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Savej

I sermoni subalpini. Testo originale in lingua d'oé con traduzione piemontese a fronte ed italiana in appendice

I sermoni subalpini. Testo originale in lingua d'oé con traduzione piemontese a fronte ed italiana in appendice

Libro

editore: Savej

anno edizione: 2013

pagine: 238

"I sermoni subalpini", la cui redazione si fa risalire verso la fine del XII secolo, rappresentano il più antico documento pervenutoci nella parlata di una parte dell'area cisalpina. Dopo lunghe ricerche e attente comparazioni, lessicali e grammaticali, soprattutto con le lingue contemporanee d'oc, d'oil e pure con quelle posteriori dell'area cisalpina, si è giunti alla conclusione che la parlata rappresentata nei Sermoni subalpini non è una mescolanza di lingue, ma piuttosto una lingua in trasformazione. Infatti, oltre a un lessico particolare, nei passi in volgare di queste prediche si possono già intravedere le regole grammaticali che contraddistinguono ancora molte delle parlate piemontesi odierne. Dopo lunghe indagini, come riportato da La Stampa (9 ottobre 2012), si è giunti alla conclusione che i Sermoni subalpini erano stati scritti dai Templari residenti in vari centri dell'odierno Piemonte.
25,00

La lenga d'oé e le lingue d'oc e d'oil

La lenga d'oé e le lingue d'oc e d'oil

Bruno Villata

Libro: Libro in brossura

editore: Savej

anno edizione: 2011

pagine: 89

In questo volume si presenta una soluzione nuova alla vecchia questione della lingua dei Sermoni subalpini. La parlata sottesa in dette prediche, che gli esperti datano della fine del secolo XII, non è una lingua mista, ma la lenga d'oé. Una parlata in trasformazione, vicina ma diversa dalle lingue d'oc e d'oil con cui, oltre ad avere un sostrato simile, era in situazione di contatto. Che la lingua d'oé fosse in trasformazione lo si nota dal fatto che le varie forme arcaiche si trovano soprattutto nelle prediche della prima metà. Anche l'alternanza sporadica di forme arcaiche e moderne equivalenti è una conferma del cambio linguistico in atto. Per quanto concerne la grammatica, le regole della lingua d'oé si ritrovano nelle parlate piemontesi antiche e moderne. Anche nel campo del lessico la lenga d'oé dimostra una sua chiara identità. La presenza di alcune voci appartenenti alle lingue d'oil, nella prima parte, e d'oc, nella seconda, testimoniano che la lingua d'oé doveva essere in contatto con queste parlate. In sostanza, la distanza che intercorre tra la lingua d'oé ed il piemontese moderno è di gran lunga inferiore a quella che separa la lingua d'oil dal francese attuale.
19,00

La lingua piemontese. Fonologia, morfologia, sintassi formazione delle parole

La lingua piemontese. Fonologia, morfologia, sintassi formazione delle parole

Bruno Villata

Libro: Libro in brossura

editore: Savej

anno edizione: 2009

pagine: 275

La lingua piemontese del professor Bruno Villata rappresenta una pietra miliare sulla strada della valorizzazione della lingua piemontese, che vanta una sua precisa identità nell’ambito delle lingue romanze e segna un punto di svolta, dopo il quale non sarà più possibile considerare il piemontese come dialetto della lingua italiana. Nell’opera l’analisi delle strutture grammaticali e sintattiche viene affiancata e sostenuta da numerosi esempi in lingua piemontese, ciascuno finalizzato a rendere esplicita la corrispondente regola, ma che nell’insieme possono essere letti come un manuale di conversazione, utilissimo per chi il piemontese lo vuole imparare o, già praticandolo, lo vuole affinare. La lingua piemontese è quindi lo strumento giusto per imparare a scrivere il piemontese. Al lettore, qualunque sia l’area linguistica in cui si identifica, una sola raccomandazione: les cum it parle!
24,00

Rivista Savej. Raccontare il Piemonte un articolo alla volta. Volume Vol. 12

Rivista Savej. Raccontare il Piemonte un articolo alla volta. Volume Vol. 12

Libro: Libro in brossura

editore: Savej

anno edizione: 2024

pagine: 112

Rivista Savej è il periodico che racconta il Piemonte un articolo alla volta! Il dodicesimo numero si apre con una libreria sulla mente umana. Tre i protagonisti piemontesi di un secolo di studi psichiatrici: da Cesare Lombroso, padre dell’antropologia criminale, a Luisa Levi, pioniera della psichiatria infantile, per arrivare ad Annibale Crosignani, psichiatra torinese che anticipò la chiusura dei manicomi. Ma c’è di più: da una delle ultime interviste a Bruno Segre a un altro grande partigiano delle valli cuneesi, Dante Livio Bianco, dagli elaborati lampioni in ferro battuto di Torino alla spumeggiante diva di inizio Novecento Isa Bluette, dalla tradizione culinaria del bollito agli splendidi affreschi medievali al Castello della Manta… e tanto altro ancora! Tra le pagine di questo numero – ricche di illustrazioni, fotografie, documenti storici e testimonianze – si inaugura una nuova rubrica sui modi di dire piemontesi e un nuovo modo di raccontare il Piemonte attraverso articoli fotografici, il primo è dedicato all’arte della passamaneria.
10,00

Primo Levi e il piemontese. La lingua de «La chiave a stella»

Primo Levi e il piemontese. La lingua de «La chiave a stella»

Bruno Villata

Libro: Copertina morbida

editore: Savej

anno edizione: 2013

13,00

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