5 Continents Editions
Italian design
Giampiero Bosoni
Libro: Libro in brossura
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
pagine: 160
Le futurisme a Paris. Catalogo della mostra
Libro
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
Solomon Islands Art. The Conru Collection
Kevin Conru, Deborah Waite
Libro: Copertina rigida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
pagine: 199
African costumes and textiles
Libro: Libro rilegato
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
pagine: 320
Costumes et textiles d'Afrique
Libro: Copertina rigida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
pagine: 320
Chef d'oeuvre du gothique en Normandie. Sculpture e orfèvrerie du XIIIau XV siècle. Catalodo della mostra (Caen, 14 giugno-2 novembre 2008)
Libro: Copertina morbida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
pagine: 206
Il dagherrotipo
Dominique de Font-Réaulx
Libro: Libro in brossura
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
pagine: 96
Il dagherrotipo, fotografia unica eseguita su una lastra metallica, positivo e negativo insieme, è dotato di una vivida e speculare nitidezza e di un'estetica tutta particolare. Per la precisione delle linee e la resa esatta dei dettagli affascinò prima l'Accademia delle scienze parigina, e subito dopo un pubblico sempre più vasto. La collezione del Musée d'Orsay, una delle più cospicue al mondo, grazie alla vasta gamma dei soggetti rappresentati permette di ricostruire le condizioni in cui l'invenzione di Daguerre è nata e si è diffusa in modo così rapido, anche se effimero. Nel presente volume sono riprodotte, alcune per la prima volta, le più recenti acquisizioni che hanno arricchito la raccolta.
I giri del mondo. Ediz. inglese
Paolo Pellizzari
Libro
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
pagine: 168
Punu. Ediz. inglese
Louis Perrois, Charlotte Grand-Dufay
Libro: Copertina morbida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2008
pagine: 157
I Punu, stanziati nella regione sud-occidentale del Gabon, fanno parte di un gruppo di popolazioni essenzialmente conosciute per le maschere bianche. Questi oggetti non hanno mai cessato di impressionare, dai collezionisti agli appassionati di arte africana, fino agli artisti occidentali dell'inizio del Novecento; Picasso, in particolare, ne possedeva una. Il volto ricoperto di argilla bianca, gli occhi leggermente a mandorla, la bocca dalle labbra rosse finemente contornate e l'acconciatura sofisticata composta di varie ciocche di capelli intrecciati, fanno parte delle caratteristiche stilistiche delle maschere. Gli autori studiano il contesto di uso rituale di questi importanti oggetti, che i Punu e le popolazioni loro collegate utilizzavano in occasione di danze chiamate, tra gli altri nomi, "mukuyi". Le maschere appartenevano al "bwiri", congregazione di soli uomini, e coloro che le portavano erano scelti esclusivamente tra gli iniziati. Costoro eseguivano danze acrobatiche su trampoli, il più delle volte in occasione di riti funerari e in onore degli antenati, incarnati dalle maschere. Questi ultimi assumevano, così, un ruolo di vigilanza allontanando le forze del male. Le danze esistono anche attualmente, ma in un contesto di festeggiamenti, senza rispettare più l'anonimato di chi le indossa. La ricerca delle tradizioni e delle loro correlazioni con il contesto della regione del Gabon meridionale, passa in rassegna altri oggetti, molto meno conosciuti.

