LIM
Gli Ardemanio e la musica in Santa Maria della Scala
Marina Toffetti
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2005
pagine: XVI-303
Questo indaga su due singolari figure della musica e della cultura milanese della prima metà del Seicento, i fratelli Giovanni Battista e Giulio Cesare Ardemanio. Il primo fu musico, suonatore di viola e maestro di coro, dal multiforme ingegno; il secondo ci ha lasciato testimonianza della sua opera di compositore nelle musiche stampate a noi pervenuteci. Gli Ardemanio svolsero attività musicale presso la chiesa di Santa Maria della Scala, e ciò consente di soffermarsi sull’organizzazione della pratica musicale presso questa importante chiesa collegiata.
Il codice Alfa.M.5.24. Studio introduttivo di Anne Stone
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: LIM
anno edizione: 2005
pagine: 171
Benedetto Binago e il mottetto a Milano
Daniele Torelli
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2005
pagine: 252
La biografia di Benedetto Binago ricostruita attraverso le testimonianze giunte sino a noi fino all’apice della sua carriera quando diventa maestro di cappella presso la collegiata milanese di Santa Maria della Scala. In appendice la trascrizione di alcuni mottetti inediti.
Vespro a Cappella della beata Vergine e mottetti concertati. Opera Ottava (1678)
Isabella Leonarda
Libro: Libro in brossura
editore: LIM
anno edizione: 2005
pagine: XV-136
Costruzione e commercio di strumenti musicali nelle botteghe milanesi dell'Ottocento
Gianna Melloni
Libro
editore: LIM
anno edizione: 2005
pagine: IX-122
«Vo triste tacito». Le peregrinazioni di Giovanni Battista Viotti
Rosy Moffa
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: LIM
anno edizione: 2005
pagine: XI-118
L’incipit di una delle poche pagine vocali, la canzonetta Vo triste tacito, che il «timido» Viotti predispose, molto probabilmente su parole proprie, bene si adatta a ritagliare la figura del maggiore dei compositori dell’antico Piemonte. Malinconico per natura, portatore di quella melancholia che, per essere propria dei grandi uomini (lo diceva già Aristotele) è privilegio e non limite o malattia della natura umana, Viotti visse molta parte della sua esistenza come un viandante, quasi peregrinando da un luogo all’altro per onorare la sua professione, ma anche perché vittima, ingiustamente sacrificata, dei tragici e dolorosi eventi del suo tempo.

