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Letteratura: storia e critica

Resistance in italian culture from Dante to 21st century. La resistenza nella cultura italiana da Dante al XXI secolo

Libro

editore: Cesati

anno edizione: 2019

pagine: 323

Il ricco percorso saggistico multidisciplinare e interdisciplinare di questo volume intende ampliare la comprensione del concetto di "Resistenza" nella storia culturale italiana. Abbracciando un arco di tempo che va dal XIV secolo a oggi, con l'occhio d'analisi rivolto tanto al campo letterario quanto a quello artistico e politico, si esaminerà una pluralità di voci, opere, pratiche e strategie di impegno civile e politico al fine di mettere in luce come il concetto di resistenza possa essere riconosciuto come segno distintivo dell'identità culturale italiana. Le prospettive critiche qui raccolte evidenzieranno come da Dante a Leopardi e a Ippolito Nievo, dal dibattito rinascimentale sulla "questione della lingua" a quello classico-romantico di primo Ottocento, da Aldo Palazzeschi a Carlo Levi fino a Elena Ferrante, da Gramsci a Pasolini e alla nozione e pratica di militanza politica degli ultimi decenni corrano come un filo rosso una poetica e un discorso di opposizione e di conflitto rispetto a qualsiasi forma di imposizione culturale, ideologica, politica, religiosa e sociale.
32,00

Michelangelo in Parnaso. La ricezione delle Rime tra gli scrittori

Gandolfo Cascio

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2019

pagine: 256

Michelangelo scrisse le "Rime" per affrontare di petto temi su cui, come artista, non poté esprimersi come voleva, e per farlo scelse una lingua aspra, distante dalla limpidezza del Cinquecento. In genere la critica si è mostrata cauta, sovente scontrosa, verso questo suo "secondo mestiere"; mentre di tutt'altra qualità è stata la ricezione tra gli scrittori che ne intuirono la caratura. Questo volume indaga il rapporto tra diversi autori (Varchi, Aretino, Foscolo, Wordsworth, Stendhal, Mann, Montale, Morante e altri) e i versi buonarrotiani e, attraverso delle severe analisi dei testi, illustra perché Michelangelo occupi nel Parnaso un posto più nobile di quello che la storiografia ha tramandato.
25,00

Il Barone e il viaggiatore e altri studi su Italo Calvino

Marina Paino

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2019

pagine: 208

La spiccata vocazione di Calvino per la riflessione rivolta al fenomeno letterario nella sua interezza e complessità ha senza dubbio indirizzato a posteriori l'accostamento alla sua opera, dando tendenzialmente luogo a un preponderante interesse critico per il Calvino che riflette sul narrare rispetto a quello per il Calvino che narra. Eppure a quest'ultimo vale la pena ritornare, per riscoprirne il gusto, la voglia, il piacere del racconto come spinta originaria da cui tutto prende avvio. In tal senso le pagine di questo libro trovano i propri fuochi di approfondimento nei romanzi più lunghi e fortunati dello scrittore, "Il barone rampante" e "Se una notte d'inverno un viaggiatore," e puntano l'attenzione, attraverso letture mirate, sulla dimensione più propriamente "romanzesca" dell'autore, quella di narratore di storie accattivanti, assai spesso messa in ombra da approcci prevalentemente teorici alla sua scrittura.
13,00

L'ABC del leggere

Ezra Pound

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2019

pagine: 209

Apparso nel 1934, questo libro riassume nel modo più completo i principi letterari maturati da Pound in quasi trent'anni di attività letteraria. Si presenta come un testo abbastanza impersonale da poter essere usato come manuale; in questo senso vanno interpretati il proposito di rifuggire dalla polemica diretta e la dovizia di documenti poetici scelti e commentati. Tuttavia in questa introduzione alla letteratura, dai fini apparentemente scolastici, l'autore non ha potuto, o non ha voluto, astenersi da quella battaglia per una letteratura decente che, con le sue intimazioni e i suoi gesti, offre i connotati ormai quasi leggendari della sua figura di protagonista letterario. La critica letteraria di Pound, un unicum nella cultura contemporanea, si mostra qui "incredibilmente vivace, intelligente e sopraffina" ("The New York Times"). Prefazione di Marzio Breda.
10,00

Vertigine della lista

Umberto Eco

Libro: Copertina morbida

editore: Bompiani

anno edizione: 2019

pagine: 408

Nell'Iliade appaiono due modi di rappresentazione. Il primo si ha quando Omero descrive lo scudo di Achille: è una forma compiuta e conchiusa in cui Vulcano ha rappresentato tutto quello che egli sapeva e che noi si sa su una città, il suo contado, le sue guerre i suoi riti pacifici. L'altro modo si manifesta quando il poeta non riesce a dire quanti e chi fossero tutti i guerrieri Achei: chiede aiuto alle muse, ma deve limitarsi al cosiddetto, e enorme, catalogo delle navi, che si conclude idealmente in un eccetera. Questo secondo modo di rappresentazione è la lista o elenco. Ci sono liste che hanno fini pratici e sono finite, come la lista di tutti i libri di una biblioteca; ma ve ne sono altre che vogliono suggerire grandezze innumerabili e che si arrestano incomplete ai confini dell'indefinito. Come mostra questo libro e l'antologia che esso raccoglie, la storia della letteratura di tutti i tempi è infinitamente ricca di liste, da Esiodo a Joyce, da Ezechiele a Gadda. Sono spesso elenchi stesi per il gusto stesso dell'enumerazione, per la cantabilità dell'elenco o, ancora, per il piacere vertiginoso di riunire tra loro elementi privi di rapporto specifico, come accade nelle cosiddette enumerazioni caotiche. Però con questo libro non si va solo alla scoperta di una forma letteraria di rado analizzata, ma si mostra anche come le arti figurative siano capaci di suggerire elenchi infiniti, anche quando la rappresentazione sembra severamente limitata dalla cornice del quadro.
18,00

Storia delle terre e dei luoghi leggendari

Umberto Eco

Libro: Copertina morbida

editore: Bompiani

anno edizione: 2019

pagine: 476

La nostra immaginazione è popolata da terre e luoghi mai esistiti, dalla capanna dei sette nani alle isole visitate da Gulliver, dal tempio dei Thugs di Salgari all'appartamento di Sherlock Holmes. Ma in genere si sa che questi luoghi sono nati solo dalla fantasia di un narratore o di un poeta. Al contrario, e sin dai tempi più antichi, l'umanità ha fantasticato su luoghi ritenuti reali, come Atlantide, Mu, Lemuria, le terre della regina di Saba, il regno del Prete Gianni, le Isole Fortunate, l'Eldorado, l'Ultima Thule, Iperborea e il paese delle Esperidi, il luogo dove si conserva il santo Graal, la rocca degli assassini del Veglio della Montagna, il paese di Cuccagna, le isole dell'utopia, l'isola di Salomone e la terra australe, l'interno di una terra cava e il misterioso regno sotterraneo di Agarttha. Alcuni di questi luoghi hanno soltanto animato affascinanti leggende e ispirato alcune delle splendide rappresentazioni visive che appaiono in questo volume, altri hanno ossessionato la fantasia alterata di cacciatori di misteri, altri ancora hanno stimolato viaggi ed esplorazioni così che, inseguendo una illusione, viaggiatori di ogni paese hanno scoperto altre terre.
18,00

Lettere a James Joyce

Ezra Pound

Libro: Copertina rigida

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2019

pagine: 474

Joyce era allo stremo delle forze. Lasciata la patria Irlanda, aveva vissuto a Pola, Roma e Trieste, lavorando come insegnante di lingua e impiegato di banca. Quel che aveva pubblicato aveva ricevuto scarsa attenzione; i sacrifici per far uscire "Gente di Dublino" avevano avuto come unico risultato contratti non rispettati, piatti rotti e un'edizione data alle fiamme. Pound, arrivato a Londra nel 1908, nel giro di cinque anni aveva conosciuto i più importanti artisti della capitale inglese e aveva pubblicato cinque libri di poesie. Quando incontrò le prose di Joyce si rese subito conto che quello era l'autore che aveva cercato, il nuovo grande scrittore urbano, il cantore della coscienza moderna. E così divenne l'uomo che cambiò la vita a James Joyce. Nel 1914 iniziò con lui una lunga corrispondenza, che divenne una duratura amicizia. Pound trasmetteva a Joyce le sue reazioni ai dattiloscritti di "Gente di Dublino", "Un ritratto", "Esuli" e "Ulisse" a mano a mano che gli arrivavano, poi li inoltrava alle riviste di cui era redattore, cristallizzando le sue intuizioni in una serie di recensioni e saggi - i primi a proporre i una critica dell'opera joyciana. Poco a poco, Pound creò un pubblico e fece conoscere Joyce. Pound incoraggiò e spronò Joyce costantemente. Le scadenze che gli dava spinsero Joyce a lavorare al massimo dell'intensità e della rapidità alla composizione di Ulisse. Lo stesso Joyce si chiese se i suoi libri sarebbero mai stati completati o finiti davanti al pubblico senza gli sforzi di Pound. Da quel sodalizio nacquero Ulisse e i Cantos, le nuove forme della prosa e della poesia. È difficile indovinare che cosa sarebbe successo alla storia della letteratura senza questo carteggio. "Lettere a James Joyce" raccoglie tutte le lettere di Pound a Joyce e tutti i saggi e articoli di Pound sull'opera di Joyce, qui offerti per la prima volta al lettore italiano nella loro completezza. Un volume che attesta e dà conto del dialogo tra i due maestri che insieme hanno posto le pietre miliari dell'innovazione letteraria del Novecento. Prefazione di Enrico Terrinoni.
45,00

Il corpo dell'idea. Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi

Libro: Copertina morbida

editore: DONZELLI

anno edizione: 2019

pagine: 327

Il bicentenario dell'"Infinito" di Leopardi ha dato vita a una messe di eventi e celebrazioni, e allo stesso tempo si è rivelato una felice occasione capace di stimolare e dare avvio a nuovi studi e approfondimenti, che hanno arricchito la nostra conoscenza del recanatese, oltre ad aver aperto nuovi squarci sulla sua poesia e suggerito insoliti e proficui accostamenti, a volte insospettabili, con altri grandi poeti e pensatori. È quanto è accaduto in relazione alla mostra "Il corpo dell'idea". Immaginazione e linguaggio in Vico e Leopardi, ospitata dal 21 marzo al 21 luglio 2019 nella Sala Dorica del Palazzo Reale della città partenopea. Ideata e organizzata da Fabiana Cacciapuoti, alla quale si deve anche la cura del presente catalogo, la mostra è stata concepita come un vero e proprio dialogo tra Giambattista Vico e Giacomo Leopardi, una conversazione che ruota attorno alla parola, vale a dire al «corpo» dell'idea. A suggerire l'immagine è lo stesso Leopardi, il quale in un appunto del suo Zibaldone annotava: «L'intelletto non potrebbe niente senza la favella, perché la parola è quasi il corpo dell'idea la più astratta [...] è cosa materiale, e l'idea legata e immedesimata nella parola è quasi materializzata». È in realtà l'intera riflessione di entrambi gli autori a giustificare la scelta di questo focus sulla parola: per Vico come per Leopardi l'indagine sulla natura umana non può che risalire fino alle origini dell'uomo, al momento in cui prende forma la coscienza di sé e del mondo esterno: il momento in cui l'uomo dà un nome a sé stesso e a ciò che lo circonda. Ecco perché sondare la parola, la sua storia, l'etimologia non può che essere il punto di partenza in questo che si presenta come un viaggio alla scoperta dell'uomo, accompagnati dai versi e dalle riflessioni di due grandi autori che si sono messi sulle sue tracce. Le parole di Vico e di Leopardi prendono corpo e si materializzano lungo un percorso espositivo - progetto ad opera di Kaos Produzioni, sotto la direzione artistica di Stefano Gargiulo, impianto scenico a cura di Giancarlo Muselli -, la cui prima tappa è costituita proprio dalle parole che li hanno preceduti e che hanno formato il sostrato del loro pensiero: è la «biblioteca» ideale, quell'insieme di testi sui quali i nostri autori si sono formati e che svela non poche affinità tra loro (senza dimenticare che lo stesso Leopardi era lettore di Vico)...
38,00

La stella sibillina. Sei testi sull'Oscurità orfica

Mario Nicolao

Libro: Copertina morbida

editore: Archinto

anno edizione: 2019

pagine: 96

Che cosa cercavano davvero i Greci (e dopo di loro gli altri popoli che vi hanno fatto riferimento per secoli) dietro il mito di Orfeo? E che cosa è davvero l'Oscurità orfica indissolubilmente connessa alla poesia? E perché uno studioso come Mario Richter dà tanta importanza al tema dell'Orfismo nella scrittura poetica all'inizio del Novecento? I testi contenuti in questo libro cercano, se non di rispondere, di avvicinarci al senso dell'Orfismo in autori come Landolfi, Marina Cvetaeva e di svelare la presenza del Mito nell'opera di Marcel Proust. Un viaggio che mima quello dello stesso Orfeo nell'Ade alla ricerca di Euridice.
14,00

La donna brutta. Vita e scrittura di Violette Leduc

Eleonora Tarabella

Libro: Copertina morbida

editore: Enciclopedia delle Donne

anno edizione: 2019

pagine: 437

Brutta: così l'amica Simone de Beauvoir disse di Violette Leduc, stimando profondamente la sua scrittura, proprio come Cocteau, Genet, Sartre, Camus, Sarraute e molti altri. Grande scrittrice poco conosciuta, se si esclude il successo della Bastarda, Violette non ha mai agito in modo da suscitare ammirazione, anzi, non si è mai risparmiata nel mostrare i propri lati sgradevoli, nutrendo con dedizione assoluta la propria scrittura e la propria capacità di vivere e vedere. Egocentrica, isolata. Eccola, fra queste pagine, a Faucon, dove i turisti mancano ma le vigne abbondano: cammina tra i filari con indosso un paio di pantaloncini e un cappellone di paglia, col cestino del pranzo, il repellente contro le zanzare e la sedia pieghevole. La più brutta del reame diventa bella col quaderno sulle ginocchia. Il vento cala, e lei sembra proprio una collegiale che scrive en plein air, baciata dal sole. In appendice racconti inediti in Italia, pagine straordinarie di quella Violette Leduc che accettò consapevolmente il mestiere della propria follia.
19,00

D'otto in otto versi. Il poema in ottave come ricettore di generi

Libro: Copertina morbida

editore: Cesati

anno edizione: 2019

pagine: 103

Il volume raccoglie contributi di alcuni dei più importanti studiosi che, nell'orizzonte europeo, si sono occupati del poema italiano del Quattro e Cinquecento. Nell'epoca della codificazione e gerarchizzazione dei generi, il poema presenta una complessità non facilmente apprezzabile sulla base delle usuali tassonomie. Nei circa cento anni qui rappresentati (dal 1478 del "Morgante" al 1594 del "Dandolo"), non solo si collocano alcune delle più importanti opere in ottave della letteratura italiana, ma si sviluppa anche un fitto dibattito intorno al genere. I saggi del volume ne sono una preziosa testimonianza, poiché prendono in esame tanto le relazioni con forme diverse (il trattato, la satira, la novella, la tragedia, l'epica), quanto la complessa gestazione di due indiscussi capolavori come il "Furioso" e la "Liberata", e il segno che essi hanno impresso nella tradizione. Al centro permane la straordinaria versatilità dell'ottava, posta in risalto proprio dalla varietà dei casi proposti.
12,00

Il celeste confine. Leopardi e il mito moderno dell'infinito

Alberto Folin

Libro: Copertina morbida

editore: Marsilio

anno edizione: 2019

pagine: 190

Per tutta la sua breve ma intensissima vita, Leopardi non smise mai di pensare al mito, concependolo non soltanto come un modo di manifestarsi della sapienza antica, appartenente all'infanzia del mondo e innervante il procedere epocale della storia umana (come pensava ad esempio Gian Battista Vico), né solo come una semplice espressione della soggettività volta a esorcizzare il terribile della natura, ma piuttosto come una modalità ontologica di darsi delle cose stesse, potendo sopravvivere solo in un paesaggio in penombra, non abbagliato da alcuna illuminazione diretta. Dopo aver tracciato per linee essenziali il dibattito su mito e mitologia nell'Europa del XVIII secolo, l'autore avanza una nuova lettura dell'"Infinito", collocando questo capolavoro assoluto della letteratura universale all'interno di un duplice contesto: quello della formazione poetica e filosofica di Leopardi e quello dell'epoca romantica italiana ed europea in cui il poeta visse. Se nella modernità i fenomeni sono diventati oggetto di studio delle scienze della natura, perdendo così la loro vitalità irriducibile al concetto, il sentire persuaso degli antichi non potrà più essere riproposto per evocare l'apparire delle cose nella forma di figure mitologiche non più credibili, come i fauni o le ninfe, Dafne o Procne ecc. Mentre nel corso del XIX secolo sta avviandosi al tramonto la grande stagione del sublime riesumata dalla tarda antichità, Leopardi - attingendo alle radici più profonde dell'Umanesimo italiano - pensa la sopravvivenza del mito nella rappresentazione di quella sottile linea impalpabile, ma intensamente viva - «il celeste confine» divenuto poi «l'ultimo orizzonte» - che separa e unisce il visibile e l'invisibile, per evocare l'irrappresentabile proprio dell'arte e del pensiero moderni.
19,00

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