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ABE: Paesi della campania

Rotondi e Campora del Taburno: il casale de Rotundis e la Madonna Stella. Con nomi e luoghi, da Casa Gallo a Pelagalli, Peroni, Tre Zalossi e Maietta

Arturo Bascetta

Libro: Libro in brossura

editore: ABE

anno edizione: 2023

pagine: 102

Era il 20 settembre del 1878 quando questo regolamento veniva approvato dalla giunta comunale guidata dal sindaco Luciano Vaccariello e dagli assessori Mattia Maietta e Federico Lanni, con un Maietta a segretario. Fra gli altri regolamenti (Rotondi detiene sicuramente un primato di tal genere), vi è anche quello più comune di polizia rurale, con la "solita" inibizione all'accensione dei fuochi a meno di cento metri dalle case, col taglio delle siepi per il libero passaggio delle strade, la "piantazione" regolare dei nuovi alberi di alto fusto.Oltre ai vari divieti, vi è l'inibizione "ai possessori di bestiame, di lasciarlo vagando e senza custodia nei fondi non chiusi da muro e da fitta siepe, se non sia sotto la vigilanza di un proporzionato numero di custodi…": era il 18 novembre del 1893, ai tempi del sindaco Giuseppe Cioffi e degli assessori Luigi Mendozza ed Andrea Marotta, con Angelo Maietta a segretario. Ma diamolo uno sguardo più completo verso l'amministrazione comunale, in quel 22 novembre del 1893, rammentando anche i nomi dei consiglieri Giuseppe Mercaldo, Filippo Maietta, Filippo Cioffi, Gennaro Mercaldo, Domenico Maietta, Antonio Vele, Giuseppe Boccalone, Raffaele De Capua, Giuseppe Cosentini, Giuseppe Meridozza, Vincenzo Lanni e Francesco Boccalone. Tutti erano lì, pensate un po', a modificare il terzo articolo di Polizia Rurale sulle nuove piantagioni. Ma le novità non finiscono qui, e la giunta del 10 ottobre 1870, approvava anche un regolamento di Polizia Rurale Amministrativo, con a sindaco Alessio Vaccariello. Un'ultima scartoffia, carina assai, riguarda il "Regolamento e provvedimenti per la distruzione delle cavallette", a seguito della grande invasione del marzo 1894 (o 95), che spingeva il sindaco, il giorno 23, ad emanare un urgente avviso, dopo aver ricevuto regolare missiva da parte del prefetto Frate il 6 marzo precedente. "In alcuni Comuni di questa Provincia", scriveva il prefetto, "una gran quantità di bruchi è comparsa nei campi danneggiando, con pericolo di invadere anche i comuni limitrofi tuttora innocui". Il funzionario invitava così il sindaco di Rotondi "ad adottare le misure prescritte dal Regolamento per l'esterminio dei bruchi (pagina 482, Bollettino di Prefettura anno 1892)". Rotondi aveva accettato il regolamento il 15 febbraio 1893, con Andrea Marotta assessore facente funzione da sindaco. Abbiamo ritrovato anche il "Regolamento Vaccinico" del 1895, oggetto di un consiglio comunale del 1894, con a sindaco facente funzioni Luigi Mendozza. Manca, alla lista, quello sulle capre. Siamo però sicuri che, da qualche parte, sbucherà fuori.
26,00 €

Pietrastornina in età moderna (prima parte): Emigranti, portieri e nutrici dei nobili di Napoli. Il paese del direttore de L'Unità di New York e dei Massa di Faenza riggiolari di Santa Chiara

Arturo Bascetta

Libro: Libro in brossura

editore: ABE

anno edizione: 2023

pagine: 174

A pagina 7 dell'Inventario antico redatto dall'Abate Massa della Chiesa di S.Maria de Juso di Pietrastornina viene ricordato che l'Università comune aveva già redatto un Catasto ad opera di Pietro Antonio Fusci all'anno circa 1630 in 1650, di cui non si hanno altre notizie, se non un estratto notarile relativo ai beni acquistati da Antonio de Fusco dal Notar Giovanni Ricci fra la Via Pubblica da Sotto e Via Publica da Sopra, forse presso L'Arco, in Loco Rosola. In esso compaiono altri luoghi antichi come Monticello e la Selva di Calze donata alla Cappella del SS.Rosario e perciò chiamata Selva del Rosario. Altrove, a pagina 10, è detto che la vendita era descritta al foglio 70, nel Catasto dell'Università fu formato (come si crede) dal fu Pietro Antonio Fusco. Seguono: Campo d'Antona, Cerrito, Lo jardino, Carpenito, e quello di Giovanni battista de Alesandro in Loco Vecelleto seu Carbona ò Vesceglito concesso anticamente à Don Pietro Sasso e poi ad Achille Riccio. Gli Onciari si presentano come dei grossi volumi divisi in sezioni, fra atti preliminari e rivele. Nel 1749, a Catasto compilato, Pietrastornina ha cambiato volto. Si è adeguata al rinnovamento avuto con l'aumento delle libere proprietà che hanno permesso il nascere del ceto civile in tutto il Regno di Napoli. Niente più pagamenti a destra e a manca per i capifamiglia, ma solo tre tasse statali che si imposero più di ogni altra, da versare nelle casse del Regno: quelle sopra le teste dei suoi cittadini ed habitanti, loro beni stabili, animali ed industrie. In effetti si trattava del solo testatico, aumentato dell'imposta sui beni posseduti e dell'imposta sul reddito prodotto dai figli maschi lavoratori. L'Università è mandata in tassa per tot fuochi. Questo sistema aveva evitato la forte evasione, specie di quei forestieri che dichiaravano di non abitare né in un posto e né nell'altro, e degli ecclesiastici bonatenenti, mai tassati fino ad allora, pur incamerando i censi (provenienti da terre e case affidate in enfiteusi), benefici e beni delle parrocchie. Pesi fiscali, questi, che nell'Onciario vengono scalati dalle tasse, sebbene ad agevolarsene, oltre i minorenni, esentati di diritto, furono i non-lavoratori: i troppo-poveri e i troppo-benestanti; i primi dovettero dichiararsi mendicanti; i ricchi, vivendo del proprio (se ne guardarono bene dall'investire il capitale, come nello spirito della legge), finirono per accumulare solo ducati e per esercitare come professione l'essere "possidente". Questo libro è dedicato ai Massa, a Gino Bardi direttore dell'Unità di New York e Alfredo Bascetta, ai Ciardiello, e a tutti gli emigranti, i portieri e le nutrici della meglio gioventù di Napoli.
26,00 €

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