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Archinto

Riviera

Giorgio Ficara

Libro in brossura

editore: Archinto

anno edizione: 2019

pagine: 198

"Credevo di leggere un libro sui paesi e sui luoghi della Riviera, e certo il libro è anche questo. Ma man mano, leggendo, si entra, in un'altra dimensione una dimensione dell'anima, metafisica, e inizia un viaggio fantastico in cui i luoghi sono soltanto il punto di partenza. Anche la scrittura si adegua a quest'altra dimensione e diventa sottile, immaginosa, assume i toni della favola, a volte del romanzo d'avventura e addirittura dell'epopea. Una scrittura da 'mare aperto' che però è anche in molti tratti autobiografica e struggente quando rievoca il paese antico, i personaggi di quel mondo, il paradiso perduto..." (Raffaele La Capria)
15,00 12,75

Il mio Novecento

Bernardo Valli

Libro

editore: Archinto

anno edizione: 2018

pagine: 60

Due guerre mondiali, 187 milioni di morti, quattro imperi che si dissolvono, un sistema coloniale che si disgrega, l'Unione Sovietica che implode, l'era atomica che impone un equilibrio del terrore. Perché dovrebbe essere «breve» il Novecento? Perché uno storico di valore, Eric J. Hobsbawm, lo vide iniziare il 28 luglio del 1914, con gli spari di Sarajevo, e finire con la caduta del Muro, e le due guerre saldate fra loro, continuazione l'una dell'altra. Del secolo da poco (o molto?) concluso, Bernardo Valli scrive «a memoria» tragedie e progressi, in una lectio che di magistrale ha la sintesi, non la lunghezza. Acuta come un saggio ma lesta come la «conversazione di un cronista». Un libretto di istruzioni per la vita da mettere in tasca alle generazioni che non hanno visto e agli scettici d'Europa che hanno perduto coscienza della vittoria che l'Unione rappresenta, in settant'anni di pace.
10,00 8,50

Il musico fuggiasco

Giovanni Iudica

Libro

editore: Archinto

anno edizione: 2018

pagine: 130

Dopo "Il principe dei musici" e "Orfeo barocco", dedicati a Gesualdo da Venosa e ad Alessandro Stradella, in questo nuovo libro Giovanni ludica racconta l'avventura umana e artistica di Henry Desmarest, notevole compositore di musica sacra e profana, vissuto tra la seconda metà del Seicento e la prima metà del Settecento. Grazie alle splendide qualità vocali e a uno straordinario talento musicale, Desmarest ebbe la fortuna di entrare giovanissimo a far parte dei «paggi della musica» di Luigi XIV. Cresciuto all'ombra di Lully e del Re Sole, a stretto contatto con i più importanti compositori dell'epoca, divenne famoso per aver portato la forma dei Grands Motets ai suoi vertici e per aver creato, nel teatro musicale, il genere dell'Opéra-ballet. Ma Desmarest è anche protagonista di una appassionata e appassionante vicenda amorosa che lo spinse a compiere un delitto punibile con la pena dì morte. Per questo dovette abbandonare la favolosa corte di Versailles, l'adorata Parigi e l'amata terra di Francia, gabbando coraggiosamente il suo re con una fuga che mise in ridicolo la polizia e tutto l'apparato della giustizia francese. Riparò prima a Bruxelles e poi alla corte di Spagna, trovando infine rifugio presso la raffinata corte di Lorena, dove creò la celebre Scuola di musica lorenese che ancora oggi si identifica con il suo nome.
16,00 13,60

La miglior parte della mia anima. Lettere alla moglie (1883-1893)

Gabriele D'Annunzio

Libro

editore: Archinto

anno edizione: 2018

pagine: 274

Molte furono le donne amate da D'Annunzio, e molti i carteggi amorosi che il poeta ci ha lasciato. Ma una sola fu la moglie, e pochi epistolari hanno l'importanza e la ricchezza di queste lettere, inedite e finora ignote agli studiosi. La parte più interessante che qui si offre, quella del decennio 1883-1893, è una vera e propria miniera di dati biografici, psicologici, culturali, e spicca per l'intrinseca qualità letteraria della scrittura. Sposando la diciannovenne Maria Hardouin dei duchi di Gallese, il ventenne e rampante Gabriele conta di affermarsi nel bel mondo romano, di essere nella vita l'Andrea Sperelli del "Piacere", il raffinato aristocratico destinato a diventare il personaggio esemplare dell'estetismo italiano. La fuga concertata, il «peccato di maggio» subito comunicato al gossip mondano, otterranno l'effetto opposto: il duca romperà per vent'anni i rapporti con la figlia, e Gabriele comincerà il suo penoso pellegrinaggio che, malgrado il crescere della sua fama letteraria, lo vedrà vagare tra Roma, l'Abruzzo e Napoli, perennemente in fuga dai creditori. Egotista da sempre e ben presto fedifrago, D'Annunzio sí mostra però anche padre affettuoso verso i tre figli che Maria gli dà. E quante confessioni nelle lettere: la passione divampante dell'inizio, la tenerezza verso Maria e la madre, la pena del servizio militare, la preoccupazione di salvare dai pignoramenti i capi eleganti e gli oggetti d'arte che gli stanno a cuore, il dramma dei tradimenti e dei turbamenti familiari, compreso il suicidio tentato da lei e ventilato da lui. Ma anche momenti gioiosi con i commossi e divertiti ritratti del piccolo Mario, le distese descrizioni della bellezza del paesaggio adriatico e della terra d'Abruzzo. Nelle lettere sentiamo solo la voce del poeta; ma attraverso le sue parole emerge anche la figura di Maria: bella, innamorata ma lucida, presto consapevole dei tradimenti di Gabriele eppure sempre dignitosa e generosa. Lui non vorrà mai risposarsi, e anche nel dorato esilio del Vittoriale la vorrà accanto a sé, riservandole sempre un'ospitalità regale e affettuosa nella sua casa e nel suo cuore.
20,00 17,00

Diario con variazioni. Ricordi di un giudice e utente di giustizia

Ferdinando Zucconi Galli Fonseca

Libro in brossura

editore: Archinto

anno edizione: 2018

pagine: 216

«Fra pochi giorni dovrò affrontare la carica di procuratore generale. Ma stamattina, a un'enorme distanza, nel mondo del bosco dopo la pioggia, fra i suoi odori, mormorii e trasalimenti, estirpo rovi e libero tronchi dai viluppi delle vitalbe.» La responsabilità di alto magistrato (è stato Primo presidente della Corte di cassazione) non esaurisce vita e pensieri di Ferdinando Zucconi. La sua memoria è segnata dagli alberi e dalla natura quanto dalle responsabilità sociali e dai rapporti umani. È devota a una casa di campagna quanto al suo dovere di amministratore di giustizia. Ne sortisce un diario irrequieto e vario, irriducibile alla consueta disciplina della memorialistica o dell'autobiografia, il cui bilancio è ancora pienamente aperto: non chiude i conti con la vita, con gli esseri umani, con gli affetti, con le delusioni e con le dispute. «Da molto vecchi, increduli di esserci ancora, si guarda intorno con occhi nuovi, bambineschi, dubbiosi. Si guarda e ci si meraviglia. Ci si stupisce di cose guardate mille volte con indifferenza.» La vivacità di questo libro è tutt'altro che senile. È in una scrittura accurata, riflessiva, eppure mai sentenziosa. Come se scrivere non servisse a dare delle risposte, ma a ridefinire continuamente le domande che contano. Scrivere di se stessi non per celebrarsi, ma per interrogarsi. Nella sua affettuosa prefazione un altro illustre vecchio, Andrea Camilleri, loda, dell'autore, l'ironia, che «percorre tutto il libro come un fiume carsico, la avverti scorrere sotterranea ma a un tratto esplode in superficie». L'ironia come antidoto alle lusinghe del potere? Zucconi è stato un uomo di potere, ma leggendo questo diario si intende che non ne ha approfittato. Le domande più profonde - specie nell'ultima parte, dedicata al presente e alle riflessioni sulla vecchiaia e sulla morte - rimangono intere, non consumate. Non sono un peso, semmai una compagnia: anche per il lettore.
18,00 15,30

Lettere al Duca di Valentinois

Marcel Proust

Libro in brossura

editore: Archinto

anno edizione: 2018

pagine: 80

Il volume raccoglie quattro lettere e un telegramma inediti conservati negli archivi del Principato di Monaco e inviati nell'estate e autunno 1920 dal quarantanovenne Proust al giovane Pierre de Polignac, che nel marzo di quell'anno aveva sposato la principessa Charlotte de Monaco, divenendo così duca di Valentinois. Nella più lunga delle quattro lettere Proust offre al duca qualche consiglio letterario e gli chiede di sottoscrivere un'edizione di lusso del volume "All'ombra delle fanciulle in fiore". Come spiega Jean-Marc Quaranta nel saggio che segue le lettere (il volume è integrato da una lettera a Montesquiou già pubblicata), lo scambio epistolare, governato da un tortuoso cerimoniale, rappresenta per lo scrittore un luogo d'invenzione romanzesca, che costringe i destinatari a faticosi esercizi di ginnastica sentimentale per assecondarne o respingerne la tentacolare invadenza. Non tutti gli interlocutori sono disposti a prestarsi a tale corvée. Tra questi il duca di Valentinois che, stanco dell'invadenza di Proust, ignora la richiesta di sottoscrizione, spingendo lo scrittore a troncare ogni relazione. A fare le spese di questa rottura sarà il conte di Nassau, personaggio della Recherete ispirato al duca di Valentinois, che diventerà oggetto di un ritratto perfidamente malevolo.
18,00 15,30

Favole & frisbees

Giulia Niccolai

Libro in brossura

editore: Archinto

anno edizione: 2018

pagine: 141

Un bimbo trova in spiaggia un vecchio Nokia ed esclama «nonna». Un bancomat decide di erogare duecentocinquanta euro in pezzi da dieci. Un'impiegata delle poste e una dottoressa esibiscono lo stesso fastidio per i diversi mestieri che fanno. A due anziani che hanno deciso di sposarsi, la burocrazia riserva la kafkiana prepotenza di imporre certificati di «capacità matrimoniale» e di «esistenza in vita». Da piccole cose, grandi riflessioni. "Favole & Frisbees" annodano sguardi sulla vita e pensieri profondi con la magica leggerezza che viene dai molti anni di un lungo transito terreno e dalla capacità di «leggere» i segreti dell'apparenza che viene dalla meditazione buddista. Giulia Niccolai aggiunge altri «racconti» microcosmici alla sua letteratura che incrocia Oriente e Occidente: mirabili post-it su incontri, sorprese, lapsus, cortocircuiti della parola e della mente in cui il «quotidiano assume il make-up del mito». Come nei racconti dei mistici, "Favole & Frisbees" sono costellati del «quasi niente» in cui, nelle cose di ogni giorno, il «fondamentale è indissolubile dall'insignificante». In fondo, anche per Schiller «coincidenze per effetto del caso, sono prove di assoluta evidenza per chi ha una luce nel cuore». Basta averla, quella luce.
14,00 11,90

Storie di un vecchio signore milanese

Giuseppe Barbiano di Belgiojoso

Libro in brossura

editore: Archinto

anno edizione: 2018

pagine: 210

La testimonianza di Giuseppe Barbiano di Belgiojoso attraversa quasi un secolo e tocca pagine fondamentali per la storia di Milano e d'Italia. Nato in un'antica e aristocratica famiglia milanese, l'autore rievoca un'infanzia vissuta negli anni Venti del secolo scorso e un'educazione improntata sui valori della modestia, della frugalità e dell'understatement. Nel libro scorrono le vicende personali dell'autore, dei suoi familiari e dei tempi in cui ha vissuto: gli studi, il regime fascista e la guerra, la monarchia e la repubblica, l'arresto per antifascismo del fratello Lodovico - uno dei maggiori architetti milanesi del Novecento - e il suo ritorno dal campo di concentramento tedesco di Mauthausen, l'esperienza di Giuseppe da consigliere comunale nelle giunte Aniasi e Tognoli, gli anni da vicepresidente del Teatro alla Scala e le tournées nelle più importanti capitali del mondo, il sodalizio con Paolo Grassi, l'attività di uno studio professionale per clienti di una regione che vive di industria, ma non intende voltare le spalle al mondo rurale. La passione per la natura e l'agricoltura e le accurate descrizioni dei ritmi della campagna e della vita dei coloni, dell'allevamento dei bachi da seta nella provincia di Varese e dei paesaggi della pianura padana punteggiati di "alberate" conducono il lettore in un mondo del tutto scomparso nel giro di soli cinquant'anni.
20,00 17,00

Encomio di Elena

Gorgia

Libro in brossura

editore: Archinto

anno edizione: 2018

pagine: 60

La spartana Elena, moglie bellissima di Menelao, ha davvero seguito Paride a Troia di propria volontà o è stata costretta? E se è stata costretta, come sono andate le cose? Gli dèi le hanno offuscato la mente? Paride ha usato la violenza? È stata sedotta da parole ammalianti o le è bastato semplicemente vederlo per abbandonare ogni ritegno? Gorgia, con la sua retorica piena di «effetti speciali» conduce un serrato ragionamento sulle possibili cause della fuga di Elena da Sparta sollecitando il lettore a interrogarsi su temi che sono tuttora di grande interesse: dove comincia e dove finisce la responsabilità che abbiamo sulle nostre azioni, quali sono i condizionamenti che subiamo quando facciamo una scelta, in che misura le parole che ascoltiamo e le percezioni dei sensi che sperimentiamo hanno la capacità di forgiare le nostre opinioni e orientare le nostre decisioni? Questo e molto altro ancora in un testo affascinante passato alla storia per la sua prosa d'arte, e per le folgoranti riflessioni sulla magia della parola e sui suoi potenti effetti.
12,00 10,20

Il 30 febbraio. E altre curiosità sulla misurazione del tempo

Olivier Marchon

Libro in brossura

editore: Archinto

anno edizione: 2018

pagine: 175

Lo sapevate che è esistito un 30 febbraio 1712 in Svezia? Che, al contrario, alle isole Samoa, il 30 dicembre 2011 è stato soppresso? Che alle isole Diomede, nel Pacifico, si può «vedere» il domani e «guardare» l'ieri? Che la Francia s'è allineata all'ora tedesca nel 1940, per non cambiare più? Che Teresa d'Avila è morta nella notte tra il 4 e il 15 ottobre 1582? Il tempo infatti è come l'aria che si respira: invisibile ed impalpabile. E se oggi questa misurazione obbedisce a delle regole rigorose che ci sembrano evidenti, queste sono però lontane dall'essere perfette, universali ed immutabili... In questa raccolta di brevi storie ricche di aneddoti, Olivier Marchon ci guida all'interno della misurazione del tempo e delle sue bizzarrie, attraverso una moltitudine di calendari e di misure orarie esotiche, frutti di una scienza esatta a contatto con un mondo che non lo è.
20,00 17,00

Amici pittori. Da Guttuso a Morlotti

Dante Isella

Libro

editore: Archinto

anno edizione: 2018

pagine: 200

A dieci anni dalla scomparsa (dicembre 2007) di Dante Isella, vede la luce questo libro che risponde a un progetto da lui già delineato con precisione. Sono qui raccolti gli interventi dedicati dal grande filologo a «testi» figurativi, ma non solo, di artisti amici: tutti compagni di viaggio per tratti di vita più o meno lunghi, con cui Isella aveva instaurato un dialogo ricco di suggestioni reciproche, in una comune tensione verso valori condivisi. «Sono tutti scritti su artisti a lui contemporanei, quasi che il referto del critico fosse sempre e necessariamente accompagnato - come infatti avviene qui di regola - da un incontro umano» (così Pier Vincenzo Mengaldo nella sua nota introduttiva): Morlotti, Guttuso, Francese, Della Torre, Broggini, Valenti, Negri, Guccione, ecc. sono le presenze amiche colte nel farsi del proprio lavoro, attraverso una «lettura» in cui «Isella ha saputo far proprio il meglio del linguaggio della critica d'arte, e forse soprattutto di Roberto Longhi». Prefazione di Pier Vincenzo Mengaldo.
15,00 12,75

Proust contro Cocteau

Claude Arnaud

Libro in brossura

editore: Archinto

anno edizione: 2017

16,00 13,60

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