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Letteratura: storia e critica

Lezioni di letteratura russa

Vladimir Nabokov

Libro: Copertina morbida

editore: ADELPHI

anno edizione: 2021

pagine: 467

Due volte esule, dalla Russia comunista e dall'Europa nazista, negli Stati Uniti Nabokov insegnò per quasi vent'anni letteratura russa al Wellesley College e in seguito alla Cornell University. Erano lezioni memorabili in cui, con paziente tenacia, richiamava l'attenzione su oggetti o particolari che sembrano non avere alcuna rilevanza artistica: la borsa rossa di Anna Karenina; la fetta di cocomero che Gurov mangia rumorosamente in una stanza d'albergo nella Signora col cagnolino o il vestito «serpentino» di Aksin'ja in un altro racconto di ?echov, «artista perfetto»; la ruota del tondeggiante calesse sul quale, in Anime morte di Gogol', il tondo ?i?ikov, ipostasi dell'enfia volgarità universale, arriva nella città di NN. Maestro atipico, spericolato, Nabokov avrebbe voluto trasformare gli allievi in «buoni lettori», quelli che non leggono un libro per identificarsi con i personaggi, e tantomeno per imparare a vivere, giacché la vera letteratura - gioco sacro, superiore forma di felicità - non insegna nulla che possa essere applicato ai problemi della vita. Metteva in guardia contro il veleno ideologico del «messaggio» e contro ogni tentativo di cercare la famigerata «anima russa» nell'opera di giganti come Tolstoj, ?echov, Gogol' e il pur disamato Dostoevskij. Il professor Nabokov non ha alcun metodo, alcun approccio critico: con gli unici strumenti della passione e di una precisione infinita, si limita a scoprire la magia delle parole nelle loro più segrete combinazioni. E noi, come i suoi studenti, lo ascoltiamo incantati mentre va dritto al cuore di questo o quel capolavoro.
24,00 22,80

Dante poeta-giudice del mondo terreno

Roberto Antonelli

Libro: Copertina morbida

editore: Viella

anno edizione: 2021

pagine: 276

Il libro propone di leggere la Commedia come un gigantesco teatro della memoria e del mondo, costruito su fitte relazioni intertestuali: memoria delle molteplici manifestazioni, meravigliose e tragiche, dell'animo umano. Per questo il poema è anche e innanzitutto una gigantesca macchina elaboratrice di giudizi sui comportamenti e le emozioni degli esseri umani. Implica quindi una riflessione complessiva e appassionata sulla giustizia: un'esigenza destinata a perpetuo inappagamento e dunque eternamente riproponibile. La giustizia divina e quella umana sono rappresentate attraverso la soggettività dirompente di Dante in quanto Autore e in quanto Personaggio: due aspetti solo talvolta sovrapponibili che producono continue occasioni di drammatizzazione, di dubbio e di conflitto, nelle quali il lettore - di fatto il terzo protagonista della Commedia - è costantemente chiamato a confrontarsi e interagire, ancora oggi.
27,00 25,65

La conversione. Come Giuseppe Flavio fu cristianizzato

Luciano Canfora

Libro: Copertina morbida

editore: SALERNO

anno edizione: 2021

pagine: 140

"Del buon uso del tradimento" è il titolo di un celebre libro di Pierre Vidal-Naquet sulla figura e sulla straripante opera del comandante militare, sacerdote, storico Giuseppe Flavio (nato nel 37 d.C. e vissuto fin sotto il regno di Traiano). Straripante e giunta a noi intatta. Come è avvenuta la straordinaria salvazione, caso unico in tutta la storiografia di lingua greca dei quattro secoli che intercorrono tra Polibio e Cassio Dione? Chi prese in carico l'opera e perché? Quale ruolo ebbe in questo prodigioso fenomeno storico-letterario il cosiddetto Testimonium sulla vita e morte di Gesú, inserito nelle Antichità giudaiche di Giuseppe? E cosa intendeva davvero essere quella sottile e tormentata testimonianza? L'interpolazione - se tale è - più controversa della storia dei testi greci racchiude la chiave che può avviare alla soluzione di queste domande. Con qualche sorpresa.
18,00 17,10

L'Inferno di Dante

Vittorio Sermonti

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2021

pagine: 688

Nell'estate del 1940, un ragazzo di undici anni ascoltò il padre che leggeva e spiegava ai fratelli maggiori l'Inferno di Dante; le due estati seguenti toccò a Purgatorio e Paradiso. "Le cicale concertavano nel fico, il fumo della Macedonia di mio padre sbandava rampicando per l'aria, le nostre motosiluranti solcavano invitte il golfo della Sirte, e io, praticamente, non capivo nulla." Mezzo secolo più tardi proprio quel ragazzo, Vittorio Sermonti, avrebbe letto e spiegato Dante ai microfoni della radio e in più di cinquecento letture pubbliche. Così è nato questo "racconto-commento" della Divina Commedia, che si poneva un obbiettivo solo apparentemente modesto: "consentire a un qualunque italiano dotato di cultura media, intelligenza e un po' di passione di percorrere il più gran libro scritto in italiano senza interrompere continuamente l'avventura per approvvigionarsi di notizie, delucidazioni e varianti nei battiscopa di note, che spesso rasentano il soffitto della pagina". È un obbiettivo in realtà ambiziosissimo, e per raggiungerlo era necessaria la prosa insieme raffinata e colloquiale, accurata e ironica di Sermonti. Supervisione di Gianfranco Contini.
16,00 15,20

Il Purgatorio di Dante

Vittorio Sermonti

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2021

pagine: 640

Dante, con questa cantica seconda, conferisce sostanza, ubicazione e regime al nebuloso regno transitorio dell'oltretomba, che ha referenze assai vaghe nelle Scritture e che, dopo un millenario travaglio teologico, solo da una trentina d'anni era entrato a far parte dei dogmi della Chiesa romana. Nell'invenzione ? o nella scoperta ? dantesca, il Purgatorio è il monte che sorge al centro dell'emisfero australe, sotto stelle che nessun uomo ha mai visto tranne "la prima gente" (perché la sua cima è la sede del paradiso terrestre). Lo percorriamo insieme a Vittorio Sermonti, nella seconda puntata del suo "serial teologico". Torniamo con Dante e Virgilio a rivedere le stelle, il cielo ("dolce color d'orïental zaffiro"), "il tremolar de la marina", e ad ascoltare la musica dopo la muta tenebra della morte eterna, le grida, le lacrime, i cupi bagliori dell'Inferno e della sua commedia umana. "Ma qui la morta poesì resurga, / o sante Muse, poi che vostro sono": e grazie a Vittorio Sermonti, la poesia di Dante torna viva ai nostri orecchi (e agli occhi, e al cuore) e ci seduce con le "dolci note" della sua musica. Supervisione di Gianfranco Contini.
16,00 15,20

Il Paradiso di Dante

Vittorio Sermonti

Libro: Copertina morbida

anno edizione: 2021

pagine: 656

È un luogo comune che l'ultima tratta del pellegrinaggio oltremondano di Dante sia la più difficile e la più tediosa. "Come scongiurare che l'insofferenza concepita a scuola per la terza cantica della Commedia si perpetui lungo tutta la vita degli ex alunni, attutita appena dalle montanti ovatte dell'oblio?" Raccontando ? come fa Vittorio Sermonti ? la passione mentale e la sbalorditiva bellezza che distillano "le supreme pagine di poesia del più gran libro del millennio scorso": la passione mentale che fa dire a Dante ciò che non sa né può dire, la bellezza di una lingua "trasumanata" per esprimere l'inenarrabile, l'immemorabile, l'incomprensibile. Sermonti ci guida attraverso il portentoso happening di beati e di segni sacri allestito per Dante, astronauta mistico. È un viaggio nella luce e nel mistero: il mistero di un antico poeta di Firenze che sostiene di essere salito in carne e ossa nell'alto dei cieli, di essere stato contemporaneo di Dio nell'armoniosa unicità dell'Essere, di aver visto "la nostra effige" nella "luce etterna", e che, tornato sulla terra, prende carta e penna e riesce bene o male a trascriverla, quell'esperienza, a emendamento e salvazione di noi poveri fratelli futuri, in una lingua futura, a chiusa del libro sacro e comico che comincia: "Nel mezzo del cammin di nostra vita". Revisione di Cesare Segre.
16,00 15,20

Fantasmi e ombre. Roma, James Joyce e Giordano Bruno

Enrico Terrinoni, Vittorio Giacopini

Libro: Copertina morbida

editore: LUCA SOSSELLA EDITORE

anno edizione: 2021

pagine: 108

Domenica 17 febbraio 1907. Roma. Joyce esce di casa in via Monte Brianzo n. 51, a un centinaio di metri dall'attuale teatro Tor di Nona, sulle rive del Tevere. Si reca a Campo de' Fiori per assistere alla manifestazione in memoria del rogo di Giordano Bruno, il Nolano, lì arso vivo 307 anni prima. L'evento è ricordato per i suoi forti accenti anticlericali, e celebrazioni importanti si tennero anche in altre città del Regno d'Italia. Perugia, ad esempio, dove proprio quel giorno fu posta una targa di fronte alla Chiesa di San Domenico. Bruno era stato frate domenicano. Questo libro è l'intreccio di due biografie che attraversano due altre storie, così i ricordi di Joyce che ricorda Giordano Bruno diventano i ricordi degli autori: "Nei tardi anni settanta mi portavo dietro il Dedalus di Joyce come un breviario d'empietà, un messale nero (la copia, piuttosto rovinata, nell'edizione tradotta da Pavese, la comprai nel gennaio del '77, a 16 anni. E ancora ce l'ho con me, spaginata e un po' lisa".
15,00 14,25

La virtù eloquente. La «civil conversazione» nel Rinascimento

Nicola Panichi

Libro: Copertina morbida

editore: Scuola Normale Superiore

anno edizione: 2021

pagine: 434

Hegel nelle "Lezioni di storia della filosofia" guarda a Socrate e ai suoi interlocutori nei testi di Platone come a «figure plastiche della conversazione». Parole in azione: negazione della «melanconica morale». Coincidenza di conversazione e filosofia. Come ribadiscono i suoi teorici, la «civil conversatione» è essenzialmente «lingua» e «costumi» e ridefinisce, quindi, il soggetto come linguaggio e come essere morale, armonia e corrispondenza etica ed estetica di parole e azioni. Dunque, se la civilitas, la «buona creanza», lamentava Erasmo, è regione trascurata della filosofia, regione «umile» di una virtù eloquente, essa postula del pari la coincidenza di buone qualità e belle maniere: «abito della virtù». Se ne ricorderà Kant. Progetto anche ideologico, congiunge nella «dignità del moderno» ideali educativi, architettonici, linguistici ed estetici. La retorica della conversazione diviene così retorica della ragion pratica, tra natura e storia.
30,00 28,50

Il cuore indocile. Come amare Alessandro Manzoni ai tempi della trap

Andrea Maggi

Libro: Copertina morbida

editore: Piemme

anno edizione: 2021

pagine: 170

Forse non lo sapete, ma Alessandro Manzoni ha avuto un'infanzia come quella di Ghali e "I promessi sposi" segnano un'epoca, come "Nevermind" dei Nirvana. Certo, oramai siamo troppo connessi ? e troppo distratti ? per potercene rendere conto, ma Alessandro Manzoni ha ancora tanto da dirci. Molti degli eventi del nostro immediato presente e del nostro recente passato sono già raccontati nella vita e nelle opere del grande scrittore milanese. Viviamo in un mondo che stentiamo a capire, ma che ci può essere spiegato molto meglio da un autore nato più di duecento anni fa che da un opinionista televisivo. Prima che un autore, Manzoni è stato un uomo in carne e ossa, proprio come noi. Nel corso della sua esistenza, ha gioito e ha sofferto, ha riso e ha pianto, si è arrabbiato, si è innamorato, si è sconfortato e si è consolato. Ha vissuto abbastanza a lungo per meditare con grande acume su questa cosa tanto strana che chiamiamo vita e il suo pensiero è fluito nelle sue opere. Alessandro Manzoni non è sempre stato soltanto un ritratto stampato su un libro scolastico con accanto quattro dati da imparare per un'interrogazione. Anzi, lui è vivo e ci somiglia più di quanto possiamo immaginare. Timido e rabbioso, come molti rapper, creativo, distruttivo e geniale come una rockstar, Alessandro Manzoni è senz'altro uno di noi.
17,90 17,01

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Roberto Fedi

Libro: Copertina morbida

editore: Ugo Mursia Editore

anno edizione: 2021

pagine: 360

Di Dante Alighieri abbiamo tutti un'immagine stereotipata, di sommo poeta e corrucciato padre della patria, buona per scultori e professori, e infatti non c'è città che non abbia il suo monumento dal profilo aquilino, e non c'è studente che dai sedici ai diciott'anni non abbia fatto la sua brava cura di terzine. Dopo di che, probabilmente, dei 14.000 (e passa) versi della Divina Commedia sarà rimasta l'eco di qualche celebre endecasillabo: come Nel mezzo del cammin di nostra vita, o E quindi uscimmo a riveder le stelle che è poi l'augurale titolo di questo libro. E anche, forse, la sensazione di un appuntamento mancato, o di un viaggio interrotto. Bene, è il momento di riprendere il viaggio, non in senso scolastico, si capisce, ma proprio per il piacere dell'avventura. Perché la Divina Commedia è soprattutto questo: un viaggio, il più straordinario che mente umana abbia concepito, alla scoperta di un universo brulicante di straordinari personaggi: Paolo e Francesca, Ulisse e Ugolino, Pia de' Tolomei e Beatrice, Virgilio e Stazio, Cacciaguida e Sordello...; e ancora mostri e fantasmi, giganti e centauri, diavoli e dèi, pentiti e impenitenti, santi e bestemmiatori. Un viaggio durante il quale si attraversano paludi e si valicano montagne, si naviga e si vola, si dà la scalata alla salvezza e si sprofonda nella perdizione, si avanza sotto cieli di fuoco e si solcano mari di pece. È un'avventura, l'avventura dell'uomo alla ricerca di se stesso, corsa con tutta la fantasia, la potenza narrativa, la grandezza figurativa di cui il Medioevo era capace. Questo libro, quindi, non è una semplice antologia: propone invece la ripresa dell'avventura, e la riscoperta dell'emozione. Un viaggio dentro la Divina Commedia, con il testo di Dante (e una parafrasi a fronte, non si sa mai) e con una guida discreta e informata e all'occorrenza ironica.
17,00 16,15
1,50 1,43

Boccaccio pop. Usi, riusi e abusi del Decameron nella contemporaneità

Marco Bardini

Libro

editore: ETS

anno edizione: 2021

pagine: 504

Questa monografia ha come oggetto di analisi la presenza del Decameron nel Novecento e nel secondo Ottocento. Il proposito è quello di indagare il ruolo del capolavoro di Boccaccio, come pure la funzione di quello che, a buon diritto, può essere chiamato il "personaggio Boccaccio", lungo il XX secolo, e sino ai nostri giorni. Per far ciò Marco Bardini esplora e discute molte di quelle opere d'invenzione (non soltanto letterarie, ma altresì filmiche, teatrali e musicali, in prima battuta; nonché i prodotti delle industrie culturali, sino alle prassi della controcultura e delle subculture, inclusi gli oggetti e le merci) che al Certaldese e alla sua opera maggiore si rifanno, o dichiarano, più o meno apertamente, di collegarsi. Il volume si apre con un repertorio di trecento schede. Esso registra un copioso numero di riscritture "boccacciane", disposte in ordine cronologico dal 1849 a oggi. Sorta di praticabile galleria d'ingresso, l'archivio fornisce una prima descrizione del selezionato materiale di cui questa monografia intende trattare. Quindi, nella sezione centrale del libro si ragiona di tali riscritture - e di molto altro - secondo un'ottica tematico-culturale che prevede l'esame dei testi. E a conclusione, l'ultima parte raduna, oltre alle bibliografie, un'articolata serie di indici (dei nomi, delle novelle, dei personaggi, dei titoli, dei luoghi), che intendono dotare il lettore di un'ulteriore e più agevole porta di accesso alla monografia stessa.
39,00 37,05

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