Libri di André Gide
I falsari
André Gide
Libro
editore: Bompiani
anno edizione: 2026
pagine: 464
Primo e unico vero romanzo di André Gide e allo stesso tempo antiromanzo per eccellenza, I falsari, pubblicato nel 1925, è un
Prometeo male incatenato. Testo francese a fronte
André Gide
Libro
editore: La Vita Felice
anno edizione: 1994
pagine: 128
Autoritratto di un uomo scontroso
André Gide
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2001
pagine: 38
André Gide riesce in queste pagine, come nei suoi "Diari" e nei grandi romanzi, a coniugare la chiarezza cartesiana della lingua francese con il rigore morale dell'etica protestante.
A Napoli
André Gide
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2002
pagine: 45
"A Napoli" è una delle ultime conferenze che il grande scrittore francese tenne nel secolo scorso. Sull'onda dei ricordi, in particolare dei suoi viaggi in Italia, Gide esprime tutta la sua simpatia e ammirazione per la città del Vesuvio, per i suoi abitanti e in genere per l'Italia.
Paludi-I nutrimenti terrestri
André Gide
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2004
pagine: XXXVIII-272
Scrittore tra i più rappresentativi e influenti del Novecento, Gide è stato il maestro di due generazioni, quella che si espresse nel movimento surrealista e quella "esistenzialista", e ha lasciato un segno profondo nella cultura e nel costume contemporanei. La rivolta contro la morale puritana e borghese, l'evasione e il ritorno, il fascino dell'altrove, l'aspirazione alla sincerità, il conflitto tra il demoniaco immoralista e il mistico spiritualista, sono alcuni dei nuclei tematici "forti" della sua opera. Nella strenua esplorazione degli spazi segreti dell'io, nel suo lavoro di autoanalisi, nel suo sforzo di far coesistere etica e istinti, Gide è riuscito a illuminare ampie zone della natura umana.
L'immoralista-La porta stretta
André Gide
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2008
pagine: 255
"L'immoralista" e "La porta stretta" sono due romanzi di ammirevole fattura stilistica che affrontano, da punti di vista differenti, lo stesso problema: nel primo l'esigenza di autorealizzazione di Michel e il suo nichilismo finiscono per uccidere la giovane moglie; nel secondo, Alissa percorre l'opposta strada della rinuncia e dell'ascesi spirituale fino ad annullarsi nella morte. La contraddizione tra le due opere rispecchia esemplarmente il conflitto interiore di Gide e il loro senso finale sembra essere che tanto l'immoralismo, quanto la virtù conducono alla dannazione dell'aridità. Saggiamente, lo scrittore rinuncia a risolvere il contrasto optando per l'ambiguità.

