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Il Nuovo Melangolo

Di chi è la mia vita?

Luigi Manconi, Vincenzo Paglia

Libro

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2024

pagine: 120

8,00 7,60
Introduzione a Giorgio Agamben

Introduzione a Giorgio Agamben

Ermanno Castanò, Carlo Salzani

Libro

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2024

pagine: 200

20,00
Federico il grande. Volume Vol. 2

Federico il grande. Volume Vol. 2

Claudio Guidi

Libro

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2024

pagine: 450

30,00

La scena assoluta

Libro

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2024

pagine: 80

9,50 9,03

La Shoah spiegata ai ragazzi

Francesca R. Recchia Luciani

Libro

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2024

pagine: 104

14,00 13,30
25,50 24,23
28,00 26,60

Ada

Marta Vincenzi

Libro

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2023

pagine: 180

18,00 17,10

Filosofia del walkman

Stefano Scrima

Libro

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2023

pagine: 120

10,50 9,98

Ranger e fuorilegge. Le origini di Tex

Francangelo Scapolla

Libro

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2023

pagine: 100

14,50 13,78
23,00 21,85

La vita dei segni. . Il linguaggio e i corpi nella filosofia francese del '900

Felice Cimatti

Libro: Libro in brossura

editore: Il Nuovo Melangolo

anno edizione: 2023

pagine: 490

La grande scoperta 'filosofica' del '900 è il linguaggio. La scoperta che il linguaggio — che prende forma nelle diverse lingue storico-naturali — ha un'esistenza in qualche modo 'indipendente' dai parlanti. Certo, se non ci sono più parlanti una lingua, come si dice, 'muore', tuttavia il dispositivo del linguaggio non dipende da chi lo parla. Secondo il linguista Ferdinand de Saussure, colui che è all'origine di questa scoperta, la lingua è organizzata come una struttura in cui ogni elemento è collegato con gli altri elementi attraverso legami che non dipendono dalle intenzioni dei parlanti. Noi pensiamo e parliamo, e in questo modo crediamo di controllare quello che pensiamo e che vogliamo dire, tuttavia quello che pensiamo, e quindi diciamo, dipende da un sistema che ci sfugge completamente. Per questo, come dirà Lacan, "l'inconscio è strutturato come un linguaggio". Ma se il dispositivo del linguaggio è inconscio, e se è attraverso il linguaggio che si formano tanto i nostri pensieri, quanto il soggetto che crede di pensarli, che ne è della nostra presunta autonomia? Il '900 francese, da Bergson a Deleuze e Guattari — passando (fra tantissime altre figure), per Merleau-Ponty, Lévi-Strauss, Derrida, Fou-cault, Irigaray e naturalmente Lacan — è un lungo tentativo di immaginare un modo per 'liberare' il parlante dalla presa del linguaggio, una `cattura' che lo allontana dal mondo e dall'esperienza corporea. E che cos'è un vivente non più assoggettato dal linguaggio? Un corpo, finalmente e semplicemente. In questo senso la storia ripercorsa in questo libro è la storia di come una straordinaria tradizione di pensiero ha provato a pensare la libertà dei corpi. Dal linguaggio al corpo, dall'astrazione e dal calcolo alla concretezza della carne vivente.
28,50 27,08

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