Libri di Herman Melville
Moby dick or the white whale
Herman Melville
Libro
editore: Dante Alighieri
anno edizione: 2009
pagine: 144
Ishmael, narratore e testimone, si imbarca sulla baleniera "Pequod", il cui capitano è Achab. Il capitano ha giurato vendetta a Moby Dick, una immensa balena bianca che, in un viaggio precedente, gli aveva troncato una gamba. Inizia un inseguimento per i mari di tre quarti del mondo. Lunghe attese, discussioni, riflessioni filosofiche, accompagnano l'inseguimento. L'unico amico di Ishmael morirà prima della fine della vicenda. E' Queequeg, un indiano che si era costruito una bara intarsiata con strani geroglifici. Moby Dick viene infine avvistata e arpionata. Trascinerà nell'abisso lo stesso Achab, crocefisso sul suo dorso dalle corde degli arpioni. Ishmael è l'unico che sopravvive, usando, come zattera, la bara di Queequeg.
Benito Cereno
Herman Melville
Libro: Copertina morbida
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2008
pagine: 119
È una singolare giornata dell'anno 1799 e il capitano Delano, fermatosi sulle coste cilene per far acqua nell'isolotto di Santa Maria, avvista la nave San Dominique che sembra aver perso il governo e riesce a salire a bordo con qualche provvista. La San Dominique trasporta schiavi negri e altra merce di valore. Durante la traversata è scoppiato un ammutinamento e i negri, uccisa la maggior parte dell'equipaggio bianco, hanno risparmiato la vita a Benito Cereno, il comandante, perché li riporti in Africa. Scampati a un naufragio a Capo Horn la nave è ferma, in balìa di una misteriosa attesa. "Benito Cereno" è una grande e tragica avventura di mare, che rivela l'aspetto buio, profondo dell'umanità.
Bartleby. Benito Cereno
Herman Melville
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2014
pagine: 144
In versione integrale, i più grandi classici della letteratura angloamericana in lingua originale. Le opere sono accuratamente commentate e riportano la biografia dei singoli autori.
Bartleby. Benito Cereno
Herman Melville
Libro
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2001
pagine: 144
Bartleby, lo scrivano-Benito Cereno
Herman Melville
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2004
pagine: 192
La varietà delle esperienze e l'acuta percezione delle realtà storiche, la profondità del dramma morale che egli visse e la grandiosità fantastica, la complessità psicologica, la ricchezza epica con cui lo mise in scena, fanno di Melville uno dei protagonisti della letteratura moderna. Potenti raffigurazioni dei dilemmi dinanzi a cui dovrebbe fermarsi ogni umano giudizio, "Bartleby" e "Benito Cereno" sono racconti incentrati su figure quotidiane, antieroiche, che rivelano un disinteresse sempre più profondo per l'avventura: per questi esseri frustrati, inerti dinanzi al "muro" della realtà, la maturità è silenzio.
Tre scene da Moby Dick. Testo inglese a fronte
Herman Melville, Alessandro Baricco, Ilario Meandri
Libro: Copertina morbida
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2017
pagine: 151
Nel novembre 2007 va in scena all'Auditorium Parco della Musica di Roma Moby Dick. Il reading. Il progetto diventa in seguito un libro in cui Alessandro Baricco traduce e commenta alcune scene significative del capolavoro di Herman Melville disvelandone l'architettura. Baricco individua una nuova possibile struttura del romanzo, che restituisce al lettore il privilegio di leggere, ascoltare, gustare insieme scene, eventi e dialoghi lontani tra loro. Ecco quindi che l'ingaggio di Ishmael - pagine ricche di ironia che virano spesso verso la commedia - viene accostato alla partenza del Pequod: il lento allontanarsi dalla sicurezza del porto che segna l'inizio del cambio di registro, portale d'ingresso nella tragedia. La celebre scena del doblone, quella in cui l'oscuro capitano Ahab convince l'intera ciurma a perseguire una sua ossessione privata - scovare e sconfiggere la Balena Bianca - viene qui rivisitata e riletta in chiave teatrale. Baricco in questo caso amplifica la difformità stilistica del romanzo. L'immediatezza scenica, i dialoghi secchi in cui le battute sono precedute dal solo nome del personaggio, le poche descrizioni che potrebbero far pensare a scarne didascalie ci introducono in un universo che non è più quello del romanzo, ma quello di una poesia "travestita".
Moby Dick
Herman Melville
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2016
pagine: XXXVI-756
Ishmael, narratore e testimone, si imbarca sulla baleniera "Pequod", il cui capitano è Achab. Il capitano ha giurato vendetta a Moby Dick, una immensa balena bianca che, in un viaggio precedente, gli aveva troncato una gamba. Inizia un inseguimento per i mari di tre quarti del mondo. Lunghe attese, discussioni, riflessioni filosofiche, accompagnano l'inseguimento. L'unico amico di Ishmael morirà prima della fine della vicenda. È Queequeg, un indiano che si era costruito una bara intarsiata con strani geroglifici. Moby Dick viene infine avvistata e arpionata. Trascinerà nell'abisso lo stesso Achab, crocefisso sul suo dorso dalle corde degli arpioni. Ishmael è l'unico che sopravvive, usando, come zattera, la bara di Queequeg. Con un saggio diHarold Bloom
Moby Dick
Herman Melville
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2016
pagine: XXVI-695
"Da più di un secolo e mezzo uno spettro si aggira nelle acque extraterritoriali della letteratura: Moby Dick. Coalizzati in una sacra caccia, da allora non facciamo che braccarlo, per sottometterlo alle nostre interpretazioni, e questa caccia maniacale e consapevole, che è anzitutto una caccia a noi stessi, ci condanna. Melville compose in una stagione di creatività febbrile quello che è un romanzo d'avventura e un trattato gnostico, un saggio enciclopedico e una cosmogonia pagana, una fiaba mostruosa e un'allegoria intollerabile, un'epopea o una forma totalmente nuova". (Ottavio Fatica) Con uno scritto di Mario Vargas Llosa e un saggio di D. H. Lawrence.
Bartleby lo scrivano
Herman Melville
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2015
pagine: 144
"Bartleby lo scrivano", apparso nel 1853, tra i più bei racconti dell'epoca moderna, parla di un comico scrivano che rivendica l'ozio e il silenzio, contro tutte le pressioni dell'utilitarismo americano. Imitato, meditato e tradotto da alcuni dei massimi scrittori contemporanei, come Borges, Beckett, Michel Leiris, Georges Perec, Italo Calvino (che intendeva dedicargli l'ultima delle sue "Lezioni americane"), è anche una parabola sul lavoro di scrivere destinata a sconvolgere molte idee. La traduzione di Gianni Celati ce lo restituisce in tutta la sua freschezza, con una umoristica adesione ai tic di Bartleby (per esempio la sua celebre frase: "Avrei preferenza di no"). Inoltre Celati presenta un suo studio sull'esilarante scrivano, la versione delle lettere di Melville nel burrascoso periodo di passaggio da "Moby Dick" a "Bartleby" e un elenco ragionato delle varie interpretazioni del racconto.
Moby Dick
Herman Melville
Libro: Libro in brossura
editore: Gribaudo
anno edizione: 2026
pagine: 672
Ismaele ha deciso di lasciare tutto e di buttarsi in mare aperto: quando la vita diventa troppo stretta, lui si imbarca e riparte da zero. Così raggiunge New Bedford, una città portuale ruvida e piena di marinai, dove cerca un passaggio per arrivare a Nantucket e da lì salire su una baleniera. Non sa bene cosa lo spinga verso quell’avventura, forse il desiderio di fuga, forse un richiamo più profondo. Alla Locanda dello Sfiato, tra atmosfere da leggenda e racconti inquietanti, Ismaele si ritrova senza un letto… o quasi. L’unico posto libero è da condividere con uno sconosciuto che il locandiere definisce “particolare”. E quando l’uomo rientra, Ismaele capisce subito perché: Queequeg non è il classico marinaio, è un arpioniere tatuato dalla testa ai piedi, misterioso, silenzioso e incredibilmente forte. L’incontro tra i due è caratterizzato da diffidenza e timore, ma è destinato a dare l’abbrivio a una delle amicizie più iconiche della letteratura. Da qui parte il viaggio che li condurrà sulla Pequod, a conoscere il capitano Achab e la sua ossessione: una creatura immensa, bianca come una ferita nel mare, chiamata Moby Dick. Sì, Ismaele, lo stesso fato può toccare a te. Una lancia sfondata mi renderà immortale per decreto. Sì, c’è la morte in quest’affare della caccia alla balena… un indicibilmente rapido, caotico far fagotto d’un uomo per l’Eternità. E allora? Mi sembra che abbiamo enormemente frainteso questa faccenda della Vita e della Morte. A me sembra che il mio corpo non sia che la feccia del mio essere migliore. In realtà, si prenda il mio corpo chi vuole, se lo prenda pure, dico, tanto non sono io. E allora tre evviva per Nantucket, e la lancia sfondata e il corpo sfondato vengano quando vogliono, che l’anima non può sfondarmela neanche Giove in persona. Un classico che continua a vibrare di libertà, avventura e verità.
Billy Budd
Herman Melville
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2018
pagine: 176
Scritto pochi mesi prima della morte di Melville, “Billy Budd” è una storia di mare ambientata su una nave da guerra inglese alla fine del Settecento. Un mozzo ventenne ingiustamente accusato dal maestro d’armi viene impiccato e rimane nella memoria degli altri marinai con la vivida forza dei martiri. Come sempre in Melville, la narrazione si configura come simbolica rappresentazione di una condizione esistenziale in cui il bene e il male, il giusto e l’ingiusto hanno la stessa forza di realtà. La verità del racconto accarezza la purezza della vittima innocente, l’austero rigore del capitano Vere (che condanna Billy pur riconoscendolo senza colpa), ma anche la criminosa follia del mefistofelico Claggart.

