Longo Angelo
Il lettore di provincia. Volume 148
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 120
Un libro ravennate di spiritualità monastica dell'inizio del secolo VIII nell'Archivio storico diocesano di Ravenna-Cervia
Gabriele Sarti
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 176
La cultura scritta ravennate dell'Alto Medioevo è conosciuta per il Liber pontificalis di Agnello, per i documenti su papiro o pergamena (secc. V-X), per splendidi codici tardoantichi. Meno nota è la vita culturale e la produzione libraria della città nei primi secoli del medioevo. Un contributo inedito per questo specifico ambito cronologico è offerto dal presente volume. La sezione introduttiva presenta i tesori in parte ancora da indagare custoditi dall'antichissimo Archivio Arcivescovile e il contesto storico-culturale di Ravenna fra VII e VIII secolo. Il lettore è poi guidato, attraverso uno studio monografico complessivo, a conoscere gli aspetti esterni e interni di un piccolo codice latino antico, databile al 700 circa, di cui si dimostra l'origine ravennate. Il manoscritto, se pur con lacune, tramanda due scritti inediti di autore ignoto e una selezione di detti dei padri del deserto egiziano nella traduzione dal greco in latino di un dotto diacono romano, futuro papa Pelagio I (556-561); costituisce pertanto un testimone di straordinario valore della circolazione libraria fra Roma e Ravenna fra VI e VII secolo. Il prezioso cimelio - qui riprodotto parzialmente in sedici tavole a colori - è integralmente trascritto, tradotto in italiano e corredato di un ampio commento codicologico, paleografico e linguistico.
Scritti danteschi
Michelangelo Picone
Libro: Copertina rigida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 784
Sono raccolti in questo volume tutti i principali scritti su Dante di Michelangelo Picone (1943-2009), ad eccezione delle letture comprese nella Lectura Dantis Turicensis da lui curata assieme a Georges Güntert (2000-2002) e dei saggi racchiusi nei volumi Vita nuova e tradizione romanza (1979) e Percorsi della lirica duecentesca. Dai Siciliani alla Vita nova (2003). La vasta materia è organizzata in sei ampie sezioni: Vita Nova e Rime; Dante e la cultura classica e mediolatina; Dante e la cultura francese e provenzale; Studi sulla Commedia; Studi di storia della critica dantesca; e Studi sulle opere di dubbia attribuzione (Fiore e Detto d'Amore). I saggi sono stati scritti in un arco di tempo compreso tra il 1974 ed il 2008: trentaquattro anni di indagini appassionate e di scavo profondo su tutti gli aspetti dell'opera dantesca. Gli studi danteschi costituiscono la voce prioritaria della sua vastissima bibliografia. Dante fu sicuramente l'autore prediletto da Picone e, accanto a lui, Boccaccio e Petrarca, di cui la casa editrice Angelo Longo ha pubblicato i fondamentali Lecturae Petrarcae Turicensis. Il Canzoniere: lettura micro e macrotestuale (2007) e Boccaccio e la codificazione della novella (2008). Esce ora questo terzo, basilare volume curato da Antonio Lanza, che di Picone è stato uno degli amici più stretti. Di Dante, Michelangelo Picone va considerato uno dei massimi interpreti degli ultimi cinquant'anni, come dimostra la quantità sterminata di letture illuminanti di canti, di note acutissime e di saggi esemplari che gettano nuova luce sull'opera dantesca. In particolare, i suoi studi sull'intertestualità dantesca e sui rapporti con i classici (soprattutto con Ovidio), con la tradizione culturale mediolatina, provenzale, francese antica e italiana dugentesca e trecentesca hanno fatto scuola e costituiscono un punto di riferimento essenziale per chiunque voglia studiare Dante in maniera approfondita e metodologicamente aggiornata.
La poetica dell'affetto. Estetica religiosa nella «Divina commedia»
Fortunato Trione
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 320
«Tu mi seguirai con l'affezione», chiede San Bernardo a Dante alle soglie dell'ultimo canto del “Paradiso”. Che significa seguire qualcuno con l'affezione? Questa è la domanda alla quale “La poetica dell'affetto” cerca di rispondere. L'affetto è una conoscenza di natura particolare che mira a trasmettere non solo un contenuto astratto ma un'intera condizione esistenziale. Il fine della conoscenza affettiva è infatti arrivare a condividere la stessa esperienza nella quale la guida, il maestro e l'amante vivono. Si intraprende allora il viaggio nella “Divina Commedia” insieme al pellegrino dantesco perché, come lui, ci si sente incompleti e smarriti, alla ricerca di un incontro che possa generare quella trasformazione interiore della quale si va in cerca con tutto il cuore. “La poetica dell'affetto” è uno studio dell'affectus medievale nei termini pratici e vitali che la “Commedia” insegna, ma che ha le sue radici nelle due grandi guide spirituali di Dante, San Tommaso e San Bernardo. Attraverso uno studio del significato dell'affetto nei due dottori della Chiesa, il viaggio dantesco si rivelerà come un viaggio dagli affetti carnali a quelli spirituali. Dante ci insegna che il significato di una vita si decide nella misura in cui si dà e si riceve affetto, e questo è possibile solo a contatto diretto con le anime dalle quali imparare o rifiutare il modo giusto di vivere e sentire. L'affetto è così un principio di scrittura e di azione, e la “Commedia” un'opera di pratica morale e spirituale che consente di arrivare alla formulazione di una poetica: la poetica dell'affetto. Prefazione di Domenico Pietropaolo.
Bindo Giacomo Caletti e il suo tempo. Cooperazione
Luigi Martini
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 320
Bindo Giacomo Caletti, un cooperatore e un socialista non sempre tenuto nella dovuta considerazione dalla storiografia, eppure grande protagonista del suo tempo. Con la rivisitazione del suo ruolo di dirigente, che prende avvio nel 1899 per concludersi nel 1965, il testo ripercorre oltre sessant'anni di storia del movimento cooperativo e del partito socialista ravennati: lo stretto rapporto di Caletti con Nullo Baldini, la ricerca di un incontro unitario e i contrasti che egli ebbe con il movimento repubblicano; quindi l'avvento del fascismo e il suo ritrarsi temporaneo dalla vita politica, poi la sua partecipazione diretta al movimento di liberazione e alla rinascita del Psi, il ruolo di protagonista che esercitò nella ricostruzione della vita democratica ravennate, la collaborazione e le divergenze con il partito comunista, infine la sua elezione a presidente della provincia di Ravenna. Attraverso la sua vicenda personale si entra dentro la vita stessa delle classi lavoratrici e nel loro percorso di crescita ed emancipazione, per i quali Caletti spese la propria esistenza. Uno studio su più registri, offerto a quanti desiderano comprendere la complessità della vita politica e sociale in provincia di Ravenna nel corso del XX secolo. Nota introduttiva di Lorenzo Cottignoli e Alessandro Luparini.
Benvenuto da Imola. Lettore degli antichi e dei moderni
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 302
Le ragioni storiche che hanno portato il maestro Benvenuto da Imola a farsi “lettore degli antichi e dei moderni” sono da ricercare soprattutto in quella rinascita di interesse per la poesia – e per la cultura in generale – che caratterizza il primo Trecento, con un moto evidente di accelerazione verso la metà del secolo. Proprio in quegli anni Giovanni Boccaccio a Firenze scriveva che Dante nel suo poema aveva abbandonato il latino e scelto il volgare, perché aveva visto «li liberali studii del tutto abandonati, ... e per questo e le divine opere di Virgilio e degli altri solenni poeti non solamente essere in poco pregio divenute, ma quasi da' più disprezzate» (Trattatello, I red.). Ma trent'anni più tardi, forte dell'esperienza di insegnamento a Bologna e a Ferrara, Benvenuto lanciava un ponte con i successi antichi di Virgilio e di Stazio, osservando che «hodie videmus multos avide concurrere ad audiendum libros istorum, si sit aliquis bene legens et inteligens» (Comentum, IV, 48). Quanto a Dante, al quale Petrarca stesso su sollecitazione di Boccaccio aveva riconosciuto «vulgaris eloquentie palmam» (Fam. XXI 15), Benvenuto nel suo inimitabile latino poteva constatare che la Comedìa «tempore meo non erat quasi in predo, nunc non calumniam sibi [al poema!] imponi potest per aliquem, quantumcumque plurimi et plurimi conati fuerint sua velle dicta damnare» (cod. Laur. Ashb. 839). Nella storia, si sa, mutano i gusti e con essi la fortuna dei poeti e dei loro espositori. Dei commenti di Benvenuto ai classici, qualcuno attende ancora di uscire dall'oblìo, altri hanno cominciato a farlo nel Convegno 1989 di Imola di cui questo volume presenta gli Atti. Perfino il commento a Dante, padrone per un secolo nel campo umanistico, «fu spazzato via dal Comento del Landino» (G. C. Alessio), ritrovando solo nel secondo Ottocento, insieme al suo autore, l'alta considerazione che è dovuta ad entrambi.
Romagna monumentale. Domenico Rambelli. un maestro dell'espressionismo italiano. Catalogo della mostra (Faenza, 18 marzo-23 aprile 2017)
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 188
Alla migliore conoscenza del "Rambelli monumentale" intende contribuire questo libro che accompagna il "trittico" delle mostre allestite in Romagna, lungo un itinerario che comincia dalle invenzioni esibite dallo scultore prima a Brisighella e poi a Lugo, e che porta fino a Faenza con il più tardo "omaggio" reso allo scrittore Alfredo Oriani. Sui tre complessi monumentali, con le immagini del fotografo Luca Nostri a restituirci le peculiari valenze plastiche nelle loro cornici ambientali, la pubblicazione riunisce ampia documentazione, partendo dal "corpus" di opere rambelliane (disegni, studi, bozzetti) conservato presso la biblioteca Manfrediana di Faenza e qui presentato per la prima volta esaurientemente catalogato, con l'aggiunta di materiali del tutto inediti, provenienti da collezioni private. Segnalabile è certamente anche la presenza del carteggio rambelliano con gli interlocutori della sua stagione creativa, da Margherita Sarfatti a Ugo Ojetti, da Francesco Balilla Pratella a Filippo Tommaso Marinetti, tratto dall'archivio comunale di Lugo presso la biblioteca Trisi, di cui è stato possibile prendere visione dopo il recente riordino. Agli autori che si sono assunti il compito di illustrare i tre monumenti va il merito particolare di avere ripercorso in modo analitico i processi operativi dello scultore, i suoi procedimenti, e perfino le più minute varianti esecutive. Un'ampia scelta di disegni preparatori caratterizza ciascuna sezione del volume, mentre un lungo inserto di documenti e foto storiche ripercorre decenni di progetti e di scambi epistolari. Prefazione di Antonio Paolucci e introduzione di Orsola Ghetti Baldi.
Letture classensi. Studi danteschi. Volume Vol. 45
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 160
Sommario: "Presentazione" di Michele de Pascale, sindaco di Ravenna; Johannes Bartuschat, "Premessa"; Johannes Bartuschat, "L'esilio di Dante nella cultura francese dell'Ottocento"; Stefano Prandi, "Il tema dantesco dell'esilio nella poesia italiana del Novecento"; Maria Cristina Fumagalli, "L'esilio di Dante e Derek Walcott"; Igor Candido, "L'esilio di Dante nella letteratura inglese e americana tra Otto e Novecento (Con una premessa storica al Dante dei Puritani)"; Dennis Looney, "L'esilio di Dante nella cultura afroamericana"; Lino Pertile "«Nel tempio del suo voto riguardando»: Dante nell'Empireo".
L'Alighieri. Rassegna dantesca. Volume 48
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 171
La Rassegna dantesca è stata fondata da Luigi Pietrobono e diretta da Saverio Bellomo, Stefano Carrai e Giuseppe Ledda.
Lectura dantis bononiensis
Benvenuto da Imola
Libro: Libro rilegato
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 735
Nell'Italia del Trecento la diffusa Commedia di Dante Alighieri divenne presto un cult che tutti avevano a portata d'orecchio e di memoria, ma non potè fare a meno di tenersi dietro una ridda naturale di difficoltà di comprensione: arduo per scelta, il poema dell'arrabbiato esule fiorentino si presentava all'attenzione del mondo bisognoso di chiarificazioni che ne illustrassero i contesti, i significati e gli indecifrabili sottintesi, appassionante nella sua carica ma depotenziato senza una spiegazione esauriente. Era nato un classico, ma dovevano entrare in azione i promotori di una sua effettiva valorizzazione, gli uomini in grado di soddisfare le esigenze indicate. Dopo mezzo secolo di esperimenti interpretativi giunse l'intervento di un grande esperto di classici, Giovanni Boccaccio, il primo a parlare di Dante a un pubblico, e subito dopo l'analoga iniziativa di un professionista di classici, il docente per mestiere Benvenuto Rambaldi da Imola, che inserisce fra le sue attività un ciclo di lezioni sulla Commedia. L'istituzione del classico diventava cosi ufficiale: era la scuola a legittimarne il ruolo, l'impegno della didattica lo faceva diventare un sapere. Benvenuto fece cosi ciò che faceva sempre con un testo, leggere e spiegare, ossia una lectura. La sua prima esperienza con il nuovo classico fiorentino si tenne nella sede abitualmente utilizzata per la sua attività di insegnante, un'aula nella contrada di Porta Nuova a Bologna; di quanto disse il professore restano gli appunti di un allievo presente al corso, le cui note vengono a costituire ciò che può essere definita come la benvenutiana Lectura Dantis Bononiensis.
Donne, mafia e cinema. Una prospettiva interdisciplinare
Veronica Vegna
Libro: Copertina morbida
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 156
Cosa Nostra è un'organizzazione criminale costituita da soli uomini, ma le donne, principalmente nel ruolo di madri, svolgono una funzione fondamentale nel garantirne la continuità. Attraverso l'analisi di sette film prodotti fra il 2000 e il 2012 e ambientati in contesti mafiosi, questo libro si sofferma sui personaggi femminili (protagonisti e non) e ne mette in risalto le dinamiche di genere in base a studi sociologici e psicologici sul rapporto donne-mafia. Alcune delle opere cinematografiche prese in esame sono ben note al grande pubblico, prima fra tutte "I cento passi" di Marco Tullio Giordana. Altre sono meno conosciute, ma efficaci nel mostrare il ruolo delle donne in relazione a Cosa Nostra in qualità di madri, figlie, mogli e compagne dei cosiddetti uomini d'onore. Le scene analizzate consentono di avviare una riflessione sul rapporto fra le donne e la mafia, con l'obiettivo di fornire al lettore degli strumenti interpretativi per le opere cinematografiche trattate. Fra i temi affrontati rientrano il dualismo Amore-Morte nella madre della famiglia mafiosa, il ruolo della donna vittima del totalitarismo di Cosa Nostra ma spesso anche connivente, la relazione fra codice d'onore mafioso e morale sessuale, l'influenza femminile sul pentitismo e all'interno dell'istigazione alla vendetta.
Il lettore di provincia. Volume Vol. 147
Libro: Libro in brossura
editore: Longo Angelo
anno edizione: 2017
pagine: 88
Contributi di: Salvatore Ritrovato, L’essere altrove di Mario Soldati, tra “alibi” e “ricerca”, Sandro Bernardi, Raccontare i luoghi, pensare per immagini, Anton Giulio Mancino, Le modalità di scrittura di Pasolini, Simone Villani, La borghesia vista dalla luna. Da tragedia in versi a film ‘muto’: il progetto-Teorema di Pier Paolo Pasolini, Giancarlo Chiariglione, «I Polar sono storie di guerra». Le confessioni letterarie e cinematografiche di José Giovanni, Anna Grazia Chirolli, Il cinema di Peter Handke tra letteratura e teatro, Eusebio Ciccotti, Sukšin tra letteratura e cinema: Il viburno rosso (1973/1974).

