LIM
Decoding Rameau. Music as the sovereign science. A translation with commentary of Code de musique pratique and Nouvelles réflexions sur le principe sonore (1760)
Mark Howard
Libro
editore: LIM
anno edizione: 2016
pagine: XXV-653
Presentazione di Robert Zappulla.
La vita e l'opera di Stefano Pavesi
Aldo Salvagno
Libro
editore: LIM
anno edizione: 2016
pagine: XXI-693
La prima monografia dedicata a Stefano Pavesi (Casaletto Vaprio, 1779 – Crema, 1850), scritta dal maestro Aldo Salvagno, colma un vuoto negli studi dedicati al compositore cremasco vissuto nel periodo di interregno tra Cimarosa e Rossini. Pavesi studia musica prima a Crema presso la cappella della Cattedrale, poi a Napoli. Lavora in seguito a Venezia, dove mette in scena la sua prima opera, e a Crema, dove diviene maestro di cappella della Cattedrale. Nel frattempo le sue opere vengono rappresentate nei principali teatri italiani ed esteri. Il volume si articola in cinque parti dedicate alla biografia del compositore, all’analisi stilistica della sua produzione, alla fortuna delle sue opere, al catalogo delle sue composizioni e all’epistolario con Gaetano Melzi. Chiudono il libro una serie di appendici e tavole cronologiche delle sue opere divise per teatro, interprete, città italiane ed europee e la bibliografia.
Il concerto per due violini di J. S. Bach nelle incisioni del trio Reinhardt, South, Grapelli. Ediz. italiana, inglese e francese
Vincenzo Caporaletti, Benjamin Givan
Libro: Libro rilegato
editore: LIM
anno edizione: 2016
pagine: V-184
Le due versioni del primo Movimento del Concerto in Re Minore per Due Violini (BWV 1043), registrate a Parigi nel 1937 ad opera dei violinisti Eddie South, Stéphane Grappelli e dal chitarrista Django Reinhardt, sono tra le prime documentate versioni jazzistiche di composizioni bachiane. Queste registrazioni documentano non solo un'ibridazione di generi musicali, ma anche l'incontro fra tre musicisti di diversa nazionalità e identità etnica: South era un afro-americano, Grappelli un francese di origine italiana e Reinhardt, originario del Belgio, un rom di etnia Manouche. La loro collaborazione identifica una fluida e complessa interrelazione tra i rispettivi retroterra sociali e la loro musica, difficilmente compatibile con i piuttosto rigidi criteri attraverso cui istanze etniche e culturali sono state sinora teorizzate nel discorso critico sul jazz. In questo volume le registrazioni discografiche sono state completamente trascritte in notazione, disponibili sia per un utilizzo performativo sia musicologico/analitico. Introduzione di Laurent Cugny.
Le messe dei Gonzaga. Musiche della cappella di Santa Barbara in Mantova. Volume Vol. 4
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2016
pagine: CLVIII-470
A distanza di più di sessant'anni dalla pubblicazione, a cura di Knud Jeppesen, delle cosiddette 'Messe di Mantova', composte dal Palestrina tra gli anni 1577-1579 su commissione del Duca Guglielmo Gonzaga per la particolare liturgia in uso in Santa Barbara, esce ora questa nuova, aggiornata edizione critica dei lavori palestriniani, con una introduzione arricchita da aspetti storici, teorici ed estetici, corredati di numerosi documenti. Si tratta di messe a 5 voci, di genere 'alternatim', basate sui canti fermi del Kyriale appositamente fatti comporre dal Duca mantovano per la particolare liturgia in uso in Santa Barbara. Nel volume sono comprese anche due messe non presenti nella pubblicazione precedente: la Missa in dominicis diebus e la Missa Dominicalis. Riprendere con approfondimenti questo corpus così ampio e ricco ha confermato e reso ancora più chiare le parole che Jeppesen ha scritto concludendo l'introduzione alla sua edizione: «queste messe rappresentano, per così dire, l'Arte della fuga del Palestrina. Per la loro mirabile maestria, mai degradata a puro tour de force, esse costituiscono oggetto di studio indispensabile del contrappunto del Cinquecento: per la loro elevata e severa bellezza come ultimo risultato di problemi vittoriosamente risolti, esse serberanno il loro posto nelle opere del maggiore tra tutti i compositori di Messe».
L'invenzione della fonologia musicale. Saggi sulla musica elettronica sperimentale di Luciano Berio e Bruno Maderna
Luca Cossettini, Angelo Orcalli
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2016
pagine: XII-198
L'invenzione della ‘fonologia musicale' ambiva a coniugare una teoria strutturale della lingua con l'ordine del continuo sonoro operante nella musica elettronica. L'ambiguità del binomio, derivante dallo scambio tra il dominio fisico-naturalistico della fonetica e la dimensione linguistico-strutturale, non fu allora avvertita come un impedimento teorico. Anzi, l'espressione 'fonologia musicale' fu scelta dalla direzione RAI nel 1955 per denominare il nuovo Studio radiofonico di Milano. Una ricerca pluriennale del Laboratorio MIRAGE sulle fonti audio e sui fondamenti scrittorî della musica elettronica ha messo in evidenza come Bruno Maderna e Luciano Berio, ricorrendo all'interazione retroattiva uomo-macchina, abbiano di fatto superato la natura anfibologica del connubio fonologia/musica. Nell'esperimento Thema (Omaggio a Joyce) Berio mette in atto un processo di regressione per far convergere lingua e musica a livelli precostituivi il linguaggio organizzato. Diversamente, in Dimensioni II / Invenzione su una voce e poi in Hyperion, Tempo libero, Ages, Maderna usa la tecnologia del nastro magnetico per creare varianza e complessità, riaffermando, anche nella dimensione elettronica, l'identità: composizione = esecuzione = interpretazione. L'analisi dei processi di feedback messi in atto dai due compositori allo Studio milanese ha consentito di raggiungere una formalizzazione della prassi compositiva, modellandola sulla formula canonica del mito. Seguendo questa intuizione di Claude Lévi-Strauss gli autori del volume concludono che il vero mito fu l'invenzione stessa della fonologia musicale, fucina mitopoietica che pretese, talvolta riuscendovi, di creare esperienze musicali mai tentate dagli altri Studi.
Ginevra e il cardinale. Libretti italiani da Salieri a Ponchielli
Camillo Faverzani
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2016
pagine: XXIII-460
Il presente lavoro include ventun saggi sulla librettistica. Strutturato in quattro parti, studia l'operistica italiana tra Salieri e Ponchielli, e prende in considerazione le realizzazioni dei maggiori librettisti da fine Settecento a primo Novecento (Rossi, Schmidt, Tottola, Romanelli, Romani, Cammarano, Piave, Gilardoni, Golisciani, Illica) per la musica di Mayr, Paër, Manfroce, Orlandi, Pacini, Mercadante, Donizetti, Verdi e Franchetti. Mozart, Rossini, Bellini e Puccini vengono pure trattati indirettamente. L'analisi è condotta soprattutto nell'intento riabilitare il libretto d'opera, restituendogli il valore letterario adeguato, pur senza perdere di vista la forma eterogenea del melodramma (testo poetico, partitura musicale, rappresentazione drammatica, interpretazione canora, scenografia, costumistica).
L'Eridano e la Dora festeggianti. Le musiche e gli spettacoli nella Torino di antico regime
Alberto Basso
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: LIM
anno edizione: 2016
pagine: XXXIV-1250
«Scopo primario del mio nuovo lavoro – escludendo in partenza quasi del tutto analisi e considerazioni critico-estetiche – è stato quello di portare a conoscenza del pubblico e degli studiosi in particolare una documentazione sufficientemente appropriata a ben illuminare l'argomento, utilizzando, per quanto era possibile, le fonti archivistiche, le pubblicazioni del tempo antico, molte delle quali di rara consultazione o addirittura mai prima considerate e – ovviamente – tenendo nel debito conto i risultati delle ricerche effettuate dai cultori della materia, non necessariamente qualificabili come musicologi. Mi auguro di avere fornito, in tal modo, uno strumento utile anche per avviare una ricerca approfondita anche sulle musiche prodotte dai compositori, non solamente di estrazione locale, ma anche da quelli chiamati a operare in Torino e per Torino». (Alberto Basso)

