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Il Saggiatore

Like a Rolling Stone. Interviste

Bob Dylan

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 592

Bob Dylan non si fa intervistare. Quella che dipinge il musicista come schivo, riservato, persino scontroso è in realtà una leggenda metropolitana. Certo, Bob Dylan non ha mai amato essere costretto a tenere rapporti continuativi con la stampa. Ma nel corso della sua lunga carriera ha tenuto molte conferenze, ha partecipato a programmi radiofonici e televisivi, chiacchierato con giornalisti e scrittori, rilasciato interviste mirate. Spesso ha risposto in modo evasivo o sibillino a domande banali e di poco conto, però quando gli si rivolgevano domande intelligenti offriva risposte rivelatrici sulla sua musica e sulla sua vita privata. "Like a Rolling Stone" raccoglie interviste e dichiarazioni, spesso inedite, che attraversano tutta la carriera di Bob Dylan, dagli esordi al conferimento del premio Nobel per la Letteratura. In queste pagine Dylan parla dei suoi inizi e dell'influenza di musicisti come Little Richard, Woody Guthrie e Doug Sahm; rievoca le collaborazioni con Mike Bloomfield, Tom Petty e George Harrison e descrive il modo in cui si è evoluta la sua tecnica compositiva, passata da una generazione istintiva a una costruzione più ragionata; racconta il desiderio di non rimanere intrappolato nelle aspettative altrui o nelle gabbie di un solo stile musicale e rivela un lato inaspettatamente intimo rispetto all'amore e alla felicità trovata nelle piccole gioie della vita quotidiana e della famiglia. "Like a Rolling Stone" raccoglie ricordi, confessioni sincere, battute taglienti, meditazioni sulla musica e sul significato dell'arte, ripercorrendo oltre cinquant'anni nella carriera di uno dei più importanti artisti e cantautori di quest'epoca; uno dei pochi musicisti che risultano affascinanti e magici sia quando suonano sia quando parlano.
25,00 23,75

Oceanides

Riccardo Capoferro

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 496

Negli anni ottanta del Seicento, il giovane Kenton si imbarca per la Giamaica per lavorare in una piantagione di zucchero. Ma, convinto di essere destinato a cose più grandi, presto risponde al richiamo dell'avventura e della libertà: abbandona la piantagione e si unisce a una ciurma di bucanieri con i quali, appresa l'arte della navigazione e della pirateria, esplora i mari dei Caraibi, le acque del Pacifico e i chilometri di costa che preludono a foreste rigogliose. Ed è nella giungla di Darien - dove gli uccelli lasciano scie leggere e fuggevoli, e in un battito di ciglia sembrano moltiplicarsi - che Kenton sente il suo anelito di conoscenza esaltarsi. Lo sa bene: non esistono i draghi, gli unicorni o le sirene; ma nell'osservazione del mondo naturale c'è più di quanto sogni la mitologia. La sua indole di esploratore lo porta a riprendere il largo, in cerca di nuove terre, nuove verità. Sbarca quindi su un'isola enigmatica in cui vivono, in un lago dalle acque salvifiche, gli Oceanides, meravigliosi uccelli anfibi dalle cangianti piume azzurrine, entità affascinanti e indecifrabili che diventano la sua ossessione. Dedicherà la sua vita a loro e all'isola, deciso a comprenderne il segreto e destinato a rimanerne vittima. Discepolo di Stevenson e Defoe, Conrad e Salgari, con "Oceanides", Riccardo Capoferro rende omaggio alla grande tradizione del romanzo d'avventura, rinnovandone gli stilemi dall'interno con una scrittura capace tanto di evocare i suggestivi paesaggi caraibici, quanto di spiazzare con virate improvvise, che socchiudono la porta verso nuovi mondi. Al di là lampeggia - simile al guizzo di una sciabola - il potere unico della letteratura: rapire, come il più indiavolato dei bucanieri, il lettore.
19,00 18,05

Senza filtri. Interviste 1958-1996

Allen Ginsberg

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 664

Allen Ginsberg, la voce simbolo della Beat Generation e uno dei più influenti poeti e intellettuali del secolo scorso, parla qui in prima persona attraverso quarant'anni di interviste, interventi politici e semplici chiacchierate tra amici. "Senza filtri" tocca tutte le tematiche care al poeta, spaziando da ricordi personali a eventi che hanno segnato la storia e la cultura degli Stati Uniti: i numi tutelari Walt Whitman e William Blake, l'amicizia con i membri della Beat Generation - Kerouac, Burroughs, Ferlinghetti e Corso - e con Bob Dylan, le tecniche di composizione poetica, il linguaggio debitore del parlato e della cadenza jazz, la militanza politica e l'opposizione a ogni forma di autorità e dittatura, l'influenza del buddhismo e delle filosofie orientali, la vicinanza alla contestazione giovanile degli anni sessanta, l'amore per la pittura e la fotografia, l'omosessualità raccontata e vissuta senza schermi e il lunghissimo legame con Peter Orlovsky. In queste pagine Ginsberg interagisce con slancio e partecipazione con i suoi interlocutori, anche con chi lo critica o è apertamente ostile. E se nelle interviste degli ultimi anni ridimensiona gli ideali giovanili e certe posizioni utopistiche, fino alla fine mantiene un entusiasmo contagioso verso la vita e ogni manifestazione artistica. In "Senza filtri" Allen Ginsberg ci insegna che non esiste cesura tra arte e vita: l'arte è naturale come la vita stessa; la poesia è la fotografia dei nostri pensieri, vive nei ritmi del nostro sangue e dei nostri respiri. E può cambiare il mondo.
42,00 39,90

Piccolo manuale illustrato per cercatori di foglie

Giuseppe Zare

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 160

Amate anche voi conservare le foglie degli alberi tra le pagine di un libro? "Piccolo manuale illustrato per cercatori di foglie" è dedicato a voi. Accanto alle illustrazioni di Sofia Paravicini e ai testi di Giuseppe Zare, che raccontano mito e storia, botanica e meraviglia degli alberi, troverete infatti pagine bianche per custodire i vostri tesori: foglie larghe o sottili, robuste o delicate, dei più diversi colori - dai gialli e malinconici ventagli del Ginkgo biloba alle punte rosso sangue degli aceri autunnali - che vi ricorderanno per sempre l'incontro con le creature più misteriose e affascinanti del pianeta Terra.
15,00 14,25

Eureka! Storia avventurosa delle scoperte, invenzioni e prime volte che hanno cambiato l'umanità

Cody Cassidy

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 256

Il fuoco, i vestiti, le armi; il cibo, l'alcol, la scrittura; la medicina, la ruota, le nuove terre. Quella dell'umanità è una storia avventurosa, costellata di snodi fondamentali, piccole e grandi scoperte o invenzioni che hanno cambiato per sempre la nostra civiltà e l'ambiente intorno a noi e ci hanno trasformato da ominidi pelosi ma ingegnosi in esseri umani dotati di humour e gusti raffinati (e chissà se è stato un bene). Con Eureka! Cody Cassidy ricostruisce ciascuno di questi snodi e ci racconta chi, come e quando ha fatto compiere all'umanità quel salto. Scopriamo così chi ha fatto la piacevole scoperta delle proprietà inebrianti di una mistura di cereali fermentati in acqua che dalla Mesopotamia è approdata agli attuali pub; chi ha rischiato l'osso del collo montando per la prima volta un cavallo; chi invece ha rischiato un'intossicazione mangiando per la prima volta un'ostrica; chi per primo si è fatto trapanare il cranio, inaugurando la fiducia nella scienza medica (necessaria per farsi aprire la testa da qualcuno); chi ha il meno invidiabile primato di essere stato la vittima del primo omicidio documentato della storia o del primo caso di vaiolo; chi ha scritto la prima barzelletta (non troppo divertente, a dire il vero); chi ha inventato la ruota - non si tratta certo di tagliare due fette di tronchi e infilarci un bastone come nei fumetti! -; fino all'umile contabile dell'antica Uruk che, insieme a una serie di meticolose registrazioni, ha lasciato la sua firma e ci ha regalato il primo nome individuale che conosciamo. Eureka! è la storia delle memorabili prime volte dell'umanità, un percorso disseminato di intuizioni fulminee, osservazioni minuziose e scommesse a dir poco azzardate che hanno posto le fondamenta del nostro mondo; e che testimoniano tanto la nostra inesauribile creatività quanto il nostro eterno impulso a metterci nei guai per sperimentare qualcosa di nuovo.
19,00 18,05

Notte fedele e virtuosa

Louise Glück

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 136

Chiudiamo gli occhi. Siamo di nuovo bambini, sogniamo i sogni dell'infanzia. Che colore hanno oggi? Li ha scoloriti l'età, la vita? E la nostra fiaba preferita: cavalca ancora il cavaliere indomito, delle cui imprese leggevamo a letto? Oggi sappiamo che al mondo non esistono eroi; che cosa resta allora di quelle avventure? Forse la vita le spazza via tutte. O forse invece gli enigmi lasciati irrisolti dal giorno vengono ritessuti dalla notte. Con Notte fedele e virtuosa Louise Glück ci suggerisce che l'età in cui ci avviciniamo all'estremo silenzio e alla chiarità del vuoto può essere una nuova infanzia. Che le storie attraverso cui, bambini, diamo senso al mondo non cessano mai di essere necessarie, né cessa di essere vivo il tempo in cui i ricordi sono sogni e i sogni ricordi; il tempo in cui la felicità è un raggio di luce, il primo, attraverso una camera scura.
14,00 13,30

Stravinskij. Con il carteggio Stravinskij-Vald

Roman Vlad

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

Igor' Stravinskij: forse il musicista più discusso del Novecento, nel bene e nel male; sicuramente il più conosciuto. Antiromantico, neoclassico, rivoluzionario e, per alcuni, persino reazionario; dalla musica folclorica a quella sacra, da quella per il balletto al recupero della musica antica e all'incursione nella dodecafonia, la complessità della sua opera ha attraversato Russia, Europa e Nord America, generando le reazioni più diverse. Fra i critici più influenti del nostro paese, Roman Vlad ha rivestito un ruolo cruciale nell'interpretazione di Stravinskij. Apparso per la prima volta nel 1958, il suo Stravinskij è diventato un work in progress dalla durata trentennale; forse lo studio dell'opera del musicista più importante e completo che gli sia stato dedicato quando questi era ancora in vita e che - vista la prolificità di Stravinskij nei suoi anni più tardi - ha voluto accompagnarne l'evoluzione compositiva fino agli ultimi lavori. Dal taglio storico e volutamente divulgativo, il libro è una «grande narrazione», frutto di una profonda conoscenza delle partiture e di uno scambio intellettuale con il loro autore lungo decenni - testimoniato dal carteggio inedito riportato in questa nuova edizione -, che tuttavia non ha minato l'indipendenza di giudizio critico. Vlad parte per il suo excursus stravinskiano dagli esordi e dalla mitica stagione dei Balletti russi, con L'uccello di fuoco, Petruska e la Sagra della primavera, si sofferma poi sulla musica del periodo neoclassico, culminato con La carriera di un libertino, per concludere con i Requiem Canticles, confermando quel desiderio di musica assoluta che mai abbandonò «l'inattuale compositore à la page il quale, oltre ogni moda, mirava ai valori eterni». A sessant'anni dalla sua prima pubblicazione Stravinskij è ancora un caposaldo della critica stravinskiana e conserva tutta la sua modernità. Comprendere Stravinskij significa comprendere lo spirito artistico che ha percorso il Novecento e i venti che lo hanno scosso; significa ambire, ancora oggi e sempre, a «incarnare il nostro tempo e trascenderlo».
42,00 39,90

L'anno del pensiero magico

Joan Didion

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 240

È la sera del 30 dicembre 2003 quando John Gregory Dunne, sposato da quarant'anni con Joan Didion, muore all'improvviso. Da quella data inizia per la scrittrice l'anno del pensiero magico, in cui lutto e sogno sovrascrivono la vita, e l'impossibile addio all'uomo amato si trasforma lentamente in un profondo colloquio con la morte, durante il quale tutto viene riconsiderato: la malattia, la cecità della fortuna, le parole non dette dell'amore, l'essenza sfuggente e ingannevole della memoria, la consapevolezza di dover fare prima o poi i conti con la fine. Il pensiero magico disseziona la perdita, illude Joan Didion di poter fermare, per incanto o sortilegio, chi se ne è andato per sempre. Ma i ricordi che la legano a lui, chiusi in un abbraccio troppo stretto, tramutano in polvere. "L'anno del pensiero magico", l'opera più famosa e apprezzata di Joan Didion, è racconto del parossismo e della rinascita, memoriale dell'intimità violata, indagine giornalistica sulla solitudine e saggio sul destino e la speranza umana; è l'opera che meglio ha saputo raccontare il lutto e il dolore, toccando ferite ancora pulsanti, aprendone di nuove sulla pagina. È il prezzo pagato da Joan Didion per prendere coscienza che, se anche tutto intorno a lei sembra essere crollato, occorre liberare dalla presa dei ricordi coloro che l'hanno lasciata, e vivere le possibilità del presente senza rifugiarsi nei rimpianti del passato.
19,00 18,05

Blue nights

Joan Didion

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 204

Sono passati sette anni da quando Joan Didion e John Gregory Dunne festeggiavano il matrimonio della figlia Quintana Roo. Joan Didion siede alla scrivania, sfoglia vecchi album e rivive quel giorno, i gelsomini del Madagascar nei capelli della figlia, il fiore di frangipani tatuato sulla spalla. Affiorano istantanee degli anni passati con Quintana in California: Malibù, la scuola di Holmby Hills, le stagioni «che arrivano in modo così teatrale da sembrare colpi di un destino inatteso». I ricordi spingono Joan Didion a interrogarsi sul suo essere madre, ora che la figlia è morta. A rileggere ogni evento della vita di Quintana in cerca di segni che forse non aveva voluto vedere. A fare i conti con il tempo che scorre, con la malattia e la vecchiaia. "Blue Nights" sono le ore lunghe e luminose della sera che a New York preannunciano il solstizio d'estate - «l'opposto della morte del fulgore, ma anche il suo annuncio» - e che Joan Didion passa a riflettere sulla fine della promessa, sull'inevitabilità della dissolvenza. Joan Didion con "Blue Nights" eviscera ed esorcizza la sofferenza personale attraverso la scrittura; trasforma il dolore che la assilla in un racconto universale sulla perdita e sul tormento.
19,00 18,05

I sepolcri

Ugo Foscolo

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 56

Cos'è una tomba? Una linea d'ombra, una pietra fredda, il luogo di un ricordo? Cosa dice di noi quello spazio sepolto; di noi che passiamo la nostra esistenza in superficie, tra speranze e vanità? L'eco di queste domande - che Ugo Foscolo impresse più di duecento anni fa nei suoi versi, e che Marco Cazzato ha illustrato donando loro un corpo anch'esso poetico - risuona in noi ancora oggi. I sepolcri è un invito alla ricerca, ad andare oltre la soglia: un canto da cui sboccia il silenzio; un'apparizione, nascosta fra le pieghe di un libro. «All'ombra de' cipressi e dentro l'urne confortate di pianto è forse il sonno della morte men duro?» I sepolcri sono una domanda senza tempo sulla vita e sulla morte, un ragionamento in versi sulla soglia che tutti dovremo attraversare, composto attingendo a ogni energia crepuscolare, a ogni brace romantica di cui Ugo Foscolo era in possesso: che cosa resta di noi, quando di noi non resta più nulla, non il corpo, non la mente, non una stilla di vita? A che cosa serve una lastra di marmo o una sobria urna che ci ricordano ai vivi, nel momento in cui la nostra esistenza terrena si è infine compiuta? Quale speranza c'è nell'ombra eterna che raccolgono i cimiteri? Pubblicati nel 1807, dopo l'editto napoleonico di Saint-Cloud che stabiliva che le tombe fossero poste, tutte uguali e senza iscrizioni, al di fuori delle mura cittadine, i 295 endecasillabi dei Sepolcri tornano oggi a risplendere di nuovo buio, illuminati dai disegni di Marco Cazzato: l'incontro tra un passato che permane e un presente che fugge in avanti, a comporre un canto, infine, di conforto.
16,00 15,20

La Vita Nova di Dante

Antonio Moresco

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 264

Cosa sarebbe successo se Dante subito dopo aver scritto la Vita nova si fosse fermato? Come avremmo guardato a «questo libro rivoluzionario, questo libro ineffabile, questo libro patologico, questo libro di fantasmi, questo libro di sangue, questo libro di luce» se non fosse stato schiacciato dal gigante della Commedia? È una delle domande che si pone Antonio Moresco, che per la prima volta decide di risolvere i suoi conti personali con il romanzo d'amore e morte di Dante, rileggendolo in un corpo a corpo intimo e letterario. La Vita nova di Dante è un'opera unica, in due parti: nella prima si alternano brani del testo dantesco e riflessioni di Moresco, il quale proietta il racconto nel presente di un ragazzo che, nel breve arco di un'adolescenza, incontra l'amore senza riuscire a coronarlo, ne soffre disperatamente e si trova addirittura a fronteggiare la scomparsa dell'amata, rinascendo infine a «nuova vita»; nella seconda invece è presentata la Vita nova nella sua forma pura e originaria, così che il lettore possa apprezzarla e goderne senza intermediazioni e senza filtri. Un'operazione letteraria che espone la ferita ancora insanguinata del classico dantesco allo sguardo di eterno lettore di uno dei massimi autori contemporanei.
19,00 18,05

Trieste. O del nessun luogo

Jan Morris

Libro: Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2021

pagine: 224

I palazzi bianchi, qua e là l'arancione ambrato dei tetti, Trieste scende con maestosa lentezza incontro al suo mare. Non è facile riconoscere i segni del suo passato, gli emblemi, le cicatrici. Il viandante tende a infondere nelle facciate, nelle piazze e nei vicoli il proprio stato d'animo. E se fossero gli elementi urbani ad avere un proprio umore? Un viaggio non è mai entusiasmo o noia, piuttosto un insieme di sensazioni che dialogano o combattono con la realtà esteriore. Per addentrarsi in un luogo bisogna anzitutto scrutare dentro di sé, specialmente con una città che ostenta la sua dichiarazione di non appartenenza: con questo insegnamento si è congedata Jan Morris. Per lei, Trieste è stata più di una patria: è diventata rifugio. Ne ha osservato i cambiamenti impressi dal Novecento, interrogandosi sul senso della sua storia. Porto, frontiera, gemma dell'impero asburgico, protagonista delle due guerre mondiali, asilo per intelligenze europee, cristiane o ebree che fossero. Al soffio della bora, Jan Morris ha avvertito i molteplici spiriti della città agitarsi: fiera e ambigua, squallida e aristocratica, ospitale e razzista, latina e slava, occidentale e orientale, maschile e femminile. Trieste è come lei, contiene la moltitudine senza temerne le contraddizioni. Dalla gloria all'esilio, dall'opulenza all'abbandono, "Trieste o del nessun luogo" racconta i trionfi e le avversità della città come fossero le vicende di un vecchio e amato amico - con affetto, rispetto e una spensierata accettazione delle piccole manie personali. E mentre mette a fuoco ogni dettaglio, la memoria prende il sopravvento e rievoca navi a vapore, teatri, caffè viennesi, drappi della nobiltà e altre glorie passate; al racconto immersivo del presente risponde il controcanto nostalgico del mondo che fu.
17,00 16,15

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