Libri di Valerio Romitelli
Per una critica politica della guerra e della pace. Un confronto
Pierandrea Amato, Valerio Romitelli
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2026
pagine: 125
Questo libro nasce dal confronto tra due saggi pubblicati on line, e qui nuovamente pubblicati a specchio, da Pierandrea Amato e Valerio Romitelli sulle questioni della guerra, della società e della politica, mettendo in gioco le riflessioni, tra gli altri, di von Clausewitz, Foucault, Schmitt. Sulle medesime questioni, due divergenti interpretazioni. Ma il libro non si ferma qui. Gli autori si sono impegnati a discutere le loro iniziali posizioni, fino ad aggiungere un’ulteriore elaborazione delle rispettive tesi in risposta agli effetti del loro confronto. Ne viene fuori un dialogo serrato, inusuale per le abitudini della discussione intellettuale in Italia. Al di là delle diverse posizioni emerge non solo il comune impegno per un’analisi che vada al nucleo del rapporto tra politica e guerra, che si spinga anche oltre l’opposizione tra logica della guerra e logica della pace. La politica è riducibile alla scelta per la guerra o la pace? Non ha forse un altro compito?
L'emancipazione a venire. Dopo la fine della storia
Valerio Romitelli
Libro: Libro in brossura
editore: DeriveApprodi
anno edizione: 2022
pagine: 224
È possibile scandire il periodo succesivo alla fine della Seconda guerra mondiale a oggi in tre grandi momenti: i «trent’anni gloriosi» (dal 1945 al 1975); i «trent’anni ingloriosi» della globalizzazione finanziaria e informatica, nonché dell’egemonia mondiale incontrastata dell’ideologia americana neoliberale e democratica (tra gli anni Ottanta del secolo scorso e il primo decennio del secolo in corso); infine, l’epoca del sovranismo, più recentemente rivendicato dalle maggiori potenze mondiali (Usa, Cina, Russia, Turchia, Brasile, Ue e così via). Tre epoche che descrivono un unico ciclo: quello dell’ascesa, poi del declino, infine della scomparsa dall’agenda di tutti governi mondiali del principio universalistico della giustizia sociale. Obiettivo principale di questo libro è provare a riaprire la discussione su come sia possibile ripensare un nuovo internazionalismo proletario, interloquendo con i migranti e con gli ovunque crescenti cittadini declassati.
L'enigma dell'Ottobre '17. Perché ripensare la «rivoluzione russa»
Valerio Romitelli
Libro: Copertina morbida
editore: Cronopio
anno edizione: 2017
pagine: 156
L'Ottobre '17: detestabile punto d'avvio del totalitarismo comunista nel mondo? O prima rivoluzione proletaria vittoriosa? Né l'uno né l'altra. Qui si fa un resoconto dei fatti che hanno preceduto e seguito questo evento, ma si riflette anche sugli equivoci diffusi in suo nome. Le questioni principali: fino a che punto la "rivoluzione russa" si è spinta oltre i limiti del comunismo come l'aveva concepito Marx? Fino a che punto le mancate risposte a questo interrogativo hanno condizionato le conseguenze dell'Ottobre '17? Prendendo le distanze dall'anticomunismo oggi trionfante e dalle nostalgie dei sempre fedeli al leninismo, il libro tende a mostrare che l'enigma della rivoluzione russa ha da offrire ancora molte lezioni politiche, proprio quando il comunismo ha perso credibilità e la giustizia sociale è scomparsa ovunque da quasi quarant'anni.
La felicità dei partigiani e la nostra. Organizzarsi per bande
Valerio Romitelli
Libro: Copertina morbida
editore: Cronopio
anno edizione: 2015
pagine: 180
Nei micro-corpi delle bande partigiane è avvenuta una sperimentazione politica alternativa a quella allora, nel cuore del Novecento, sempre più in espansione e sempre meno efficace dei partiti. È stata questa sperimentazione, di breve durata ma inventiva di nuovi orizzonti politici, a rendere possibile la felicità dei partigiani: felicità di pionieri, scopritori di un nuovo modo di organizzarsi per incidere, in rapporto con le popolazioni, sui destini del proprio paese. L'idea centrale di questo testo sta non solo nell'ipotesi che sarebbe proprio questa felicità ciò che viene, più o meno implicitamente, rimpianto nella maggior parte delle ricostruzioni e delle narrazioni del biennio '43-45, ma anche che sarebbe necessario, per uscire dalla tristezza politica che ci imbriglia, riprendere l'esperienza partigiana, sia pure nelle condizioni assai diverse del nostro paese.
L'amore della politica. Pensiero, passioni e corpi nel disordine mondiale
Valerio Romitelli
Libro: Libro in brossura
editore: Mucchi Editore
anno edizione: 2014
pagine: 160
Il lungo ciclo del materialismo storico, del socialismo, del comunismo e dei partiti di classe è finito. Ma non ha fallito. Ha sperimentato una singolare tendenza alla giustizia sociale. Quella culminata nel glorioso trentennio 1945/75: possibile solo perché in mezzo mondo c'erano regimi capaci di dimostrare, anche a costo di terribili sacrifici, che politiche egualitarie erano universalmente realizzabili. Al cuore del libro si trova una formulazione di un nuovo possibile orizzonte di sperimentazione politica: l'orizzonte di un materialismo politico, nel quale protagonisti siano il pensiero, anziché la coscienza, le passioni, anziché gli interessi, e a condizione che prendano corpo in nuove "particelle" organizzative, come quelle già sporadicamente operanti nel secolo scorso, specie attorno al '68. L'amore della politica risulta così una vera e propria energia materiale, discontinua, come ogni grande passione, ma con conseguenze irreversibili.
Fuori dalla società della conoscenza. Ricerche di etnografia del pensiero
Valerio Romitelli
Libro
editore: Infinito Edizioni
anno edizione: 2009
pagine: 336
Un saggio che distrugge la società "della conoscenza", che oggi fa da modello alla Società globale, trasformandola piuttosto in una "società delle incognite". Il testo, adottato per un quinquennio in sette corsi di laurea dell'Università di Bologna, critica la problematica della società e dell'economia della conoscenza come univocamente votata ad accrescere il potere della comunicazione, a discapito delle risorse intellettuali e linguistiche, specie di quelle popolazioni che solitamente vengono considerate al più come numeri. Nel libro sono incluse ricerche sul campo da Italia, Francia e Africa.
L'odio per i partigiani. Come e perché contrastarlo
Valerio Romitelli
Libro: Libro in brossura
editore: Cronopio
anno edizione: 2006
pagine: 122
Non può stupire l'accoglienza che alla storia partigiana riserva il nostro tempo, dominato com'è dalla sensibilità neoliberale. Che interesse può avere oggi ricordare quell'esperienza di accettazione e disprezzo della sofferenza individuale, di coraggio, del dare, subire e rischiare la morte come normalità quotidiana? Sembrerebbe impossibile evitare che tale esperienza sia catalogata tra gli orrori di cui il Novecento avrebbe il primato. Se con i primi anni Novanta i partiti storici fondati sul mito della Resistenza antifascista si sono disfatti, non si può certo dire che le conseguenze di questo evento siano state tratte: né sul piano politico, né su quello storiografico. L'incertezza sulla numerazione della Repubblica (Prima, Seconda, dimezzata?) non è diversa dall'incertezza in termini di bilancio del passato. In rapporto al passato dell'esperienza partigiana, qui ci si sforza di individuare gli aspetti per cui i partigiani sono stati e sono ancor oggi una figura invisa: in tempo di guerra sono riusciti a fare una loro guerra, per bande armate, in cui ha preso corpo una grande passione politica "non governativa".

