EDB: Biblioteca di teologia dell'evangelizzazione
I Padri della Chiesa al Concilio Vaticano II. La teologia patristica nella «Lumen gentium»
Daniele Gianotti
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2010
pagine: 536
Negli anni del concilio la Chiesa ha potuto rendersi sempre più familiare con la propria tradizione patristica, portando a compimento quei movimenti che avevano già preso avvio nei decenni precedenti. La ricerca punta a ricostruire la coscienza dei padri conciliari intorno alla rilevanza del "ritorno alle fonti" - soprattutto le fonti patristiche, particolarmente presenti nella Lumen gentium - in rapporto tanto all'evento di cui erano protagonisti, quanto ai compiti affidati da Giovanni XXIII al concilio e alla situazione di Chiesa che la vicenda conciliare doveva contrassegnare in modo tanto profondo. Lo studio prende in esame soprattutto l'elaborazione del de Ecclesia, soffermandosi in specie sul dibattito conciliare, con l'intento di cogliere le linee di sensibilità e di attenzione dell'assemblea a quel ritorno alle fonti al quale avevano lavorato, in un clima a tratti molto difficile, alcune delle figure più significative della teologia europea, che proprio in questo modo avevano contribuito a preparare il terreno all'evento conciliare. "I Padri appartengono anche a un passato dal quale ci separano secoli. [...] Al Vaticano II va riconosciuto, crediamo, di aver evitato ogni tentazione nostalgica, ogni archeologismo indebito, nel richiamarsi alla grande tradizione della Chiesa. [...]" (dalla Conclusione).
Ci è stato dato un figlio. Il libro dell'Emmanuele (Is 6,1-9,6). Struttura retorica e interpretazione teologica
Guido Benzi
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2007
pagine: 368
Sotto il nome di "Libro dell'Emmanuele" sono tradizionalmente raccolti i brani del profeta Isaia relativi agli oracoli sulla "nascita del figlio", tema di straordinaria importanza antropologica e teologica, anche in considerazione dell'interpretazione messianica che nei secoli lo ha contraddistinto in ambito sia giudaico, sia cristiano.La liturgia della Parola ne propone la lettura nel tempo di Avvento e di Natale. Attraverso lo strumento dell'analisi retorica, lo studio mira a ricercare la struttura di questo testo all'interno del racconto biblico, nello sforzo di coglierne un indirizzo teologico più deciso di quanto consente di fare la considerazione minuziosa, ma isolata, dei frammenti.
Il Vaticano II in Emilia Romagna. Apporti e ricezioni
Libro: Libro in brossura
editore: EDB
anno edizione: 2007
pagine: 520
Frutto di una felice collaborazione tra storici, teologi e pastoralisti, il volume propone gli atti del convegno su L'apporto della Chiesa di Bologna al concilio Vaticano II e la ricezione del concilio nelle Chiese dell'Emilia-Romagna, organizzato dal Dipartimento di teologia dell'evangelizzazione della Facoltà teologica dell'Emilia-Romagna. Il convegno, patrocinato dalla Conferenza episcopale italiana, rappresenta il primo tentativo in Italia di riflessione su scala regionale della ricezione del concilio. I vari contributi consentono di ben individuare sia gli ambiti che sono stati privilegiati, sia le figure - vescovi, sacerdoti e laici - che si sono maggiormente distinte nel lavoro di traduzione delle novità conciliari. Gli esiti di speranze, entusiasmi e delusioni vissuti in quegli anni sono inoltre approdati nelle Chiese di oggi e contribuiscono a definirne l'attuale volto poliedrico.
«Avete qualcosa da mangiare?» Un pasto, il risorto, la comunità
Maurizio Marcheselli
Libro
editore: EDB
anno edizione: 2006
pagine: 296
Il capitolo 21, posto a chiusura del Vangelo di Giovanni, è un testo straordinariamente ricco che racconta il manifestarsi del Risorto ai suoi. Si articola in due sezioni che descrivono, la prima, un’azione composita fatta di una pesca e di un pasto e, la seconda, un dialogo che colloca in primo piano la relazione di Gesù con Pietro e il discepolo amato. Lo studio muove dal convincimento, ormai largamente avvalorato dalla critica biblica, che si tratti di un capitolo inserito nel Vangelo a posteriori, ma con una precisa intenzionalità, e quindi affatto estraneo al telaio preesistente. L’obiettivo che l’autore si pone è precisare l’intenzione redazionale soggiacente a Gv 21, mettendo in luce il disegno impresso dal redattore al suo materiale e indagando la sistematica rilettura da lui offerta di motivi e passi dei capitoli precedenti. Il brano «mostra un evidente interesse missionario e pertanto risulta centrale nella prospettiva di una riflessione sugli aspetti fondativi dell’annuncio del vangelo: non solo dal punto di vista del suo contenuto, ma anche per il suo approccio al patrimonio giovanneo preesistente e come esempio di dialogo inter-ecclesiale – e dunque potenzialmente ecumenico – a motivo dell’articolato rapporto tra Pietro e il discepolo che Gesù amava, rappresentanti di comunità cristiane diverse che anziché a un conflitto approdano a una comunione, capace di salvaguardare identità e diversità» (dall’Introduzione).

