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Giurisprudenza e argomenti d'interesse generale

Compendio di ordinamento e deontologia forense

editore: Edizioni Giuridiche Simone

anno edizione: 2019

pagine: 336

Per facilitare lo studio e consentire un'agevole individuazione degli argomenti, le parti nelle quali è suddiviso il Compendio seguono, laddove possibile, la struttura della legge professionale e del codice di deontologia. La prima parte, dedicata all'ordinamento forense, si apre con l'esame degli ordini professionali in genere e dell'ordine professionale forense, con particolare riguardo ai compiti e ai profili organizzativi del Consiglio nazionale forense (Cnf) e degli ordini circondariali forensi (alla luce della L. 113/2017), presso i quali sono tenuti gli albi e gli elenchi. A questi ultimi è dedicato un capitolo ad hoc, nel quale sono messi in luce il regime delle incompatibilità, dell'iscrizione/cancellazione dall'albo e la questione dibattuta degli avvocati stabiliti. L'analisi prosegue con un capitolo dedicato all'accesso alla professione forense, dal tirocinio al nuovo esame di Stato (esplorato nel dettaglio). Si entra, quindi, nel vivo della professione, con l'esposizione della professione di avvocato nei suoi molteplici aspetti: rappresentanza e assistenza, esercizio in forma societaria, obblighi assicurativi, incarico professionale, formazione continua, responsabilità, compenso e patto di quota lite. La seconda parte esamina la deontologia forense. Dopo un'esposizione introduttiva degli obblighi deontologici dell'avvocato vengono esaminati da vicino i singoli doveri imposti dal codice di deontologia, con un'attenzione particolare al dovere di aggiornamento e formazione professionale continua. Un capitolo è riservato ai rapporti con i clienti e, quindi, alle vicende del mandato, agli obblighi di segretezza e di riserbo, al compenso e alle azioni esercitabili contro il cliente inadempiente. Altri capitoli riguardano i rapporti con i colleghi avvocati e praticanti, con i terzi e con le istituzioni forensi. Corposa è la parte sui doveri dell'avvocato nel processo, minuziosamente elencati dal codice deontologico (si pensi, ad es., al divieto di usare espressioni offensive o sconvenienti). In questa parte sono inserite anche le tematiche della mediazione e della negoziazione assistita. Estremamente dettagliato è il capitolo sul procedimento disciplinare, esaminato dalla fase embrionale a quella conclusiva. La parte sulla deontologia si chiude con la responsabilità civile e penale dell'avvocato. Alla fine di ciascun capitolo una serie di domande agevola il ripasso e consente un'efficace autoverifica. In questa nuova edizione sono state inserite le ultime pronunce più rilevanti del Cnf e della Cassazione e le più recenti novità normative, tra le quali si segnalano il D.L. 135/2018 conv. in L. 12/2019 sull'elezione dei Consigli dell'ordine, il D.M. 5-11-2018, n. 133 sui corsi per l'accesso alla professione forense e il D.Lgs. 10-8-2018, n. 101 che ha adeguato la normativa nazionale alla disciplina dettata nel Reg. UE 2016/679 sul trattamento dei dati personali e il D.L. 4-10-2018, n. 113 (cd. Decreto sicurezza), convertito in L. 132/2018. Il volume è completato da un'appendice normativa con i provvedimenti più attuali e rilevanti.
22,00

Piero Calamandrei e il nuovo Codice di procedura civile (1940)

Piero Calamandrei, Alpa

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 312

Questo libro parla del nostro Codice di procedura civile. Un codice tuttora in vigore, che pur con le opportune revisioni è rimasto sostanzialmente immutato nell'impianto e nella visione complessiva. Messo a punto da una commissione di cui facevano parte Piero Calamandrei, Francesco Carnelutti e Enrico Redenti, per volontà di Dino Grandi, Guardasigilli fascista ma attento custode della tradizione romanistica contro la deriva del diritto libero germanico, fu presentato dallo stesso Grandi al re con una Relazione la cui traccia derivava da un testo autografo di Calamandrei. Un codice nato dunque in pieno periodo illiberale, concepito quando «a poco a poco nella nostra legislazione si introduceva la peste totalitaria». Codice «fascista», come alcuni studiosi hanno ancora di recente sostenuto, o «codice degli italiani», come ebbe a scrivere lo stesso Grandi a Calamandrei nell'agosto del 1943? Grazie a un'accurata ricostruzione storica e filologica predisposta da Giulio Donzelli, corredata da un saggio storico di Guido Melis e Antonella Meniconi e da saggi di esperti di diritto processuale civile quali Claudio Consolo e Romano Vaccarella, il volume propone una rilettura della Relazione, aiutando a distinguere quanto in quel testo sia da attribuire al giurista fiorentino e quanto al ministro e ai suoi collaboratori. E, soprattutto, permette di inquadrare storicamente l'impresa della gestazione del Codice e i rapporti fra Calamandrei e Grandi, grazie anche ad alcuni documenti inediti - riprodotti nell'Appendice - custoditi nella Biblioteca Archivio Piero Calamandrei di Montepulciano a cura della nipote Silvia, con la collaborazione di Francesca Cenni.
25,00

Dalla testimonianza alla sentenza. Il giudizio tra mente e cervello

Rino Rumiati, Carlo Bona

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 296

L'analisi dell'architettura del cervello consente di identificare svariate scorciatoie o trappole mentali che svolgono un ruolo determinante nei processi di tipo valutativo. Tali scorciatoie, innestandosi nelle stime giudiziarie, soprattutto quando svolte in condizioni d'incertezza o incompletezza delle informazioni o di scarsità di tempi e risorse disponibili, sono alla base di diffusi e documentati biases cognitivi e decisionali. Il libro, alla luce di un dialogo fruttuoso tra diritto, scienze cognitive e neuroscienze, illustra con ricchezza di esempi i processi cognitivi e le reazioni emotive coinvolti nel giudizio, dalle fasi iniziali alla sentenza, nonché le distorsioni sistematiche alle quali sono esposti gli operatori di giustizia.
20,00

La nomofilachia nelle tre giurisdizioni. Corte Suprema di Cassazione, Consiglio di Stato, Corte dei Conti

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

È frequente, tanto sui mezzi di comunicazione quanto negli studi scientifici, la denuncia della crisi del diritto, dovuta sostanzialmente alla crescente incertezza dei confini tra il lecito, il consentito e l'illecito. D'altra parte, ci stiamo avviando verso un sistema fondato sulla giurisprudenza più che sulla legge, determinato dal peso crescente dell'interpretazione e dal peso calante della legge. È quindi inevitabile che conseguano nuovi oneri e nuovi vincoli sulle Alte Corti che della unità della giurisprudenza sono i massimi garanti. Occorre uno scatto, un nuovo impegno, un cambiamento fondato sulla presa di coscienza della responsabilità che grava anche sulle magistrature, a partire dalle Alte Corti. Questa è stata la linea guida di un lavoro condotto da Italiadecide e che è durato cinque anni; questa la finalità del Memorandum sottoscritto dai vertici della Corte di cassazione, del Consiglio di Stato e della Corte dei conti; questa la finalità della Conferenza «La cooperazione tra le giurisdizioni superiori nell'interesse dei cittadini e della giustizia», i cui atti sono pubblicati in questo volume. Sebbene siano in corso da tempo colloqui e incontri tra le diverse giurisdizioni, questa è la prima volta nella storia della Repubblica che tutti i vertici, uscendo dai particolarismi, prendono parte insieme a un incontro pubblico per ricostruire le condizioni della tendenziale certezza delle interpretazioni a vantaggio dei cittadini e dell'intero Paese.
21,00

Quando i giudici parlano di Dio. Fede, pluralismo e diritti umani davanti alle Corti

Christopher McCrudden

Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 241

I giorni dell'idillio fra le religioni e i diritti umani sembrano finiti: i dibattiti interni alle stesse religioni, attraversate da identità e sensibilità diverse, anche radicali, così come le implicazioni ideologiche e geopolitiche che connotano l'impatto pubblico delle fedi, nonché il ruolo non secondario delle migrazioni che sfidano le categorie del multiculturalismo, hanno causato, in questi anni, una moltiplicazione di ricorsi davanti alle Corti nazionali e sovranazionali caratterizzati da una inedita tensione fra i diritti umani e le ragioni di chi crede. Ma perché è così frequente che le religioni ricorrano ai giudici per affermare la propria idea di diritti umani? E in quale modo la dottrina dei diritti umani potrebbe favorire un dialogo con la «verità» delle religioni? Questo libro è un tentativo di ripensare l'interazione fra religione e diritti umani: dall'analisi di alcuni casi giudiziari che hanno coinvolto le tre religioni globali e dalla ricostruzione dell'essenza giuridica dei diritti umani, affiora la complessità di questo rapporto, fra dimensione privata e ruolo pubblico della fede, secolarizzazione e confessionalità, giudici e organizzazioni non governative. Ne deriva che i diritti umani non dovrebbero essere solo una creazione del diritto, interna al diritto, e immutabile, ma uno strumento in continua evoluzione, alla ricerca di una protezione sempre più universale della dignità dell'uomo.
20,00

Altri studi di diritto romano tardoantico

Federico Pergami

Libro in brossura

editore: GIAPPICHELLI

anno edizione: 2019

pagine: 256

«Con cadenza periodica, come nelle precedenti occasioni ("Studi di diritto romano tardoantico" e "Nuovi studi di diritto romano tardoantico"), anche quest'anno ho inteso raccogliere - in un unico volume collettaneo - i risultati degli studi, in parte inediti, che ho dedicato, nel più recente torno di tempo, alla legislazione romana della tarda antichità.» (Dalla premessa). Presentazione di Antonio Palma.
23,00

Che farò quando tutto brucia? Una lettura politico-giuridica di Antonio Lobo Antunes

Donato Carusi

Libro in brossura

editore: Pacini Giuridica

anno edizione: 2019

pagine: 151

António Lobo Antunes (Lisbona, 1942) è una delle voci più alte e inconfondibili della letteratura contemporanea. Le metafore più spesso utilizzate al suo riguardo hanno a che fare con il fuoco: una prosa nichilista, un narratore incendiario, bruciante, infernale. Questo libro contiene un itinerario di viaggio nella sua vasta produzione e ne coglie, insieme alla conclamata qualità artistica, un aspetto meno spesso sottolineato: il valore civile.
19,00

Una doppia appartenenza. Tullio Ascarelli e la legge come interpretazione

Tommaso Gazzolo

Libro in brossura

editore: Pacini Giuridica

anno edizione: 2019

pagine: 104

Tullio Ascarelli (1903-1959) è tra i giuristi che hanno più radicalmente segnato la cultura giuridica italiana del Novecento. Il testo qui presentato costituisce una riflessione sulla sua teoria dell'interpretazione della legge - per come articolata soprattutto nel saggio Antigone e Porzia, pubblicato da Ascarelli nel 1955 -, proponendo al lettore un punto di vista inedito. Le tesi di Ascarelli vengono, infatti, rilette in corrispondenza con la concezione della legge e dell'interpretazione propria della tradizione ebraica, profondamente sentita e vissuta dal giurista: il quale verrà, peraltro, costretto a lasciare l'Italia a seguito dell'entrata in vigore delle leggi razziali. Sarà riprendendo la messa in scena del "Mercante di Venezia", ed il confronto tra Shylock e Porzia travestita da 'dottore patavino', che le pagine di Ascarelli mostreranno i legami e le corrispondenze tra la sua tesi sull'interpretazione della legge e la sua radicata appartenenza alla cultura ebraica.
16,00

Chiesa e Stato dall'Unità d'Italia alla seconda Repubblica. Studi e percorsi

Luciano Musselli

Libro in brossura

editore: GIAPPICHELLI

anno edizione: 2019

pagine: 157

"L'intento è di tratteggiare, attraverso la profonda riflessione che Musselli ha condotto negli anni in questa materia, un affresco della storia delle relazioni tra Stato e confessioni religiose nel periodo compreso tra l'Unità d'Italia e i giorni nostri, a riprova della versatilità di uno Studioso che, oltre alle riconosciute doti di storico, non ha mai temuto di confrontarsi con le questioni dell'attualità." (Dalla premessa)
16,00

Le responsabilità delle strutture e dei professionisti sanitari. Profili civili, penali, amministrativo-contabili e disciplinari

Mauro Bilancetti, Francesco Bilancett

Copertina morbida

editore: Pacini Giuridica

anno edizione: 2019

pagine: 840

L'Opera si pone in continuità con il volume La responsabilità penale e civile del medico (VIII ed., Padova, 2013), aggiornata con le più recenti riforme che riguardano ora non solo i medici, ma tutti i professionisti sanitari: L. 8.3.2017 n. 24, sulla responsabilità civile e penale, L 22.12.2017 n. 219, sul consenso informato e sulle D.A.T., L. 11.1.2018 n. 3, sul riordino delle professioni sanitarie. Gli istituti vengono trattati con l'obiettivo di fornire soluzioni chiare ed ampiamente argomentate, curando sia il profilo pratico, con costanti riferimenti alla vastissima casistica offerta dalla giurisprudenza, sia il profilo sistematico, in una prospettiva interdisciplinare tra le varie tipologie di responsabilità, tra loro interagenti, con costanti collegamenti per una visione unitaria e non disorganica di trattazioni autonome. Completano l'opera una bibliografia vastissima, un indice analitico molto dettagliato ed un sommario, riepilogativo degli argomenti trattati, collocato all'inizio dei singoli Capitoli e Paragrafi, per favorire ogni genere di ricerca e di approfondimento. Questo lavoro è destinato a tutti coloro che a vario titolo sono interessati ai diversi profili di responsabilità sanitaria: avvocati, assicuratori, strutture sanitarie pubbliche e private, medici sia legali sia di ogni specialità e professionisti sanitari in generale. L'esposizione chiara ed accessibile, completa sotto ogni profilo (civile, penale, amministrativo-contabile, disciplinare e deontologico) lo rende fruibile, anche come manuale universitario per la imprescindibile preparazione alle rilevanti responsabilità alle quali i professionisti sanitari sono oggi chiamati con le più recenti riforme.
75,00

Una legalità impossibile. RSI, giustizia e guerra civile (19439-1945)

Antonio Grilli

Copertina morbida

editore: Carocci

anno edizione: 2019

pagine: 276

I tormentati seicento giorni di vita della Repubblica sociale italiana, dall'autunno del 1943 all'aprile del 1945, videro una tragica escalation della guerra civile. Gli storici hanno utilizzato il termine di "imbarbarimento" per definire la lotta sempre più spietata tra il fascismo repubblicano e l'occupante tedesco, da un lato, e le formazioni partigiane dall'altro. Nella RSI, reprimere attività sovversive e ribellistiche mantenendo un simulacro di legalità - fosse pure la legalità fascista del Tribunale speciale per la difesa dello Stato - risultò impraticabile. E fu difficile per i giudici sanzionare con la legge anche semplici reati comuni, opponendosi agli intenti vendicativi dei caporioni fascisti e dell'alleato germanico. Il ministro della Giustizia della RSI, Piero Pisenti, sostenne e incoraggiò l'azione giudiziaria: lo riteneva vitale per l'immagine della repubblica di Mussolini e per la sua legittimità. Occorreva salvaguardare forme legali ed evitare giustizia sommaria e rappresaglie. Ma il Tribunale speciale aveva ormai perso la sua centralità repressiva e la giustizia ordinaria, isolata e sospettata di simpatie antifasciste, si rivelò impotente di fronte alla diffusa volontà nazifascista di "dare l'esempio" e di agire con violenza e con la logica del taglione. Il libro narra la storia di una legalità divenuta, in quel contesto di guerra, impossibile.
28,00

Giustizia politica e magistratura dalla grande guerra al fascismo

Giancarlo Scarpari

Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 239

Il volume ricostruisce l'evoluzione dell'atteggiamento della magistratura in tema di giustizia politica tra la Grande Guerra e il fascismo. L'autore prende in esame sia i dibattiti teorici apparsi sulla rivista di categoria, sia una serie di concreti processi politici, a partire da quelli contro socialisti e anarchici durante la Grande Guerra, dove era dipinto come incombente il pericolo dell'eversione di sinistra. Ciò indusse una diffusa comprensione per l'eversione armata del fascismo, cui era attribuita la scusante della finalità nazionale. Tale differenza di valutazione si ripercosse anche in parte della giurisprudenza e aprì la strada all'amnistia del novembre 1922 che cancellò i crimini fascisti antecedenti alla marcia su Roma, e a quella del luglio del 1925 che estinse i procedimenti in corso e trasformò in farsa quello contro gli assassini di Matteotti.
22,00

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