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Economia

Il denaro o la vita. Cosa ci rende veramente ricchi

Veronika Bennholdt-Thomsen

Libro

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2020

pagine: 64

Quali sono i concetti fondamentali dell'economia? Il denaro, il prodotto interno lordo (PIL), la finanza, le crisi del capitalismo? Veronika Bennholdt-Thomsen, esponente della Scuola di Bielefeld nel solco di Maria Mies e vicina al pensiero della decrescita, propone una lettura dell'economia in senso sostanziale e non formale, andando alla radice della sua funzione di soddisfazione dei bisogni umani. Il denaro è un simbolo, un prodotto sociale, che nel capitalismo oscura le reali relazioni che abbiamo tra di noi e con l'ambiente da cui necessariamente traiamo tutto ciò che ci mantiene in vita, in forma mediata o immediata. Trarre dalla natura nella forma più diretta possibile ciò che mangiamo, con cui ci vestiamo, i materiali per le nostre abitazioni e l'energia per i nostri spostamenti, configura un'economia per la sussistenza che rispetta le condizioni per la riproduzione della vita, cosa che ancora avviene nelle aree del mondo sprezzate come "sottosviluppate" o "arretrate". Al contrario il circuito che permette la soddisfazione delle necessità della vita solo partendo dal denaro, organizzando l'economia e la società in modo da garantire il profitto è mortifero, abbisogna di superare continuamente i limiti della capacità di carico dell'ambiente (nonché della salute umana!) e di trasformare ogni qualità umana e naturale in una merce da vendere, perpetuando la spirale del profitto. Bennholdt-Thomsen critica le teorie della "mano invisibile" e della scarsità, inventate nell'Ottocento per celare la reale azione della spirale del denaro e del profitto. Oggi si parla di "globalizzazione", che dovremmo chiamare piuttosto totalitarismo del sistema monetario e delle merci, e anche dal workfare che in Germania e altri paesi ha ormai sostituito il welfare, dinamiche pericolose non solo dal punto di vista sociale ma anche degli equilibri stessi della vita sul pianeta. Questo Volantino illustra quei concetti base dell'economia che devono tornare a guidare l'azione umana per riprodurre la vita e non più (l'immangiabile!) denaro, cambiando l'attuale paradigma dello scambio con l'antico paradigma del dono, attraverso una decommercializzazione della comunicazione, del lavoro, dell'agricoltura, dello stesso denaro, e attraverso una ri-ruralizzazione, anche delle città.
4,90 4,66
24,00 22,80

La decarbonizzazione felice. Un modello green a misura d'Italia

Enrico Mariutti

Libro: Copertina morbida

editore: Il Sole 24 Ore

anno edizione: 2020

pagine: 160

Siamo abituati a vedere la lotta al cambiamento climatico come una sfida epocale, che ci imporrà sacrifici e stravolgerà il nostro modo di vivere. Ma se invece provassimo a trasformare questa sfida in un'occasione? Con la giusta dose di coraggio e ingegno la lotta al cambiamento climatico può diventare un volano di sviluppo per i territori, un moltiplicatore di opportunità per il tessuto imprenditoriale, uno strumento per mitigare le disuguaglianze economiche e per smorzare il conflitto sociale. Quello che serve non è una ricetta miracolosa ma una visione complessiva: la strategia ambientale va calata nel contesto economico, sociale e politico del nostro Paese. In questo libro l'autore abbozza uno scenario di contrasto al cambiamento climatico che spazia dalla gestione del patrimonio forestale alla finanza verde, dall'agricoltura alle filiere industriali, dai nuovi materiali alle smart cities, individuando alcune direttrici in grado di far diventare la politica ambientale un tutt'uno con quella industriale, sociale e culturale.
14,90 14,16

Illuminismo economico. Sapere aude: il risveglio della ragione per uscire dalla crisi

Paolo Savona

Libro: Copertina morbida

editore: RUBBETTINO

anno edizione: 2020

pagine: 136

Le più recenti vicende dell'Italia osservate e vissute da Paolo Savona in qualità di Ministro degli Affari europei e di presidente della Consob sono raccontate in questo nuovo lavoro che si può considerare un'appendice ai due precedenti pubblicati da Rubbettino su "La fine del laissez-faire e della liberal-democrazia" (2016) e sulle sue "Memorialia e moralia di mezzo secolo di storia" (2018). La sua interpretazione è che la politica monetaria ha assunto la guida del mercato finanziario, permettendo alla politica fiscale di spingersi oltre i suoi limiti, anche attraverso l'espansione dell'indebitamento pubblico. L'inversione eterodossa delle due politiche si era già delineata dopo la crisi finanziaria globale del 2008, ma ha assunto una chiara connotazione strutturale, forse irreversibile, a seguito dell'esplosione della pandemia sanitaria Covid-19. L'Unione europea e, nel suo ambito, l'Eurosistema hanno recepito e rafforzato i contenuti "non convenzionali" delle due politiche avviate dagli Stati Uniti, muovendo da quella intrapresa dalla Banca centrale europea nel 2012 e integrata quest'anno da quella fiscale con il Recovery fund (Next generation EU); queste decisioni, molto tormentate, rappresentano la vera novità dell'Unione, abbattendo, tra l'altro, l'opposizione alla mutualizzazione del debito tra Stati membri. L'A. ricorda che i due vizi di fondo del Paese sono l'assistenzialismo e il rispetto opzionale della legge e sottolinea il pericolo che il nuovo regime monetario e fiscale, permettendo l'esistenza di moneta e di pranzi gratis, possa impedire che le abbondanti risorse disponibili si indirizzino verso gli investimenti e vadano invece spese in assistenza generalizzata, salvataggi di imprese decotte e riaffermazione delle partecipazioni statali, rivitalizzando le spinte sociali in questa direzione presenti nella cultura del Paese, mai assopitesi. Tenendo conto dei profondi mutamenti epocali in atto, l'A. sollecita la costituzione di una Consulta pubblica di esperti che proponga al governo e al Parlamento un'architettura istituzionale adeguata ad affrontarli e suggerisce le azioni di breve periodo da continuare o intraprendere per raggiungere gli obiettivi strategici scelti.
14,00 13,30

La nuova scienza del rischio. L'arte dell'immaginazione, della difesa e della protezione

Federica Spampinato

Libro: Copertina morbida

editore: GUERINI E ASSOCIATI

anno edizione: 2020

pagine: 192

La nuova scienza del rischio si interroga sul futuro dell'uomo mettendo in crisi l'utilizzo del calcolo della probabilità nella gestione della protezione della vita. Propone una diversa, concreta grammatica del rischio, che permette di immaginare e prevenire il pericolo fuoricampo, partendo dal presupposto che non esiste il "rischio zero", ma può esistere la "conseguenza zero".
18,50 17,58

Euro-piattaforme: scienza, tecnologia ed economia. Una connessione cruciale per l'Italia

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2020

pagine: 408

Le piattaforme tecnoscientifiche sono una modalità di interazione strutturata tra diversi soggetti accomunati da una tematica scientifica e da condivisi interessi tecnologici connessi all'economia e alla società. L'insieme di tali relazioni, non sempre formalizzate o istituzionalizzate, ha generato un «sistema» di casi difficilmente riconducibili a schemi; ma la crescente importanza di queste realtà richiede ora un'analisi sui legami tra economia politica e tecnoscienze nei profili di consolidamento e di prospettive per il futuro in Europa. Se prendiamo ad esempio il CERN, la sua infrastruttura tecnologica, la governance e la comunità scientifica multistatuale che lo sostiene, emerge la necessità di chiarire quale sia il modello economico-organizzativo che può fornire paradigmi di progetto. Lo stesso vale per l'European Molecular Biology Laboratory, per l'European Space Agency o per altre realtà meno note ma altrettanto importanti, ad esempio gli hub per i big data e per l'intelligenza artificiale. La prospettiva del nuovo programma quadro «Orizzonte Europa» della Commissione e del Parlamento europeo è quindi cruciale nella progettazione di nuove iniziative.
30,00 28,50

L'impresa eccezionale. Come il capitalismo migliora la nostra vita

Tyler Cowen

Libro

editore: Luiss University Press

anno edizione: 2020

pagine: 273

La reputazione del capitalismo non è mai stata peggiore: le multinazionali e le imprese di grandi dimensioni, in particolare le piattaforme web, sono accusate di sfruttare le risorse naturali e le debolezze umane in condizioni di monopolio quasi assoluto; il settore bancario e la finanza sono visti come i responsabili senza scrupoli dell'impoverimento del ceto medio occidentale; l'idea stessa di generare profitti è considerata, nell'epoca delle disuguaglianze globali e della crisi climatica, antitetica all'idea stessa di sostenibilità sociale ed economica. È arrivato il momento di uccidere il gigante divenuto talmente avido e sfrenato da rischiare di inghiottire chi l'ha creato? No: secondo Tyler Cowen, considerato da molti tra i più stimolanti e provocatori economisti statunitensi, il problema del capitalismo è piuttosto un altro: non abbiamo ancora imparato ad amarlo abbastanza. L'impresa eccezionale non è soltanto un appassionato manifesto a sostegno della grande impresa: affrontando direttamente le questioni e i problemi aperti che hanno minato la fiducia verso le grandi aziende e i giganti della finanza, Cowen dimostra come molte credenze sul loro conto siano imprecise o errate. Le imprese sono più disoneste di noi? Gli amministratori delegati sono pagati troppo? Amazon e Google detengono davvero un monopolio assoluto e minaccioso per la democrazia? Le grandi banche d'affari e Wall Street sono utili a qualcuno oltre che a loro stessi? Nessuna di queste domande ha una risposta scontata: la lettura del libro di Tyler Cowen è il primo passo per la salutare riscoperta di una parte fondamentale della nostra società.
24,00 22,80

La crisi dell'Eurozona e l'Europa del Sud. Un'analisi comparata

Libro: Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2020

pagine: 272

Il 20 agosto 2018, data in cui si è concluso il terzo programma di aggiustamento economico per la Grecia, ha segnato simbolicamente la fine di quasi un decennio di crisi e piani di salvataggio. Tuttavia, nonostante siano trascorsi oltre dieci anni dall'inizio della crisi dell'Eurozona, i paesi dell'Europa del Sud non si sono ancora completamente ripresi. Le conseguenze della crisi sono, in certa misura, ancora visibili, e non solo dal punto di vista dei retaggi economici: si pensi a fenomeni quali la nascita di partiti di protesta, il crescente euroscetticismo espresso da diversi settori dell'opinione pubblica, il succedersi di fasi di instabilità politica, la contrazione del welfare state. Il contributo di questo volume è duplice. Da un lato, si analizza il processo decisionale nei sei paesi considerati (Cipro, Grecia, Italia, Malta, Spagna, Portogallo) rispetto a una serie di importanti riforme all'architettura istituzionale dell'Eurozona negoziate nel contesto della crisi. Dall'altro, partendo dalla prospettiva teorica propria dell'intergovernativismo liberale, si esamina il processo di formazione delle preferenze nazionali durante la crisi.
27,00 25,65

L'enigma della crescita. Alla scoperta dell'equazione che governa il nostro futuro

Luca Ricolfi

Libro: Copertina morbida

editore: MONDADORI

anno edizione: 2020

pagine: 288

Fino a ieri sembrava che il problema della crescita riguardasse i paesi poveri, ma la crisi del 2008 e quella del 2020 seguita alla pandemia da Covid ci stanno invece mostrando che riguarda innanzitutto le società «avanzate». In realtà la crescita era un problema, anzi un vero e proprio enigma, già da tempo: da mezzo secolo infatti l'insieme delle economie avanzate cresce a un ritmo sempre più lento, con divari enormi fra i tassi di crescita dei diversi paesi. L'Italia in particolare, negli ultimi venti anni è diventata il paese lumaca dell'Europa. Qual è il male che corrode i paesi ricchi? E qual è la chiave che permette ad alcuni di essi di crescere ancora, nonostante tutto? È a simili interrogativi che questo saggio - uscito nel 2014 e qui presentato con una prefazione sul futuro della crescita nell'era post Covid - prova a rispondere, trovando infine un'equazione, l'equazione della crescita, che ci spiega perché le cose sono andate come sono andate, e che ci lascia anche un messaggio: nessun paese è per forza intrappolato nel proprio destino, e migliorare i fondamentali è l'unica vera arma con cui si può contrastare la tendenza al rallentamento. L'equazione della crescita suggerisce che cosa dobbiamo cambiare, e che cosa possiamo aspettarci da ogni cambiamento. E ci dice anche, nel caso del nostro paese, che questi cambiamenti non possono più essere rimandati.
16,00 15,20

La crisi agraria ed eco-genetica spiegata ai non specialisti

Paolo Groppo

Libro

editore: Meltemi

anno edizione: 2020

pagine: 154

Continuando le riflessioni iniziate con "Di chi è la terra?", questo testo cerca di rendere più agevole la comprensione delle cause profonde di quanto ogni giorno appare sui giornali o in televisione: migranti che arrivano alle nostre porte, deforestazione delle grandi riserve della biosfera, degradazione delle risorse naturali alla ricerca di ciò che sembra indispensabile per il nostro modo di vivere. Sono tre i grandi momenti che stanno marcando la recente storia agroecologica: la fine dei contadini e la trasformazione dei pochi rimasti in operai-massa senza più controllo sui mezzi di produzione; l'attacco del mondo fInanziario alle risorse naturali; il nuovo fronte della colonizzazione digitale del DNA. Di fronte a forze politiche e a mezzi di comunicazione che si fermano agli effetti, senza indagare le cause, si rende necessario uno sforzo utile a rintracciare il percorso delle scelte fatte e le ragioni intrinseche che hanno portato alla situazione attuale, a partire dalle quali è possibile prefIgurare il domani che ci attende. Malgrado gli allarmi dati molti anni fa sui rischi della deforestazione incontrollata, malgrado le crisi della Sars e dell'Ebola, gli esseri umani sembrano non aver tratto alcuna lezione dai comportamenti distruttori degli habitat naturali. Oggi la crisi sanitaria del Covid-19, le cui origini appaiono simili alle precedenti, col corollario della grande crisi economica che ci aspetta, può essere finalmente l'occasione per un cambio radicale del modello economico nel quale siamo immersi.
11,00 10,45

Storia dello zucchero. Tra politica e cultura

Sidney D. Mintz

Libro: Copertina morbida

editore: Res Gestae

anno edizione: 2020

pagine: 255

In Occidente, per secoli, lo zucchero ha conosciuto usi marginali o fortemente caratterizzati: medicina, conservante, spezia, condimento, decorazione. È stato solo nell'Ottocento che ha conosciuto la sua fortuna, divenendo uno dei principali prodotti dell'industria alimentare. L'opera di Mintz si interroga sulle ragioni che hanno portato lo zucchero a divenire, da cibo esclusivo dei re, un componente sempre più onnipresente nella dieta del nuovo proletariato industriale. L'antropologo americano traccia un'ampia storia della produzione, della diffusione e del consumo di saccarosio in Occidente e analizza le trasformazioni più evidenti che esso ha indotto nella storia dello schiavismo, del colonialismo e dell'industrializzazione; ma si sofferma anche su quelle ragioni più sottili che hanno portato lo zucchero a "penetrare i comportamenti sociali", aprendo prospettive inesplorate nel campo dell'antropologia delle società occidentali. Lo zucchero, secondo Mintz, ha contribuito largamente alla trasformazione del modo di vita e delle abitudini alimentari, dando all'idea di dolcezza un nuovo significato culturale.
18,00 17,10

50 economisti in lotta per le idee

Federico Fioranelli

Libro: Copertina morbida

editore: Simple

anno edizione: 2020

pagine: 374

La conoscenza delle teorie economiche non è necessaria soltanto per gli addetti ai lavori ma anche per i lettori comuni che vogliono comprendere le questioni politico-economiche e arricchire i dibattiti che hanno per oggetto queste tematiche che riguardano buona parte della vita quotidiana. Lo studio delle diverse teorie, e quindi dello sviluppo dell'economia politica, consente anche di capire che la teoria vincente in un determinato periodo non è necessariamente la migliore: essa è quella che corrisponde all'ideologia dominante in quel determinato periodo storico. L'economia politica è infatti una disciplina umanistica che, a differenza delle scienze esatte e delle scienze naturali, non progredisce con il passare del tempo ed è inevitabilmente connessa alle questioni ideologiche. In questa trattazione viene analizzato il pensiero di cinquanta creatori di teorie economiche, raggruppati all'interno di otto scuole di pensiero economico: mercantilista, fisiocratica, classica, marxista, neoclassica, storico-istituzionalista, keynesiana e neoliberista. Per consentire a tutti di impadronirsi delle analisi economiche, nel libro si è cercato di presentare i contributi degli economisti in modo chiaro e comprensibile evitando, nei limiti del possibile, un linguaggio troppo specialistico. Al lettore viene richiesta soltanto la capacità di saper ragionare in modo consequenziale. Con questa opera si vuole contribuire ad ampliare l'orizzonte dello sguardo del lettore, facendolo uscire dalla logica che ha portato negli anni a rimuovere il dibattito sulle varie teorie economiche, per poter affermare la validità dell'unica teoria dominante.
30,00 28,50

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