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Storia

Un volgo disperso. Contadini d'Italia nell'Ottocento

Adriano Prosperi

Copertina rigida

editore: Einaudi

anno edizione: 2019

pagine: 324

Quali erano le condizioni di vita dei lavoratori della terra nelle campagne italiane dell'Ottocento? Pierre Bourdieu ha coniato per i contadini la definizione di «classe oggetto», che inevitabilmente si affaccia in questo libro. Essa esprime la loro subalternità nella storia europea dei secoli scorsi: individui rappresentati da altri, oggetto di commiserazione o paura per ribadirne la condizione subalterna. Quella classe fu cancellata dalla cultura dominante anche perché priva dei mezzi per farsi conoscere. Nel secolo XIX inchieste, statistiche e topografie sanitarie misero davanti all'opinione pubblica rappresentazioni della realtà contadina che aprirono un conflitto interno agli schieramenti politici. Tornare sui contadini dell'Ottocento costringe a varcare un tempo tanto breve nel computo delle generazioni quanto remotissimo nelle rappresentazioni culturali. La vigente strutturazione del racconto storico misura la nostra distanza dal passato con la scansione delle epoche. Cosí l'età del Risorgimento si è guadagnata una sua dimensione che l'allontana da noi. Eppure quel secolo XIX e quella storia dell'Italia di allora ci compaiono davanti come una presenza familiare se solo la misuriamo con le generazioni dei nostri personali antenati. Ma il tempo dei nostri bisavoli era davvero vicino al nostro? E quanto regge quell'articolazione scolastica del disegno del passato che lo ha inserito nell'epoca che chiamiamo contemporanea? Questa è la domanda che ci accompagnerà nel viaggio attraverso le fonti ottocentesche di "Un volgo disperso".
32,00 27,20

La Germania di Weimar. Utopia e tragedia

Eric D. Weitz

editore: Einaudi

anno edizione: 2019

pagine: 494

28,00 23,80

La spada giapponese. Dimora degli dei

Natsuo Hattori, Tomohiro Nakamori

Copertina rigida

editore: Nuinui

anno edizione: 2019

pagine: 200

Rinomata in tutto il mondo per la qualità della sua lama, la spada giapponese è di tutte le armi la più afascinante. Non si spezza né si piega, fatto portentoso se si pensa che il ferro più lo si afla, più tende a spezzarsi; è la sua natura. Invece la katana, pur così aflata, non si spezza. A realizzare lame di tale impareggiabile perfezione sono stati forgiatori di ogni epoca, che hanno perfezionato, conservato e trasmesso le tecniche, apportando ciascuno il proprio contributo personale, senza che né la forma né il processo di fabbricazione siano mai sostanzialmente mutati. Per questi artigiani la katana non è solo un'arma ma qualcosa di più, ch'essi venerano invocando su di essa la protezione del Cielo.
34,00 28,90

L'autore assente. L'anonimato nell'editoria italiana del Settecento

Lodovica Braida

Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2019

pagine: 199

L'editoria europea conosce nel corso del Settecento una fase di straordinario fermento: accanto all'estensione del mercato del libro, cresce sempre più l'affermazione della personalità creativa degli autori, e non è un caso che in quegli anni si inizi a riconoscere, almeno in Inghilterra, il diritto d'autore. L'Italia partecipa a questa vivacità intellettuale, ma accanto all'esigenza degli scrittori di affermare la propria identità, si affianca un'altra tendenza, sempre esistita, di segno contrario: la scelta di far circolare le proprie opere in forma anonima. Quali le ragioni dell'anonimato? Il silenzio d'autore è certamente legato a una logica di controllo per i generi su cui pesa il giudizio negativo della censura ecclesiastica. Ma c'è di più: scrivere libri che potevano essere considerati di basso profilo culturale, come molti romanzi o altri libri di larga circolazione, poteva nuocere al buon nome dell'autore. Meglio dunque rifugiarsi nell'anonimato. Un capitolo fondamentale e fin qui poco studiato della storia dell'editoria italiana.
22,00 18,70

La notte dei lunghi coltelli

André Brissaud

Copertina morbida

editore: Res Gestae

anno edizione: 2019

pagine: 250

La notte in cui Hitler si sbarazzò una volta per tutte dei suoi nemici e oppositori politici ha rappresentato il momento decisivo per la sua presa di potere ed è stato l'atto finale di una campagna di terrore e disordine abilmente orchestrata e gestita, che vedeva protagonisti gli squadroni delle SA. Proprio i vertici di quest'ultime furono i primi bersagli del futuro Führer nell'epurazione conosciuta come "notte dei lunghi coltelli", durante la quale Hitler in persona arrestò il loro capo, Ernst Röhm (già accusato di omosessualità), e lo fece giustiziare in cella. Dopo la notte del 30 giugno 1934 la Germania e poi il mondo intero non furono più gli stessi.
18,00 15,30

500 giorni. Napoleone dall'Elba a Sant'Elena

Luigi Mascilli Migliorini

Copertina rigida

editore: Laterza

anno edizione: 2019

pagine: 264

Cinquecento giorni trascorrono, nella vita di Napoleone Bonaparte, tra il crollo dell'Impero, l'esilio all'Elba, i Cento Giorni e la partenza, infine, per Sant'Elena. Al loro inizio c'è un tentativo di togliersi la vita, a Fontainebleau, nelle stanze vuote di un palazzo vuoto da cui tutti si sono prudentemente allontanati, lasciando solo l'Imperatore in disgrazia. Alla fine, ancora la tentazione di un suicidio, sul vascello inglese che lo conduce, ormai prigioniero, a Sant'Elena. In mezzo, un tempo per così dire intermedio - 500 giorni non sono né pochi né molti - scandito da scelte obbligate: partire, restare, combattere, fuggire. Scelte che si sbaglierebbe a immaginare rivolte solo alla vittoria, o peggio alla rivincita. Esse sono, più spesso, dettate, al contrario, dall'idea della sconfitta, dall'incubo del congedo. Come uscire di scena è, per Napoleone, in questo finale di partita, molto più importante che restare a tutti i costi sul palcoscenico. Come uscire di scena, rendendo per sempre indimenticabile ciò che egli ha fatto nei giorni della fortuna, evitare di negarlo con un comportamento poco appropriato, fare che la propria vita, e la storia che in essa si è scritta, non perda di significato, come molti, troppi, intorno a lui vorrebbero fare e provare a fare in quei lunghi, brevi 500 giorni.
12,00 10,20

Il popolo del Duce. Storia emotiva dell'Italia fascista

Christopher Duggan

Copertina morbida

editore: Laterza

anno edizione: 2019

pagine: 528

Esprimere gratitudine, avanzare una supplica, dimostrare la propria fede, chiedere favori, in un ventaglio inesauribile di circostanze e occasioni. Per il compleanno e l'onomastico del Duce; con la richiesta di un incontro; dopo che aveva pronunciato un discorso importante; quando un membro della sua famiglia era malato, o si voleva che facesse da padrino a un figlio; in occasione degli anniversari del fascismo o di una crisi internazionale; perfino quando lo scrivente aveva fatto un sogno significativo. Durante il ventennio migliaia di italiani impugnarono la penna per scrivere al loro capo carismatico. I mittenti erano di tutte le estrazioni sociali ed età. Erano soldati, contadini, massaie, bambini, preti, studenti, artigiani. Molti scrivevano per chiedere un aiuto economico, ma in moltissimi per esprimere al loro leader ammirazione incondizionata, fino al desiderio amoroso o all'adorazione religiosa: per tanti il culto del Duce non fu soltanto il prodotto della propaganda ma un attaccamento profondamente sentito. Christopher Duggan ricostruisce il ventennio dagli albori dello squadrismo sino alla caduta del regime, attraverso una documentazione fatta di lettere e diari privati inediti, resoconti giornalistici, programmi radio, canzoni popolari. La straordinaria relazione intima che moltissimi italiani intrattennero con Mussolini racconta una storia emotiva dell'Italia fascista che corre sotterranea e parallela lungo i binari degli avvenimenti storici.
15,00 12,75

Il giorno che cambiò la seconda guerra mondiale. 6 giugno 1944, lo sbarco in Normandia: le diciannove ore che hanno segnato il destino del mondo

John C. McManus

Copertina morbida

editore: Newton Compton

anno edizione: 2019

pagine: 377

La 1ª Divisione di Fanteria, soprannominata "Il grande uno rosso" a causa del suo scudetto distintivo, si era guadagnata la reputazione di essere invincibile dopo aver combattuto in Nord Africa e in Sicilia. Ma è con l'arrivo del fatidico D-Day che il suo nome è rimasto per sempre impresso nella storia. Durante lo sbarco sulla spiaggia, costato migliaia di vite, alcuni uomini si distinsero per il loro valore: come il Sergente Raymond Strojny, che afferrò un bazooka per affrontare in un combattimento mortale un cannone anticarro; il Tecnico di 5ª classe Joe Pinder, che sfdò il fuoco nemico per salvare una radio di importanza cruciale; il Tenente John Spalding e il Sergente Phil Streczyk, che insieme demolirono un punto di osservazione tedesco che dominava la zona di atterraggio degli americani; il sacrifciio degli ingegneri del Gap Assault Team, che affrontarono le grandi miniere e videro morire la metà dei loro compagni. Questo libro ripercorre il susseguirsi di quelle imprese, basandosi su una ricca gamma di fonti nuove o recentemente scoperte, per capire davvero il 6 giugno del 1944: il giorno che ha cambiato la storia
12,90 10,97
12,00 10,20

Monte Verità. 1900. Il primo sogno di una vita alternativa

Stefan Bollmann

Copertina morbida

editore: EDT

anno edizione: 2019

pagine: 282

Il Novecento non ha ancora compiuto un anno quando un piccolo gruppo di giovani utopisti e anticonformisti si stabilisce su un'altura nei pressi di Ascona, sul versante svizzero del Lago Maggiore. Due musiciste, un pittore dallo spirito ascetico, un militare asburgico, una ragazza di buona famiglia appassionata di esoterismo e l'erede di una dinastia industriale: sono sognatori, spiriti ribelli che cercano una nuova vita, una rinascita in armonia con la natura, lontano dalle tensioni e dalle convenzioni sociali di una società rigida e moralista. Si lasciano crescere i capelli, praticano il veganismo, lo yoga, i bagni di luce, il nudismo, l'amore libero e una forma di danza improvvisata dal carattere fortemente innovativo. Danno alla collina il nome di Monte Verità, e creano una sorta di comune il cui stile di vita e la cui violenta carica utopistica e libertaria sarebbero diventati in pochi anni un polo di attrazione per centinaia di spiriti ribelli da tutto il mondo: scrittori, artisti, scienziati e filosofi, fra cui Hermann Hesse, Mary Wigman, Max Weber, Erich Maria Remarque, Karl Gustav Jung, Erich Mühsam, Filippo Franzoni e moltissimi altri. È difficile immaginare quante delle idee più rivoluzionarie del Novecento, nel bene e nel male, matureranno in quel laboratorio ideale, dai germi del nazionalsocialismo alla controcultura degli anni Sessanta. La danza, l'architettura, la didattica musicale, la filosofia e la psicoanalisi furono fortemente influenzate dalla libertà intellettuale e dalla profonda revisione dei valori sociali che si diffusero dal Monte Verità, e le conseguenze sono rintracciabili in molte, insospettate realtà odierne, dalla musica jazz al marchio industriale Apple. Il Monte, inteso come sanatorio e comunità, non esiste più, ma le idee che da quel luogo straordinario si propagarono sono oggi, invece, più vive che mai. Il giornalista e scrittore tedesco Stefan Bollmann ci consegna il primo libro completo sulla storia del Monte Verità, alla luce di nuove fonti storiche accertate e indagando le varie leggende esistenti: un panorama insospettato e avvincente della prima controcultura del secolo scorso, in una ricerca piena di energia vitale e di potenza narrativa.
22,00 18,70

Bisanzio e l'occidente medievale

Giorgio Ravegnani

Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 228

La millenaria storia dell'impero di Bisanzio ha avuto continui punti di contatto con quella dell'Occidente, basti pensare alla presenza dei bizantini in Italia, dove restarono come dominatori dal VI all'XI secolo. I rapporti si fecero poi conflittuali fino a giungere nel 1204 alla quarta crociata, allorché veneziani e crociati si impossessarono di Costantinopoli. Nel Trecento l'atteggiamento dell'Occidente, e soprattutto di Venezia, fu più accondiscendente nei confronti di Bisanzio, considerata un avamposto della cristianità contro la montante marea dei Turchi ottomani. Vennero di conseguenza forniti aiuti militari, ma le discordie fra gli stati europei e la potenza dei Turchi condussero fatalmente alla fine dell'impero nel 1453.
14,00 11,90

Storia culturale del made in Italy

Carlo Marco Belfanti

Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 258

Alto artigianato, tradizione di eccellenza, senso del bello: è questo in sintesi ciò che si intende per Made in Italy. Realtà o mito, questa immagine ha una storia, ed è quella raccontata nel libro, che prende le mosse dalla straordinaria fioritura artistica del '4-500, per raccontare come nel '6-700 i viaggiatori stranieri che visitano l'Italia riconoscano in essa la patria dell'arte. Nell'Ottocento gli storici danno forma a un'idea di Rinascimento che si diffonderà soprattutto in America, alimentando un forte collezionismo di oggetti e opere d'arte italiane. Nel secondo dopoguerra la nascente industria della moda italiana, alla ricerca di un suo spazio nel mercato dominato dalla haute couture francese, si ricollegherà con successo al mito dell'eccellenza rinascimentale, sinonimo di prestigio e di sapienza artistico-artigianale.
22,00 18,70

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