Storia
In loco qui Modicia dicitur. Ricerche su Monza medievale
Renato Mambretti
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2026
pagine: 356
In loco qui Modicia dicitur raccoglie alcuni saggi sulla storia medievale di Monza, pubblicati dall’autore tra il 1990 e il 2021 e ora rielaborati e aggiornati. Gli studi sono dedicati ai personaggi e alle istituzioni che hanno costruito e caratterizzato la lunga e ricca storia di un vicus dell’alta pianura lombarda divenuto borgo e sede regia. Oltre le soglie delle singole vicende locali, Monza si è trovata al crocevia di eventi di portata ben più vasta e di vicende legate a momenti di particolare rilievo storico, nei quali si stagliano figure come Teodolinda, Gerardo Tintori, i Visconti.
Guerra. La storia illustrata
Libro: Libro rilegato
editore: Gribaudo
anno edizione: 2025
pagine: 512
«L’arte della guerra è… una questione di vita o di morte, una strada per la salvezza o la rovina.» Sun Tzu, L’arte della guerra. Dall’assalto di un villaggio sumero alle guerre del Golfo, Guerra racconta cinquemila anni di combattimenti attraverso immagini spettacolari, mappe strategiche e protagonisti leggendari. Come combatteva un legionario romano? Cosa distingue una guerra civile da una rivoluzione? In che modo la tecnologia ha cambiato il campo di battaglia? Un atlante visivo completo con sezioni tematiche, cronologie, focus tecnici e aneddoti che danno vita a un mosaico potente: quello della guerra come motore (e rovina) della Storia umana.
Novecento. Il secolo degli intellettuali e della politica
Tony Judt, Timothy Snyder
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 432
Questo libro è storia, biografia e trattato etico. È una storia delle idee politiche moderne in Europa e negli Stati Uniti. Gli argomenti sono il potere e la giustizia, così come sono stati intesi dagli intellettuali liberali, socialisti, comunisti, nazionalisti e fascisti dalla fine del diciannovesimo secolo all’inizio del ventunesimo. È anche la biografia dello storico e saggista Tony Judt, nato a Londra alla metà del ventesimo secolo, subito dopo il cataclisma della seconda guerra mondiale e l’Olocausto, e proprio mentre i comunisti si impadronivano del potere in Europa orientale. Infine, è una riflessione sui limiti (e sulla capacità di rinnovamento) delle idee politiche, e sulle carenze (e sugli obblighi) morali degli intellettuali nella vita politica.» Novecento è il frutto delle conversazioni tra due grandi storici del XX secolo, un’epoca di idee in cui, nel bene e nel male, i pensieri di pochi hanno dominato la vita di molti. Passando in rassegna con disinvoltura le complessità dell’epoca contemporanea, Judt e Snyder guidano il lettore attraverso i dibattiti che hanno plasmato il nostro mondo, fino a far emergere la forma di un secolo. E quello che scrivono è «un libro sulla vita del pensiero, e sulla vita pensante».
Dura un attimo il giorno
Claudio Magris
Libro: Libro rilegato
editore: Garzanti
anno edizione: 2025
pagine: 336
La cultura mitteleuropea, la Trieste di Svevo e Saba, le tragedie del Novecento e il dovere della memoria, il tramonto dell'Occidente e il naufragio dell'Europa come patria comune: ci sono le passioni di tutta una vita in queste pagine, che aspirano a essere una sorta di inventario degli interessi coltivati da Claudio Magris nel suo lungo percorso intellettuale, animato da un'incrollabile fiducia nella scrittura come strumento con cui dominare il caos del mondo. I grandi temi al centro della produzione narrativa e saggistica hanno trovato uno sbocco divulgativo negli articoli pubblicati sul «Corriere della Sera»: un impegno assiduo, una sfida, largamente vinta, a rendersi comprensibili senza troppe concessioni al gusto dominante. «Il lavoro giornalistico», ci ricordalo scrittore, «è una grande palestra di lotta kafkiana con la realtà e un laboratorio di linguaggio per raccontarla.» Questo volume raccoglie una ricca selezione degli interventi apparsi sul quotidiano milanese dal 2017 a oggi: testi di ampio respiro su letteratura, etica, politica, ma anche fulminee istantanee sul costume, la società, le bizzarrie della Storia e le ambiguità dell'esistenza, in cui Magris si conferma osservatore acuto, interprete sensibile, ma soprattutto straordinario testimone e maestro del nostro tempo.
Oriente. Una storia
Alessandro Vanoli
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2025
pagine: 464
Ecco, dunque, il punto di partenza: una mappa. Come quelle dei viaggiatori antichi: una carta un po’ ingiallita, stesa con attenzione su un tavolo di legno. Per scoprire che non c’è nessun confine naturale, nessun luogo geografico dove sia possibile affermare che abbia inizio l’Oriente. C’è invece un solo unico immenso macrocontinente, dove le divisioni tra Europa e Asia non sono geologiche ma umane, culturali e politiche. In questo libro Alessandro Vanoli racconta la storia di come l’Oriente ha contribuito a costruire l’Occidente. Una storia fatta di viaggi, mercanti e guerre e che parla di spezie, di gioielli e di pietre preziose, ma anche di un’infinità di scoperte, dalla bussola allo zero, al divano. Ma in parallelo racconta anche come, proprio assieme a questa progressiva mescolanza, si sia costruita sempre di più una contrapposizione culturale, ideologica e politica. Perché erano in Oriente il giardino dell’Eden e le immense ricchezze sognate da Alessandro Magno, ma erano a Oriente anche i barbari e i più terribili mostri. E di secolo in secolo tutto questo sarebbe stato ripreso e rivisto in forme diverse, fino ai sogni orientalistici più moderni fatti di harem e odalische, di asceti in meditazione ma anche di violenza e di tirannide. Sino al presente, tra spiritualità indiana, ristoranti di sushi e serie televisive coreane, in un mondo sempre più frammentato e segnato dai drammi del Medio Oriente e dal potere della nuova Cina, dove nessuna facile definizione basta ormai a dirci cosa di noi sia Occidente e cosa Oriente.
Brevi lezioni di storia italiana (e non solo)
Ernesto Galli Della Loggia, Paolo Mieli
Libro: Libro rilegato
editore: Solferino
anno edizione: 2025
pagine: 192
Non si può comprendere l’Italia di oggi senza conoscerne il passato e indagare gli snodi storici che hanno costruito, nei secoli, la sua identità. È con questa convinzione che Ernesto Galli della Loggia e Paolo Mieli tracciano in queste pagine un articolato disegno della storia italiana ed europea degli ultimi duecento anni, in una sintesi essenziale quanto rigorosa. Qual è stato il ruolo di Cavour nel processo di unificazione nazionale? Come si è affermato il comunismo in Russia durante la Prima guerra mondiale? Quali condizioni hanno favorito l’ascesa di Mussolini e Hitler? Come si è potuta compiere la tragedia della Shoah e perché la Guerra fredda ha dominato il secondo Dopoguerra? Queste Brevi lezioni partono dai moti carbonari e dalle guerre d’indipendenza contro l’Impero austriaco per arrivare alla Seconda Repubblica, attraversando le grandi cesure del Novecento: le ideologie dominanti, i conflitti mondiali. Fino al secolo americano, alle sfide della globalizzazione e alla crescita del ruolo internazionale cinese. Il frutto di questa cavalcata è un racconto dei grandi eventi, dei personaggi centrali e delle tensioni irrisolte tra le aspirazioni dell’età moderna e le sue inevitabili contraddizioni. Con l’intento di offrire una chiave di lettura del passato, utile per orientarsi tra le incertezze del nostro presente.
Storia di Venezia. Dal 1400 alla caduta della Repubblica
John Julius Norwich
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2025
pagine: 688
La storia che l’inglese John Julius Norwich ha dedicato a Venezia è un’osservazione ammirata propria di chi è stato toccato dall’incanto della città, capace di scovare i particolari più rivelatori. L’autore punta soprattutto a illustrare al lettore il dinamismo di una città, quasi miracoloso per l’armonia che riuscì a realizzare, per l’equilibrio nella libertà che riuscì a mantenere. Mentre nel primo volume ha descritto l’ascesa fino al pieno splendore della metropoli, in questo secondo descrive il lento affievolirsi della sua magnificenza, dall’apogeo nel XV secolo alla caduta della Serenissima per mano di Napoleone nel 1797. E in entrambi i volumi il racconto è concentrato su tre punti di vista: lo sviluppo artistico attento a una visione urbana complessiva, il sistema di governo equilibrato da una costituzione aristocratica ma fondata su contropoteri e rigorosi controlli elettorali, la civiltà della vita sociale ricca della laboriosità di artigiani e artisti capaci di divertimento quotidiano. Ciò che accadeva a Venezia era in tutto attraversato dal vento della storia: l’epoca dei grandi condottieri, le alleanze per il predominio in Italia, la lotta tra Francia e Spagna, la prevalenza dell’asse atlantico dopo la scoperta dell’America, la caduta di Costantinopoli, l’apertura della via per le Indie, il Mediterraneo tra Impero ottomano e Impero spagnolo, Lepanto, i sonnolenti anni del Sei e Settecento, infine l’età di Napoleone che porta alla caduta della Serenissima. Una piega del destino dovuta ai tempi nuovi ai quali il sistema-Venezia non era più adeguato, ma facilitata da due germi che da tempo ne accompagnavano la vicenda: il dualismo di interessi mare-terraferma, la chiusura oligarchica del suo sistema politico. L’autore di questa Storia di Venezia ha sempre dichiarato di non essere uno storico di professione. Però il trasporto appassionato per il suo oggetto e il piglio di narratore che dà una tinta personale al resoconto non sono mai separati dal rigore dell’oggettività e dalla completezza della documentazione. Ragion per cui John Julius Norwich è stato davvero l’inventore di una originale forma di divulgazione storica, di una attualissima storia-racconto.
1944 finale di partita. Come Stalin vinse la guerra
Jonathan Dimbleby
Libro: Libro in brossura
editore: Gramma Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 704
Fu chiamata operazione Bagration, in onore del famoso generale russo che morì per le ferite riportate nel 1812, resistendo agli invasori francesi nella battaglia di Borodino. È passata alla Storia come “il più potente assalto della Seconda guerra mondiale”, l’epico scontro che terminò con la disfatta dell’armata tedesca. Un esito che, secondo Dimbleby e altri illustri storici britannici, mette radicalmente in discussione il mito, radicato nell’immaginario occidentale, che vuole la sconfitta della Germania nazista opera dei pur valorosi soldati angloamericani. Offensiva di cinque “fronti”, quattro armate sovietiche e una polacca, con oltre un milione di uomini che si mossero lungo una linea che andava quasi dal Baltico al Mar Nero, determinò la morte e la cattura di ben 900.000 soldati tedeschi. Con un uso geniale delle risorse, l’Armata Rossa inflisse due sconfitte memorabili all’invasore nazista, la prima con l’eroica difesa di Stalingrado, che comportò la perdita di quasi un milione di russi, la seconda a Kursk, in cui si svolse la più grande battaglia di carri armati della Storia. Dimbleby affianca alla cronaca militare estratti spesso devastanti di diari e lettere private tedesche (“Tutto è perduto! La fine è vicina!” suona un passo della lettera di un soldato della Wehrmacht) e russe (comprese pagine di Vasilij Grossman). Il risultato è l’avvincente narrazione di eventi in cui non soltanto generali, ma anche umili soldati giocarono un ruolo decisivo nella sconfitta del nazismo nel 1944. Un anno epocale che, con il sacrificio di ben 26 milioni di russi, diede a Stalin la possibilità di occupare l’Europa orientale e di dettare i termini dell’accordo postbellico, gettando le basi per la Guerra fredda.
Finimondo. Come Hitler e Mussolini cambiarono la Storia. E come Trump la sta riscrivendo
Bruno Vespa
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 444
Questo libro racconta il passaggio da un «finimondo» all’altro. Dall’orrenda conclusione della seconda guerra mondiale, con la morte violenta e quasi simultanea di Hitler e Mussolini, all’inatteso sconvolgimento dell’ordine mondiale per opera di Donald Trump. Mai dal 1945 l’Europa si è sentita così intrappolata dalla fine dell’atlantismo, decisa per decreto dal presidente americano, e dalla crescente aggressività russa in Ucraina e nell’Europa dell’Est, nella sostanziale indifferenza degli Stati Uniti. Esercitando con brutalità la supremazia economica, diplomatica e militare, Trump è riuscito a imporre una tregua a Gaza dopo due anni di massacri compiuti da Israele in risposta all’orribile strage del 7 ottobre 2023 per mano dei terroristi di Hamas. Tutto ciò ha avuto inevitabili ricadute sulla politica italiana. Giorgia Meloni ha festeggiato il terzo anno di governo (il terzo più longevo della nostra Repubblica) mantenendosi ancorata alla tradizione europeista, pur facendo da interlocutrice privilegiata nei rapporti con Trump. I suoi crescenti consensi garantiscono all’esecutivo una stabilità curiosamente unica in Europa, visto che i suoi due partner principali, Antonio Tajani e Matteo Salvini, che qui raccontano le loro diverse strategie, nonostante le forti differenze di vedute in campo internazionale non sfiorano mai il punto di rottura. Meloni confida a Bruno Vespa retroscena familiari legati alla lunga permanenza a palazzo Chigi, i frequentissimi incontri con Trump, i contrasti con Elly Schlein, la battaglia per il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati, vero punto di partenza della campagna elettorale per le elezioni del 2027. E Guido Crosetto gli spiega perché la sconfitta dell’Ucraina porterebbe l’Europa virtualmente in guerra con la Russia. Con Schlein, molto critica sull’attuale governo, Vespa riflette sulla progressiva radicalizzazione del Pd, contestata dalla minoranza riformista interna, e con Giuseppe Conte su un Campo che sarà «largo» soltanto dopo un’intesa all’immediata vigilia delle elezioni politiche. Nell’ampia parte storica del libro, si racconta la drammatica inversione dei rapporti tra Hitler e Mussolini a partire dal 1938, quando con il «patto d’acciaio» il Duce si mise totalmente nelle mani del Führer, seguendolo nella rovinosa campagna di Russia. Fino ai suoi ultimi giorni di vita, tradito dai tedeschi che lo consegnarono ai partigiani di Dongo. Pagine intense sono dedicate ai rapporti dei due dittatori con le loro amanti, Eva Braun e Claretta Petacci, fatti di insospettabili tenerezze e acute gelosie, in un tragico crescendo culminato nella decisione comune di morire accanto ai loro uomini.
La prima guerra civile. Rivolte e repressione nel Mezzogiorno dopo l'unità d'Italia
Gianni Oliva
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 228
Dopo l'Unità d'Italia, il Mezzogiorno precipita in una sanguinosa guerra civile. Da un lato, i ribelli si oppongono alle nuove istituzioni con violenza: teste mozzate esposte come trofei, stupri, soldati evirati. Dall'altro, lo Stato risponde con rastrellamenti, incendi di villaggi e fucilazioni sommarie. Ma etichettare tutti i ribelli come «briganti» e definire questa contrapposizione una «lotta al brigantaggio» è un errore, che produce una grave lacuna nella storiografia ufficiale. Per comprendere questo delicato momento della storia del nostro paese bisogna andare oltre le interpretazioni tradizionali e coglierne il carattere multiforme. Alla base c'è la questione della terra, che muove plebi impoverite, le quali vedono nel nuovo Stato non un'opportunità ma un ulteriore peso - a partire dalla coscrizione obbligatoria - e mettono in piedi rivolte che non hanno programma né direzione. Su questa instabilità sociale si innestano bande criminali, che talvolta si ammantano di valenze politiche ma che in realtà agiscono per il proprio tornaconto. Infine, agenti borbonici, papalini e reazionari locali non esitano a fomentare il caos per destabilizzare il neonato Stato italiano. La classe dirigente liberale, formatasi al Nord, ignora i problemi sociali del Mezzogiorno e, nell'ansia di legittimarsi agli occhi dell'Europa, risponde alle rivolte con la potenza del Regio esercito. Ne consegue un conflitto sproporzionato, in cui vengono mobilitati due terzi delle forze armate e si contano più vittime che nelle tre guerre di indipendenza messe insieme. In questa ricostruzione storica, rigorosa e appassionante, Gianni Oliva ripercorre quella che fu la prima, drammatica guerra civile italiana. E lo fa senza indulgere nella retorica neoborbonica né dar credito ai silenzi autoassolutori della storiografia ufficiale. Il risultato è un ritratto essenziale della nascita del nostro paese, fondamentale per comprendere le radici delle divisioni che lo attraversano ancora oggi.
Storia del mondo per immagini. Dalla Preistoria ai giorni nostri
Jean-Pierre Isbouts
Libro: Libro rilegato
editore: White Star
anno edizione: 2025
pagine: 656
Dalle prime civiltà all'alba delle fedi monoteiste, dalle audaci esplorazioni che hanno ridisegnato la mappa del mondo ai conflitti che hanno macchiato di sangue la Terra, dall'ardita conquista dello spazio all'avvento rivoluzionario di internet, questo monumentale volume di quasi settecento pagine custodisce la narrazione epica dell'umanità e della sua resilienza, della sua tenace volontà di persistere malgrado le avversità. Un racconto vibrante che, intrecciandosi con immagini di straordinaria bellezza, si trasforma in una guida preziosa, un faro che, illuminando il nostro passato, ci proietta con slancio verso l'avvenire e le pagine di storia ancora da scrivere. E per coloro che desiderano navigare più a fondo in questo mare di conoscenza, il volume offre un prezioso elenco di ulteriori letture.
Le sette meraviglie del mondo antico. Un viaggio attraverso i più grandi tesori della storia
Bettany Hughes
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 468
Magnifici giardini e misteriose piramidi, statue colossali e templi superbi: a partire dall'Età del bronzo fino al culmine dell'età ellenistica, lungo le rotte del Mediterraneo e seguendo le correnti dei grandi fiumi, il mondo antico si popolò di opere straordinarie. Le sette «meraviglie», così le chiamarono i greci che per primi le catalogarono. Dall'Egitto all'Asia Minore, dalla Grecia a Babilonia, esse collegavano l'Occidente e l'Oriente e disegnavano la mappa del mondo allora conosciuto. Prodigi architettonici, frutto dell'ingegno, della volontà, talvolta dell'immaginazione più sfrenata, le sette meraviglie non erano soltanto una tangibile rappresentazione del potere o della religione; ma davano forma e sostanza alle idee sulla politica, l'aldilà, la conoscenza e la natura, in una tensione perenne tra il desiderio di eternità e la fragilità della materia, tra l'illusione dell'onnipotenza e il limite delle possibilità umane. La piramide di Cheope, i giardini pensili di Babilonia, la statua di Zeus a Olimpia, il tempio di Artemide a Efeso, il mausoleo di Alicarnasso, il colosso di Rodi e il faro di Alessandria: queste meraviglie parlavano ai loro contemporanei, e i loro nomi hanno continuato a riecheggiare nei secoli come emblemi della gloria dell'antichità, anche dopo che il tempo, gli uomini o la natura le avevano ridotte in macerie o cancellate. Ma che senso hanno, per noi, oggi, queste spettacolari costruzioni? Perché ci affascinano ancora? Come scrive la storica britannica Bettany Hughes, ci sentiamo legati alle meraviglie dell'antichità perché ci fanno sognare, ci spingono oltre le possibilità che abbiamo come singoli individui, ci danno speranza. Ponte sospeso tra il passato e il presente, sembrano indicarci le meraviglie che saremo capaci di costruire nel futuro. Un libro affascinante, che non manca di attingere alle più recenti scoperte archeologiche, per una vivace ricostruzione ricolma di storie, di persone e di luoghi.

