che qui riproponiamo. Il volume si apre con pagine di denuncia sociale, sotto forma di un dialogo fra la Pellagra e la Libertà apparso nel 1885 sul periodico "Il Pellagroso". Prende quindi la parola Cesare Lombroso, che, noto soprattutto per i suoi studi di antropologia criminale, si interessò molto anche della pellagra, come paladino della teoria "tossicozeista" e dell'ereditarietà della malattia. Il suo saggio "La pellagra ed il maiz in Italia" è ricco di dati, ma anche di notazioni di ambiente e di considerazioni che, pur contestate da molti suoi contemporanei e superate dalle conoscenze che si andavano sviluppando, testimoniano la passione e la dedizione di chi era abituato a osservare e a sperimentare. Nell'articolo "La pellagra e i contadini nella provincia di Mantova" lo storico liberale Pasquale Villari riassume e commenta i risultati dell'inchiesta di una Commissione provinciale nel Mantovano nel 1878...
12,00

Il ciclismo nel delitto

Cesare Lombroso

Libro: Copertina morbida

editore: La Vita Felice

anno edizione: 2013

pagine: 236

Nel saggio che qui presentiamo, uscito sulla "Nuova Antologia" nel 1900, l'autore dell' "Uomo delinquente" argomenta con dovizia di particolari la pericolosità sociale della bicicletta. Essa infatti aumenta le cifre e le cause della criminalità; agevola le fughe e gli alibi di coloro che violano la legge; è motivo frequentissimo di furto e di appropriazioni indebite; può infine condurre anche all'omicidio. Pure legandola alle attività criminali, però, Lombroso non può mancare di sottolineare nell'ultima parte di questo breve scritto anche le qualità indiscutibili della bicicletta. Concludendo, egli infatti, scrive: "E se una satira arguta ha voluto mostrarci il "cicloanthropos" dell'avvenire come curvo, colle braccia atrofiche, e la schiena gibbosa, io amo invece poter dire che il "cicloanthropos" del secolo Ventesimo soffrirà meno di nervi, sarà più robusto di muscoli dell'uomo del secolo ora trascorso. E così certamente per uno o due mali che il biciclo ci provoca, saranno dieci i beni che ci recherà in dono". In appendice bibliografia degli scritti di Cesare Lombroso.
13,50

L'uomo delinquente (rist. anast. quinta edizione, Torino, 1897)

Cesare Lombroso

Libro: Copertina rigida

editore: Bompiani

anno edizione: 2013

pagine: 2138

Nel 1897 vede la luce la quinta edizione dell'"Uomo delinquente" di Cesare Lombroso, in quattro volumi, di cui uno contenente un Atlante. In quest'opera l'analisi dei caratteri somatici criminali attraverso le immagini si fa sempre più dettagliata e Lombroso cerca di stabilire le caratteristiche dei tipi criminali, differenziandole in base alle anomalie proprie della categoria cui appartengono. Si delinea quindi un profilo criminologico del pazzo morale e del pazzo epilettico; segue un'analitica descrizione dei mattoidi, vale a dire individui alienati che passano per geni, ma che in sostanza sono persone comuni affette da patologie psichiche che li spingono a dedicarsi ad attività estranee alle loro capacità. Conscio che la teoria atavica del delinquente è stata messa in discussione dagli studi dei suoi allievi e seguaci, Lombroso, pur restando fedele alla primitiva impostazione della teoria antropologica dell'"uomo delinquente", introduce in questa quinta edizione (la più completa che ci sia giunta) nuovi elementi nello studio del fenomeno criminale. Presentazione di Armando Torno
45,00

Il vino. Anima e psiche

Cesare Lombroso, Edmondo De Amicis

Libro: Copertina morbida

editore: Wingsbert House

anno edizione: 2014

pagine: 174

Nella Torino di fine Ottocento, un curioso, dotto e intrigante ciclo di conferenze sul vino: nella poesia, nella fisiologia, nel commercio, nel delitto. Protagonisti Edmondo De Amcis e Cesare Lombroso. Il primo descrive gli effetti psicologici del vino sull'intelligenza, l'immaginazione, il sentimento: un classico "bozzetto", un ritratto di tipi umani e di stati psicologici universali che il vino, secondo l'antropologia deamicisiana, non fa che rivelare, in un parossismo alla fine divertente e blandamente patetico. Il secondo, da grande e discusso medico e criminologo, esplora invece il lato distruttore del vino, i suoi effetti sulle menti deboli e "pronte" al delitto. Ne vien fuori un piccolo quadro d'ambiente sociale dalle tinte noir (quasi uno scenario per certi romanzi naturalisti francesi, o per la letteratura "nera" inglese del tempo) sottilmente inquietante quando sprofonda con la curiosità di uno speleologo nei cunicoli cavernosi della psiche umana.
13,00

L'uomo bianco e l'uomo di colore. Letture sull'origine e la varietà delle razze umane

Cesare Lombroso

Libro

editore: Archetipo Libri

anno edizione: 2012

pagine: 126

Mai ripubblicato dopo le due edizioni ottocentesche, L'uomo bianco e l'uomo di colore di Cesare Lombroso mostra le origini del pensiero antropologico dello scienziato italiano: le letture giovanili, aggiornate e internazionali; l'interesse per la geografia e la storia delle popolazioni; la genesi della teoria atavistica e una prima riflessione sul mondo criminale; e soprattutto quel tipo di ragionamento fondato sulla descrizione fisiognomica e sulla classificazione che caratterizza negli anni successivi l'analisi delle varie forme di minorità. Con i suoi numerosi ed evidenti pregiudizi questo testo contribuisce ad una conoscenza critica rinnovata delle origini dell'identità italiana.
10,00

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