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SE

Le vicinanze di Van Gogh. Testo francese a fronte

René Char

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

«...Sottosuolo non è affatto rifugio, ma corpo aperto, accerchiato d'alba lasciva...». Il bagliore degli astri e del cielo, il buio più segreto della terra e la sua notte, costituiscono i due termini di un unico percorso nel quale René Char ci introduce con questo suo libro. Nel presentimento della morte, nella veglia senza paradiso della vecchiaia, il viaggio estremo, tra memoria del passato e lucido sguardo su un presente sempre più spento e demente, si compie attraverso ineliminabili presenze in cui forte continua a pulsare «materia indubitabile» la vita. Luoghi familiari e nomi familiari di animali, spazi siderali e spazio domestico, tutti racchiudono con la stessa intensità un'unica passione: il «rosso degli uomini», fuoco e luce che conobbero anche Georges de La Tour e Vincent Van Gogh. Con uno scritto di Georges Poulet
12,00 11,40

Il romitaggio della dimora illusoria

Matsuo Bashô

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 93

«Gli haikai sono fastidiosi, come erbe sul sentiero della vita» confidò Bash? a Inen. Sembra inoltre che talvolta si lasciasse sfuggire con i discepoli parole dileggianti gli haikai. Parole del tutto logiche in un uomo che aveva abbandonato il mondo e che considerava la vita un sogno incessante. Ma non v'è dubbio che nessuno si appassionò con altrettanto fervore a simili «erbe sul sentiero». Perciò potrebbe essere lecito domandarsi se tale affermazione non sia che un vezzo. Toh? racconta: «Il vecchio affermò che v'è sempre qualcosa da imparare. "Quando compongo non v'è spazio, neppure per un capello, tra me e il tavolino, e i pensieri fluiscono rapidi, non ho più dubbi. Ma quando mi allontano dal tavolino, non sono altro che cartacce" ammonì poi con severità. Proseguì dicendo che talvolta comporre era come tagliare un grosso albero. Bisognava essere capaci di colpire al limite dell'elsa con un fendente, come quando si spacca in due un melone. Come quando si affondano i denti in una pera». Con tale impeto si espresse Bash?, quasi stesse insegnando l'arte della spada. Non sono certamente, le sue, parole di un uomo che ha abbandonato il mondo e che considera gli haikai un gioco. (Dallo scritto di Ry?nosuke Akutagawa)
13,00 12,35

Friedrich Nietzsche

Lou Andreas-Salomé

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 272

Mia cara Lou, la Sua idea di una riduzione dei sistemi filosofici ai documenti personali dei loro autori è davvero il pensiero di una «mente sorella»: io stesso, a Basilea, ho esposto in questo senso la storia della filosofia antica, e amavo dire a quanti mi ascoltavano: «Questo sistema è stato confutato ed è morto, ma la persona che vi sta dietro non è confutabile, la persona non può considerarsi morta» - Platone, ad esempio [...]. Per quanto concerne la Sua «Caratterizzazione di me stesso» che, come Lei scrive, risponde a verità, mi ha fatto venire in mente quei miei versi della Gaia scienza, [...] dal titolo «Richiesta». Indovini un po', mia cara Lou, quel ch'io richiedo? [...] Ieri pomeriggio ero felice: il cielo era azzurro, l'aria mite e tersa, ero nella Rosenthal, richiamatovi dalla musica della Carmen. Sono rimasto seduto là per tre ore, e ho bevuto il secondo cognac di quest'anno, in ricordo del primo (ah! com'era cattivo!), e intanto meditavo, in tutta innocenza e malizia, se non avessi una qualche predisposizione alla follia. Alla fine mi sono detto: no. Poi è iniziata la musica della Carmen e per una mezz'ora sono stato sopraffatto dalle lacrime e dal batticuore. Quando leggerà queste cose, Lei concluderà di certo: sì! e prenderà un appunto per la «Caratterizzazione di me stesso». Venga presto a Lipsia, ma presto davvero! Perché soltanto il 2 ottobre? Adieu, mia cara Lou! (Lettera di Friedrich Nietzsche a Lou von Salomé a Stibbe, Lipsia, presumibilmente il 16 settembre 1882).
26,00 24,70

Jisei. Poesie dell'addio

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 128

"Jisei si chiama in giapponese l'ultima poesia, quella composta quando il mondo attorno comincia, silenziosamente, ad allontanarsi e si resta soli con se stessi di fronte al passo più difficile. Nessuna cultura, che io sappia, ha coltivato con tanta passione e perseveranza come quella nipponica la tradizione di questo gesto, breve e definitivo, che in pochi versi consegna o ha l'ambizione di consegnare un'intera esistenza - un'anima -a chi verrà. Per secoli, da che la scrittura ce ne ha lasciato testimonianza fino a oggi, o almeno fino a qualche decennio fa, prima che anche le scansioni del vivere e del morire si facessero troppo sbrigative, i giapponesi sul letto di morte si sono fatti passare il pennello o hanno dettato a un familiare, a un discepolo, a un amico il pensiero estremo. Chi avesse la pazienza di scorrere lo sterminato repertorio di questi addii, disseminati nelle prime antologie, negli scritti agiografici sulle vite dei monaci o nei poemi epici, nei resoconti di viaggio, nelle raccolte monografiche o collettive dei poeti, si troverebbe di fronte a una vera e propria storia letteraria e spirituale del Giappone". (Ornella Civardi)
14,00 13,30

Il sacro

Rudolf Otto

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 200

«Questo libro di Rudolf Otto» scrive il grande storico del cristianesimo Ernesto Buonaiuti (1881-1946), a cui si deve questa traduzione «è di una potente ricchezza di contenuto. Esso racchiude le prime linee di una filosofia della religione destinata - noi lo crediamo fermamente - a una singolare larghezza di ripercussioni e di applicazioni». E realmente Il sacro, l'opera fondamentale di Rudolf Otto (1869-1937), uno dei più grandi rappresentanti della teologia protestante liberale, è un'opera di eccezionale potenza. Apparso per la prima volta in Germania nel 1917, indaga «ciò che costituisce l'intima essenza di ogni religione», di ogni fenomeno religioso, ossia la categoria del sacro, il cui dato fondamentale e originale è il «numinoso», il razionalmente indeducibile, il concettualmente inesplicabile. In esso il divino si manifesta come «mysterium tremendum» e «fascinans», come il nascosto, il non rivelato, l'«assolutamente altro», che terrorizza e al tempo stesso affascina, che sconvolge e sbigottisce con la sua «tremenda majestas», dinanzi a cui ogni creatura è schiacciata nella propria nullità, nel suo essere «fango e cenere e nient'altro». Il sacro è dunque essenzialmente, originariamente, «tremendum» e «fascinans» e solo più tardi la religione - al suo livello più alto nel cristianesimo - si autofonda come autonoma esperienza, si razionalizza, dando corpo da una parte alle idee di giustizia, di legge morale, di peccato e di redenzione, e dall'altra all'immagine della divinità come provvidenza, come misericordia, come amore.
22,00 20,90

Fra terra e cielo. Vita di Daniele stilita

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

«Quando tirarono giù la ringhiera, lo trovarono con le ginocchia piegate al petto, le cosce attaccate ai talloni e ai polpacci. E dopo che il suo corpo venne disteso a forza, ci fu uno scricchiolio d'ossa sì da pensare che fosse andato in pezzi; ma una volta disteso, non mancava assolutamente nulla, anche se i piedi erano consumati dalle infezioni e mangiati dai vermi. La massa dei capelli che scendeva dal capo era divisa in dodici trecce, ciascuna delle quali lunga quattro cubiti; allo stesso modo anche la barba era divisa in due, e ciascuna treccia era lunga tre cubiti; tutto questo lo vide la maggior parte degli uomini devoti a Cristo. Lo rivestirono con una tunica di pelle, come era suo costume, e, portata una tavola, la collocarono sulla colonna ed egli fu deposto sopra di essa».
21,00 19,95

Carmi priapei

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

"La cattiveria, l'aspra misoginia, il più logoro e consunto luogo comune sconcio scatta in arguzia, e la volgarità si riscatta in leggerezza, finisce in risata o in irridente sentenza gnomica. Ecco il trionfo gaudioso dei Carmina Priapea nell'astutissimo gioco verbale di senso e di suono che incalza ossessivo il fantasma fallico, più che il fallo, fino a circuirlo e a stringerlo in una griffa di complice tenerezza. Sferzante però resiste l'intento morale, di fustigazione dei costumi, che manda in frantumi il supercilium dei Romani, la gravitas tradizionale, pur nella discontinuità delle voci, rigorosamente anonime, che lì dove il tono è minore e minore la tensione che le regge, non mancano di apparire monocordi o ripetitive. Ma si sa, l'osceno non è facile, sempre in bilico sul precipizio, legato a un sottilissimo filo d'intelligenza [...]. Il divertimento, in senso etimologico, come brusco spostamento e improvviso mutamento, segna questi testi per lo più epigrammatici, e avviene che l'elemento fallico sia ridotto a puro pretesto e, spogliato per così dire della sua consistenza, si tramuti in altro da sé, - figurazione con altri sensi e significati, di altre ossessioni o fobie, soprattutto quando la freccia dell'offesa, con la punta intinta in altro veleno, mira ad altro bersaglio." (Dalla postfazione di Jolanda Insana)
22,00 20,90

Chiari del bosco

María Zambrano

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

"Le caratteristiche di Chiari del bosco corrispondono a quelle della 'guida', un genere di testo passato in Spagna dall'Oriente, che è composto di figure alimentate dalla fantasia piuttosto che da argomentazioni, che è insieme comunicativo ed enigmatico, che suggerisce più di quanto non dica perché vuole che le sue verità rinascano e rivivano il più direttamente possibile nell'interiorità del lettore. Questi viene condotto, così, non tanto a condividere un sapere, quanto ad assimilare un'esperienza di tipo iniziatico, alimentata da una scrittura fortemente ellittica, lampeggiante, ora fin troppo coordinata ora bruscamente scoordinata, che lo obbliga a farsene coautore, a esporsi con tutto se stesso azzardando significati che il testo non garantisce. E che confluiscono in un 'logos sommerso' o 'logos del pathos', come la Zambrano ha chiamato in un'altra opera questa forma di comprensione inseparabile dalla situazione vitale di quanti si trovano a parteciparne. Di qui il riecheggiare, in queste pagine, della visione sapienziale dei presocratici, delle religioni salvifiche greche e romane, della tradizione gnostica, dell'idea - mutuata tra l'altro da Nietzsche - della filosofia come 'trasformazione'." (dallo scritto di Carlo Ferrucci)
20,00 19,00

Poesie

Aleksandr Blok

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 200

«Pervasa dal disperato presagio della vicina catastrofe, dall'ansia febbrile del crollo del vecchio mondo, la poesia blokiana è poesia di confine» scrive Angelo Maria Ripellino, il magistrale curatore delle poesie del massimo esponente del simbolismo russo. «I versi di Blok preannunciano il cataclisma della Rivoluzione con la sottigliezza vibratile di strumenti sismici. La trepidazione smaniosa di quegli "anni terribili", anni di accese speranze e di tragiche frane, si immedesima nei suoi versi con il destino e l'orgasmo del poeta, si riflette nella sua agitata vicenda di estasi e di cedimenti, di metafisici sogni e di arlecchinate. La poesia blokiana si sviluppa dunque come un romanzo lirico, incentrato sulla figura del poeta e dominato dalla magia della musica, il connettivo che amalgama in un'unica sostanza gli eventi terrestri, il tumulto del sangue, l'ebrezza smodata della passione, l'angoscia di vivere».
24,00 22,80

Teoria della natura

Johann Wolfgang Goethe

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 176

"L'uomo che ha visto schiudersi dinnanzi a sé le porte della vita - Wolfgang Goethe - e ha fatto scostare dinnanzi al suo incedere uomini e cose, è stato infine fermato, nell'autunno della sua esistenza trionfante, da solide barriere. La parte più seria del suo operare, l'indagine della natura, è stata per lui - come vuole la giustizia della vita - la più avara di successo. Uno dei grandi organismi della storia umana, la scienza moderna, aveva preso un'altra direzione, e il suo corpo era ormai troppo poderoso per poter essere sovvertita da un grande individuo. Per Goethe la natura è vivente e divina, per la scienza moderna è morta, o comunque inferiore all'uomo: qui sta la frattura. Nei due casi si guarda ai fenomeni con occhio diverso. Da un lato, l'oggetto cui ci si rivolge è res extensa, pura quantità, o comunque una selvaggina da catturare, uno strumento da forgiare secondo l'utilità dell'uomo, da interpretare secondo un finalismo terreno, un problema per l'intelletto, una catena di cause ed effetti; dall'altro, la natura è - spinozianamente - la divinità, l'oggetto limitato contiene, alla maniera rinascimentale, l'infinito, e ogni cosa è, come già pensavano i greci, un'individualità essenziale." (Dallo scritto di Giorgio Colli)
23,00 21,85

Il diavolo in corpo

Raymond Radiguet

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 128

"Il diavolo in corpo" - che qui presentiamo nella bellissima traduzione della poetessa Marica Larocchi -, prototipo dei best seller del primo Novecento, che al suo apparire ebbe un'accoglienza entusiastica da parte della critica e ottenne un immenso successo di pubblico, è ancora oggi un romanzo che affascina, che turba, che avvince il lettore. Ambientato ai tempi della Prima guerra mondiale, in una Parigi cupa, tetra, luttuosa, ha come protagonista un adolescente, che diviene l'amante di una giovane donna più grande di lui, promessa sposa di un soldato al fronte. È un'iniziazione sentimentale e sessuale febbrile, sconvolgente, dall'esito tragico: la donna, rimasta incinta, muore di parto, lasciando l'adolescente devastato, segnato per sempre. E dopo pochi anni dall'apparizione del romanzo, anche Raymond Radiguet muore, nel 1923, all'età di vent'anni.
19,00 18,05

Oppio

Jean Cocteau

Libro: Copertina morbida

editore: SE

anno edizione: 2020

pagine: 176

Nel 1928, cinque anni dopo la morte dell'amico Raymond Radiguet, durante una cura disintossicante in clinica, Jean Cocteau, oppiomane, scrive e disegna. Per lui le due attività appartengono a un medesimo atto creativo: «Scrivere, per me, è disegnare, unire le linee in modo che diventino scrittura, o disunirle in modo che la scrittura diventi disegno». Così, nel corso delle giornate, dei singoli istanti, sotto i nostri occhi nasce un libro fatto di annotazioni, di giochi di parole, di giudizi da poeta («Il mio sogno, in musica, sarebbe di ascoltare la musica dei mandolini di Picasso»). Ai commenti sulla letteratura e sugli scrittori (si vedano le pagine ammirevoli su Proust, su Raymond Roussel) si aggiungono le osservazioni sul cinema (Buster Keaton, Chaplin, Buñuel), sulla poesia, sull'arte. Ma il tema lancinante, che ritorna a ogni pagina, è quello dell'oppio: «Mi sono reintossicato perché i medici che disintossicano non cercano di guarire i disturbi originari che causano l'intossicazione...». Ma il disturbo originario può essere guarito? «Tutto ciò che si fa nella vita, anche l'amore, lo si fa nel treno espresso che corre verso la morte. Fumare l'oppio è abbandonare il treno in marcia, è occuparsi d'altro che della vita, della morte». In questo libro Jean Cocteau ritrova la grande tradizione dei poeti visionari, quella di De Quincey, di Baudelaire, e soprattutto di Rimbaud.
21,00 19,95

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