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Bollati Boringhieri: Temi

Alternative energetiche. Breviario dell'autosufficienza locale

Alternative energetiche. Breviario dell'autosufficienza locale

Yona Friedman

Libro: Copertina morbida

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2012

pagine: 193

La nostra civiltà industriale consuma molta energia. L'abitante di un paese industrializzato ne consuma oltre dieci volte di più dell'abitante di un paese del Terzo mondo. Noi pensiamo che occorra consumare molta energia per vivere bene, ma l'epoca dell'energia a basso costo è terminata. Ora, di fronte al costo crescente delle risorse è necessario pensare a una nuova politica che si fondi sulla lotta allo spreco, che recuperi le pratiche di risparmio che un tempo erano comuni nelle nostre campagne e che oggi sono ancora usate nel Terzo mondo. Occorre pensare a una "civiltà contadina modernizzata", basata sull'autosufficienza locale. È un progetto realizzabile. Il consumo di risorse energetiche, per l'utilizzo che ne viene fatto, ha raggiunto un livello smisurato, e il cattivo impiego di energia non è in alcun caso proporzionale alla qualità della vita. Dati alla mano, una diminuzione di circa il 50% del nostro consumo di energia non sarebbe quasi percepito da parte della grande maggioranza dei consumatori.
17,00

Tra poco la Cina. Gli equilibri del mondo prossimo venturo

Tra poco la Cina. Gli equilibri del mondo prossimo venturo

Davide Cucino

Libro: Copertina morbida

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2012

pagine: 157

Nel 1978, due anni dopo la morte di Mao, Deng Xiaoping ha dato l'avvio a una serie di riforme che in trent'anni hanno portato la Cina alla ribalta del mondo. Quello che era considerato un paese gravemente arretrato, chiuso in un orizzonte ideologico e tecnologico che lo relegava ai margini della politica internazionale, è rapidamente diventato la potenza trainante dell'economia mondiale. Al volgere del millennio, con una crescita economica tumultuosa, la Cina si è così trovata proiettata nel contesto globale, impegnata a garantirsi le risorse necessarie ai suoi 1400 milioni di abitanti e con legittime aspettative di veder riconosciuto il suo status di superpotenza. In questo libro, Davide Cucino analizza il percorso che ha portato questo sterminato paese a produrre la sua originale politica di soft power, nel tentativo di affermare i suoi interessi, ma anche la sua cultura, nel consesso delle nazioni. Operando in maniera talvolta criticabile, la Cina è comunque riuscita in breve tempo a imporre la sua presenza in tutti i continenti, usando strategie differenti rispetto ai paesi occidentali, fino ad impegnarsi negli ultimi anni anche nel settore militare, forse l'ultimo punto di chiara arretratezza rispetto agli Stati Uniti. Almeno finora. Comprendere questa storia è fondamentale, soprattutto in questi tempi di rapida evoluzione, nei quali la Cina giocherà sicuramente un ruolo da protagonista.
15,00

I signori del rating. Conflitti di interesse e relazioni pericolose delle tre agenzie più temute della finanza globale

I signori del rating. Conflitti di interesse e relazioni pericolose delle tre agenzie più temute della finanza globale

Paolo Gila, Mario Miscali

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2012

pagine: 172

Standard & Poor's, Moody's e Fitch sono le tre agenzie di rating che sconvolgono i mercati e mettono in crisi gli stati. Si dividono un mercato miliardario e hanno un immenso potere. Chi sono gli azionisti? Come operano? Perché queste "tre sorelle" del rating sono diventate così potenti? Si possono imporre delle regole? Tra gli azionisti di Standard & Poor's e quelli di Moody's si trova il fior fiore dell'industria statunitense dei fondi di investimento. Avviene così che coloro che investono sul mercato sono anche coloro che "giudicano" il mercato. Ma chi controlla i controllori? A queste domande rispondono in modo chiaro e diretto Paolo Gila e Mario Miscali. Questo libro offre in un momento cruciale dell'economia mondiale una panoramica dettagliata delle agenzie di rating, un settore di attività decisivo per le scelte degli investitori. Allo stesso tempo individua le possibili vie per una riforma del settore, basate su parole chiave molto chiare: responsabilità, concorrenza, trasparenza, efficienza, indipendenza.
14,00

Stanno uccidendo la tv

Stanno uccidendo la tv

Vanni Codeluppi

Libro: Copertina morbida

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2011

pagine: 110

Dallo sbarco sulla Luna al crollo delle Torri Gemelle, dal trionfo ai Mondiali di Berlino alle risse nella casa del Grande Fratello, la televisione ha testimoniato con le sue immagini mezzo secolo di storia ed evoluzione dei costumi. Oggi si trova, però, in una fase di crisi o, forse, solo di impasse. La moltiplicazione di canali avvenuta con il passaggio al digitale terrestre, l'assedio delle nuove tecnologie veicolate da internet (YouTube e video in streaming) che hanno definitivamente sconvolto l'idea del palinsesto, una cattiva gestione della TV pubblica e generalista, in balia della politica e del conflitto di interessi, hanno provocato un progressivo impoverimento della qualità dei programmi e l'allontanamento dei più giovani da un mezzo che non permette interazione e partecipazione attiva. È colpa della veline e del Grande Fratello se la televisione è stupida (e tutti noi di conseguenza)? La risposta di Codeluppi è diretta, impietosa e ci apre gli occhi sulle vere responsabilità di questo scadimento: la politica odierna che usa la televisione non per fini culturali ma cone strumento per costruire consenso cercando di manipolare le coscienze.
13,00

Primavera araba. Le rivoluzioni dall'altra parte del mare

Primavera araba. Le rivoluzioni dall'altra parte del mare

Domenico Quirico

Libro: Copertina morbida

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2011

pagine: 217

La primavera araba ha scosso il Nordafrica, un luogo che sembrava pietrificato nel tempo, coi suoi dittatori violenti, le sue oligarchie privilegiate e le enormi masse di giovani poveri, cui non resta altro che la fuga in Europa. Tunisia Egitto, Algeria, Libia, ogni paese oggi in rivolta è diverso, ma tutti si affacciano sullo stesso Mediterraneo e i loro destini sono intrecciati al nostro. Per raccontare la storia di queste rivoluzioni è necessario conoscere la gente, smarcarsi dalla propaganda, vivere l'atmosfera delle strade del Maghreb. Questo è il mestiere di un giornalista rigoroso, come Domenico Quirico, che ha visto coi suoi occhi i drammi e le speranze di quei giovani e ci restituisce in questo libro un modo per comprendere. Tutto è iniziato il 17 dicembre 2010, quando i poliziotti hanno requisito due cassette di mele e banane a Mohamed Bouazizi, un venditore ambulante abusivo di verdura, e lui ha comprato una tanica di benzina, ha acceso un cerino e si è dato fuoco. Altre volte era serpeggiato il malcontento tra le popolazioni periferiche della Tunisia - quelle che i turisti non vedono -, ma questa volta è stato diverso e il fuoco di Mohamed si è rapidamente propagato in tutto il paese, dalla Tunisia è passato in Egitto e da lì in Algeria e in Libia. Tutto ha preso fuoco: la strada ha compiuto spontaneamente il primo miracolo arabo dopo mezzo secolo, questa volta senza urlare parole d'ordine antioccidentali o integraliste, ma semplicemente hurrya, libertà.
14,00

Introduzione alla verità

Introduzione alla verità

Franca D'Agostini

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2011

pagine: 359

Oggi, più che del declino dei valori, forse occorrerebbe parlare della pericolosa incertezza in cui versano i discorsi. Il dibattito pubblico deraglia anche per la profonda confusione che riguarda certe parole-cardine della vita associata, come appunto "verità". La filosofia contemporanea ha riflettuto a lungo sulla nozione di verità, ma se poco o nulla è trapelato nella sfera pubblica, la mancata comunicazione va imputata ai filosofi stessi, troppo chiusi in ambiti di ricerca non dialoganti, innanzitutto, tra loro. Finalmente una delle filosofe italiane più lette crea il ponte di cui c'era bisogno, trattando la verità come un concetto "speciale", ossia fondamentale e trasversale, che va chiarito preliminarmente per non incorrere in abusi e fraintendimenti. Franca D'Agostini ci spiega in che cosa consiste la straordinarietà di questa parola, ne precisa significato e uso e ne discute la legittimità. A scettici e nichilisti raccomanda: rendete duttile la vostra logica, e non avrete più molte ragioni di scetticismo riguardo alla verità. Se infatti scienza, cultura, politica, religione si avvalessero di logiche più duttili e metafisiche più permissive, è probabile che molte difficoltà a discriminare il vero dal falso verrebbero meno.
18,00

Mente e paesaggio. Una teoria della vivibilità

Mente e paesaggio. Una teoria della vivibilità

Ugo Morelli

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2011

pagine: 179

I volti dei propri cari e il paesaggio attorno sono le prime immagini del mondo per chi viene alla vita. In entrambi i casi si tratta di un'originarietà affettiva, che segnerà nel profondo, generando infinite risonanze. Alcune le conserva l'espressione "luogo del Cuore", con cui si allude a un vincolo - tra quell'individuo e quel paesaggio - di intensità paragonabile a un rapporto d'amore. Di emozioni vitali, ma soprattutto della mente relazionale che le elabora, parla questo saggio di Ugo Morelli, e lo fa con un timbro e da un'angolazione del tutto inediti. Etica, politica, scienze cognitive, estetica vi confluiscono con sapiente levità e delineano un percorso dai mille, illuminanti sconfinamenti, al di là delle recinzioni disciplinari. Il dentro e il fuori sono infatti la cifra stessa del paesaggio: il luogo non è un contorno o uno scenario inerte, e neppure il semplice correlato naturale di uno stato d'animo, ma deriva sempre da un costrutto, da qualcosa che prende forma mentale e ridisegna insieme la terra e la nostra presenza su di essa. Ed è proprio la fondamentale coappartenenza di uomo e paesaggio a dettare uno dei precetti meno eludibili dei nostri tempi, ossia la responsabilità di specie nei confronti dei luoghi, condizione della vivibilità del pianeta.
16,00

Amore e violenza. Il fattore molesto della civiltà

Amore e violenza. Il fattore molesto della civiltà

Lea Melandri

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2011

pagine: 176

Nel comune sentire amore e violenza tendono idealmente a polarizzarsi: che cosa avrebbero da spartire lo slancio ardente verso l'oggetto del proprio desiderio e la brutale lacerazione dell'altro, la tenerezza e l'odio rabbioso, la passione vivificante e il gesto mortifero? In realtà il sentimento amoroso e l'atto violento si compenetrano da sempre, a partire dallo strappo che separa il maschio dal corpo di donna che lo ha generato. E sono intrecciati al punto da serrarsi in un nodo inestricabile che costituisce - sia per gli individui sia per i gruppi umani - il "fattore molesto" della civiltà. Con l'acutezza di sguardo di chi sa mettere a nudo le ambivalenze e le contraddizioni del rapporto di potere tra i sessi, Lea Melandri esplora la violenza reale e simbolica annidata all'interno delle relazioni più intime come la sessualità e la maternità. È su quel corpo con cui è stato tutt'uno, e con cui torna a fondersi nell'amplesso, che l'uomo si accanisce. Ma questa fuga estrema dal femminile che si perpetua, atavica, in ogni mano maschile levata sulle donne, conosce un'ultima contorsione, su cui Melandri invita a riflettere: l'attuale spazio pubblico femminilizzato sembrerebbe stemperare la "guerra tra i sessi", mentre è soltanto una nuova forma di dominio, a conferma ancora una volta dell'asservimento che ha ridotto le donne a vita biologica, virtù domestiche, prestazioni ancillari.
16,00

Discorso sopra lo stato presente dei costumi degl'italiani. Seguito dai «Pensieri di un italiano d'oggi»

Giacomo Leopardi, Franco Cordero

Libro: Copertina morbida

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2011

pagine: 288

La posterità è solo presunzione di lontananza, se il quadro antropologico non muta. Centottantasette anni ci separano da quel marzo 1824 in cui Giacomo Leopardi, non ancora ventiseienne, scrisse il "Discorso sopra stato presente dei costumi degl'italiani": poche decine di pagine rimaste sepolte tra le carte e date alle stampe tardivamente, nel 1906. Noi, posteri dei lettori già postumi d'inizio Novecento, siamo presi da vertigine, perché quell'assenza di spirito pubblico che balzava all'occhio impolitico del giovane poeta, e si perpetuava nei primi decenni dell'Italia unita, è la stessa che ipoteca il nostro presente. Più che i vizi antichi d'un popolo in difetto di legame sociale, è infatti il vuoto di costumi - ossia condotte uniformi improntate a un'etica condivisa - il vero oggetto della riflessione di Leopardi. Nel campo lungo dello sguardo leopardiano figura oggi un altro "etnologo" d'eccezione. Franco Cordero, che ancora una volta si conferma diagnosta implacabile della "scostumatezza" italiana e del suo immobile dinamismo, riaprendo il "Discorso" proprio nel momento in cui si aggravano mali collettivi mai sanati. Due diverse prose di pensiero, due tonalità del disincanto rivelano l'intima fratellanza tra chi sa parlare del proprio tempo con la felicità di giudizio d'un classico.
16,00 15,20

E così via, all'infinito. Logica e antropologia

E così via, all'infinito. Logica e antropologia

Paolo Virno

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2010

pagine: 223

Problematico, instabile, plastico, pericoloso: la sua storia naturale attesta al di là di ogni dubbio che l'animale umano è, costitutivamente, tutto questo. Ma niente come il requisito biologico che lo distingue dalle altre specie, ossia la capacità di articolare suoni provvisti di significato, è oggetto di visioni che ne semplificano l'irriducibile e perturbante ambivalenza. Se negli auspici dei teorici cuorcontenti il linguaggio infatti si presta di buon grado a comporre i conflitti, agli occhi dei disincantati - di cui Hobbes è il capostipite - si riduce a strumento aggressivo, "tromba di guerra e di sedizione". Da filosofo del linguaggio che riflette da tempo nel solco di un'antropologia materialistica, Paolo Virno fa leva invece proprio sulle strutture del pensiero verbale che più sfuggono alla rigidità degli opposti. Gli interessano in particolare i dispositivi logici capaci di esibire la giuntura tra regioni astratte e ambito percettivo-pulsionale, e quindi di gettar luce sulla trama delle passioni umane. Un dispositivo fondamentale è il regresso all'infinito, in base al quale ci chiediamo il perché di qualcosa, e poi il perché del perché, e così via in un risalimento senza fine. Inclini a tale vortice per attitudine mentale e prassi, noi viventi dotati di parola sappiamo però interrompere in diverse maniere la marcia a ritroso, ed è uno dei gesti che ci caratterizza in quanto uomini.
16,00

Il brodo delle undici. L'Italia nel nodo scorsoio

Il brodo delle undici. L'Italia nel nodo scorsoio

Franco Cordero

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2010

pagine: 194

Nel Regno sabaudo si impiccava il sabato mattina. L'ultimo pasto del condannato era una scodella di brodo. Il tempo è passato come passa il tempo da noi: la memoria genetica reca impresse storture antiche, in uno scenario antropologico, mentale, affettivo che tende a perpetuarsi, tra piccole corti e orizzonti da cortile. L'espressione allora proverbiale e poi dimenticata, "il brodo delle undici", parla del nostro presente, dell'agonia civile in cui versiamo. Quanto tempo resta? Il danno è riparabile? Se qualcuno oggi può misurare il guasto, costui è Franco Cordero. Ha acutezza di sguardo e sconfinata dottrina, ma anche la stoccata del grande pamphlettista. Nessuno meglio di lui sa far combaciare le figure, nessuno è altrettanto ingegnoso nello scovare analogie dai fondi della storia. Esercizio illuminante, perché "gli archetipi durano": dietro all'attuale "tecnocrate d'una mai vista regressione intellettuale, politica, morale, estetica" ecco profilarsi, insospettati, i precursori, le loro miopie di statisti posticci, la loro sinistra grandeur, dai calamitosi ambrosiani della primavera 1814 risalendo nei secoli fino a Cola di Rienzo, estremo tribuno di abbagliante ascesa e fine miserabile.
14,00

Contro Ismene. Considerazioni sulla violenza

Contro Ismene. Considerazioni sulla violenza

Luigi Zoja

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2009

pagine: 159

La violenza ci appartiene, è parte integrante della vita. Anzi, è insita nell'uomo: da queste "scandolose" considerazioni parte Luigi Zoja per indagare senza ipocrisie le origini degli impulsi distruttivi che abitano l'essere umano. Senza ignorare l'immenso balzo in avanti che la violenza ha compiuto con la modernità, dal punto di vista tecnologico e antropologico, "Contro Ismene" passa in rassegna fenomeni che hanno segnato le vicende del genere umano: dalla violenza spettacolarizzata di Roma antica, fino al recente scontro di civiltà con il mondo medio-orientale, passando dalla sanguinosa conquista spagnola del Messico e dai genocidi del xx secolo. Come dice il titolo di un capitolo e del libro, Zoja da voce a chi, al pari di Antigone con la sorella Ismene, si schiera contro la brutalità, del singolo e dello Stato, in cerca di "anticorpi culturali" all'istinto di distruzione. Senza di essi "la violenza può divampare in tempi paurosamente brevi", mentre invece "graduali, faticose e in buona parte individuali sono le opere di prevenzione cui siamo chiamati a contribuire".
12,00

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