Libri di Giuseppe Dalessandro
Attento a come parli. Hate speech, insulti e parolacce. Viaggo (semiserio) tra le sentenze dei giudici italiani
Giuseppe D'Alessandro
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Giuridiche Simone
anno edizione: 2025
pagine: 368
Attento a come parli catapulta il lettore in un viaggio tragicomico fatto di volgarità, insulti, parolacce e gestacci. Nel libro il lettore troverà una carrellata di termini che hanno occupato le aule giudiziarie negli ultimi decenni e scoprirà curiosità legate al mondo dell’insulto e dell’offesa. Cosa c’entra l’espressione «non farmi girare gli zebedei» con alcuni apostoli? Quante offese in totale riguardano il sesso? Qual è la categoria più insultata in assoluto e qual è l’animale che più di tutti viene utilizzato per offendere? Queste e molte altre domande troveranno risposta tra queste pagine, che raccontano in modo leggero come i giudici hanno valutato il rapporto profondo tra gli italiani e le offese. Offese e volgarità, infatti, avvicinano luoghi che altrimenti non avrebbero nulla in comune, come caserme e bar, tribunali e aziende, TV e social. Proprio questi ultimi hanno veicolato il cambiamento linguistico degli italiani, abituati ormai sempre più al linguaggio scurrile. Il lettore scoprirà anche che non tutti i termini volgari sono offensivi: assoluzioni e condanne sono, infatti, giustificate in base alle circostanze, ai soggetti interessati, ai rapporti interpersonali, al luogo o al tenore della discussione. Al racconto delle sentenze di condanna si affiancherà quello delle decisioni (inaspettatamente) di assoluzione. Questo percorso attraverso le parole e i gesti che offendono mostrerà con chiarezza che non esiste – e non potrà mai esistere – un elenco completo di parole e locuzioni vietate, né, tantomeno, può esisterne uno contenente le parole lecite. Attento a come parli è un libro pensato per rivolgersi a cittadini, giuristi, politici e a chiunque lavori con le parole, come influencer, giornalisti, blogger. Infatti, anche se i moderni costumi hanno fatto acquisire una «maggiore tolleranza verso gli insulti» (così la Cassazione in una sua sentenza), non sempre la si può fare franca. Morale della favola: è sempre bene stare attento a come parli.
In viaggio con Kant
Giuseppe D'Alessandro
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2017
pagine: 206
Il viaggio per mare con Kant, metafora del viaggio dell'esistenza, prende spunto da una navigazione concreta del grande di Königsberg, che consente di confrontarci con le tematiche dell'abisso e della prospettiva, del conferimento di senso alla vita basato sulla libertà e sulla volontà rispetto alla sconsolata casualità o al rigido determinismo della causalità meccanica, al caso o al destino. Il dialogo che Kant intraprende serrato con Platone e con Hume, con Leibniz e con Epicuro ci conduce a meditare su nuclei noetico-esistitivi di importanza capitale. La padronanza di sé, indispensabile per poter affrontare con saldezza la navigazione e dirigere il timone della rotta, supera gli esiti scettici di una prospettiva meramente fenomenica e ancora la spazio-temporalità nel suo fondativo sostrato noumenico. La relazione indissolubile tra la realtà della libertà, la sua coappartenenza all'incarnazione eristica e la prospettiva teandrica costituiscono i fari che illuminano l'incedere della nave nel mare aperto della vita.
Il fiume dentro di noi
Giuseppe D'Alessandro
Libro: Copertina morbida
editore: Manni
anno edizione: 2004
pagine: 104
L'autostrada e altre poesie. 1967-2008
Giuseppe D'Alessandro
Libro: Copertina morbida
editore: Manni
anno edizione: 2009
pagine: 256
«Nel 1965 il Premio Vann'Antò fu assegnato alle poesie inedite di Giuseppe D'Alessandro da una giuria composta da Carlo Bo, Giacomo Debenedetti, Giorgio Caproni, Salvatore Pugliatti e Salvatore Quasimodo. Le sue poesie sono parole distillate. La novità per lui non sta nelle forme, che sono antiche e classiche, bensì nei connotati umani. I versi sono come cera, plasmabili. C'è l'assillo di un gioco vitale imparato e perduto, senza riuscire né a desiderare né ad apprendere un altro qualsiasi di quelli offerti dal mondo d'oggi». (Walter Pedullà)
Bestiario giuridico. Volume Vol. 1
Giuseppe D'Alessandro
Libro: Libro in brossura
editore: Angelo Colla Editore
anno edizione: 2011
pagine: 151
Questo libro raccoglie le più incredibili e divertenti bestialità che l'autore, nell'arco della sua trentennale esperienza forense, ha rinvenuto in leggi, sentenze, comportamenti umani e in ogni altro fatto che abbia attinenza con la giustizia e con il diritto. È una sorta di summa giuridica che spazia dalla legislazione, italiana - con qualche incursione anche in quelle europea e americana -, alla giurisprudenza; dalle più strampalate dissertazioni di legislatori, pubblici amministratori e avvocati, alle sentenze più stravaganti o grottesche dei giudici di primo, secondo grado e Cassazione. Ma il campo più vasto indagato dall'autore è quello della giurisprudenza relativa al sesso, regolamentato dalla legge in tutte le sue sfaccettature: baci, carezze, toccamenti, abbigliamento provocante, rapporti etero e omosessuali, violenze, tradimenti, lap dance, prostituzione... Nel libro trovano posto anche le liti bagatellari, cioè quelle cause giudiziarie il cui danno risarcitorio è di scarso rilievo, come l'infrazione del codice della strada. In questo caso ciò che fa delle sentenze motivo di ilarità sono le fantasiose giustificazioni del trasgressore accettate dal Giudice di Pace. Comportamenti, giustificazioni e sentenze non meno esilaranti di quelli concernenti i magistrati che infrangono la legge - e che, diversamente dai cittadini comuni, sono di solito sanzionati in maniera blanda - con i quali si chiude quest'opera leggera e divertente, ma puntuale e rigorosa nella citazione delle fonti.
Bestiario giuridico. Volume Vol. 2
Giuseppe D'Alessandro
Libro: Libro in brossura
editore: Angelo Colla Editore
anno edizione: 2011
pagine: 148
La pratica dell'offesa non è invenzione moderna, è vecchia quanto l'uomo, anzi qualcuno ha detto che la civiltà è nata quando un nostro primitivo antenato ha scagliato contro il suo avversario un'offesa invece di una freccia. Ma è nella società moderna, dove sono venute meno le buone maniere e trionfa la prevaricazione non solo verbale, che la pratica dell'ingiuria ha trovato il suo terreno più fertile. Ci si insulta ad ogni livello e luogo, pubblico e privato: all'interno della famiglia e dell'ambiente di lavoro, nelle riunioni di condominio e nelle assemblee parlamentari, negli stadi, a scuola, e perfino in chiesa e nei funerali. Alcune offese sono soltanto espressione di maleducazione e ignoranza, altre sono lesive dell'onore della persona e come tali sanzionabili dalla legge. Sono queste l'oggetto del nostro libro. Tra le migliaia di sentenze emesse da tribunali, giudici di pace, corti d'appello, Corte di Cassazione, l'autore ne ha individuato 912 pronunciate in materia di ingiuria, diffamazione, oltraggio, vilipendio, ecc., e da esse ha dedotto i mille modi usati dagli italiani per offendersi e finire in tribunale. Ne risulta un "bestiario" istruttivo e spassoso per la varietà dei termini offensivi rinvenuti, ben 612, che testimoniano la superba creatività italica nel confezionare l'insulto. Per offendersi gli italiani pescano materiale ovunque: dalle disgrazie personali ai difetti fisici, dalla diversità etnica a quella politica, religiosa e di genere.
Truffe, truffati e truffatori. Se imbrogliare è peccato lo è anche farsi imbrogliare!
Giuseppe D'Alessandro
Libro: Libro in brossura
editore: Angelo Colla Editore
anno edizione: 2012
pagine: 246
Gli inganni e le truffe sono vecchi quanto il mondo. Basti pensare a Giacobbe che, travestendosi, inganna il padre e ruba la primogenitura al fratello Esaù, o a Ulisse inventore del cavallo di Troia. Oggi possiamo affermare che la truffa fa parte della nostra vita quotidiana: chi di noi può dire di non essere mai stato truffato? Maghi, imbonitori televisivi, falsi medici e falsi avvocati, commercianti di non proprio specchiata virtù... e ancora banche fittizie, onlus inesistenti, università fantasma, siti web taroccati: non esiste settore dove il pericolo di essere truffati non sia in agguato. Fortunatamente ci viene in soccorso Truffe, truffati e truffatori, prezioso repertorio che l'avvocato Giuseppe D'Alessandro ha confezionato con sagace ironia per aiutarci a sopravvivere in un mondo che a volte pare essere fatto a misura di truffatore, e a discapito degli onesti. Scremando l'enorme quantità di materiale a disposizione - leggi, documenti processuali, sentenze, notizie dai media - l'autore mette al servizio della nostra 'incolumità' e del nostro buonumore un florilegio incredibile di truffe orchestrate per spillare quattrini al malcapitato di turno, suddividendole in 'categorie' perché il lettore possa soddisfare più rapidamente la propria curiosità e cavarne il massimo dell'utilità. Una sorta di guida per evitare di cadere nei tranelli quotidiani, perché, se imbrogliare è peccato, lo è anche farsi imbrogliare!
L'assassinio del mago di Tobruk e la misteriosa scomparsa della figlia
Giuseppe D'Alessandro
Libro: Libro in brossura
editore: Bonanno
anno edizione: 2013
pagine: 112
Dizionario giuridico degli insulti
Giuseppe D'Alessandro
Libro: Libro in brossura
editore: A & B
anno edizione: 2016
pagine: 180
Vuoi chiarirti le idee sul gesto dell'ombrello, il dito medio alzato, le corna, la pernacchia, la linguaccia e altri gesti insultanti? Vuoi conoscere se augurare a qualcuno che gli vengano le emorroidi costituisce reato? Posso offendere l'avvocato chiamandolo Azzeccagarbugli? O se gli restituisco un atto di citazione con gli errori di grammatica corretti? E se lo chiamo avvocato di provincia? E se gli dico che ha lo sguardo da bottegaio? Perché vai a dirlo a tua sorella costituisce reato, mentre non è reato dire a qualcuno vai a dirlo a tua madre e a tua sorella? Si può offendere l'avversario chiamandolo carabiniere? Oppure Cornelio? È ingiuria rivolgersi a un'attempata signora con la locuzione dentiera ambulante? Ci sono casi in cui si può dare del ladro senza commettere reato? Scrivere che qualcuno porta iella è diffamatorio? Può impunemente un pubblico ministero invitare il teste a non fare il napoletano? Lei non sa chi sono io! è solo una manifestazione di manifesta imbecillità o costituisce reato? Può offendersi una ragazza se la chiamo Papi girl? Posso impunemente infilare nelle pieghe della divisa di un vigile urbano il verbale di contravvenzione? Perché non si può dare del TU a un pubblico ufficiale, mentre lo si può ricambiare se per prima inizia lui? Alla ex moglie si può impunemente rinfacciare che è stata una nave scuola? Posso impunemente chiamare il mio asino col nome del vicino che mi sta antipatico? Scrivere come causale nel bollettino di una multa rapina aggravata può ritenersi oltraggio a un corpo politico, amministrativo o giudiziario? Il testo raccoglie in ordine alfabetico (quasi) tutti i termini e le locuzioni sottoposti al vaglio della Magistratura e concernenti i reati di offesa. Si tratta di oltre 1200 parole (e frasi) e di oltre 80 gesti.
Scritti kantiani
Giuseppe D'Alessandro
Libro: Libro in brossura
editore: Bibliopolis
anno edizione: 2025
pagine: 176
Il volume propone alcune chiavi di lettura del pensiero di Kant, che cercano di renderne viva l’inesauribile grandezza. Esse si presentano come momenti di attraversamento della filosofia kantiana, volti a orientarne una visione comprensiva e sfaccettata.
La banda dei Niscemesi. La vera storia dei fuorilegge più sanguinari del dopoguerra
Giuseppe D'Alessandro
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2019
pagine: 164
Finita la seconda guerra mondiale a Niscemi, come in altre parti della Sicilia, esplose il fenomeno del banditismo. Decine di persone guidate da Rosario Avila (detto Canaluni) e Salvatore Rizzo si diedero alla macchia, commettendo decine di delitti: estorsioni, rapine, sequestri di persona e tanti omicidi, terrorizzando la Sicilia orientale. Come per la banda Giuliano, i carabinieri furono le vittime preferite: il 16 ottobre 1945 in un agguato in contrada Apa ne uccisero tre, ma la strage più eclatante fu quella di Feudo Nobile con il sequestro di 8 carabinieri orrendamente massacrati in territorio di Mazzarino. L’eccidio – secondo la ricostruzione storica – fu perpetrato come rappresaglia per l’arresto di Concetto Gallo, capo dei Separatisti, dopo la famosa battaglia di Monte San Mauro tra l’esercito italiano e quello dei Separatisti. Il libro vuole rispondere alle tante domande che, a distanza di oltre settant’anni, sono rimaste prive di risposta: chi era il vero capo della Banda? Chi erano tutti i componenti? È vero che Canaluni incontrò Salvatore Giuliano? Vi fu una trattativa tra lo Stato e i banditi per la liberazione dei carabinieri sequestrati? È vero che Avila padre e figlio avevano la tessera del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia? I banditi niscemesi parteciparono alla battaglia di Monte San Mauro tra l’esercito italiano e l’EVIS?

