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Economia

Contrordine, compagni. Manuale di resistenza alla tecnofobia per la riscossa del lavoro e dell'Italia

Marco Bentivogli

Copertina rigida

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2019

pagine: 300

«La sinistra deve ripartire dal lavoro e dalle persone. Deve parlare di futuro. Occorre ridare speranza e fiducia al Paese.» In prima linea in tutte le più accese vertenze sindacali degli ultimi anni: Alcoa, Whirpool, e adesso il caso più delicato e discusso, l'Ilva. Parte da qui la battaglia di Marco Bentivogli, dal sindacalismo attivo e militante, per giungere a un vero e proprio cambio di paradigma e di senso nell'approccio ai temi del lavoro, dell'innovazione tecnologica, dell'Industria 4.0. Una sfida quasi antropologica che si concentra sulla sostenibilità sociale, economica e ambientale dell'impresa, per garantire la centralità della partecipazione, del talento e delle relazioni. Tutti temi che riguardano da vicino il ruolo dell'opposizione («oggi afona e miope», secondo Bentivogli) all'attuale governo e la rifondazione della sinistra. Bentivogli, da molti indicato come il volto nuovo del fronte progressista, affronta in queste pagine la crisi di una concezione esclusivamente mediatica della politica, l'inadeguatezza di gran parte della classe dirigente, la ferita aperta nel Paese sul piano etico ed educativo. E si scaglia con decisione contro le ricette del nuovo governo, dalla flat tax al reddito di cittadinanza, dal sovranismo politico (ma non industriale) al populismo (sindacale e non), fino all'azione scomposta sul tema dei migranti.
19,00

Blockchain. Tecnologia e applicazioni per il business

Gianluca Chiap, Jacopo Ranalli, Raffaele Bianchi

Copertina morbida

editore: Hoepli

anno edizione: 2019

pagine: 256

Un libro che permette di acquisire una reale comprensione della blockchain, una tecnologia innovativa e rivoluzionaria il cui avvento sembra ormai davvero inesorabile. Consapevoli di come questa tecnologia si stia diffondendo in tutti i settori, aprendo le porte a soluzioni prima irrealizzabili, gli autori di questo volume mettono in luce con competenza, completezza e senso pratico benefici e rischi di un mondo decentralizzato che, inevitabilmente, sembra destinato a essere sempre più reale.
24,90 22,41

Scacco all'Europa. La guerra fredda tra Cina e USA per il nuovo ordine mondiale

Danilo Taino

Copertina morbida

editore: Solferino

anno edizione: 2019

pagine: 296

Ogni ordine mondiale è destinato a crollare. Quello eurocentrico è finito da tempo e la Pax Americana che ne ha preso il posto è a sua volta in declino, sfidata dalla «giovane» potenza cinese. La guerra commerciale che si è scatenata con l'offensiva americana sui dazi ne è la prima conseguenza e tenta di frenare l'espansione di Pechino che sotto la guida di Xi Jinping mira all'egemonia in Asia ed Europa, con pressioni politiche ed enormi investimenti. Come la Belt and Road Initiative, la nuova Via della Seta, progetto da mille miliardi di dollari che punta a costruire infrastrutture (strade, ferrovie, porti, centri di scambio) tra la Cina, l'Europa e l'Africa, offrendo lauti finanziamenti a Paesi poveri ma strategici che finiscono sotto il giogo del nuovo Impero di Mezzo. In queste pagine Danilo Taino spiega il conflitto in corso in un brillante reportage di prima mano che ci accompagna a scoprire l'impressionante avanzata della «Cintura di Seta» cinese, e i luoghi in cui il mondo sta cambiando - Singapore, Hong Kong, Kuala Lumpur, Delhi, Il Cairo, Duisburg, Berlino - insieme ai fronti di maggiore tensione, dalle Maldive al Bengala, dall'Afghanistan al Canale di Suez. Un viaggio tra storia, retroscena e protagonisti dello scontro tra grandi potenze con al centro l'Europa malata, in preda a una crisi politica ed economica, e destinata a trasformarsi in terreno di conquista da parte di Pechino e Mosca, se non abbandonerà l'illusione di essere ancora al centro del mondo.
17,50

L'età della disgregazione. Storia del pensiero economico contemporaneo

Alessandro Roncaglia

editore: Laterza

anno edizione: 2019

Il pensiero economico contemporaneo viene spesso presentato come se fosse espressione di un unico orientamento. L'economia invece, oggi più che mai, è un campo di battaglia tra interpretazioni di segno opposto, di cui questo libro ricostruisce radici e sviluppi: dall'impostazione classica e marginalista all'opera di Marx; dalle figure di Keynes e Schumpeter ai 'giganti' del Novecento, Hayek e Sraffa; dagli orientamenti di ricerca dominanti oggi - equilibrio generale, teoria neoclassica, monetarismo, neoliberismi, econometria, teoria dei giochi - ai filoni che si distaccano dal paradigma dominante - economia comportamentale e razionalità limitata, teoria dei mercati finanziari e delle crisi, macroeconomia post-keynesiana, marxismo, evoluzionismo, istituzionalismo. Il libro si chiude con un capitolo dedicato all'etica in economia e al problema del potere.
34,00

L'Italia non merita una nuova crisi

Marco Fortis

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

Questo libro, l'ottavo nella collana della Fondazione Edison dedicato alle dinamiche economiche mondiali, europee ed italiane dopo la crisi del 2008-2009, raccoglie una serie di articoli di Marco Fortis pubblicati su «Il Foglio» e «Il Sole 24 Ore» tra luglio 2017 e novembre 2018. L'analisi è stavolta focalizzata sull'Italia e si snoda intorno alla stridente contraddizione esistente tra i grandi punti di forza di una economia reattiva e dinamica, che stava riuscendo a emergere dalla crisi, e gli altrettanto grandi fattori di instabilità economici e finanziari a cui il nuovo filone di politiche seguito alle elezioni del 2018 sta oggi esponendo il Paese. La prima parte del volume analizza gli elementi di solidità della nostra economia, a partire dalla forza del settore manifatturiero e dell'export, e la progressiva ripresa del sistema produttivo italiano durante gli anni 2014-2017 e nella prima metà del 2018. La seconda parte si concentra invece sulla brusca inversione di rotta che le politiche del cosiddetto «cambiamento» stanno provocando nella nostra economia. I possibili sviluppi di tali misure sono alquanto incerti e destano non poche preoccupazioni sotto il profilo dei rischi per la crescita e i conti pubblici.
17,00

Rapporto 2019. Democrazia degli interessi e interessi della democrazia. Migliorare la qualità della decisione pubblica

Copertina morbida

editore: Il Mulino

anno edizione: 2019

pagine: 496

Nelle democrazie moderne la rappresentanza degli interessi collega la società civile al sistema politico. Tra l'una e l'altro scorrono continuamente il confronto e lo scontro degli interessi, siano essi materiali, ideali, generali, particolari, privati, collettivi, istituzionali, forti o deboli. Poiché il moto degli interessi è mutevole, il collegamento deve poggiare su fondamenta solide, costituite dall'abbandono dei vecchi pregiudizi e dalla costruzione di rapporti di fiducia reciproca tra società civile e pubbliche istituzioni. Il decimo Rapporto di italiadecide ha come obiettivo una proposta per disciplinare l'attività delle lobbies, a vantaggio tanto degli interessi privati quanto della decisione pubblica. L'idea di fondo è che la qualità della decisione politica possa migliorare attraverso l'apporto di conoscenze e competenze specialistiche da parte dei titolari di specifici interessi. Inserire la rappresentanza degli interessi nei circuiti della decisione politica in maniera virtuosa e trasparente costituisce una forma di democrazia diretta e può essere un'opportunità vitale per il buon funzionamento del sistema democratico. Il Rapporto propone i criteri sui quali dovrebbe basarsi una nuova legge sulla materia, secondo i principi generali della semplicità, della chiarezza, della conoscibilità.
33,00

I dieci anni che sconvolsero il mondo. Crisi globale e geopolitica dei neopopulismi

Raffaele Sciortino

Copertina morbida

editore: ASTERIOS

anno edizione: 2019

pagine: 320

I dieci anni che sconvolsero il mondo sono gli anni della prima crisi effettivamente globale che continua a investire gli assetti usciti vincenti, e apparentemente privi di alternative, emersi dalla rivoluzione neoliberista dell'ultimo trentennio. La crisi si caratterizza per aver investito in profondità e successione strettissima i meccanismi della globalizzazione finanziaria, lo scontro geopolitico che ne è seguito a scala mondiale, in particolare tra Stati Uniti e Cina, e le dinamiche della strutturazione e della soggettività delle classi sociali. È solo in questo quadro complessivo che può essere affrontato il fenomeno emergente in Occidente dei neo-populismi, ben oltre la riduttiva contrapposizione fra denigrazione politico-mediatica e facili attese, fra preoccupati e apologeti. Quali gli elementi di rottura, e in quale direzione vanno? Il libro interroga i neo-populismi collocandoli sul filo del tempo, attraverso l'intreccio dialettico tra il Sessantotto e gli assemblaggi della globalizzazione. È in gioco la trasformazione non contingente della lotta di classe dalle forme novecentesche del movimento operaio classico a quelle attuali degli iper-proletari senza riserve.
25,00

L'illusione della crescita. Perché le nazioni possono essere ricche senza rinunciare alla felicità

David Pilling

Copertina morbida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 255

L'imperativo della nostra economia è la crescita - continua, inarrestabile, vertiginosa. È il metro con cui giudichiamo il valore delle nostre società e il prodotto interno lordo è il suo indicatore principale, lo specchio magico che ci dice quanto le nostre economie sono belle e sane, senza, dirci nulla su quanto stiamo bene noi e quanto staranno bene i nostri figli. La realtà è molto diversa da quella raccontata dal Pil: trasformare l'economia in una gara a chi produce di più ha portato a conseguenze disastrose, alla devastazione dell'ambiente, allo sfruttamento di mezzo mondo, alla disoccupazione di massa; in una parola, all'infelicità. Con "L'illusione della crescita" David Pilling ci propone un'idea straordinariamente semplice e rivoluzionaria: le nazioni non devono scegliere tra la ricchezza e la felicità, l'una non esclude l'altra. La qualità della vita, la salvaguardia dell'ambiente e perfino la serenità individuale non sono optional, ma beni essenziali perché una nazione possa davvero definirsi ricca. Con un vero e proprio viaggio intorno al mondo Pilling si mette sulle tracce di nuovi parametri per calcolare e definire il concetto di ricchezza: visita prestigiosi istituti di ricerca occidentali e remoti uffici statistici, cammina per le capitali emergenti del continente africano come per le grandi città industriali cinesi, parla con economisti, politici e lavoratori. Tutti concordano sulla necessità di un cambiamento radicale nel modo di pensare l'economia, tutti caldeggiano l'adozione di un paradigma alternativo rispetto all'attuale. Con proposte che spaziano dall'inserire nel bilancio di una nazione il valore delle risorse naturali al calcolare gli indici di felicità dei suoi abitanti, David Pilling consegna nelle nostre mani il libro che, se solo lo vorremo, potrà diventare il testo sacro per il nostro futuro.
24,00

Viva l'Italia! Contro l'economia della paura. Perché non siamo il malato d'Europa

Francesco Bonazzi

Libro in brossura

editore: Chiarelettere

anno edizione: 2019

pagine: 236

La paura è uno stato d'animo personale, certo, ma per crearla e alimentarla su larga scala servono gli allarmi. Dietro ogni allarme c'è puntualmente qualcuno che ci guadagna. Ma l'Italia è davvero un paese sull'orlo del fallimento? Numeri alla mano, la situazione è ben diversa da quella che si dipinge. Come dimostra Francesco Bonazzi, in realtà il nostro è un paese molto ricco dove otto famiglie su dieci vivono in abitazioni di proprietà, con un patrimonio immobiliare che vale 3,8 volte il Pil, ovvero 6227 miliardi di euro, e con storie di eccellenza, specie nel settore della chimica industriale e della biochimica, che però fanno meno notizia dei successi degli chef stellati. Come ricorda il Censis, "il mondo è pieno di macchinari italiani, ma per saperlo bisogna andare a guardare l'etichetta". Il vero problema è la disuguaglianza, a cominciare da quella Nord-Sud, ma per ridurla non si fa nulla, con la scusa che l'Europa non ci concede i necessari margini di bilancio. Con oltre 5 milioni di poveri e un 10 per cento sempre più ricco, l'Italia non può continuare a essere uno dei paesi con la maggior ingiustizia sociale del continente. La vera sfida che abbiamo di fronte è innanzitutto sconfiggere questa economia della paura e della colpevolizzazione alla tedesca, fermare la cinesizzazione del lavoro e imparare a pensarci come potenza economica, che può decidere il proprio destino e migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Evitando che il sovranismo prenda il posto della sovranità nazionale. Prefazione di Antonio Maria Rinaldi.
16,00

Neuroscettici. Perché uscire dall'euro sarebbe una follia

Leonardo Becchetti

Copertina morbida

editore: RIZZOLI

anno edizione: 2019

pagine: 205

Siamo sicuri che la crisi italiana, il declino della classe media, gli stipendi che non bastano ad arrivare a fine mese, l'aumento del numero dei poveri siano tutti problemi riconducibili alla moneta unica e ai vincoli che ci pone Bruxelles? Per capire il fenomeno del "neuroscetticismo" occorre addentrarsi nel fantasioso mondo della propaganda no euro, andare a smontare uno per uno gli argomenti dei "profeti" sovranisti che descrivono il paradiso di un ritorno alla lira e di un'Italia finalmente fuori dall'Unione. Perché la "traversata" sarebbe un disastro e non è vero che l'unica soluzione rimasta per essere competitivi è la deflazione salariale. Non è vero che la riconquistata sovranità ci renderebbe totalmente liberi e ci permetterebbe di risolvere tutti i problemi stampando moneta. Non è sempre vero che chi ha una valuta nazionale sta meglio di noi (basta guardare a lavoratori e classi medie negli USA e in Gran Bretagna, per non parlare del Venezuela). E non è vero nemmeno, come sostengono alcuni politici e sedicenti economisti, che possiamo fare a meno degli investitori stranieri e pensare all'autarchia in un mondo finanziario irrimediabilmente globalizzato. Leonardo Becchetti ci spiega come districarci tra bufale più o meno "primitive" e leggende infondate o inconsistenti, fornendoci una cassetta degli attrezzi efficace. Strumenti utili ad avanzare proposte concrete e soluzioni percorribili per i problemi dell'Italia, e infine lanciare un manifesto per un'Europa nuova, solidale, sostenibile, generativa, felice.
17,00

Tornare al lavoro. Lavoro di cittadinanza e piena occupazione

Libro

editore: Castelvecchi

anno edizione: 2019

pagine: 380

Quante volte, negli ultimi anni, abbiamo sentito dire che più che del "reddito di cittadinanza" avremmo bisogno del "lavoro di cittadinanza"? Questo libro offre un'ampia trattazione di una delle politiche più interessanti dedicata al perseguimento della piena occupazione, congiunta alla lotta diretta contro la povertà e alla soddisfazione di ampi bisogni sociali lasciati insoddisfatti dal solo ambito delle transazioni del mercato. Raccogliendo l'eredità più autenticamente radicale del New Deal di Roosevelt e gli insegnamenti del grande economista eretico Hyman Minsky nel quadro del funzionamento dei moderni sistemi monetari e finanziari, "Tornare al lavoro" raccoglie i più importanti contributi in campo economico dedicati all'esplorazione di una politica di lavoro garantito. Si indagano così le opportunità offerte da un sistema che vede lo Stato farsi garante attivo dell'incontro tra un'umanità lasciata a languire nello spreco delle proprie capacità e la sempre più necessaria produzione di beni e servizi pubblici. Ampio spazio è dedicato a testare l'eventualità di applicare un piano di lavoro garantito in Italia, evidenziandone le priorità e i caratteri in vista di un possibile adattamento di tale politica al nostro Paese. Con i contributi di: Riccardo Bellofiore, Sergio Cesaratto, Gulglielmo Forges, Davanzati Mathew Forstater, Claudio Gnesutta, Philip Harvey, Enrico Sergio Levrero, William Mitchell, Mario Seccareccia, Pavlina Tcherneva, Randall Wray.
30,00

L'impresa riformista. Lavoro, innovazione, benessere, inclusione

Antonio Calabrò

Libro in brossura

editore: Università Bocconi Editore

anno edizione: 2019

pagine: 288

L'impresa, strumento di crescita economica e di sviluppo, è anche luogo dell'identità e dell'appartenenza, agente essenziale di trasformazione sociale e civile. Un attore consapevole dei processi di innovazione che dall'economia si allargano alla società. Una risorsa, in tempi di tensioni, rancori, ascensore sociale bloccato e disuguaglianze. In una stagione di crisi delle democrazie liberali e delle relazioni tra democrazia e cultura di mercato, sarebbe riduttivo pensare all'impresa esclusivamente come a una macchina che genera profitto. Ecco perché diventa rilevante parlare di «impresa riformista», ovvero l'impresa come soggetto «politico» attivo. «Politico» non certo nel senso delle politics, gli atti concreti di governo e di attuazione di riforme, ma in quello della policy, i progetti, le strategie economiche, sociali, culturali. Non «un partito delle imprese», ma l'impresa come soggetto che vive nella società e che contribuisce a determinarne le trasformazioni. Da ascoltare e non ostacolare, nei suoi processi di costruzione di lavoro e sviluppo. Sta purtroppo crescendo nel paese un diffuso clima anti-imprese, che trova alimento in ambienti di governo. Un clima sbagliato, in contrasto con gli interessi di fondo dell'Italia, nel contesto di una grande riforma necessaria dell'Europa. La via è quella di una scelta di cultura e di pratica d'impresa che va oltre l'orizzonte del pur indispensabile fare profitti e lega, al valore per gli azionisti, l'impegno su un sistema di valori d'innovazione positiva, attenzione ambientale, solidarietà, responsabilità sociale.
28,00

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