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Politica e governo

Il porcospino d'acciaio. Occidente ultimo atto

Luciano Canfora

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2025

pagine: 96

Il ‘Patto Atlantico’ è il Santo Graal dell’Occidente. I soci fondatori condividevano un tratto comune: usurpavano, o avevano appena perso, un dominio coloniale. Ma alla metà del Novecento, quando nacque la NATO, il mondo colonizzato era in rivolta. Non era facile riproporre il vecchio predominio senza cambiare il linguaggio. Così le parole propinate al mondo furono ‘libertà’ e ‘democrazia’, usate spesso come utensili intercambiabili. Ripulito il linguaggio, l’Occidente poté dare avvio al sanguinoso sforzo di ri-colonizzare i continenti che stava perdendo. Ma il resto del mondo non rimase inerte. Per guerreggiare unito, l’Occidente ha bisogno di un ‘nemico’. Sulla carta geografica il ‘nemico’ ogni tanto cambia posto e lo stesso Occidente a sua volta si sposta: fino al paradosso, quando ‘nemico’ è un pezzo dello stesso Occidente. La metafora del ‘porcospino d’acciaio’, cara al vertice della UE, ci prospetta un apocalittico finale di partita: tetro lascito della ‘civiltà occidentale’.
13,00 12,35

Inside. Dentro la violenza di Israele. La Palestina nei rapporti denuncia della relatrice speciale ONU

Francesca Albanese

Libro: Libro in brossura

editore: Fuoriscena

anno edizione: 2025

pagine: 320

«Credo nel diritto internazionale e incoraggio tutti a impegnarsi, con intelligenza e coraggio, affinché l’accordo che gli Stati hanno sottoscritto, e che ora stanno violando in un contesto di impunità senza precedenti, sia difeso e rispettato. Una società che rinuncia al diritto è una società che si condanna alla violenza e al puro arbitrio del più forte. Io, in una società simile, mi rifiuto di vivere, e mi rifiuto di lasciarla in eredità ai miei figli. E ai vostri.» (Francesca Albanese) Questo libro raccoglie, per la prima volta in traduzione italiana, i sei Rapporti sulla situazione nel territorio palestinese occupato scritti dalla Relatrice speciale Francesca Albanese, preceduti da un ampio saggio introduttivo dell’autrice, che ne racconta la genesi e lo spirito. Un documento imprescindibile per conoscere la realtà in cui il popolo palestinese è costretto a vivere da decenni, l’occupazione e l’apartheid, le violenze che continuamente subisce, culminate nel genocidio in corso. Un contesto che non può essere ignorato se si vogliono capire i fatti e l’attualità, fino al 7 ottobre 2023, ai crimini perpetrati da Hamas e alla risposta inaudita di Israele. Ciò che colpisce di queste pagine e fin dal primo rapporto sul diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese, presentato alle Nazioni Unite nell’autunno del 2022, è la profondità analitica affiancata a una fortissima passione civile, quella che l’autrice trasmette a chiunque la ascolti. Più le epoche storiche sono buie, più è essenziale avere dei punti di riferimento autorevoli. Francesca Albanese lo è diventata grazie al suo lavoro e al suo instancabile impegno.
19,50 18,53

La vostra presenza è un pericolo per le vostre vite. Voci da Gaza

Samar Yazbek

Libro: Libro in brossura

editore: Sellerio Editore Palermo

anno edizione: 2025

pagine: 240

Nel corso del 2024, Samar Yazbek ha incontrato centinaia di sopravvissuti di Gaza ponendo una domanda singolare e toccante: «Cosa stavi facendo il 7 ottobre 2023?», interrogandoli su come la loro vita sia cambiata da quella data cruciale. Nei mesi successivi ha selezionato ventisette di questi racconti da condividere con il mondo. Raccontati in prima persona da chi ha offerto la sua testimonianza, i testi di Samar Yazbek catturano i resoconti crudi e agghiaccianti di civili comuni, dai tredici ai sessantacinque anni, che hanno assistito a quella che la storia potrebbe un giorno ricordare come una delle offensive militari più feroci dei nostri tempi. Ne emerge una distopia da incubo, in cui ogni sopravvissuto ha subito perdite inimmaginabili: case distrutte, persone care scomparse, arti dilaniati. Molti di loro sono stati curati in ospedali devastati dagli attacchi israeliani, assistendo in prima persona alla distruzione di queste strutture sanitarie essenziali. Yazbek sottolinea il ruolo crucia- le degli ospedali in questa guerra e illustra le drammatiche conseguenze della loro profanazione: privi di medicine, letti e risorse basilari, sono diventati simboli dell’inferno vissuto dalle vittime. Il titolo è tratto da uno dei volantini lanciati sui residenti di Gaza pochi minuti prima di un bombardamento: Gaza residents: your presence is a danger to your life. Questo messaggio trasmette un paradosso inquietante, il senso di un’esistenza negata, l’ordine impietoso di farsi da parte e abbandonare tutto, una condanna a morire il più rapidamente possibile. Eppure i sopravvissuti incontrati da Yazbek sono determinati ad andare avanti, a raccontare le proprie storie, aggrappandosi alla speranza che le loro voci possano avere un’eco e una risonanza.
16,00 15,20

L'inferno è pieno di buone intenzioni. I danni del buonismo

Nicola Porro

Libro: Libro rilegato

editore: Piemme

anno edizione: 2025

pagine: 224

Le buone intenzioni possono fare molto male. C'è un luogo che pochi osano esplorare. È il territorio in cui le parole "solidarietà", "uguaglianza", "inclusione" e "pace" si trasformano in gabbie dorate. In questo libro tagliente, ironico e documentato, Nicola Porro ci accompagna in un viaggio provocatorio tra le rovine lasciate dal pensiero buonista. Che cos'è il buonismo? È l'inganno collettivo che nasconde dietro le migliori intenzioni - spesso sincere, a volte interessate - le peggiori conseguenze. È lo sguardo pietoso che diventa norma, il sentimento che diventa legge, la compassione che diventa comando. In queste pagine si racconta di un fisco che terrorizza invece di "collaborare", un femminismo trasformato in brand, che esclude chi non si adegua. Tra i tanti argomenti trattati, si smaschera il mito di un welfare compassionevole che crea dipendenza invece di liberare, e di una scuola senza merito che promette uguaglianza ma consegna ignoranza; e poi, ancora, l'Europa delle regole astratte, la cultura woke e quella della cancellazione, le malefatte fintamente super partes dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e di un ambientalismo dogmatico che paralizza invece di proteggere. Con un uso sapiente di fonti, dati, citazioni autorevoli, paradossi e casi emblematici, questo libro è una mappa per chi vuole uscirne. Perché come dice l'autore, «lentamente siamo scesi all'inferno. Ma ce ne stiamo accorgendo».
18,90 17,96

Ebrei in guerra. Dialogo tra un rabbino e un dissidente

Gad Lerner, Riccardo Shemuel Di Segni

Libro: Libro in brossura

editore: Feltrinelli

anno edizione: 2025

pagine: 176

Il rabbino capo di Roma e un ebreo che ha assunto posizioni critiche su Israele in guerra si confrontano sulla tragedia in corso e sulle divisioni dell’ebraismo contemporaneo. Affrontano temi di cruciale attualità: le sofferenze di tutte le popolazioni coinvolte nel conflitto, il sionismo religioso, il nuovo antisemitismo, il rapporto difficile con la Chiesa cattolica, la sospetta ammirazione delle destre nazionaliste per Israele, il divorzio degli ebrei dalla sinistra, i rapporti fra la diaspora e lo Stato ebraico, la piaga del fanatismo. I giudizi restano distanti anche sulle polemiche che hanno agitato le Comunità ebraiche italiane dopo la pubblicazione di un appello contro la pulizia etnica sottoscritto da una minoranza di dissidenti. L’ebraismo è al tempo stesso una religione, una cultura e una nazione, ma in che misura questi aspetti possono coesistere senza entrare in conflitto? Ebrei in guerra ha dunque molteplici significati; perché se è vero che Israele chiama gli ebrei a essere coinvolti nella sua guerra, altrettanto vero è che il dissenso interno dà luogo a lacerazioni profonde. Un libro che si cimenta con le domande che tutti si pongono. Perché la vicenda millenaria degli ebrei resta centrale nel nuovo tempo di guerra, e dunque ci riguarda da vicino. Il rabbino capo di Roma e un intellettuale ebreo dissidente si confrontano sulle divisioni che la guerra sta provocando all’interno del mondo ebraico e sul destino dello Stato di Israele.
16,00 15,20

I figli dell'odio. La radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina, l'umiliazione dell'Iran

Cecilia Sala

Libro: Libro in brossura

editore: Mondadori

anno edizione: 2025

pagine: 156

A Hebron, un gruppo di minorenni ebree innalza uno striscione contro i matrimoni misti. A Tulkarem, i ragazzini palestinesi appendono ai fucili le foto degli amici uccisi e si preparano a combattere i soldati israeliani. A Teheran, Abbas piange il cugino impiccato dal regime e prova un misto di terrore ed eccitazione per il grande attacco dello Stato ebraico alla Repubblica islamica. Il nuovo reportage di Cecilia Sala è un viaggio che guarda da vicino tre grandi storie intrecciate tra loro: la radicalizzazione di Israele, la distruzione della Palestina e il collasso dell’Asse della resistenza che ha la sua testa a Teheran. Con uno stile vivido e in presa diretta, Cecilia Sala ci fa attraversare i check-point e i raid, ci fa entrare nelle case delle vittime e dei carnefici, dei leader militari e dei sopravvissuti. Ci svela così lo scontro generazionale che attraversa ciascuno di questi paesi, divenuto una delle linee di faglia più rilevanti – e meno indagate – del nostro presente. Perché mentre i «pacifisti esausti» tra gli anziani israeliani assistono impotenti alla deriva del proprio paese, una generazione di coloni giovanissimi è la più feroce di sempre in Cisgiordania. Mentre in Palestina un padre come Firas crede ancora nella diplomazia e rimpiange i tempi degli accordi di Oslo, il figlio Samih vede nei suoi tre fucili d’assalto l’unica risposta all’occupazione. E mentre i vertici della Repubblica islamica dell’Iran tentano di nascondere la propria debolezza, le arrabbiate senza velo che sfidano le telecamere per il riconoscimento facciale sono diventate centinaia di migliaia. Il racconto sul campo si arricchisce di alcune interviste a figure chiave, come Hossein Kanaani, uno dei fondatori dei pasdaran, e Ronen Bergman, giornalista premio Pulitzer che spiega il fallimento di Israele nel difendersi dal suo nemico interno, l’estremismo armato. E ancora Imad Abu Awad, analista palestinese, che non crede esista più una soluzione diplomatica né una militare e per risolvere i problemi del suo popolo spera in una guerra civile interna a Israele. Da questo coro di voci, che Cecilia Sala orchestra con maestria, rigore giornalistico e una straordinaria capacità narrativa, nasce un libro essenziale per comprendere i conflitti che definiscono il nostro tempo. Un ritratto complesso, inedito e profondamente umano di un Medio Oriente in trasformazione.
18,50 17,58

L'eresia liberale

Alessandro Sallusti

Libro: Libro rilegato

editore: Rizzoli

anno edizione: 2025

pagine: 272

Alessandro Sallusti è finito in galera per un reato, l'omesso controllo, che inevitabilmente commettono tutti i direttori di giornale (i direttori degli altri giornali, però, in galera non ci vanno); ha avuto un trisavolo fedele a Francesco II, re spodestato delle Due Sicilie, e dunque considerato un brigante dai governanti sabaudi della nuova Italia unita; ha scoperto sul manuale di storia delle medie che cosa era successo al nonno durante e dopo la guerra civile; ha sperimentato lo "stato di natura", vivendo per un mese in Amazzonia tra gli Yanomami; è stato fra i protagonisti, nel novembre 1994, dello scoop sull'avviso di garanzia che avrebbe fatto cadere il primo governo Berlusconi, mentre durante l'ultimo governo Berlusconi ha partecipato, nella villa di Arcore, alle riunioni della fantomatica "Struttura Delta" che avrebbe ordito strategie e complotti; ha conosciuto molto da vicino i protagonisti della politica, dell'economia, della società degli ultimi quarant'anni. A partire dagli episodi della sua vita famigliare, personale e professionale e con lo sguardo attento ai cambiamenti che stanno stravolgendo la nostra immagine del mondo, Sallusti mostra in questo libro il punto di vista eretico di un liberal-conservatore abituato a sentirsi minoranza - spesso irrisa - nei salotti buoni della cultura dominante, e tuttavia consapevole di essere in sintonia con la maggioranza delle persone in Europa e in Occidente, come le elezioni si incaricano invariabilmente di dimostrare. Contro la cancel culture e il senso di colpa della sinistra globalista, un liberal-conservatore difende le libertà che costituiscono l'orgoglio dell'Occidente e il suo più grande apporto alla storia del mondo. Contro le pericolose utopie buoniste, il conservatorismo rappresenta la voce del buonsenso in accordo con la realtà.
19,00 18,05

Casa Bianca-Italia. La corruzione dell'informazione di uno Stato satellite

Alessandro Orsini

Libro: Libro in brossura

editore: PaperFIRST

anno edizione: 2025

pagine: 240

Alessandro Orsini descrive la corruzione del sistema dell’informazione in Italia sulla politica internazionale e spiega il suo funzionamento. Parlando di Ucraina e Palestina, dei bombardamenti tra Iran e Israele, della caduta di Assad in Siria, del rapporto Meloni-Trump, ma anche del Presidente della Repubblica, del Capo di Stato Maggiore della Difesa, di "Porta a Porta", "Report", del Festival di Sanremo e di molti altri temi attualissimi come la santificazione di Zelensky e la mostrificazione di Putin, il libro analizza le regole e i trucchi di un sistema dell’informazione corrotto. Orsini mette a nudo il modo in cui i conduttori televisivi e radiofonici più famosi d’Italia, e i loro colleghi della grande stampa, disinformano i cittadini sulla politica internazionale per compiacere il potere politico. La società giornalistica italiana dichiara di essere libera di dire tutto quel che vuole. Orsini, richiamandosi al metodo del sospetto di Marx, Nietzsche e Freud, sospetta che non sia vero. Il capitolo finale ricostruisce la promessa della Nato a Gorbachev di non espandersi verso la Russia. Questo libro è un viaggio dissacrante nell’informazione di uno Stato costretto a dare conto a una potenza straniera di tutto quel che dice. Con la sua prosa chiara e semplice, Orsini pone, ancora una volta, la teoria sociologica al servizio della libertà di critica e di espressione.
18,50 17,58

Nuove armi nuove guerre. Dalla bomba atomica all'intelligenza artificiale, come stanno cambiando i conflitti oggi

Libro: Libro in brossura

editore: Rizzoli

anno edizione: 2025

pagine: 432

In che modo armi e guerre si sostengono a vicenda? E quali sono gli strumenti e le tecnologie che oggi stanno cambiando il modo di combattere e uccidere? È da queste domande che nasce "Nuove armi nuove guerre", il quinto volume della collana Parole chiave nata dalla collaborazione tra BUR Rizzoli e la rivista Internazionale. Attraverso articoli e reportage di grandi testate internazionali – dal New York Times a Le Monde, dal Financial Times a Foreign Affairs, dal Guardian al New Yorker – gli approfondimenti presenti nel libro indagano in che modo le grandi potenze stanno investendo in difesa e riarmo nucleare, cosa sta accadendo al mercato delle armi nel mondo, come le aziende della Silicon Valley e miliardari come Elon Musk stanno spostando i propri investimenti verso le tecnologie di controllo e difesa, in che misura droni e intelligenza artificiale stanno assumendo un ruolo sempre più preponderante nei nuovi conflitti, e che conseguenze ha tutto questo nei teatri di guerra più complessi, dall’Ucraina al Medio Oriente. Un volume ricco di approfondimenti e storie concrete, uno strumento autorevole per comprendere la geopolitica e le guerre in corso sul pianeta dalla prospettiva inedita delle armi usate per combatterle. Introduzione di Giovanni De Mauro.
18,00 17,10

Vite al fronte. Donbass, Libano, Siria, Nagorno Karabakh: il grande intreccio delle guerre nelle storie di chi le ha vissute

Luca Steinmann

Libro: Libro in brossura

editore: Rizzoli

anno edizione: 2025

pagine: 272

Negli ultimi anni Steinmann ha vissuto conflitti in tutti gli angoli della Terra, aggregandosi a eserciti, popolazioni e combattenti tra loro nemici: durante la guerra in Libano del 2024 è stato tanto sul lato israeliano quanto su quello di Hezbollah; ha viaggiato sia per i territori in mano ad Assad, tornandoci dopo la sua caduta, sia in quelli abitati da ribelli e civili a lui ostili lungo i confini della Siria; è andato nel Nagorno Karabakh durante i combattimenti e poi di nuovo dopo la fuga di massa degli armeni, osservando il ripopolamento di questa regione da parte degli azerbaigiani. Senza dimenticare il Donbass, dove è stato uno dei pochissimi giornalisti occidentali a seguire le truppe russe mentre invadevano l’Ucraina. In tutti questi viaggi ha raccolto le testimonianze di soldati e civili che, travolti dalle guerre, non riescono più a liberarsene, nemmeno fuggendo all’estero. Ha incontrato gli ebrei ucraini che nel 2022 sono scappati in Israele per poi ritrovarsi un anno dopo trascinati nuovamente nella guerra di Gaza; i palestinesi rifugiati in Libano e Siria e travolti anche lì dai conflitti; i cristiani del Medio Oriente ormai sempre meno numerosi; gli armeni in fuga dalla guerra in Siria che, dopo essersi stabiliti nel Nagorno Karabakh, sono dovuti scappare di nuovo. Attraverso le loro storie, Steinmann mostra come tutte queste guerre siano intrecciate e si alimentino a vicenda. Con una prosa avvincente, conduce il lettore alla scoperta di aree inesplorate dai media, dando voce senza filtri a persone che lottano per la quotidiana sopravvivenza, talvolta imbracciando loro stesse le armi tra le file di milizie, eserciti e battaglioni di mercenari, come il Gruppo Wagner. E lo fa con la forza narrativa di chi cerca sempre di restituire alle guerre non la verità ideologica ma la spietata realtà dei fatti. Quella realtà che in tanti dimentichiamo perché, “alla fine, chi vince sui campi di battaglia si conquista un posto al tavolo delle grandi potenze del mondo. Anche chi fino a cinque minuti prima subiva accuse di terrorismo, pulizia etnica e genocidio. Solo gli sconfitti finiscono sul banco degli imputati”.
18,00 17,10

Atlante storico. Dal Novecento ai giorni nostri

Dario Fabbri

Libro: Libro rilegato

editore: Gribaudo

anno edizione: 2024

pagine: 192

«Come la geopolitica umana impone di superare l'occidentalismo per adottare lo sguardo degli altri, l'opera che avete fra le mani pone i popoli al centro della sua analisi.» Con queste parole Dario Fabbri apre un atlante storico caratterizzato da un approccio innovativo che abbandona eroi e autocrati, protagonisti dei libri a cui siamo abituati, per concentrarsi sulla collettività. «Perché ogni individuo è il prodotto di un popolo, mai il contrario.»
27,00 25,65

La città di Kiev

Michail Bulgakov

Libro: Libro in brossura

editore: Pungitopo

anno edizione: 2023

pagine: 72

Da marzo 1917 (caduta dello zarismo) a giugno 1920 a Kiev si susseguirono il governo sovietico, l'ingresso dei tedeschi alleati col governo nazionalista ucraino, l'avvento del Direttorio ucraino, il ritorno del potere sovietico e dell'Armata rossa, la conquista polacca, la restaurazione definitiva del potere sovietico. «Non è che Bulgakov non prenda posizione. Attraverso la freschezza del suo stile, la sua ironia, si sente anche il suo sdegno. Bulgakov non è un ideologo, non ha schemi, accetta [...] questa società nuova come speranza e garanzia di una vita più civile, diversa da quella passata. [...] Le pagine di Kiev-gorod, la città di Kiev, [...] rappresentano un "omaggio" alla sua città amata. Vediamo un Bulgakov che riflette i dubbi, gli stupori, le perplessità, le incertezze dell'uomo "comune" di Kiev di fronte alle novità, agli scontri, al così rapido passaggio da un tipo di governo a un altro. Sotto questo aspetto si possono comprendere certi umori o certi pregiudizi (per esempio a proposito della lingua ucraina, e delle insegne ucraine dei negozi). È certo che Bulgakov amò Kiev come la città nativa, come l'antica tana, come la più bella città di tutte le Russie e del mondo.» (Eridano Bazzarelli)
6,00 5,70

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