Donzelli
Le buone abitudini. L'approccio culturale ai problemi dello sviluppo
Matteo B. Marini
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 277
Prosperità e buongoverno: chi non li vorrebbe? È giudizio condiviso che nel mondo siano merce rara. Ma c'è grande discussione a proposito dei fattori che li determinano e che servirebbero a replicarli. Da qualche anno ha preso sempre più forza la visione dello sviluppo economico come processo culturale: gli economisti hanno abbandonato certe loro granitiche convinzioni, includendo nella propria visione del mondo importanti fattori non economici (come l'efficienza della pubblica amministrazione, il ruolo delle istituzioni locali, la certezza del diritto). Le resistenze a un simile approccio continuano tuttavia a essere molto forti: non è un caso che le politiche di sviluppo finanzino quasi esclusivamente le infrastrutture o gli incentivi agli investimenti privati, mentre solo una quota irrisoria sia destinata alla formazione professionale e alla ricerca tecnologica; per non parlare della totale assenza di programmi finalizzati a lavorare sulla mentalità delle popolazioni coinvolte nei progetti di sviluppo. Questo libro cerca di fare luce su una questione così controversa, raccogliendo i saggi più importanti e autorevoli pubblicati negli ultimi vent'anni in tema di "cultura & sviluppo" e facendoli interagire con le ricerche che l'autore conduce da tempo sulle "buone abitudini", vale a dire sulle convinzioni, gli atteggiamenti e i valori ideali che sono risultati funzionali alla prosperità e al buongoverno a qualsiasi latitudine e longitudine siano stati applicati.
Storia della Repubblica. L'Italia dalla Liberazione ad oggi
Guido Crainz
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: VIII-400
Settant'anni di storia: un percorso intenso e tormentato, intriso di speranze e di delusioni, di traumi profondi e di mutamenti inavvertiti. Un percorso cui attingere più che mai, questo è il senso del libro, nei disorientamenti dell'oggi. Nel disagio per il nostro presente. Nell'incombere di scenari internazionali che alimentano le inquietudini del nuovo millennio. Quanto siamo cambiati nei settant'anni della Repubblica? Come sono venuti a confliggere, nel loro scorrere, modi diversi di essere italiani? Come si è passati dalla società sofferente e vitale del dopoguerra, capace di risollevarsi dalle macerie di un regime e dalle devastazioni di un conflitto mondiale (e protagonista poi di uno sviluppo straordinario), all'Italia spaesata di oggi? In un unico sguardo tutte le stagioni della nostra vicenda repubblicana, nel succedersi di scenari sociali e politici, culture, generazioni: il dopoguerra, intenso e tormentato; le trasformazioni, le speranze e le disillusioni del "miracolo economico"; le tensioni e gli umori degli anni settanta, non riducibili al dilagare di conflitti e terrorismi; la grande mutazione degli anni ottanta, vera origine dei processi successivi. Sino agli ultimi vent'anni: la bufera di Tangentopoli, il crollo del precedente "sistema dei partiti" e la lunga stagione di Berlusconi, con corposi segni di un più generale declino civile; l'urgenza e al tempo stesso l'estrema difficoltà di invertire la deriva.
Peplum. Il cinema italiano alle prese col mondo antico
Francesco Di Chiara
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 200
Fin dagli albori del cinema, l'antichità greco-romana ha sempre rappresentato una fonte inesauribile di storie e temi a cui attingere, un serbatoio di avventure, personaggi e peripezie che attendevano solo di essere rappresentati sul grande schermo. I primi film di questo genere, chiamato "peplum" dalla critica francese (dal termine che indica la veste femminile in uso presso le donne greche fino al VI secolo a.C), escono negli anni dieci, ma il periodo di maggiore fioritura inizia nel secondo dopoguerra, per toccare l'apice tra la fine degli anni cinquanta e le ultime fasi del boom economico. Il peplum diventa così uno dei generi quantitativamente più rilevanti della produzione del cinema italiano. Per descrivere la fortuna ondivaga di queste produzioni viene spesso utilizzata la metafora del fiume carsico, ma il peplum si rivela essere un campo di tensioni che attraversano con intensità variabile l'intera storia del cinema, modulandosi in forma diversa a seconda delle epoche e delle necessità. Esso diviene di volta in volta veicolo di promozione culturale del mezzo cinematografico, luogo di mediazione tra le istanze della società dei consumi e le radici della cultura nazionale, oppure scenario metaforico in cui ambientare satire del costume contemporaneo. Utilizzando metodologie di ricerca differenti, dagli studi culturali all'analisi dei modi di produzione, dall'esame della dimensione intermediale a un approccio transnazionale, questo lavoro indaga il ruolo svolto dalla rappresentazione dell'antichità...
Democrazia. Storia di un'idea tra mito e realtà
Massimo L. Salvadori
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2016
pagine: 507
La democrazia - il potere, il governo, la sovranità suprema del popolo - ha sempre costituito, dalla Grecia antica in poi, un problema: circa il modo di intenderla, le sue possibilità di attuazione, i suoi lati positivi o negativi, il suo essere soprattutto un mito o anche una realtà. Dal Settecento in avanti non sono mai venute meno le aspre divisioni che hanno contrapposto i fautori della democrazia diretta ai sostenitori della democrazia rappresentativa. In queste pagine, uno dei maggiori storici della politica ci consegna un'opera con un duplice intento: da un lato ricostruire la storia del pensiero dei grandi filosofi politici classici - dall'età di Pericle a quella contemporanea - sul tema della democrazia e sui suoi dilemmi, dall'altro offrire una serie di riflessioni sui limiti e persino gli stravolgimenti che la sovranità popolare in quanto mito, potente ideologia, progetto astratto, ha conosciuto e non poteva non conoscere nelle sue molteplici attuazioni.
Sul buono e sul cattivo uso dei bronzi di Riace
Salvatore Settis, Maurizio Paoletti
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: XIII-116
I Bronzi scoperti nel 1972 al largo delle coste della Calabria rappresentano un esempio nobile e sublime di quel "saccheggio del passato" che si svolge sotto i nostri occhi e di cui siamo non solo spettatori, ma sempre più spesso anche attori e inconsapevoli protagonisti. Dopo i fumetti, le pubblicità e gli spot turistici, il successo mediatico dei Bronzi richiede di essere guardato da una nuova prospettiva. I saggi raccolti in questo volume mescolano l'ironia e le amare riflessioni su un caso di studio esemplare, proponendo qualche suggerimento sulla strada da seguire per valorizzare le due celebri statue, rarissimi originali greci in bronzo del V secolo a.C., vanto del Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria. Il primo cattivo uso dei Bronzi di Riace è stato fatto dagli archeologi, che si sono mostrati riluttanti a dialogare con un pubblico desideroso di condividere le conoscenze che sono proprie degli specialisti della grande arte antica. Altrettanto grave appare poi il fallimento delle istituzioni nazionali e locali, che a lungo sono state incapaci di scelte coraggiose e si sono dimostrate invece pronte a sfruttare la "fama" dei Bronzi per scopi spesso discutibili.
La sociologia in esilio. Gino Germani, l'America Latina e le scienze sociali
Ana A. Germani
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: 240
In questa biografia intellettuale, Ana Alejandra Germani ripercorre la vita del padre Gino, uno dei massimi sociologi del Novecento. Costretto alla fine degli anni Trenta a fuggire dall'Italia per sottrarsi alle persecuzioni del regime fascista, Germani trovò rifugio con la sua famiglia in Argentina, dove completò gli studi e in pochi anni riuscì a conquistarsi una posizione di rilievo nel mondo scientifico latinoamericano, portando avanti, nel contempo, la sua attività antifascista. Nonostante l'autorevolezza che in pochi anni aveva acquisito a livello internazionale, Germani incontrò non poche resistenze da parte del mondo accademico, a causa delle analisi che aveva dedicato al fenomeno del peronismo e della sua battaglia per una sociologia fondata su basi empiriche. A metà degli anni sessanta fu chiamato a insegnare all'Università di Harvard. Dieci anni più tardi, ormai all'apice della carriera, il suo "doppio esilio" si concluse con il rientro in Italia, ma egli continuò fino agli ultimi giorni della sua vita a tessere una rete di rapporti scientifici che univa le due sponde dell'Atlantico. Attraverso documenti inediti e testimonianze di intellettuali, il volume restituisce il clima politico, sociale, economico e culturale dei due continenti in cui è maturata l'esperienza umana e professionale di Gino Germani, il "commesso viaggiatore della sociologia", come lui stesso amava definirsi. Presentazione di Paolo Marzotto, prefazione di Torcuato Di Tella.
Divi. La mascolinità nel cinema italiano
Jacqueline Reich, Catherine O'Rawe
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: 152
Il divismo cinematografico nasce in Italia con le favolose dive del cinema muto: ma come nasce e cosa significa il divo? Qual è il rapporto che si instaura fra la star maschile e la mascolinità italiana? Questo volume esamina lo sviluppo del fenomeno dal periodo muto al cinema contemporaneo, offrendo una lettura dei vari modi in cui la star maschile è stata interpretata dagli inizi del Novecento fino a oggi. Nella prima parte del libro le autrici tracciano il contesto storico, sociale e industriale in cui i divi si collocano, e presentano i principali approcci teorici necessari per interpretarli attraverso la semiotica, lo studio dei generi, dello stile di recitazione e della produzione culturale dei fan. In quest'ottica, grande attenzione è dedicata ad aspetti solitamente trascurati, come il rapporto tra divi e audience, il ruolo di quest'ultima nel definire l'immagine della star, nonché la trasformazione e la diffusione del fenomeno divistico grazie ai media digitali. All'analisi teorica si accompagna, nella seconda parte del volume, un approfondimento del divismo tramite l'esame di alcune figure esemplari di star che coprono un ampio arco temporale e un vasto spettro di generi cinematografici: dalle star del muto, Bartolomeo Pagano ed Emilio Ghione, a quelle del cinema tra le due guerre, con Vittorio De Sica e Amedeo Nazzari, dal divo neorealista Raf Vallone ai divi della commedia all'italiana e del cinema impegnato...
La valle delle farfalle. Testo danese a fronte
Inger Christensen
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: 63
Inger Christensen (1935-2009) è una figura centrale nella poesia danese del Novecento, con una produzione che le è valsa più volte la candidatura al Nobel per la letteratura e di cui "La valle delle farfalle", sua ultima opera, è considerata il vertice. Finora inedita in italiano, è presentata nella traduzione firmata da Bruno Berni, che con Inger Christensen ha intrecciato un fitto dialogo proprio sulle scelte e la lavorazione di questa versione. Ad accompagnare "La valle delle farfalle", un altro componimento della scrittrice danese, la "Poesia sulla morte".
Scusate il ritardo. Una proposta per il Mezzogiorno d'Europa
Gianni Pittella, Amedeo Lepore
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: IX-283
Si può colmare, il "ritardo" del Sud? Si possono concepire i suoi problemi in termini di concreta ricerca delle soluzioni? O si deve pensare al "divario" come a una irremissibile condanna? Dopo decenni di discussioni stanche e ripetitive, declinatesi via via in tono minore, cui ha corrisposto una sostanziale paralisi nella elaborazione di progetti e iniziative, il dibattito sulle condizioni del nostro Mezzogiorno sta assumendo auspicabilmente, in questa fase, caratteri più concreti. Alle storiche contrapposizioni tra meridionalismo classico e neomeridionalismo, o tra intervento "dall'alto" e intervento "dal basso", sembra possibile sostituire una visione di sintesi più operativa. Si tratta di indicare i filoni fondamentali di un disegno di sviluppo che riguardi quelle dotazioni economiche e civili di cui il Sud ha più che mai bisogno. Questo volume è il frutto della collaborazione tra due personalità che hanno condotto esperienze impegnative in campi diversi, ma che si sono ritrovate in una interpretazione innovativa del Mezzogiorno, della sua evoluzione e delle sue prospettive. Prefazione di Matteo Renzi.
La Sardegna contemporanea. Idee, luoghi, processi culturali
Libro: Libro rilegato
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: XXI-745
Gli studi sulla Sardegna contemporanea hanno vissuto negli ultimi venti anni una stagione di grande vivacità: un sempre più diffuso approccio interdisciplinare e l'applicazione di nuovi punti di vista e metodologie, come quelli degli studi culturali, hanno consentito la realizzazione di numerose ricerche innovative. Anche attraverso questi lavori ha ottenuto nuova linfa e assunto un nuovo spessore il dibattito sull'identità, tema divenuto centrale per gli studi sulla Sardegna. Questo volume nasce quindi dall'esigenza di elaborare una sintesi dello stato dell'arte, proponendosi come punto di riferimento per capire la Sardegna di oggi. I curatori hanno scelto di adottare una prospettiva di lungo periodo, che dall'Ottocento proietta l'isola nella contemporaneità, e inserisce in una prospettiva storiografica anche gli avvenimenti più recenti. Diviso in sei parti e realizzato seguendo un approccio interdisciplinare che coinvolge antropologi, storici, demografi, sociologi, statistici, geografi sociali, linguisti e studiosi di letteratura, il libro affronta problematiche relative all'economia, alla cultura, alla demografia e alla politica, restituendo un quadro articolato della Sardegna contemporanea.
Tutte le fiabe. Prima edizione integrale 1812-1815
Jacob Grimm, Wilhelm Grimm
Libro: Libro rilegato
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: 704
Quando i fratelli Grimm pubblicarono per la prima volta i loro due volumi di Fiabe del focolare, tra il 1812 e il 1815, non immaginavano che storie come Cappuccetto Rosso, Raperonzolo o Hänsel e Gretel sarebbero diventate le più famose al mondo. Eppure, quasi nessuno oggi conosce le fiabe contenute in quei due primi volumi, poiché nei successivi quarant'anni i Grimm misero in piedi un cantiere che sfornò altre sei edizioni, fino all'ultima del 1857, ognuna diversa per contenuti e stile. Questo volume riporta alla luce per la prima volta in traduzione italiana le 156 storie originarie raccolte dai Grimm duecento anni fa: più vicine al sentire del popolo, e dunque dirette, quasi teatrali, adatte insomma ad essere lette ad alta voce, proprio come i fratelli le trascrissero da raccontatrici e raccontatori, ascoltandoli accanto al focolare, in giardino, nei momenti di riposo dei giorni di festa. I Grimm spalancano davanti ai nostri occhi tutto un mondo sprigionato dalla fantasia e dalla tradizione orale, tramandato di bocca in bocca per secoli, e messo per la prima volta nero su bianco dai due pazienti e appassionati fratelli. È dunque con questa raccolta che essi diedero vita al mondo delle fiabe così come noi oggi lo conosciamo, ricco e luccicante nelle vesti sfarzose di re, principi, regine e principesse, ma anche misero eppure autenticamente vivace nel popolo di pescatori, minatori, contadine, sempliciotti e astuti... Età di lettura: da 6 anni.
La critica come critica della vita. La letteratura e il resto
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2015
pagine: 127
La critica letteraria può essere anche critica della vita? È questo l'interrogativo, lanciato da Massimo Onofri, che anima la discussione ospitata nel volume. Nel saggio di apertura Onofri teorizza un'idea di critica letteraria come critica della cultura, della società e, in una parola, della vita, a partire da una ragione laica, aperta e spregiudicata, autorevole ma sempre in difetto di conoscenza. Un'idea per la quale di conseguenza il critico letterario si distingue da uno studioso e da un recensore per essere un critico della vita attraverso la letteratura e un critico della letteratura attraverso la vita. Alcune tra le più autorevoli voci contemporanee fanno qui il punto sullo stato dell'arte della critica letteraria, partendo dalle sue radici antropologiche e filosofiche per riflettere sui concetti di impegno e democrazia, di giudizio di valore e di canone, di vita e di senso comune cui la critica militante è costitutivamente e imprescindibilmente legata, laddove questa resta, nonostante tutto, l'unica forma di resistenza a un totalitarismo, quello della teoria, che ha provato a cancellare, nel nome del metodo e della scienza, i diritti del lettore in carne e ossa; e al contempo l'unica possibilità dell'uomo e del cittadino per uscire dal suo stato di minorità.


