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Il Nuovo Melangolo

Filosofia degli anni '80

Tommaso Ariemma

Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2019

pagine: 55

Gli anni Ottanta sono stati l'incarnazione del Bene sotto forma di merce. Un Bene, tuttavia, separato da qualsiasi forma di verità. Questo "Bene" poteva mentire, e anche molto. Perché il suo unico scopo era fare stare bene. Invicta, Swatch, Nike e tanti altri non erano solo marchi. Sembravano capirti, solo loro, nel momento in cui stavi crescendo, o donarti un'"aura", a te che non l'avevi mai avuta.
7,00

Sessistenza

Jean-Luc Nancy

Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2019

pagine: 143

Io = sesso. io s'esso, tu s'essi, noi sessistiamo. Tutta un'alchimia precede questo montaggio così complesso. alchimia, magia, chimica, processi o manovre o anche incontri fortuiti, combinazioni e ricombinazioni, mutazioni - poco importa. il sesso mostra di per sé fino a che punto esso si preceda indefinitamente (perché dove comincia - e dove finisce - la partizione dentro/fuori?) e allo stesso modo fino a che punto esso si succeda. esso si precede in un'indifferenziazione sessuale del sesso stesso e si succede in una pluralizzazione sessuale che ormai tende anche verso una dissociazione crescente delle funzioni generatrici e degli agenti sessuali. il giorno in cui è stato detto che uno sguardo di desiderio equivale già a commettere adulterio il sesso ha assunto apertamente l'ampiezza illimitata che conteneva. Accompagnato da un frontespizio di Miquel Marceló.
15,00

Altitudo. Perché l'essere umano desidera elevarsi?

Riccardo Panattoni

Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2019

pagine: 142

«L'ascesa comporta una particolare forma di staticità, perché avviene comunque attraverso il mantenimento in sé del proprio punto di partenza, della base da cui il movimento si è innalzato. Il salire in verticale può indicare allora, più che un elevarsi, un approfondimento di sé rispetto all'inizialità del proprio gesto. Nell'anelito verso l'altezza, nell'andare oltre se stessi, più che la paura della propria caduta, dovrebbe permanere in atto la trepidazione verso una profondità al di sotto di sé. Il concetto di altitudo infatti implica il riferimento sia all'altezza che alla profondità, il che spiegherebbe perché nella costante comparazione tra base e vertice si mantenga in atto qualcosa che potremmo indicare come un momento drammatico ».
15,00

Storie di cani

Roberto Baghino

Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2019

pagine: 105

Che cos'è la complicità? "Storie di cani" è un romanzo che interroga questa domanda percorrendo un ventaglio di possibili occasioni. E grazie al gioco di sarcastici deliri e metamorfosi, in cui i personaggi non solo non sono cani ma non sanno nemmeno di non esserlo, risponde alla domanda con un altra domanda. "E se ci fosse sempre e soltanto lei, la complicità, sul marasma degli uomini e alle spalle di un dio?" In "Storie di cani" il non senso contemporaneo viene messo di fronte allo specchio della modernità novecentesca. Con una scrittura che è spesso una cascata di incipit, di appigli rovesciati che trascinano chi legge a ridere la stessa risata dello specchio. Perché anche ridere dal male può essere un'occasione di intima e ironica complicità.
12,00

Il mio ritratto letterario. Lettere a Stalin

Michail Bulgakov

Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2019

pagine: 90

Attorno agli anni Venti la situazione di Bulgakov era precipitata. I suoi racconti erano oggetto di sistematici attacchi da parte della critica, il romanzo La guardia bianca non venne neppure pubblicato interamente, mentre le riviste che pubblicavano i suoi racconti e le sue opere teatrali andavano via via chiudendo. Infine nel '29 due sue opere teatrali vennero messe al bando. Ormai disperato, e con difficoltà a mantenersi, Bulgakov si rivolge a diversi uomini di governo e infine si spinge a scrivere a Stalin, con una lettera in cui espone in modo inequivocabile e definitivo le proprie posizioni letterarie e politiche. A questa lettera Stalin risponderà con una famosa telefonata personale. Il volume, curato da Alessandro Mario Curletto, ricostruisce l'intera vicenda e pubblica le lettere scritte da Bulgakov e custodite nel fondo Bulgakov del reparto manoscritti della Biblioteca Lenin di Mosca. Si tratta di documenti di eccezionale importanza non solo per ricostruire le vicende letterarie e biografiche di uno dei massimi scrittori del Novecento, ma anche per avere un quadro della condizione degli scrittori in Russia sotto Stalin.
8,00

Paradiso XVIII-XXXIII. Edizione critica alla luce del più antico codice di sicura fiorentinità

Dante Alighieri

Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2019

pagine: 228

«Quando io apro la Commedia mi preoccupo di aver davanti un testo plausibile (testo critico) della Commedia, non un centone di refusi e un intruglio di orecchiate approssimazioni al testo»: sono memorabili parole di Carlo Emilio Gadda. La presente edizione di Paradiso XVIII-XXXIII intende assolvere, se possibile, a tale esigenza, offrendo a chi legge il testo del più antico codice di sicura fiorentinità, di non più di un decennio successivo alla morte del Poeta e di circa un decennio più antico del fin troppo a lungo celebrato Trivulziano 1080.
14,00

Il diavolo a Hameln

Giuseppe Testa

Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2019

pagine: 133

Rovistando tra gli scaffali di antiche biblioteche tedesche, l'autore ricostruisce il vasto mosaico storico che fa da sfondo a una delle più note favole per bambini, "Il pifferaio di Hameln", dei fratelli Grimm. Dalla trama di questo resoconto emergono così grandi figure del passato, come il filosofo Leibniz, ma anche oscuri personaggi senza scrupoli, come un agitatore papista cacciato da Elisabetta I d'Inghilterra, e un predicatore luterano dotato di uno spiccato interesse per i diavoli. Pagina dopo pagina, l'orrore occulto delle fiabe si intreccia con la cronaca di viaggio intorno alla vicenda reale di una leggenda che per molto tempo fu creduta vera.
8,00

Filosofia delle emozioni

Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2019

pagine: 150

L'orizzonte valoriale dischiuso dalla conoscenza affettiva è un importante ambito di ricerca per l'epistemologia, l'etica, la politica e la teologia. Le emozioni contribuiscono alla definizione del valore dell'oggetto al quale si riferiscono ed esprimono l'orizzonte dí significato all'interno del quale il soggetto che sente, pensa e agisce costituisce la propria identità in relazione con il mondo. Le emozioni svolgono un ruolo centrale nella creazione di giudizi di valore e hanno la capacità di attivare processi motivazionali, in quanto sono inserite in una costellazione di funzioni conoscitive, dall'immaginazione all'aspirazione, dal sentire corporeo alla deliberazione.
14,00

La morte eroica nell'antica Grecia

Jean-Pierre Vernant

Libro in brossura

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2019

pagine: 48

«E quando si gioca a "tutto o niente", c'è da stare sicuri che, un giorno o l'altro, si muore, perché nessun uomo è immortale, nemmeno Achille. Colui che vive la vita, e la sua persona, in questo modo che consiste nel porre tutto in gioco, tutto se stesso, al fine di mostrarsi, di dimostrarsi, di provare a se stesso che è veramente un uomo senza compromessi, senza codardia, allora questi è sicuro di morire giovane. E non è, questa morte, una morte come le altre. Come c'è un onore eroico che non è l'onore ordinario, c'è una morte eroica in battaglia che non è una morte ordinaria».
8,00

Vecchi, vecchie e vecchiaie nella letteratura e nel cinema

Guglielmo Giumelli

Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2018

pagine: 174

Vecchio e vecchia sono termini che fanno paura, fanno rabbrividire; sono parole cariche di inquietudini, di debolezze e, talvolta, anche di angosce. Vecchiaia è un termine difficile da definire poiché è un continuum ondulato, fatto di adattamenti/riadattamenti che inizia nel momento in cui si nasce e termina con la morte. Vecchiaia è una condizione che ha indotto, molto spesso, alla costruzione di immagini pesanti, cattive e ributtanti inducendo chi non la sta ancora vivendo ad allontanarla o a nasconderla in vari modi e chi la sta vivendo a 'dimenticare' che la vecchiaia è una condizione e una fase della vita che interessa tutti. Forse, si vorrebbe vivere la vecchiaia da 'non-vecchi' o la vecchiaia 'senza vecchi'. Reinventare la vecchiaia non può ridursi a un ingenuo e illusorio tentativo di aggirarla, scavalcarla e non incorrere negli 'ostacoli' che, inevitabilmente, l'accompagnano. Forse si deve 'uccidere' la vecchiaia vedendo in tale 'delitto' il passaggio necessario e obbligato per rimetterla in gioco e, quindi, viverla con tutti i suoi 'ostacoli' e percorrere il suo sentiero, più o meno lungo. Reinventare la vecchiaia deve passare anche attraverso la costruzione di una diversa immagine del vecchio e della vecchia, dopo avere 'sepolto' quelle passate in cui ci si imbatte ancora.
18,00

Un angelo di Natale. Testo tedesco a fronte

Walter Benjamin

Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2018

pagine: 24

In questo breve, splendido racconto, i temi benjaminiani della povertà, della gloria, dell'angelo, dell'ora della storia, sono sintetizzati nell'attesa della notte di Natale vissuta da un bambino: "Nessuna festività in più tarda età conosce quest'ora che vibra come una freccia nel cuore della giornata". Benjamin descrive, come in una fiaba, la sua meraviglia di bambino di fronte l'albero di Natale acquistato dalla madre, che presto, illuminato da candele, entra nella sua dimensione di gloria. È in questa cornice che appare, per sparire immediatamente, l'Angelo del Natale, una "strana presenza nella stanza" appena percepita, una figura che richiama l'Angelo della storia e la dimensione messianica di Cristo nella forma di una filastrocca che affiora sulle labbra di Benjamin bambino: "Il giorno della sua nascita / Torna il Cristo Bambino / Giù in basso in terra / In mezzo a noi uomini". Un testo che è al contempo una toccante fiaba di Natale e un riflessione fiabesca di uno dei più grandi filosofi del Novecento.
3,00

Iperomanzo. Filosofia come narrazione complessa

Simone Regazzoni

Copertina morbida

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2018

pagine: 120

Da Derrida a Lévinas, da Badiou a Sloterdijk, da Givone a Eco, nel corso del Novecento la filosofia si è misurata con il fantasma della letteratura provando ad attraversarlo. Nulla di casuale in tutto ciò. La crisi della razionalità metafisica ha rimesso in discussione l'antica separazione tra filosofia e poesia (intesa come narrazione) proclamata da Platone nella Repubblica, e la filosofia ha dovuto fare i conti con il proprio altro, contaminandosi, in forme diverse, con la letteratura. E tuttavia, l'attraversamento del fantasma non è avvenuto davvero. La filosofia ha indugiato sulla soglia della letteratura, rinviando il momento del passaggio. Detto altrimenti: la filosofia, nell'epoca della chiusura della metafisica e dell'esaurimento del logos, ha lavorato sulla scrittura e sulla forma della propria presentazione, senza però approdare pienamente alla narrazione - vale a dire al romanzo. Se si escludono le eccezioni di Sergio Givone e Umberto Eco, i cui romanzi vanno ripensati come spazio eminentemente filosofico del suo pensiero, la filosofia si è fermata, come Roland Barthes, alla "preparazione del romanzo". Romanzo è dunque il nome dell'impasse attorno a cui è ruotata la questione del superamento della metafisica. È da qui che oggi occorre ripartire, per andare oltre: verso nuove forme di narrazione complessa, verso l'iperomanzo. In un serrato confronto con filosofi (Platone, Schlegel, Nietzsche, Badiou, Derrida, Eco, Givone), romanzieri (Mann, Calvino, il Gruppo 63, David Foster Wallace), critici letterari (Bachtin, Barhtes), l'Autore ci conduce al di là del fantasma: al cuore dell'iperomanzo inteso come "pensiero a molti mondi".
14,00

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