5 Continents Editions
Maria Lai. Legarsi alla montagna. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2021
pagine: 143
Il mese di settembre 1981 crea una svolta nel percorso artistico di Maria Lai: vede la luce Legarsi alla montagna, la prima opera di arte relazionale, documentata in questo volume dalle suggestive fotografie di Piero Berengo Gardin e con un testo di Elena Pontiggia. L'intervento nel suo paese natio e il coinvolgimento della popolazione di Ulassai collocano l'artista sarda tra le grandi personalità che hanno influenzato il panorama artistico del xx secolo.
Breath of life. La vie n'est qu'en souffle
Georges Petitjean
Libro: Libro in brossura
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2021
pagine: 148
Lo yidaki, meglio conosciuto come didgeridoo, è l'iconico strumento musicale degli aborigeni, guadagnandosi un'enorme popolarità e diventando sinonimo dell'Australia aborigena. Esso non è solo uno strumento musicale, ma anche un simbolo culturale e spirituale che rappresenta l'intera storia di un popolo.
Breath of life
Georges Petitjean
Libro: Libro in brossura
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2021
pagine: 148
Lo yidaki, meglio conosciuto come didgeridoo, è l'iconico strumento musicale degli aborigeni, guadagnandosi un'enorme popolarità e diventando sinonimo dell'Australia aborigena. Esso non è solo uno strumento musicale, ma anche un simbolo culturale e spirituale che rappresenta l'intera storia di un popolo.
Anangu collective. Gay’Wu - Arts et savoirs aborigène
Nici Cumpston, Lisa Slade
Libro: Libro rilegato
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2021
pagine: 96
La Fondation Opale, in collaborazione con 5 Continents Editions, lancia una serie di monografie dedicate agli artisti e/o alle opere più significative del panorama degli aborigeni australiani. La prima di queste monografie è dedicata a due grandi tele realizzate grazie allo sforzo collettivo di uomini e donne dei territori APY (Anangu Pitjantjatjara Yankunytjatjara) e all’installazione Kulata Tjut, frutto dell'ingegno degli artisti di quella stessa area. Perché sono state scelte proprio queste opere d'arte come soggetto della prima monografia? Realizzati nel 2018, i due meravigliosi dipinti, così come l'installazione Kupi Kupi di Kulata Tjuta, testimoniano come il processo di produzione dell'arte aborigena avvenga su base collaborativa. Queste opere, in cui convergono diversi miti del Tempo del Sogno, tipici della regione, rappresentano la colonna portante della collezione al centro della Fondation Opale. La Fondation Opale, insieme alla sua fondatrice nonché forza trainante Bérengère Primat, ha un rapporto particolarmente intenso e attivo con i centri artistici e gli artisti di quella zona dell'Australia. Gli svariati viaggi nei territori APY (Australia Centrale) ne sono la prova. Entrambe le tele, cui hanno collaborato rispettivamente donne e uomini anziani, sono state commissionate da Bérengère Primat e il loro processo di realizzazione è abbondantemente documentato. Questi magistrali dipinti sono la testimonianza del continuum di cultura e profonda conoscenza di una terra attraverso la sua arte. Kupi Kupi, un'emanazione del progetto Kulata Tjuta (trad. "molte lance" in lingua Pitjantjatjara), avviato nel 2010 e tuttora in corso, è un'installazione monumentale di arte contemporanea formata da 1500 lance, una metafora della società Anangu contemporanea e della direzione imprevedibile in cui si sta muovendo. Tutte queste opere dimostrano il rinnovato interesse per l'arte aborigena nell'epoca contemporanea.
Friedrich Nietzsche et les artistes du nouveau Weimar
Libro: Copertina morbida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2021
pagine: 120
Un piccolo gruppo di intellettuali sente l'esigenza nei primi anni del 1900 di connotare la città di Weimar come centro utopico dell'arte e del pensiero moderno. Il "mito di Weimar" fu quindi costruito grazie alla visione di artisti come Max Klinger, Edvard Munch, Ludwig von Hofmann, e scrittori quali André Gide, Hugo von Hofmannstahl e Rainer Maria Rilke. Alla testa di questa creazione campeggiava Friedrich Nietzsche, identificato come il profeta e filosofo della modernità grazie alla profondità del suo pensiero, al linguaggio espressivo e agli aforismi pungenti. Influenzati dal suo pensiero, artisti e critici si misero alla ricerca di un'arte nuova, di un uomo nuovo e, da ultimo, di una nuova società. Nel 1902, due anni dopo la morte di Nietzsche, fu commissionata a Max Klinger la realizzazione di un suo ritratto per la Villa Silberblick di Weimar, centro del culto del filosofo. L'artista partì da una rilavorazione della maschera funebre del filosofo per eseguire la famosa erma marmorea che tuttora campeggia nella sala di ricevimento dell'archivio di Nietzsche. Furono fuse solo tre versioni bronzee monumentali di quel ritratto, e una di esse è parte della collezione della National Gallery of Canada. Avendo chiaro il ruolo centrale di quest'opera scultorea, e accanto ad essa di dipinti, bozzetti, calchi in gesso e bronzetti, il presente volume vuole mettere in evidenza come Klinger e i suoi mecenati inventarono l'immagine ufficiale di Nietzsche trasformando un ritratto di grande espressività in un'immagine di culto fortemente idealizzata. Il volume posa inoltre l'attenzione su altri protagonisti che diedero vita al mito di Weimar quali Auguste Rodin, Aristide Maillol, Edvard Munch e Kurt Stoeving, con l'obiettivo di gettare luce, per la prima volta in Nord America, sulla straordinaria costellazione artistica e culturale del Modernismo europeo.
Enchanting architecture. The Italian Cultural Institute in Stockholm by Gio Ponti. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro rilegato
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2021
pagine: 160
Il libro celebra, attraverso un duplice percorso narrativo, l'Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, progettato e arredato da Gio Ponti su commissione di Carlo Maurilio Lerici. I contributi degli autori si pongono l'obiettivo di approfondire gli aspetti legati alla committenza, alla progettazione e realizzazione dell'edificio e del design degli interni. Corredano il volume una selezione di immagini tratte dall'archivio storico dell'Istituto e un nuovo reportage fotografico sugli elementi architettonici e di design che connotano l'edificio. Se l'interesse di Ponti nei confronti della Svezia è argomento noto (si pensi agli spazi dedicati al design svedese nelle pagine della rivista «Domus» sin dai primi anni Cinquanta), risulta interessante approfondire e trovare risposte inerenti le dinamiche che hanno vivacizzato la realizzazione della struttura. Gio Ponti supera infatti l'idea originaria dell'architetto svedese Ture Wennerholm, per dar vita a un progetto dove gli spazi, sebbene organizzati in base alla loro funzione, si susseguono in un gioco armonioso di linee spezzate e alternanze cromatiche. Lo affiancheranno in questa impresa Pier Luigi Nervi e Ferruccio Rossetti. Gio Ponti dà vita a un progetto "classico moderno", dove arte e architettura si fondono, dimostrando di aver superato i limiti dettati dalle mode del tempo. E pone così le basi di un nuovo corso nelle relazioni culturali tra Italia e Svezia.
Paris. Ediz. francese e inglese
Michael Wolf
Libro: Libro rilegato
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2021
pagine: 76
In "Paris" Michael Wolf, noto ai più per aver vinto con il progetto "China, Factory of the World" il World Press Photo Awards nel 2005 e con Tokyo Compression il medesimo premio nel 2010, posa il suo sguardo, e quello della sua macchina fotografica, sulla Capitale francese. E lo fa nel modo che più gli si confà: identifica gli elementi architettonici, e non solo, che connotano in modo univoco il paesaggio visuale parigino e li immortala. Tetti, comignoli e lucernari ritmano le immagini fotografiche con i loro colori, le loro forme e, soprattutto, i loro volumi. L'universo visivo di cui ci rende partecipi conduce il lettore/osservatore a seguire con lo sguardo le linee segmentate delle pareti e delle grondaie, a soffermarsi su particolari non sempre evidenti. E infine a immaginare il contesto ambientale e architettonico che fa da cornice agli scatti, rigorosamente rettangolari. L'aria sognante che inevitabilmente accompagna il viaggio in una Parigi vista dai suoi caratteristici tetti trova ulteriore conferma nella seconda parte del libro, dove le ombre degli alberi decorano le facciate di alcuni palazzi modulando una poetica visuale che lascia spazio a un dialogo intimo in cui natura e architettura arrivano a confondersi in assenza dell'umano.
Beauty unusual. Masterworks from the Ceil Pulitzer collection of african art
Susan Kloman
Libro: Copertina rigida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2021
pagine: 176
"In qualità di artista, cerco la bellezza nelle cose e apprezzo ciò che è insolito." Ceil Pulitzer ha iniziato il suo percorso come collezionista di arte africana oltre 30 anni fa. Il suo spirito artistico l'ha portata ad avvicinarsi a qualsiasi forma di cultura ed espressione umana nel tempo e nello spazio. Pittrice appassionata, ha costantemente esercitato il suo occhio nello studio dell'arte e della storia dell'arte. In qualità di collezionista, dapprima di arte moderna, ha capito che l'arte africana ha segnato la traiettoria dell'arte del XX secolo. In seguito, a Parigi, ha incontrato lo stimato esperto e leggendario mercante di arte africana Charles Ratton che, in un'occasione, le disse: "Hai un buon occhio". Questo incontro riassume la passione e la ricerca dell'eccellenza nell'arte africana tradizionale da parte di Ceil Pulitzer. La Ceil and Michael Pulitzer Foundation ha sviluppato e supportato svariate iniziative filantropiche in Africa e presso importanti istituzioni che promuovono l'arte africana e sforzi umanitari nel continente nero.
Beaute insolite. Chefs-d'œuvre de la collection Ceil Pulitzer d'art africain
Susan Kloman
Libro
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2021
pagine: 196
Ceil Pulitzer ha iniziato il suo percorso come collezionista di arte africana oltre 30 anni fa. Il suo spirito artistico l’ha portata ad avvicinarsi a qualsiasi forma di cultura ed espressione umana nel tempo e nello spazio. Pittrice appassionata, ha costantemente esercitato il suo occhio nello studio dell’arte e della storia dell’arte. In qualità di collezionista, dapprima di arte moderna, ha capito che l’arte africana ha segnato la traiettoria dell’arte del XX secolo. In seguito, a Parigi, ha incontrato lo stimato esperto e leggendario mercante di arte africana Charles Ratton che, in un’occasione, le disse: “Hai un buon occhio”. Questo incontro riassume la passione e la ricerca dell’eccellenza nell’arte africana tradizionale da parte di Ceil Pulitzer. La Ceil and Michael Pulitzer Foundation ha sviluppato e supportato svariate iniziative filantropiche in Africa e presso importanti istituzioni che promuovono l’arte africana e sforzi umanitari nel continente nero.
Pierre Dartevelle et les arts premiers. Mèmoire et continuité
Valentine Plisnier, Valérie Dartevelle
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2021
pagine: 1076
I due volumi dedicati a Pierre Dartevelle e alla sua collezione raccontano una storia e creano un contesto, ma non solo: descrivono le relazioni tra gli uomini e i loro legami con gli oggetti d'arte. "Le arti primitive", come le definisce egli stesso, sono state la pietra angolare e la passione della sua vita. Ogni cosa che ha a che fare con la sua vita quotidiana esprime proprio questo: gli scaffali traboccanti di libri e di cataloghi sull'arte extraeuropea, le statue, le maschere, e il modo in cui tutto questo materiale è accatastato senza un ordine preciso, bloccando la nostra visuale in ogni direzione e impedendoci di intravedere lo sfondo delle stanze. Non c'è dubbio su ciò che fa alzare Pierre Dartevelle la mattina. Ha dedicato cinquant'anni della sua vita a restituire dignità all'arte africana a Bruxelles, e nella stessa città nel 1967 ha aperto una galleria nel Grand Sablon di fama internazionale. Avvocato di formazione e grande viaggiatore per inclinazione, ha presto abbandonato la sua professione per dare libero corso alla sua passione. Il tutto sulle orme del padre, Edmond Dartevelle, esploratore scienziato, i cui ritrovamenti in Congo hanno permesso di costituire la collezione del Musée d'Afrique centrale, a Tervuren. Considerato oggi una vera e propria "icona", Pierre Dartevelle ha sempre mantenuto vivo l'interesse di preservare il patrimonio artistico e ancestrale dell'Africa: ha dato vita o ampliato alcune delle più importanti collezioni private e pubbliche di arte tribale conosciute fino ad oggi, quali il Musée du Quai Branly – Jacques Chirac (Parigi) e il Metropolitan Museum di New York. Valérie Dartevelle, figlia di Pierre, ha avuto un ruolo chiave in questa pubblicazione; oltre ad essere la custode della collezione e della sua storia, è presente nel libro anche attraverso il suo sguardo di fotografa ritrattista con la passione per il Surrealismo. Questo approccio visivo si riflette nella struttura narrativa del progetto editoriale, che non a caso è costruito intorno a una serie di interviste che consentono di entrare come privilegiati in una delle collezioni di arte tribale più famose al mondo, oltre che a documenti inediti. Gli specialisti e gli amanti dell'arte tribale troveranno nel primo volume, dedicato alla figura di Pierre Dartevelle, e nel secondo, dedicato invece alla sua illustre collezione, un patrimonio di immagini e testimonianze che sapranno soddisfare la loro curiosità, suscitare nuovo interesse e rispondere a molte delle loro domande.
Francis Cunningham
Libro: Libro rilegato
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2021
pagine: 264
Il volume è la prima monografia dedicata al pittore americano Francis Cunningham. Mentre il mondo dell'arte rivolgeva l'attenzione all'astrattismo e all'action painting, l'interesse di Cunningham non abbandonava il figurativo e la volontà di ritrarre il corpo umano. Questo il motivo di un successo tiepido, lontano dai riflettori, il che non significa un'espressione artistica di secondo piano. Tuttavia proprio questa marginalità ha consentito all'artista di sviluppare e approfondire la sua riflessione sulla modalità di visione, e quindi sul ruolo fondamentale del color-spot painting, la tecnica mutuata dal maestro Edwin Dickinson, e sull'importanza dell'insegnamento, di cui si è occupato personalmente presso la New Brooklyn School of Life, Painting, Drawing and Sculpture, e la New York Academy of Art. Questi due ultimi aspetti, che hanno connotato in modo preponderante la sua vita, sono messi in evidenza fin dal titolo del volume: “Learning how to see”. La narrazione mette in luce il percorso di Cunningham che dalle prime tele, di piccole dimensioni, per lo più astratte e caratterizzate da ampie campiture che rimandano a paesaggi, approda a un realismo figurativo in cui è lo studio anatomico ad avere il ruolo preponderante, per poi ritornare – quasi a chiudere un cerchio – a opere che ospitano ampi spazi di vuoto, in cui il numero degli elementi diminuisce drasticamente. Le tele che occupano la maggior parte della sua produzione artistica sono di ampie dimensioni, abitate da personaggi ritratti in nudità. A volte soli, altre in trittici. La verticalità delle tele di questo “secondo periodo” lascia spazio agli ultimi lavori, per lo più still life orizzontali del suo studio. L'umano è pressoché scomparso, quasi fosse tornato alle riflessioni iniziali. La figura dell'artista viene approfondita attraverso i contributi di storici e critici d'arte quali Christopher Knight, Edward Lifson, John Walsh, e Valentina De Pasca nonché attraverso la testimonianza della sua modella Regina Hawkins-Balducci.
Les arts decoratifs. Volume 1
Libro: Copertina rigida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2020
pagine: 304
Seduzione estetica, realizzazione eccellente e interesse storico sono le tre direttrici fondanti della collezione della Fondation Gandur pour l'Art (Ginevra), creata nel 2010 e tutt'oggi in espansione. Questo primo volume ha l'obiettivo di catalogare le opere della collezione nelle quali la funzione ornamentale è strettamente connessa a quella narrativa. Si tratta nella maggior parte dei casi di opere scultoree - statuette e rilievi ornamentali - ma non meno rilevanti sono decorazioni bidimensionali che ospitano scene figurative legate alla classicità o al cristianesimo. La periodizzazione degli elementi scultorei pubblicati nel presente volume rispecchia quella dell'intera collezione ossia una cronologia compresa tra il XII e il XVIII secolo. E poiché la collezione ha quale fine l'attestazione degli scambi culturali tra la Francia e i Paesi circostanti, queste ultime sono anche le geografie nelle quali le diverse opere hanno avuto origine. Strettamente connesse sono quindi le ibridazioni stilistiche che costituiscono un elemento non di poca rilevanza così come l'originalità di alcuni pezzi e, non da ultimo, la qualità estetica. L'organizzazione dei contenuti del volume è tematica, aspetto che consente di mettere in luce l'originalità assoluta, la ricchezza della collezione, ma anche un panorama estremamente variegato di soggetti, episodi narrativi e personaggi rappresentati. Nello specifico, la suddivisione tematica verterà nelle seguenti cinque sezioni: dei ed eroi antichi, figure bibliche e allegoriche, scene di vita della Vergine, episodi della vita di Cristo, santi e intercessori. Ogni opera avrà una scheda dedicata nella quale verranno dettagliati il contesto storico e geografico, l'iconografia rappresentata nonché la bibliografia di riferimento e le mostre dove l'opera è stata esposta.

