Libri di Pavel Aleksandrovic Florenskij
Oro
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro
editore: Aragno
anno edizione: 2024
Oro, che per la prima volta viene presentato e tradotto in italiano e in una lingua europea, è l'ultimo testo scritto dal matematico, filosofo e teologo russo Pavel Florenskij e per questa posizione terminale nella sua produzione letteraria si può considerare un vero e proprio «poema testamentario». L'opera è dedicata al figlio minore Mik (Michail 1921-1961) e si configura come un'istruzione ricavata appositamente per lui, che nella finzione poetica è incarnato da un ragazzo di nome Oro, l'unico discendente di una famiglia di oroceni, un popolo di etnia mongola dell'estremo oriente siberiano che derivava il proprio nome da «oro», che nella lingua locale sta per «renna», un animale sacro per quelle genti. Oro è il canto di un padre, chiuso in un lager sovietico dal quale non uscirà mai più, per il giovane figlio che si affaccia alla vita, quasi nel presentimento che questi sarebbe rimasto orfano, e insieme un invito ad affrontare l'esistenza con gli strumenti umani della curiosità, della concretezza, dell'attenzione per trovare soluzioni e vie d'uscita alle difficoltà di fronte alle quali inevitabilmente l'esistenza lo avrebbe posto.
Il simbolo e la forma. Scritti di filosofia della scienza
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro: Copertina morbida
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2007
pagine: 400
Gli scritti raccolti in questo volume appartengono a diverse fasi storiche dell'elaborazione teoretica e scientifica del grande genio russo. Riproposti nella loro successione cronologica, scandiscono alcune delle tappe fondamentali del suo percorso di ricerca: dalla conclusione degli studi matematici all'Università di Mosca (1904), intrisi ancora delle inebrianti scoperte e potenzialità delle teorie di Georg F. Cantor, all'ardito e maturo progetto di "antropodicea" incentrato sull'incarnazione della forma, fino agli appunti sulla fisica al servizio della matematica, trascritti poco prima dell'arresto. Questi saggi mostrano in maniera assai eloquente come l'attenzione di Florenskij per le problematiche scientifiche non si sia mai interrotta nel corso degli anni, ma al contrario sia rimasta una costante, congiungendosi in maniera sempre più intensa e originale con le diverse forme della conoscenza e del pensiero.
La mistica e l'anima russa
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro: Libro rilegato
editore: San Paolo Edizioni
anno edizione: 2006
pagine: 244
Dopo oltre cinquant'anni di oblio, l'opera di Florenskij è stata progressivamente riscoperta in Russia e in gran parte d'Europa. In questo volume compaiono alcuni scritti inediti tra i più significativi di quelli dedicati alla mistica. Sono scritti che, nella loro pluralità di approccio, testimoniano il suo indomito ardore filosofico e spirituale nel voler riportare il pensiero a esprimere la pienezza della vita. Essi abbracciano le tematiche più importanti della sua vita, quali la spiritualità, la preghiera, l'interpretazione della Bibbia, la dimensione estetica, le icone, la storia spirituale della Russia. Il volume si apre con un ampio e documentato saggio introduttivo di Natalino Valentini, il più insigne studioso italiano dell'opera di Florenskij, con una aggiornata nota bibliografica. Le note ai saggi che compongono il testo sono di Lubomir Zak, professore di teologia fondamentale alla Pontificia Università Lateranense e riconosciuto esperto internazionale dell'opera di Pavel Florenskij.
Il valore magico della parola
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2001
pagine: 112
La prospettiva rovesciata ed altri scritti sull'arte
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro: Libro in brossura
editore: Gangemi Editore
anno edizione: 1997
pagine: 156
Lo spazio e il tempo nell'arte
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 406
Il trattato sull'analisi della spazialità e del tempo nelle opere di arte figurativa, che presentiamo qui nella sua prima traduzione in una lingua occidentale, è un testo-cardine nell'opera di Florenskij, e il suo più importante scritto sull'arte. La novità dell'impostazione apparirà subito evidente: Florenskij colloca le forme visive a un crocevia di discipline – tra cui la matematica, la fisica e la biologia – che integrano sinteticamente l'oggetto artistico tenendo conto delle grandi scoperte e speculazioni della scienza moderna, dalla geometria degli spazi curvi di Gauss e Riemann alla teoria dei quanti. Composto fra il 1924 e il 1925 – nel clima di acceso fervore innovativo che caratterizzò i primi anni della Russia sovietica anche in campo artistico –, e rimasto inedito per quasi settant'anni (in Russia è stato solo di recente pubblicato), esso permette finalmente di chiarire la posizione di Florenskij nel dibattito sull'arte di avanguardia. Il volume propone anche il testo delle lezioni che Florenskij tenne fra il 1923 e il 1924 al VChUTEMAS, la scuola d'arte sperimentale sorta a Mosca nel 1920 con un'impostazione simile al Bauhaus. Qui Florenskij affronta i temi che verranno poi ripresi nel trattato, e nel rivolgersi a un pubblico di studenti li arricchisce di illuminanti spiegazioni ed esempi, sviluppando fra l'altro l'essenziale questione del rapporto fra arte e scienza e in particolare fra arte e topologia.
Iconostasi. Saggio sull'icona
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro
editore: Medusa Edizioni
anno edizione: 2008
La presente traduzione di uno dei saggi più importanti del teologo e filosofo Pavel A. Florenskij si basa sul testo filologicamente più attendibile edito in Russia nel 1995, che ricompone il testo originario basandosi sul manoscritto degli anni 1921-'22 (dettato da Florenskij alla moglie e poi da lui corretto), e su due copie dattiloscritte, riviste dall'autore soltanto in parte. Questa traduzione vuole, a partire dal titolo (Iconostasi), restituire al lettore italiano una versione quanto più possibile fedele e attendibile di un caposaldo della riflessione teologica e filosofica sull'icona frutto del lavoro che Florenskij aveva svolto per la conservazione dei beni culturali del monastero di San Sergio. Iconostasi nasce, dunque, dalla fusione di parti diverse, riguardanti il platonismo e l'iconografia, l'origine dell'incisione e l'iconostasi vera e propria. Riguardo al ruolo di primaria importanza conferito all'icona nella spiritualità ortodossa in quanto testimonianza visibile del mondo invisibile, Florenskij sottolinea la fondamentale differenza che esiste tra le iconografie d'Oriente e Occidente: essa sta proprio nel fatto che l'icona non è un'opera d'arte creata dalla fantasia del pittore, non è un prodotto del libero arbitrio dell'artista, ma nasce dalla "visione" di un santo. Iconostasi appare oggi quanto mai un testo attuale e necessario per comprendere il retroterra culturale della cristianità orientale.
Il concetto di Chiesa nella Sacra Scrittura
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro: Libro rilegato
editore: San Paolo Edizioni
anno edizione: 2008
pagine: 342
Questa importante opera di Florenskij scritta nel 1906, ancora studente al terzo anno dell'Accademia Teologica di Mosca, non è mai stata attentamente esaminata, né quanto alle questioni ecclesiologiche qui trattate, né quanto al suo significato in relazione alle successive opere teologiche di padre Pavel. Si tratta di un vero e proprio "trattato" che, a oltre un secolo dalla sua stesura, mantiene intatto il suo interesse, svelando un tesoro della riflessione ecclesiologica ancora sconosciuto per la cultura teologica europea. La preziosità dell'opera non risiede soltanto nelle acute e geniali intuizioni giovanili di Florenskij, ma anche nella sorprendente anticipazione di alcune questioni cruciali del rinnovamento ecclesiologico del secolo XX. Inoltre, trovano qui una loro degna anticipazione alcuni temi portanti del pensiero florenskijano.
Bellezza e liturgia. Scritti su cristianesimo e cultura
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2010
pagine: 114
"Il fragile vaso delle parole umane deve poter contenere il diamante infrangibile della divinità." Queste parole di padre Florenskij racchiudono il cuore del suo pensiero: la ricerca della divina presenza in ogni attività umana. Un dinamismo continuo tra terrestre e celeste, visibile e invisibile, istante ed eterno, che anima anche le pagine di questa raccolta di saggi, inediti in Italia, scritti tra il 1909 e il 1923, nei quali il "Leonardo da Vinci russo" esamina con eccezionale profondità di visione temi quali l'essenza originaria della Slavia ortodossa e la vita della Chiesa russa, la peculiarità del rito liturgico ortodosso e le sfide dirompenti del cristianesimo di fronte alla modernità, i nessi vitali tra culto e cultura, le opportunità dell'ecumenismo e del dialogo interreligioso. Con linguaggio sobrio, essenziale, Pavel Florenskij rende possibile al lettore la partecipazione interiore e la contemplazione di quella bellezza che egli così acutamente avverte nella spiritualità cristiana russa, senza tuttavia eludere la complessità della vita, la drammaticità dell'esistere, le ferite della storia.
La colonna e il fondamento della verità. Saggio di teodicea ortodossa in dodici lettere
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro: Libro rilegato
editore: San Paolo Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 912
Pubblicata a Mosca nel 1914, Stolp i utverzdenie istiny (La colonna e il fondamento della verità) suscitò immediatamente ammirazione, stupore e sconcerto, ma già all’inizio degli Anni Venti e per tutto il periodo sovietico, essa scomparve da qualsiasi circuito editoriale. Nonostante la sua assoluta rilevanza nella storia della cultura europea, tanto da essere considerata una «Summa del pensiero ortodosso », «una delle opere fondamentali del pensiero cristiano del secolo XX», per una sorta di drammatica ironia della storia lo Stolp resta ancora in gran parte un capolavoro sconosciuto della filosofi a russa al culmine della sua fioritura. Oggi, come allora, risuonano emblematiche le parole pronunciate dal filosofo Evgenij Trubeckoj a seguito della prima lettura di quest’opera: «Forse, in tutta la letteratura mondiale, se si fa eccezione per Le Confessioni di sant’Agostino, non c’è analisi più illuminante e tormentata dell’animo umano, lacerato dal peccato e dal dubbio, e nessun’opera ha saputo manifestare con tanta chiarezza la necessità di un aiuto dall’alto per soccorrere il dubbio, come quella di Pavel Florenskij».
Il Dante di Florenskij. Tra poesia e scienza
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro: Copertina morbida
editore: Lindau
anno edizione: 2021
pagine: 148
L'attrazione di Pavel A. Florenskij per l'opera di Dante Alighieri nasce anzitutto dall'incontro con la Weltanschauung medievale incarnata dal poeta fiorentino, una visione integrale del mondo nella quale convergono e trovano mirabile sintesi letteratura e teologia, poesia e filosofia, mistica e scienza, astronomia e cosmologia, ma anche la storia, tra memoria e profezia, unitamente ad altre forme della creatività umana. Nell'opera Gli immaginari in geometria, portata a termine da Florenskij in occasione del VI centenario della morte di Dante, l'Autore propone per la prima volta una riconsiderazione dello spazio geometrico presente nella Divina Commedia, passando dalle argomentazioni matematico-filosofiche a quelle cosmologiche e teologiche, tentando persino una «riabilitazione del sistema tolemaico-dantesco del mondo». Dall'inedita e sconvolgente lectura Dantis messa in atto dal geniale uomo di scienza e presbitero ortodosso, già definito dai suoi contemporanei il «Leonardo da Vinci della Russia», apprendiamo che Dante per la sua Divina Commedia non si avvalse della concezione dello spazio geometrico euclideo, bensì di uno spazio curvo, quadridimensionale, che di fatto anticipa la geometria dello spazio-tempo di Einstein e la sua teoria della relatività generale. Infatti, «squarciando il tempo, la Divina Commedia finisce inaspettatamente per trovarsi non indietro, ma avanti rispetto alla scienza nostra contemporanea». Ciò consente a Florenskij di affrontare uno degli snodi decisivi presenti nella Divina Commedia, vale a dire la tensione polare fra lo spazio reale e quello cosmico, trascendente e immaginario, questione che nessuno aveva mai osato affrontare in prospettiva transdisciplinare e radicalmente innovativa. Proprio a causa di queste sue tesi interpretative Florenskij subisce la prima censura e condanna da parte del regime sovietico. Con il presente scritto in onore di Dante ha inizio infatti una progressiva persecuzione nei suoi confronti, che culminerà con la carcerazione e la fucilazione, avvenuta nel dicembre del 1937.
Bellezza e liturgia. Scritti su cristianesimo e cultura
Pavel Aleksandrovic Florenskij
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2024
pagine: 208
«In un ritratto il volto è l’idea della persona. L’icona. Il volto è l’idea di chi è raffigurato. L’icona è il tentativo di fissare ed esprimere la visione artistica somma con la quale veniamo a contatto nel momento della creazione. Se l’altare è luogo intelligibile, significa che il confine tra di esso e il mondo dovrà essere segnato da guardie vive e santi reali. L’iconostasi che separa l’altare è una cintura di angeli che sbarra il nostro accesso spirituale al mondo celeste, al luogo intelligibile. E poiché la loro presenza non è sempre evidente a tutti quanti, a ricordarcelo ci sono le icone, tramite le quali ascendiamo dall’immagine all’archetipo».

