Kaplan: Over the rainbow. Questioni di genere fra cinema, media e performing arts
«L'immagine di me». La scrittura di Elsa de' Giorgi fra autobiografia e attorialità
Corinne Pontillo
Libro: Libro in brossura
editore: Kaplan
anno edizione: 2024
pagine: 208
A partire da una panoramica di carattere generale relativa alla carriera di Elsa de’ Giorgi, il volume focalizza l’attenzione sul versante letterario della sua attività artistica e propone un approfondimento sulle scritture del sé firmate dall’autrice. L’indagine intreccia gli studi sull’autobiografia alla prospettiva teorica delle “divagrafie” – che chiama in causa la comparatistica intermediale e un approccio pluridisciplinare – e si sofferma su alcuni aspetti peculiari delle narrazioni e dei versi dell’attrice-scrittrice, ponendo l’accento sulla dimensione performativa della prosa e sul modo in cui de’ Giorgi ha problematizzato, attraverso il linguaggio letterario, la propria immagine divistica. La trattazione, inoltre, segue le tracce di una visione della scrittura come terreno di conquista di una cifra autoriale e di uno spazio di enunciazione pubblica.
Nuvole, cloni e tracce impreviste. Simulacri di donne fra letteratura e altri media
Maria Rizzarelli
Libro: Libro in brossura
editore: Kaplan
anno edizione: 2023
pagine: 134
La rappresentazione della soggettività delle donne è sempre stata legata alle ambivalenze del regime della visibilità sia come proiezione dello sguardo altrui, sia come negazione e occultamento dell’autonoma produzione autorappresentativa. I media visivi e performativi si offrono come dispositivi elettivi della espressione della dialettica fra invisibilità e proiezione fantasmatica dei processi identitari. Il presente studio disegna un percorso intermediale, attraverso specifici esempi che spaziano dalla letteratura alla fotografia, dal teatro alla narrazione audiovisiva e seriale, dal cinema alla pittura, mettendo al centro le correlazioni fra questioni di genere e dimensione simulacrale delle immagini. Le donne raccontate nei case-studies proposti si trovano a combattere con nuovi e vecchi fantasmi, che prendono le sembianze di nuvole o di cloni, ma che nascondono e rivelano al tempo stesso come lo statuto ipericonico del simulacro possa farsi veicolo dei discorsi che imprigionano l’identità femminile nelle sue plurime declinazioni e che aprono al contempo uno spazio di agency per l’invenzione di nuove immagini del sé e delle relazioni umane.

