Monte Università Parma
Arturo Zavattini fotografo. Viaggi e cinema (1950-1960). Catalogo della mostra (Roma, 13 aprile-3 giugno 2018)
Libro: Copertina morbida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2018
pagine: 143
L'attenzione riservata in questi ultimi anni all'attività di fotografo di Arturo Zavattini e i volumi che ne sono venuti, ci riconsegnano uno degli sguardi senza dubbio più interessanti di quel momento così intenso e significativo della cultura visuale italiana che si colloca, indicativamente, nel decennio 1950-1960. Lo sguardo di Zavattini è uno sguardo libero e attento, capace di posarsi su luoghi, contesti e figure diverse, ma di mantenere sempre la stessa idea di ricerca e di narrazione, molto chiaramente rinvenibile in quello che ci appare come uno schema di immagine strutturato su più livelli, su più orizzonti visivi e narrativi contenuti all'interno della stessa fotografia. Zavattini sa costruire il suo racconto in profondità di campo, come si direbbe al cinema, senza imporre una gerarchia visiva, ma sviluppando la narrazione su più piani, ognuno dei quali riesce a mantenere piena autonomia formale e semantica e al contempo a conservarsi parte di una comunicazione composita e più larga. Le prospettive si moltiplicano, le piste interpretative si fanno più complesse, come accade nella vita vera, quella che Zavattini inquadra senza arrestarne il fluire. Sono tante le fotografie che ci pare debbano, improvvisamente, mettersi in movimento, con i personaggi in campo lungo che escono di scena ed altri pronti a cambiare posizione o magari ad entrare in campo a ricomporre un nuovo quadro. Perché è evidente che il fuori campo preme sulle immagini zavattiniane e in silenzio le completa. Che Zavattini racconti la Lucania (che tanta ricerca et-no-antropologica italiana, tra spedizioni, fotografie e documentari, andava scoprendo in quel periodo), o che racconti le sue "passeggiate napoletane", Roma, la Thailandia, Cuba (il Che!), o gli ambienti reali e sospesi dei set cinematografici, la sua capacità di racconto rimane la medesima e ci offre una "fotografia del durante" (per usare una formula che sarebbe stata cara a suo padre) di estrema preziosità.
Nemici in patria. Antifascisti al confino
Marco Minardi
Libro: Copertina morbida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2018
pagine: 186
Dieci storie differenti, dieci antifascisti, tutti di Parma. Sono loro i protagonisti di questo saggio, giovani uomini accomunati da origine, ideologia e destino. Uomini provenienti soprattutto dai rioni Trinità e San Benedetto, dove avevano partecipato alle Barricate del 1922 che respinsero l'assalto delle squadre fasciste. Da quella leggendaria vittoria le loro storie s'intrecceranno lungo tutto l'arco del Ventennio: giudicati pericolosi dal nascente regime fascista verranno prima perseguitati e infine allontanati per anni dalle loro famiglie e dalla loro città. Sul finire del 1926 saranno infatti costretti al confino di polizia, la maggiore arma preventiva di repressione del regime, deportati sulle isole di Lampedusa, Favignana, Ustica, Lipari, Ponza e Ventotene. Prigionieri dell'iniquo meccanismo fascista e in balia dell'arbitrio dei propri guardiani, sopportarono con coraggio e forza d'animo il dramma della lontananza da casa e dalle proprie famiglie, le avversità di quegli ambienti ostili, le malattie e le vessazioni, partecipando attivamente alla vita insulare con i propri compagni d'esilio, impotenti ma allo stesso tempo ancora capaci di mantenere saldi i propri ideali e viva la speranza per una società migliore. Marco Minardi, attraverso un emozionante racconto corale - fatto soprattutto grazie all'importante lavoro di ricerca sulle carte d'archivio e gli scritti autobiografici - riesce a far riemergere queste esistenze celate nelle pieghe della memoria e della storiografia dell'antifascismo emiliano.
Chelys mons. Gli ultimi uomini liberi
Giuliano Serioli
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2018
pagine: 464
Mille anni fa, gli ultimi uomini liberi, i Longobardi dell'Appennino. Attorno a loro, da ogni parte, solo servi della gleba nelle terre dei signori. Chelys mons: il monte Caio in latino. I romani dal passo del Ticchiano dovevano essere rimasti impressionati dalla somiglianza del monte con la testuggine, Chelys in latino. In dialetto è ancora Caj o Chej. Milcar: Non portava sandali da pellegrino, eppure lo era. Robusti calzari da Hermann dell'esercito imperiale gli fasciavano i polpacci. Si era tenuto solo quelli, tutto il resto l'aveva sepolto sotto terra. Ormai era solo un maledetto disertore. Ulderico vent'anni. Di nobile famiglia di Lucca. Studente di legge, ma portato per il mestiere delle armi. Severo, orgoglioso, insofferente delle smancerie che nobili e chierici ostentavano per distinguersi dalla gente comune. Tellino: mercante senese in viaggio verso le fiere delle Fiandre. Gli piaceva straparlare, affascinare, trascinare all'entusiasmo chiunque capitasse, fossero anche solo i servitori che lo accompagnavano. Marius: Amava quella montagna in cui si era isolato. Quando la congregazione cluniacense, in terra di Francia, era diventata troppo potente, aveva capito che non era più casa sua. Dopo mille peregrinazioni era capitato in quel prato di san Matteo, sotto la cima del Caj e lì si era fermato. Brunilde: ammirata da tutti per la sua bellezza. Una donna alta e flessuosa, gli occhi verdi e i capelli corvini. Da tutti considerata quasi come una dea per il portamento altero e sprezzante.
Bruno Gabrielli. L'eredità culturale
Libro: Libro in brossura
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2018
pagine: 384
Bruno Gabrielli, nel corso della sua lunga e intensa attività, ha percorso innumerevoli cammini attraverso campi diversi del sapere e della cultura. Il suo impegno sul terreno dell'urbanistica non si è mai disgiunto dalla passione per la politica e per l'amministrazione delle cit à; allo stesso modo, il suo rapporto con i giovani l'ha visto attivo nell'insegnamento, ma capace di mantenere con essi il dialogo anche al di fuori delle aule universitarie. Convinto sostenitore delle politiche per la riqualificazione della città contemporanea, si è impegnato a fondo per la conservazione dei centri storici, aderendo fin dalla fondazione all'Associazione Nazionale Centri Storico Artistici (ANCSA), di cui per decenni è stato la vera anima. La sua attività si è esplicata in ambito nazionale e internazionale. Le sue riflessioni costituiscono materiale prezioso capace di ispirare, ancora oggi, un dibattito reale sull'urbanistica e sul governo delle trasformazioni del territorio. Questo volume, a cui hanno collaborato persone a lui vicine - non solo professionalmente - sintetizza in modo emblematico la sua ampia produzione e si prefigge l'ambizioso progetto di tracciarne un profilo umano, scientifico e professionale attraverso i suoi scritti e i diversi contributi di riflessione sul suo operato.
La lebbra dell'anima. Gherardino Segalello e il movimento degli Apostolici a Parma
Umberto Cocconi
Libro: Copertina morbida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2018
pagine: 297
A Parma, nel 1260, anno in cui, secondo le profezie di Gioacchino da Fiore, avrebbe avuto inizio l'età dello Spirito, un uomo considerato dai più un rozzo illetterato si spogliò di ogni bene, abbracciò gli ideali cristiani di povertà e di umiltà sull'esempio degli apostoli e di san Francesco d'Assisi, e predicando la penitenza diede inizio al movimento degli Apostolici. Si tratta di Gherardino Segalello, figura tanto singolare quanto controversa, che con il suo Penitenziagite si fece promotore di un ritorno alla semplicità apostolica, in contrasto con la corruzione morale della Chiesa. Protetto in un primo momento dal vescovo di Parma Obizzo Sanvitale, l'uomo "innamorato del Vangelo" fu in seguito bollato come eretico e condannato al rogo. A oltre settecento anni dalla sua morte, Umberto Cocconi ci porta nella Parma medioevale per raccontare Segalello e gli Apostolici al di là di pregiudizi e maldicenze, offrendo al lettore una dettagliata ricostruzione storica della città e di quei movimenti che criticarono l'opulenza della Chiesa e che da essa vennero perseguitati, in un tempo in cui l'eresia era percepita alla stregua di una malattia dell'anima.
Storia di Parma. Volume 7\1
Libro: Copertina rigida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2018
pagine: 592
Una nuova enciclopedia composta di dieci volumi e strutturata in modo da fornire un'informazione approfondita e scientificamente documentata su tutte le epoche storiche della città. Dieci volumi in uscita a cadenza annuale per celebrare i 2200 anni di Parma nel 2017. Con un'ampia presenza di immagini, mappe e tabelle: uno strumento nel quale l'esperienza dei docenti e dei ricercatori viene distillata in un'opera facile da consultare.
Arte a Parma nel Novecento fra cronaca e storia
Pier Paolo Mendogni
Libro: Copertina morbida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2018
pagine: 123
"La stagione artistica del Novecento si apre a Parma nel segno di Cecrope Barilli (1839-1911). Dopo avere acquisito una esperienza e una statura internazionale lavorando a Roma, Firenze e Parigi e alternando la pittura da cavalletto alle imponenti decorazioni murali (tra cui alcuni saloni del Quirinale e l'Aula Magna del Senato), Barilli è rientrato a Parma nel 1878 per assumere la cattedra di figura presso l'Istituto di Belle Arti di cui diventerà il direttore."
Economicità e governance del Teatro Regio di Parma nel XIX secolo
Paolo Andrei, Federica Bellucchi, Katia Furlotti, Riccardo Torelli
Libro: Copertina morbida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2017
pagine: 92
Il volume, frutto del lavoro congiunto di alcuni studiosi dell'Università di Parma, propone riflessioni su un periodo della vita del Teatro Regio di Parma che si inserisce in un contesto ambientale caratterizzato da profonde trasformazioni politiche, sociali e culturali. L'indagine svolta, incentrata sull'economicità e sulla governarne del Teatro, attraverso l'impiego di strumenti di analisi tipici dell'Economia Aziendale, vuole aiutare a comprenderne taluni tratti distintivi che possano contribuire a meglio interpretarne e indirizzarne anche l'odierna realtà gestionale e organizzativa. Il Teatro Regio di Parma ha rappresentato, e rappresenta tuttora, un punto di riferimento di grande rilievo nel panorama artistico e culturale del nostro Paese, mostrando la capacità di affermarsi come uno dei templi più noti del melodramma e della cultura musicale a livello nazionale e internazionale. Nel corso della sua storia ultracentenaria, il Regio ha vissuto e accompagnato le profonde trasformazioni che hanno caratterizzato la produzione operistica italiana e internazionale, mantenendo al contempo la capacità di interpretare un ruolo propulsivo per lo sviluppo culturale e sociale della propria comunità di riferimento. Tali considerazioni assumono contorni del tutto peculiari nel caso di istituzioni come il Teatro Regio di Parma: si tratta, infatti, di un ambito di attività la cui prosperità deriva in larga misura dall'importanza a essa attribuita dalle scelte di chi assume le responsabilità di governo politico, scelte che a loro volta non sono avulse dai valori, dai sentimenti prevalenti e dalle tendenze culturali che contraddistinguono l'ambiente circostante. In questo senso, pertanto, la storia pare ripetersi anche ai nostri tempi, sia pure in un mutato contesto politico, sociale ed economico.
Alma. Un sogno in grande. La ricetta di un successo
Albino Ivardi Ganapini, Andrea Grignaffini
Libro: Copertina morbida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2017
pagine: 207
Un'idea forte che intercetta un terreno fertile e fecondo. E, dopo un attento studio, sboccia una nuova realtà, che cresce e si afferma non solo sul territorio parmense, ma a livello internazionale. Si tratta di Alma, la più autorevole scuola di cucina italiana del mondo. Nata nel 2004 grazie alla sinergia di alcuni enti territoriali pubblici e privati, La Scuola Internazionale di Cucina Italiana ha formato, nei suoi 13 anni di attività, migliaia di cuochi, pasticceri, somelliers, responsabili di sala e managers della ristorazione, grazie agli insegnamenti di una squadra di docenti scelti sul campo e guidati dal Rettore della Scuola, Gualtiero Marchesi, lo chef italiano più famoso al mondo, vero fondatore della cucina italiana moderna.
Le carte delle arti. Il riordinamento dell'archivio dell'Istituto d'arte «Paolo Toschi»
Libro: Copertina morbida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2017
pagine: 126
Questo libro pone a disposizione degli studiosi e della città di Parma un prezioso patrimonio di documenti, traendolo letteralmente dalla polvere dei sotterranei in cui era ricoverato, attraverso un inventario per categorie che ne rende agevole la consultazione.
Ambra
Rosalia Zabelli
Libro: Copertina rigida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2017
pagine: 135
"I racconti di questo libro iniziano tutti, tranne due, con la formula rituale 'C'era una volta'. Vi è forse in letteratura un'espressione più celebrata? C'era una volta è una dichiarazione d'intenti dello scrittore e un'assunzione di responsabilità. Con quell'incipit, il dado è tratto e non c'è verso di fare marcia indietro. Lo scrittore entra così nel mondo dei bambini, quasi bussando alla loro porta, ma così da farsi riconoscere, come Babbo Natale che scende dal camino, Santa Lucia che arriva con l'asinello. C'era una volta è un racconto che arriva, che chiede di disporsi al suo ascolto, alla sua lettura prima ancora che il bambino sappia leggere, quando già sono un'attrazione le parole scritte sulle grandi pagine rigide di un libro e i disegni colorati che le arricchiscono." (dalla Prefazione di Alessandro Bosi)
Tremila giorni insieme
Gabriele Ottaviani
Libro: Copertina morbida
editore: Monte Università Parma
anno edizione: 2017
pagine: 159
Un incontro per caso, al supermercato. Tutta colpa - o merito, chissà... - delle buste biodegradabili, che saranno anche ecologiche ma appena ci metti dentro qualcosa si disfano come neve al sole. E così, mentre le arance hanno cominciato a rotolare in mezzo alla strada, hanno cominciato a rotolare insieme anche i cuori di Patrizio e Michele, due ragazzi della piccola borghesia romana. La scrittura di Gabriele Ottaviani ci restituisce il racconto di una storia semplice, di vita quotidiana. "Tremila giorni insieme" è una sceneggiatura con dialoghi vivaci e provocatori, pronta per seguire il suo destino e diventare un film, ma anche una prosa per tutti. Prefazione di Roberto Moliterni.

