Editoriale Jouvence: Volti d'Islam
Islam, amore o odio?
Ferial Mouhanna
Libro: Libro in brossura
editore: Editoriale Jouvence
anno edizione: 2017
pagine: 145
Come mai l'Amore, in tutti i suoi significati è rimasto, lungo i secoli, un concetto assente dalla letteratura teologica islamica? Si potrebbe presumere che le referenze sacre dell'Islam, il Corano e la Sunna di Muhammad, siano prive di questo valore, e che costituiscano fonti di odio e rancore, che glorifichino violenza, spargimento di sangue e morte come modo di esistere e come identità. Ma davvero l'Islam guarda con diffidenza e ostilità il prossimo, il diverso, e respinge qualsiasi forma di concordia, di pace e di amore? Verificare la fondatezza di questa ipotesi costituisce una necessità primordiale, in una fase storica in cui l'Islam è identificato nell'immaginario collettivo, in Oriente ma soprattutto in Occidente, con terrorismo e barbarie. Questo libro si propone di appurare, attraverso un approccio razionale e imparziale, la presenza o meno di questo alto valore umano sia nel Testo Sacro, sia nella vita di Muhammad, nell'intento di sventare qualsiasi ingenua e irrazionale visione dell'Islam che rischia di far piombare il mondo arabo e quello musulmano in forme di violenza materiale, intellettuale, culturale e sociale e di fomentare tragici scontri di civiltà.
Aquile e dervisci. L'autorità sufi nell'Albania post-socialista
Gianfranco Bria
Libro: Libro in brossura
editore: Editoriale Jouvence
pagine: 140
“La religione degli albanesi è l’albanismo”: questa nota espressione risorgimentale ben incarna la concezione pubblica e istituzionale della religione nel Paese delle Aquile, soprattutto da quando, nel 1967, il regime comunista di Hoxha decise di vietare qualsiasi forma di culto. Il sufismo, componente storica del vario mosaico religioso del Paese, soffrì più di altri la secolarizzazione coatta socialista. La rinascita sufi, dopo anni di autarchia e isolazionismo, fu un processo complesso, influenzato dall’intervento di attori esteri (wahabiti, Gülen hareketi, turuq kosovare), dalle istanze laiche governamentali e dalla religiosità critica e individualizzata dei fedeli. Ne è seguito un costante riaggiornamento pratico e dottrinale delle turuq che, schiacciate dal peso della globalizzazione (pluralismo e umma virtuale) e dal monopolio Bektashi, hanno cercato nuovi spazi e pratiche di legittimazione (di)mostrando una straordinaria capacità adattiva rispetto all’ideologia di Stato e alle domande di santità delle popolazioni locali. Prefazione di Nathalie Clayer.

