Libri di Pier Aldo Rovatti
Il paiolo bucato. La nostra condizione paradossale
Pier Aldo Rovatti
Libro
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 1998
pagine: 210
Il testo invita il lettore a compiere una serie di percorsi attraverso il territorio della filosofia e altri territori vicini, per descrivere quella che l'autore chiama "la nostra condizione paradossale". L'umorismo, il gioco, la follia vengono chiamati in causa per sostenere il rischio di una scommessa che appare sempre più urgente per capire dove siamo, come ci muoviamo, come possiamo pensare.
L'università senza condizione
Jacques Derrida, Pier Aldo Rovatti
Libro
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2002
pagine: 115
Un singolare volume sul destino delle nostre università in un momento in cui l'idea di università appare snaturata. Il nucleo insopprimibile di questa idea è per Derrida l'"incondizionatezza", la libertà intrinseca alla professione dell'insegnare. Rovatti è d'accordo ma a condizione di guardare con attenzione a quel che accade in casa nostra, dove il fantasma dell'azienda sembra restringere gli spazi e togliere slancio all'università stessa.
Abitare la distanza. Per una pratica della filosofia
Pier Aldo Rovatti
Libro: Libro in brossura
editore: Raffaello Cortina Editore
anno edizione: 2007
pagine: XXX-183
"Abitare la distanza" è la condizione dell'uomo, caratterizzata dal paradosso: egli è dentro e fuori, vicino e lontano, ha bisogno di un luogo, di una casa dove "stare" ma poi, quando cerca questo luogo, scopre il fuori, la distanza, l'alterità. Nello scenario del pensiero contemporaneo, l'autore interroga i filosofi che guardano in questa stessa direzione - Heidegger, Derrida, Lacan, ma anche Merleau-Ponty, Ricoeur, Bateson -, non solo descrivendo una condizione "impossibile" ma soprattutto indicando un modo, un atteggiamento, un "come" stare nel paradosso. E proponendo alcuni esercizi - nello stile di possibili pratiche filosofiche - relativi allo sguardo, all'ascolto e alla scrittura.
Teorie e istituzioni penali. Corso al Collège de France (1971-1972)
Michel Foucault
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2019
pagine: 352
"Ciò che caratterizza l'atto di giustizia non è il ricorso a un tribunale e a dei giudici; non è l'intervento dei magistrati (anche quando si limitavano a essere dei mediatori o degli arbitri). A caratterizzare l'atto giuridico, il procedimento o la procedura in senso ampio, è lo sviluppo regolato di una controversia. E in questo sviluppo, l'intervento dei giudici, il loro parere o la loro decisione costituiscono sempre e soltanto un episodio. Ciò che definisce l'ordine giuridico è il modo di affrontarsi, la maniera in cui ci si scontra. La regola e la lotta, la regola nella lotta: è questo il giuridico." "Teorie e istituzioni penali" è il titolo scelto da Michel Foucault per il corso che tenne al Collège de France dal novembre 1971 al marzo 1972. In queste lezioni Foucault ha teorizzato per la prima volta la questione del potere, che sarà al centro della sua ricerca fino alla scrittura di "Sorvegliare e punire" nel 1975 e oltre. A partire dallo studio minuzioso della repressione architettata da Richelieu per respingere la rivolta dei Piedi scalzi (1639-1640), il corso analizza la nascita di un dispositivo del potere che rompe con le istituzioni giuridiche e giudiziarie del Medioevo e si sviluppa in un apparato di repressione statale, la cui principale funzione è difendere il proprio ordine. Con lo studio delle "matrici giuridico-politiche" prende forma l'approccio sistematico alla storia della verità, già avviato l'anno precedente con le Lezioni sulla volontà di sapere, ed emerge il ruolo centrale della relazione tra sapere e potere. Con questo volume si conclude la pubblicazione delle lezioni tenute da Michel Foucault al Collège de France, cominciata in Francia nel 1997.
Dentro le parole. Per una critica dell'individualismo
Pier Aldo Rovatti
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2024
pagine: 234
Dalla discussione politica ai media, dalla scuola a specifici eventi culturali, questo nuovo volume di Pier Aldo Rovatti raccoglie e rielabora riflessioni sulla nostra contemporaneità pregne di significato. Il filo conduttore è chiaro: le difficoltà che abbiamo di vivere il presente, a causa soprattutto dell’individualismo trionfante e apparentemente non curabile. In uno spazio e in un tempo in cui ognuno è troppo concentrato su di sé, sulla propria individualità, Rovatti sostiene che bisogna cambiare prospettiva, a cominciare dalla dimensione privata di ciascuno di noi: bisognerebbe aprirsi agli altri, consapevoli dell’alterità che abita in noi, facendo del dubbio – e non delle verità assolute – la nostra forza. Del resto, il centro del pensiero debole – quella che l’autore chiama “etica minima” – sta nel mettere in discussione il concetto di verità univoca. Solo così parole come “società” e “socialità” acquisterebbero concretezza.
Scritti 1953-1980
Franco Basaglia
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2023
pagine: 936
Gli “Scritti” di Franco Basaglia, qui proposti con le prefazioni di Pier Aldo Rovatti e Mario Colucci, sono la testimonianza più completa del percorso che portò il loro autore a teorizzare la più grande rivoluzione dell’istituzione psichiatrica in Italia. Composti tra il 1953 e il 1980, anno della morte, e frutto delle esperienze da medico e studioso nelle strutture manicomiali di Gorizia, Parma e Trieste, questi testi permettono di riscoprire le molte sfumature di un pensiero ancora oggi necessario, capace di far cadere i confini tra politica, scienza e filosofia. Già dopo i primi contatti con la cultura psichiatrica, infatti, Basaglia si spinse a indagare un terreno più ampio, dove non era in gioco soltanto la pratica medica, ma una visione complessiva dell’essere umano, al di fuori della quale sarebbe stato impossibile attribuire senso a termini come malattia, salute e follia. Si delinearono così nelle sue ricerche e nelle sue riflessioni i tratti di un nuovo umanesimo, in cui la psichiatria fu costretta a cedere le proprie pretese di assolutezza e neutralità, a confrontarsi con il pensiero di filosofi come Sartre, Heidegger, Husserl, Foucault e Merleau-Ponty, e con le inquietudini politiche e sociali del dopoguerra. In queste pagine si può assistere passo dopo passo al percorso che ha dato vita alla legge 180 del 1978, che ha sancito la soppressione degli ospedali psichiatrici e la trasformazione dell’assistenza psichiatrica sul territorio: una lotta di liberazione segnata dalla costante ricerca di un confronto con la sofferenza psichica, e soprattutto dal riconoscimento del carattere politico e violento di ogni intervento del potere sul corpo. Prefazioni di Pier Aldo Rovatti e Mario Colucci.
Michel Foucault
Pier Aldo Rovatti
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2023
pagine: 144
“L’incontro con il pensiero di Michel Foucault, alla metà degli anni settanta, ha riempito e arricchito il mio percorso fenomenologico,” scrive Pier Aldo Rovatti, “costruito sul rapporto con Enzo Paci e sul lavoro di direzione della rivista ‘aut aut’. La questione del potere, collocata storicamente, ha dato concretezza alla mia idea di esercizio filosofico. Qui, anche attraverso alcuni brevi testi che via via ho scritto, testimonio un itinerario che per il pensiero debole si è rivelato decisivo.” Pier Aldo Rovatti è uno dei più grandi interpreti del pensiero di Michel Foucault e ci guida attraverso una lettura intima e carica di memoria al cuore della grande domanda sul rapporto fra vita e verità.
Where thought hesitates. Gregory Bateson and the double bind
Tiziano Possamai
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis International
anno edizione: 2022
pagine: 162
Prefazione di Pier Aldo Rovatti.
La teoria dei bisogni in Marx
Ágnes Heller
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2021
pagine: 160
In una delle sue opere più apprezzate Ágnes Heller torna a discutere della teoria dei bisogni di Marx, elemento cardine del pensiero del filosofo di Treviri. Heller rintraccia nei “bisogni radicali”, identificati nella gratificazione professionale, nello studio, nel tempo libero, quei bisogni che per natura non possono essere soddisfatti dalla società capitalistica, strutturata su una serie di bisogni quantitativi, alienanti e non appagabili. Se la società contemporanea non somiglia nemmeno lontanamente a quella auspicata da Marx, allora la sua trasformazione rivoluzionaria deve fondarsi su un sistema di bisogni di natura qualitativa. Ed è per questo che, anche a distanza di molti anni dalla prima edizione, la visione custodita in questo volume appare come una lucidissima analisi del nostro tempo e delle sfide che oggi siamo chiamati a intraprendere per aspirare a una nuova idea di futuro. Prefazione Pier Aldo Rovatti.
La filosofia è un esercizio
Pier Aldo Rovatti, Nicola Gaiarin
Libro: Copertina morbida
editore: La nave di Teseo
anno edizione: 2020
pagine: 240
La filosofia, se vuole davvero essere all'altezza di una vocazione critica rispetto al mondo e all'esperienza, dovrebbe essere soprattutto un esercizio. Cioè qualcosa che si pratica in prima persona, con un certo margine di rischio. Seguire il percorso di pensiero e ricerca di Pier Aldo Rovatti significa fare i conti con quasi cinquant'anni di cultura italiana: Giorgio Strehler e Paolo Grassi, l'amicizia con Derrida, il lavoro editoriale, la partecipazione all'esperienza di "Alfabeta", i cosiddetti anni di piombo, Franco Fortini e Gillo Dorfles, l'incontro con Basaglia, il '68 e le lotte politiche, il suo maestro Enzo Paci, che dialoga con Husserl, Ricoeur e Merleau-Ponty, la direzione di "aut aut". Ogni incontro è un pezzo di pensiero che entra, di riflesso, nell'elaborazione teorica di un intellettuale che ha costruito il suo modo di fare filosofia parlando sempre con semplicità anche di cose complesse. Che non significa renderle banali, ma mettere davanti a chi le ascolta una scala, e invitarlo a salire.
Gli egosauri
Pier Aldo Rovatti
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2019
pagine: 189
A partire da una serie di eventi che hanno caratterizzato la scena italiana negli ultimi tempi, queste rapide cronache cercano di farci vedere come agiscono, come pensano, come fanno politica, questi egosauri che sono penetrati silenziosamente nel nostro mondo pubblico ma anche nelle vite di ciascuno di noi. E lo fanno soprattutto attraverso le parole più utilizzate – «popolo» in primis – ormai svuotate di senso, ma riempite di rabbia, paura e risentimento. Parole che sembrano annunci, ma che sono già fatti concreti, atti minacciosi, pratiche autoritarie. Parole che stanno ottundendo lentamente la nostra capacità di percepire. Non a caso il sapere che attualmente circola è intriso di un potere prepotente, e per lo più mediocre, basato sull'idea barbarica che bisogna sempre «vincere», ovvero dominare sugli altri. Il che spiega bene la recessione culturale in cui siamo piombati, che sta facendo saltare la pratica della riflessione rendendola perfino anacronistica. E qui non si sta parlando solo di pensiero critico (di cui c'è un gran bisogno), ma della semplice abitudine a riflettere, cioè a fermarsi un momento per pensarci su.

