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Letteratura: storia e critica

Pasolini

Antonio Tricomi

Libro: Copertina morbida

editore: SALERNO

anno edizione: 2020

pagine: 332

«Aveva torto e non avevo ragione». Così Fortini in ricordo di un interlocutore la cui grandezza oggi ci si rivela ancor più controversa, ma la cui intelligenza delle questioni e il cui sguardo sulla realtà circostante continuano a offrire un punto di vista con cui è impossibile non confrontarsi. In primo luogo perché, sperimentando soluzioni espressive talvolta addirittura estremistiche, Pasolini ha in fondo sempre cercato il conflitto con l'industria culturale, col senso comune. E poi perché, non rinunciando mai a presentarsi anzitutto come intellettuale civile, egli ha scommesso, senza mai derogarvi, sul valore squisitamente politico della letteratura, dell'arte, della conoscenza. Scrutato in quest'ottica da Antonio Tricomi, il bulimico work in progress pasoliniano dimostra di trovare i propri capisaldi senz'altro nelle "Ceneri" di Gramsci e nella "Meglio gioventù", nei corto e mediometraggi degli anni Sessanta, in testi teatrali come "Orgia" e "Calderón", ma, ancor più, nei suoi esiti ultimi. In particolare, nei propri risvolti saggistici (dagli "Scritti corsari" alle "Lettere luterane" e a "Descrizioni di descrizioni"), in quell'autentico "incubo" cinematografico che è il "Salò o le 120 giornate di Sodoma" e, soprattutto, in "Petrolio". È in tale, apocalittico «centone» che urge con ogni probabilità rinvenire il capolavoro almeno potenziale di Pasolini.
22,00

Verdi alla Scala. Le recensioni (1955-66) e altri scritti

Eugenio Montale

Libro

editore: Il Canneto

anno edizione: 2020

pagine: 183

In questo volume viene reso omaggio alla figura del Montale critico musicale e in particolare al suo rapporto con le composizioni di Giuseppe Verdi. Il Premio Nobel per la Letteratura ha infatti collaborato per anni con il «Corriere della Sera» e con il «Corriere d'Informazione» curando la pagina culturale dedicata, tra le altre, alle "prime" delle opere alla Scala. Articoli, commentati da Stefano Verdino e Paolo Senna e qui presentati in raccolta completa, che ci permettono di scoprire un po' più da vicino una delle grandi passioni del poeta (che da ragazzo ha preso lezioni di canto). In questi scritti ritroviamo l'acume e la ricerca di stile delle poesie, la schiettezza delle interviste, la precisione dei reportage di viaggio, ma soprattutto la Traviata, l'Aida, il Nabucco, il Rigoletto e la grande competenza di Montale per l'opera lirica e il teatro.
18,00

Il tappeto rovesciato. La presenza del corpo negli epistolari e nel teatro dal XV al XIX secolo

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2020

pagine: 224

Dalle missive private di Niccolò Machiavelli, Lucrezia Borgia, Eleonora d'Este, Isabella Andreini come da quelle di Caterina ii, Giacomo Casanova, Gasparo Gozzi e Federico De Roberto, dal Cinquecento al Novecento, la presenza del corpo appare copiosa e variamente modulata. I protagonisti del libro sono personaggi della storia, della letteratura e del palcoscenico, tutti indagati dal punto di vista del "tappeto rovesciato", metafora del bios che soggiace al récit. Adottando una prospettiva comparatistica e interdisciplinare, i saggi qui raccolti indagano i mutamenti che hanno inciso sulla rappresentazione della corporeità e della patologia nei testi epistolari e drammaturgici. La presenza del corpo di chi scrive, come del corpo di chi recita, è tanto "viva" quanto difficile da esprimere se non si apre alla confidenza più intima dei carteggi e alle più eclatanti voci del teatro.
21,00

Vita oscura e luminosa di Dino Campana, poeta

Gianni Turchetta

Libro: Copertina morbida

editore: Bompiani

anno edizione: 2020

pagine: 292

La parabola tormentata di Dino Campana, le luci e le ombre della vita breve e intensa di un aedo speciale raccontata con una scrittura rigorosa che non vuole rinunciare alla poesia della narrazione. Dino Campana si muove tra incomprensioni familiari, rapporti difficili con l'ambiente circostante, antagonismi veri e propri con la società letteraria del tempo e le autorità di pubblica sicurezza. Intanto, mentre viaggia in continuazione, sperimentando ogni sorta di mestieri, cerca il senso del mondo e di se stesso nella poesia: quella che legge, a cominciare dall'amatissimo Walt Whitman, e quella che scrive, affidando la giustificazione della propria vita alle potenti visioni e alla straordinaria musicalità dei Canti Orfici. Gianni Turchetta ci porta per mano alla scoperta di una figura-chiave per capire la poesia italiana del Novecento, e di un uomo di sensibilità profonda e ondivaga, che lo ha portato, tra peregrinazioni fuori e dentro di sé, alla solitudine e alla pazzia, ma soprattutto a lasciarci un capolavoro che non smette di parlarci e di emozionarci.
18,00

L'amore maleducato. Piccolo dizionario erotico dell'Islam

Libro: Copertina morbida

editore: ORTICA EDITRICE

anno edizione: 2020

pagine: 204

Vietate - se non rimosse - dai programmi di studio e dalla cultura ufficiale nei suoi paesi d'origine, la poesia e la letteratura erotica costituiscono un caposaldo dell'Islam classico, pari, se non superiore, ai grandi poeti latini del genere, in primis Catullo e Tibullo. Dagli autori più celebri della poesia araba classica, a partire dal IX secolo fino all'Ottocento, una folla di amanti, massaggiatrici e ballerine, cantori effeminati e travestiti appaiono nella vita di tutti i giorni, dall'Egitto all'Iran, unendo la raffinatezza del linguaggio ad un'oscenità a tratti sconcertante. Ma sempre all'insegna di un sentimento religioso profondo e di un potente apparato simbolico in cui vita e morte, amore profano e amore divino si intrecciano.
13,00

La Parola e la cosa. Saggi sulla resistenza della poesia

AA.VV.

Libro: Copertina morbida

editore: VITA E PENSIERO

anno edizione: 2020

pagine: 144

Non è vero che «la poesia non fa succedere niente», come scrisse il grande poeta W.H. Auden. La poesia salva le parole. La poesia ci accompagna verso il sacro, il mistero. La poesia è una chiave inimitabile per comprendere le varie epoche storiche. Allarga i nostri orizzonti, finanche all'eterno, come succedeva a Clemente Rebora. Sembra essere questa la conclusione a cui si arriva leggendo questa raccolta di saggi composti nel nuovo millennio, tutti firmati da poeti: Maurizio Cucchi, Roberto Mussapi, Franco Loi, Patrizia Valduga, Giuseppe Conte, Valerio Magrelli, che in particolare fa un affondo sul rapporto tra poesia e lettori, e Guido Oldani, che invece sale sul ring sempre aperto della poesia religiosa, e sul suo declino. Un declino già raccontato da Luciano Erba, che nel 2003 rifletteva sull'uscita di scena della poesia italiana dal mondo dei media. Una crisi alla quale non arrendersi, perché «lo studio dei testi poetici è necessario, essenziale, generativo», come sottolinea Alda Merini in un'intervista a tu per tu tra i fornelli di casa. Un tema che ritroviamo nel dialogo tra Mario Luzi, sull'orlo dei 90 anni, e Mussapi, che discutono non solo di poesia, ma anche di teatro e calcio. Perché la poesia è vita, «un punto di vista sul mondo», come scrive il critico Alfonso Berardinelli, che in chiusura del volume rilegge il Novecento attraverso la divina arte, con un'avvertenza: «la critica non spiega la poesia, ne parla a modo suo». Prefazione di Uberto Motta.
13,00

Concupiscenza libraria

Giorgio Manganelli

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2020

pagine: 454

Lettore accanito e onnivoro, Manganelli comincia assai presto a scrivere di libri, nel 1946, e nel giro di qualche anno la recensione si trasforma nelle sue mani in un vero e proprio genere letterario che esige uno scrittore, capace non tanto di giudizio - compito «da professore o da irto pedagogo» - quanto di un «gesto critico, esatto, lucido, veloce e non precipitoso, felicemente prensile». I presupposti di tale nuovo genere li ritroveremo tutti in questa raccolta, dove Manganelli rivela una capacità di aprire i suoi pezzi con un 'presentimento di racconto' («Se sono in preda ad un rissoso malumore, tre pagine di Singer mi "stigrano", come si dice in certi dialetti emiliani»); di cogliere le peculiarità di un autore come si infilza una farfalla in una bacheca (L'Iguana è un libro che «sembra non avere autore, ma solo essere un perfetto "apporto", come dicono gli spiritisti»); di dare sfogo a una «concupiscenza libraria» che lo trascina da Omero a Chaucer, all'amato Seicento, a Vincenzo Monti, Keats, Ivy Compton-Burnett sino a Oliver Sacks e Anna Maria Ortese; di brandire irresistibilmente ironia e sarcasmo («Stretto nella teca dei suoi calzoni accanitamente abbottonati, il ritroso Cassola ha della letteratura un'idea che fa apparire "La famiglia cristiana" l'organo dell'Ente per lo Scambio delle Mogli»); di officiare fastose cerimonie stilistiche e verbali; ma soprattutto di farci intravedere, dietro lo «spazio di indifferenza emotiva» che pone fra sé e ciò che scrive, quella passione della letteratura che «produce matrimoni, fughe a due, notti insonni, poesie, serenate, omicidi, ma in nessun caso cose ragionevoli e sensate».
24,00

poetica di Salvatore Quasimodo (A cinquant'anni dalla morte del poeta, 1968-2018). Atti del Convegno (Arezzo, 10 novembre 2018)

Libro

editore: Cesati

anno edizione: 2020

pagine: 131

Quella di Quasimodo fu una delle più articolate, significative, anche contraddittorie esperienze poetiche del Novecento italiano. Nella prima parte della sua ricerca poetica, il poeta mostra riflessi dannunziani, esaltando il legame con la natura (in particolare, la terra e il mare di Sicilia) e il senso di estraneità alla città: è la fase "ermetica", centrata sul rapporto parola-immagine-intimità e sul tempo non-cronologico. La prima fase della ricerca ermetica di Quasimodo si chiude con il volume antologico "Ed è subito sera" (1942). Nel 1947 esce la raccolta "Giorno dopo giorno", un'opera che mostra un autore appassionato ai temi civili e impegnato a rinnovare l'uomo attraverso lo strumento della poesia, che necessariamente diventa più aperta ed esplicita. Dieci studiosi, in occasione del cinquantenario della morte del poeta (2018) ne hanno studiato la limpida e innovativa poetica in un congresso tenutosi presso l'Accademia Petrarca di Arezzo.
22,00

Nazione e narrazione

Libro: Copertina morbida

editore: Meltemi

anno edizione: 2020

pagine: 570

"Quando diventiamo un popolo? Quando smettiamo di esserlo? E quanto incidono queste enormi questioni sui nostri rapporti con ogni altro e con tutti gli altri?". A partire da tali domande si articolano i saggi raccolti in "Nazione e narrazione". Homi K. Bhabha riunisce i principali studiosi che si sono interrogati sulla rappresentazione culturale dell'ambivalenza della società moderna, cercando di definire come l'immagine ambigua della nazione tragga origine dalla sua storia in continua transizione, dal suo oscillare tra differenti vocabolari. Da Joseph-Ernest Renan a Gillian Beer, gli autori qui presentati percorrono la tradizione del pensiero politico e il linguaggio letterario dai quali ha origine l'idea storica di nazione in Occidente.
28,00

Lettere d'amore

Albert Einstein, Mileva Maric

Libro: Copertina morbida

editore: BOLLATI BORINGHIERI

anno edizione: 2020

pagine: 166

Albert Einstein conosce Mileva Maric nel 1896, al Politecnico di Zurigo, dove entrambi studiano fisica. È l'inizio di un sodalizio umano e intellettuale tra due giovani aspiranti scienziati che presto sfocia in un'appassionata relazione e, nel 1903, nel matrimonio. Alla compagna di studi «forte e indipendente» il giovane scienziato confida sogni, progetti, speranze e disillusioni; sono le tappe, spesso sofferte, di una maturazione emotiva e intellettuale che lo porterà alle grandi scoperte del 1905, vere «rivoluzioni concettuali» del nostro secolo. Mileva, lungi dall'essere quella pallida ombra tramandataci dalle biografie di Einstein, non è certo estranea alla straordinaria progressione creativa del compagno, con il quale condivide molti interessi scientifici, aiutandolo come lui stesso ammise a risolvere i suoi «problemi matematici». Dalle lettere - che coprono l'arco di tempo che va dal 1897 al 1903, poco dopo il loro matrimonio - emergono anche i conflitti con gli altri scienziati, le costanti preoccupazioni per la ricerca di un posto di lavoro e le difficoltà incontrate dalla coppia che culmineranno con la nascita della figlia illegittima Lieserl e indeboliranno progressivamente il legame tra i due. Una testimonianza fondamentale che documenta un'intesa intellettuale e umana e che rivela un Albert Einstein sconosciuto al grande pubblico, per una volta ottimista, fiducioso nella vita, colto nel pieno degli anni giovanili, poco prima di diventare il genio iconico e il patriarca della fisica del XX secolo.
13,00

Una coscienza europea. Zeno e la tradizione moderna

Claudio Gigante

Libro

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 232

Svevo scrisse di non avere composto in tutta la sua vita «che un romanzo solo». È una frase a effetto, condivisibile se si vuole intendere non una continuità, ma un'evoluzione: in Zeno ritroviamo le tracce dei suoi predecessori (Alfonso Nitti ed Emilio Brentani, i protagonisti di "Una vita" e "Senilità") che nella Coscienza traghettano la cultura ottocentesca dell'autore, da Balzac a Zola, alla «poesia nera» di Schopenhauer: i nuovi stimoli culturali - da Mann a Joyce, alla psicoanalisi freudiana si fondono con gli antichi senza sostituirli. In tutti e tre i romanzi, Svevo ha affrontato le questioni del "male di vivere", della "malattia", dell'Inettitudine": si tratta di un riconoscibile fondo comune, ma dopo i Buddenbrook e "L'interpretazione dei sogni" - i due testi capitali con cui nasce il Novecento - sarebbe stato difficile, per un intellettuale poroso e problematico come lui, impostare nella Coscienza il problema nello stesso modo. Il volume mette in discussione una diffusa interpretazione della "Coscienza di Zeno", secondo cui Svevo si sarebbe preso gioco della psicoanalisi, e propone una lettura del romanzo all'interno di un sistema di relazioni che include, oltre a tanti classici del moderno (da Flaubert a Mann, da Pirandello a Tozzi), scrittori oggi meno noti come Daudet, Bourget, Ojetti e Benco.
23,00

Teatro. Personaggio e condizione umana

Guido Paduano

Libro

editore: Carocci

anno edizione: 2020

pagine: 212

Da venticinque secoli il teatro mette in scena personaggi che si offrono a un'identificazione emotiva tutta particolare, perché esaltata nello spettatore dalla condivisione della stessa esperienza, dei suoi tempi e dei suoi ritmi, e più ancora dal valore di verità a cui essa ambisce, chiamandoci a penetrare nel vivo delle più profonde istanze umane. La domanda sul senso del teatro discende direttamente da quella sul senso della vita: se esista e come si configuri un'identità consistente e unitaria dell'uomo, e quindi una sua libertà, spinta a confrontarsi col concetto insieme angoscioso e consolatorio di fatalità; come si articoli l'eterna dialettica di desideri e remore, che chiama in causa la difficile interiorizzazione del giudizio morale. Questi problemi vengono ripercorsi nel libro attraverso il contatto diretto e appassionato con molti capolavori, che per lo più si addensano in momenti strategici della storia culturale: l'Atene del V secolo a.C., Seneca come ineludibile crocevia della modernità, la gigantesca creatività di Shakespeare, il classicismo francese, il fervore progressista dell'Ottocento, la crisi e la rivolta anti-aristotelica del secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle.
19,00

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