Studi teatrali
Piccolo manuale dello spazio scenico. Volume Vol. 1
Nicola Console
Libro: Libro in brossura
editore: Audino
anno edizione: 2017
pagine: 86
Questa è una storia dello spazio scenico teatrale a uso soprattutto degli studenti. Ed è illustrata con circa 180 disegni realizzati a mano libera dallo stesso autore. Attraverso un percorso di riflessione per immagini, si affrontano le tappe architettoniche che hanno permesso la codificazione di regole costruttive inizialmente tramandate per via orale. Oggetto privilegiato del metodo di studio offerto da questo manuale è l'atto conoscitivo del disegnare, che viene accompagnato da spiegazioni precise ed essenziali. “Piccolo manuale dello spazio scenico” è destinato in primis ai professori che insegnano scenografia nei licei artistici, dove, in seguito alla riforma della didattica, è ora prevista la scelta dell'indirizzo nel triennio. Tuttavia, coinvolgendo le capacità pratiche e riflessive dei lettori, il testo è adatto anche a chi studia scenografia nelle accademie di belle arti. Inoltre, grazie alla sinteticità e alla presenza delle nozioni fondamentali delle diverse concezioni sceniche, può essere un utile prontuario per chiunque si interessi di teatro. Il primo volume tratta la storia dell'architettura teatrale e della scenografia dalla Grecia antica al Medioevo. L'analisi viene svolta in rapporto ai vari tipi di rappresentazioni, con una particolare attenzione al ruolo del sacro. Il testo è adottabile al primo anno di scenografia del liceo artistico (terza superiore).
Piccolo manuale dello spazio scenico. Volume Vol. 2
Nicola Console
Libro: Libro in brossura
editore: Audino
anno edizione: 2017
pagine: 96
Questa è una storia dello spazio scenico teatrale a uso soprattutto degli studenti. Ed è illustrata con circa 180 disegni realizzati a mano libera dallo stesso autore. Attraverso un percorso di riflessione per immagini, si affrontano le tappe architettoniche che hanno permesso la codificazione di regole costruttive inizialmente tramandate per via orale. Oggetto privilegiato del metodo di studio offerto da questo manuale è l'atto conoscitivo del disegnare, che viene accompagnato da spiegazioni precise ed essenziali. “Piccolo manuale dello spazio scenico” è destinato in primis ai professori che insegnano scenografia nei licei artistici, dove, in seguito alla riforma della didattica, è ora prevista la scelta dell'indirizzo nel triennio. Tuttavia, coinvolgendo le capacità pratiche e riflessive dei lettori, il testo è adatto anche a chi studia scenografia nelle accademie di belle arti. Inoltre, grazie alla sinteticità e alla presenza delle nozioni fondamentali delle diverse concezioni sceniche, può essere un utile prontuario per chiunque si interessi di teatro. Il secondo volume tratta la storia dell'architettura teatrale e della scenografia dal Rinascimento alla fine del '900, con descrizioni puntuali dei principali teatri stabili e riflessioni sullo scopo del teatro. Il testo è adottabile al secondo e al terzo anno di scenografia del liceo artistico (quarta e quinta superiore).
Attori sotto la Mole
Massimo Scaglione
Libro
editore: Il Punto PiemonteinBancarella
anno edizione: 2016
pagine: 168
L'archivio delle «Varietà». Il Fondo Galli-Grazia di Lecce
Annalucia Cudazzo
Libro: Libro in brossura
editore: Musicaos Editore
anno edizione: 2025
pagine: 184
Il volume si propone l’obiettivo di presentare un fondo archivistico appartenente alla società bolognese Galli-Grazia, due impresari teatrali e cinematografici, che tra gli anni Dieci e Venti del Novecento, gestirono diversi cine-teatri, operando nel contesto del teatro di varietà. L’archivio – composto da lettere, locandine, ritagli di stampa, disegni, manifesti e altra documentazione – che è custodito all’interno del Fondo Silvio D’Amico, acquisito nel 1971 dall’allora Università di Lecce (oggi Università del Salento), al momento della pubblicazione di questa ricerca, non è mai stato oggetto di segnalazione o studio da parte della comunità scientifica.
Gian Antonio Cibotto. Il gusto del racconto
Libro: Cartonato
editore: Antiga Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 144
Carlo Goldoni. Ideologia borghese e popolo
Antonio Catalfamo
Libro
editore: Solfanelli
anno edizione: 2025
pagine: 164
La presenza e il fare. Teatro e liturgia
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2025
pagine: 224
Nell’aprile del ’79, a Pontedera e in uno sperduto eremo immerso nelle campagne del Chianti, San Pietro alle Stinche, si svolse un seminario a cui furono invitati teologi, artisti della scena e accademici da tutta Italia. Fra Silvano Maggiani, nel suo intervento inaugurale, indicò un sentiero possibile, ma l’incantesimo si ruppe subito, con le parole di Ferdinando Taviani, che tracciò un solco netto fra i due ambiti. L’auspicato scambio di consigli e pratiche si trasformò, insomma, in un confronto fra “bande”, liturgisti da una parte e teatranti dall’altra. L’evento fu però un vero e proprio laboratorio vivente, in cui alla riflessione si intrecciò l’esperienza pratica. Nacquero amicizie feconde – come quella tra Maggiani e Giuliano Scabia – e si compì una sorta di viaggio collettivo attraverso le contraddizioni e le speranze di due mondi in crisi: la liturgia in cerca di autenticità in un’epoca di smarrimento del sacro; il teatro in cerca di un “nome” per dare un’identità al proprio continuo rigenerarsi. Fu nel silenzio delle Stinche che le due “bande” entrarono finalmente in sintonia, grazie all’intervento di Giovanni Vannucci, fondatore dell’eremo ed esperto di Esicasmo. Quel tipo di preghiera praticata dai monaci del monte Athos, che coinvolge il corpo e il respiro in un esercizio di consapevolezza e auto-trascendenza, offrì il punto di contatto più ravvicinato tra religione e pratica teatrale, grazie alle consonanze con l’addestramento dell’attore, ad esempio nell’esperienza di Grotowski.
Nutrire Dio. Avvicinamento a Dionisio
Giuliano Scabia
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2025
pagine: 240
"Nutrire dio" riporta il progetto Euripide (con l’appendice dedicata al Dioniso di pancia e di culo di Aristofane), che occupò Giuliano Scabia, per diversi anni di lavoro interno al Dams di Bologna. Ci sono numerosi Quaderni di Drammaturgia dedicati a questi temi, dove Scabia fece esplodere le riflessioni maturate negli anni precedenti, anche a partire dal Convegno delle Stinche (1979), che arrivava a confermare certe sue posizioni sul nuovo teatro Nel quaderno riassuntivo, intitolato appunto Nutrire dio, pubblicato integralmente in questo libro, Scabia si chiede «Cosa significa nutrire? Dare la vita. La vita a un dio? L’uomo dà la vita a un dio? Sì. Un dio per esistere ha bisogno di essere ricordato, lodato, cantato, ballato. E, nelle cerimonie, anche fisicamente nutrito. Le offerte (a Dioniso, a Zeus, a Hera – a qualunque dio) sono nutrimento. E anche tutto ciò che si dice del dio è nutrimento. Parole, canti, balli, sacrifici: per tener buono il dio, rabbonirlo, renderlo donatore, protettore, generatore. C’è qualche dio che non abbia domandato sangue, reale o simbolico? Consacrare vuoi dire cospargere di sangue. Come avviene nelle Baccanti. Chi legge "Nutrire dio" troverà descritto in più punti che in certi momenti delle danze in tondo (il coro che balla e canta: tutti ballavano e cantavano) i ballerini cantori sentivano formarsi il dio, entravano cioè col corpo nel senso profondo del testo, nello stato di trance controllata che il corpo collettivo raggiunge respirando e muovendosi insieme. Mi sono reso conto che nominando Dioniso in quel modo ne nutrivamo la presenza. Che lui era lì perché noi diventavamo lui cantandolo».
Regia eretica. Il Novecento teatrale e i suoi doppi
Marco De Marinis
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2025
pagine: 192
Questo nuovo libro di un grande maestro della storiografia teatrale presenta i maggiori contributi innovativi alla creazione di una nuova cultura teatrale da parte di alcuni grandi uomini di teatro. I dodici capitoli si occupano di Appia, Craig, Mejerchol’d, Copeau, Decroux, Beckett, Fo, De Berardinis, Barba, Grotowski, Rau. I grandi eretici che hanno rivoluzionato il mimo corporeo e il clown, hanno recuperato il coro antico e l’animalità, trasformato la regia intesa come svolgimento di un copione in una ricerca sull’attore e sul suo rapporto con il pubblico, come attore poeta che improvvisa e come protagonista del teatro della realtà e del teatro sociale. Il libro si apre con un capitolo dedicato al teatro di regia. Da prima il protagonismo della regia ha rappresentato una grande novità, poi è diventata la norma, talvolta caratterizzata dall’eccellenza della messa in scena. Il volume continua con le eresie, cioè le eccezioni, le trasgressioni, addirittura, la rivoluzione. Dunque un libro indispensabile per capire il teatro del Novecento.
Gabbris Ferrari 1937-2015. Pittore, scenografo e regista
Ivana D'Agostino
Libro: Libro rilegato
editore: Antiga Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 360
Dedicato alle molteplici capacità ed espressioni artistiche di Gabbris Ferrari (1937-2015), pittore, scenografo, regista, drammaturgo e illustratore, questo libro è il risultato di ricerche tra documenti d’archivio inediti, opere d’arte, bozzetti, locandine, foto di scena, e molto altro ancora che hanno dato sistematizzazione al suo percorso artistico-professionale documentandolo con un notevole corpus di riferimenti e di immagini. Archivi, collezioni private e il ritrovamento di nuove opere hanno sostanziato la scrittura del testo dotandolo di uno spessore storico-critico che ha reso possibile dare agli eventi una progressione cronologica coerente. Il libro si completa con la biografia dell’artista aggiornata, una scheda delle mostre personali e collettive, schede di alcuni dipinti ritenuti significativi ed altre relative al Progetto in progress, Galleria d’Arte diffusa. Il libro comprende schede sugli Spettacoli per il Teatro Lirico, la Prosa, le collaborazioni con il Teatrodanza, con Operastudio, il Dramma Italiano di Fiume, con i Minimiteatri. Gabbris Ferrari, docente di scenografia all’Accademia di Urbino e di Venezia, da scenografo, costumista e regista con i suoi spettacoli ha partecipato al Festival di Spoleto e al Rossini Opera Festival di Pesaro.
L'umanità allo specchio. Il teatro inglese e la pedagogia teatrale
Salvatore Maiorana
Libro: Libro in brossura
editore: Helicon
anno edizione: 2025
pagine: 378
"L’Umanità allo specchio" invita il lettore a riflettere sul teatro come specchio della nostra essenza più profonda. Attraverso un viaggio tra storia, pedagogia e creatività, il testo esplora come la scena teatrale diventi luogo di incontro tra emozione, immaginazione e realtà vissuta. Il teatro, qui, non è solo rappresentazione, ma esperienza che ci aiuta a comprendere chi siamo e a riscoprire la nostra umanità.
Il cavaliere militante. Riscritture e adattamenti teatrali del «Don Chisciotte» negli anni del fascismo e del franchismo
Stefania Di Carlo
Libro: Libro in brossura
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2025
pagine: 320
Negli anni del regime fascista, come in quello franchista, il teatro ha come scopo il puro intrattenimento, la trasmissione di un messaggio propagandistico e ancora la celebrazione del cattolicesimo e del nazionalismo, attraverso i rispettivi valori. Finalità, queste, che spesso vengono perseguite mediante l’uso di personaggi della storia e della cultura nazionale tramutati in miti identitari. Se è vero che in Spagna è quindi prevedibile l’uso di Cervantes e il suo don Chisciotte per glorificare la nazione e il suo passato, vediamo come l’eco del personaggio cervantino, ormai riconosciuto come un classico senza patria e senza tempo, riecheggia anche nell’Italia di Mussolini. Nelle riscritture e negli adattamenti teatrali oggetto di questo studio l’immagine di don Chisciotte subisce una risemantizzazione con una forte accezione politico-religiosa. Il cavaliere errante per antonomasia può rappresentare un’intera nazione, la Spagna, in un momento in cui questa sente l’esigenza di rialzarsi ed uscire dal baratro in cui è caduta; può diventare il leader di una giustizia fascista, in grado di guidare un popolo verso la salvezza intesa perlopiù in senso metaforico-religioso; ma può incarnare anche un cavaliere della fede come inteso da Unamuno, un imago christi, redentore di un’umanità che necessita di essere riscattata.

