Castelvecchi: RX
L'Europa non ha bisogno dell'euro
Thilo Sarrazin
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2013
pagine: 288
A nostre spese. Crescere di più tagliando meglio. Lo Spending Review nell'Italia sprecona
Paolo De Ioanna
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2013
pagine: 134
Il taglio della spesa pubblica è uno degli obiettivi primari per far ripartire il paese. La cosiddetta spending review occupa ormai da mesi uno spazio quotidiano rilevante. Ce chi ne critica ferocemente l'efficacia e c'è chi, al contrario, la ritiene imprescindibile dall'azione di governo. Per gran parte degli italiani rimane invece un concetto troppo complicato e astratto seppure tocchi da vicino circa tre milioni e mezzo di dipendenti pubblici. In questo libro Paolo De loanna - che tra i primi propose a fianco dell'allora ministro dell'Economia del governo Prodi II, Tommaso Padoa Schioppa, un sano e corretto utilizzo di questo strumento - spiega in modo chiaro e concreto quale sia la giusta ricetta per ridurre gli sprechi e fare della spending review un profondo fattore di innovazione strutturale fuori da ogni strumentalizzazione partitica. Una politica dei tagli che non sia solo orizzontale e nefasta come quella portata avanti da molti degli ultimi governanti - ma calibrata e cucita su misura per la macchina statale. Secondo l'autore, la spending review diventerà sempre più il tema dove si incroceranno l'idea di sviluppo economico e la tutela dei diritti dei cittadini.
Chi comanda Milano. Una città travolta dagli scandali e dalla corruzione in cui il potere e la criminalità organizzata siedono intorno allo stesso tavolo
Alessia Candito
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2013
pagine: 192
Il 31 maggio 2008, dopo una prima votazione annullata, Milano diventa ufficialmente la città dell'Expo 2015. Una candidatura promossa dal governo dell'epoca e che i vertici di Regione Lombardia, Provincia e Comune hanno accettato entusiasti. Nessun organo elettivo è stato consultato. Nessun Ente Locale interessato dalle opere ha potuto preventivamente pronunciarsi. Nessun cittadino ha potuto esprimersi al riguardo. Chi comanda Milano ha deciso per tutti. Sul piatto, decine di miliardi di euro che il comitato d'affari della borghesia milanese è pronto a spartirsi: vecchi capitani d'industria, insieme a spregiudicati immobiliaristi di nuovo conio, sono seduti al tavolo al quale da tempo vengono decisi i destini della città. Un sistema trasversale agli schieramenti politici e che da tempo detta lo sviluppo urbanistico, politico e sociale della metropoli. Ente Fiera, LegaCoop, gruppi della Grande Distribuzione, Cabassi, Pirelli, Zunino, le grandi banche, Ligresti, Compagnia delle Opere, Assolombarda, Camera di Commercio: ognuno di questi attori è coinvolto a vario titolo nell'affare Expo. Ognuno pretende la sua fetta di torta. In omaggio al medesimo modello di sviluppo che negli ultimi trent'anni ha sostituito la speculazione alla produzione e che con l'operazione Expo diventa sistema. Mentre la criminalità organizzata - che da tempo a Milano e in Lombardia ha messo radici - inizia a rivendicare un posto di diritto al tavolo dei grandi affari della borghesia lombarda.
Le ombre del silenzio. Suicidio o delitto? Controinchiesta sulla morte di Luigi Tenco
Nicola Guarnieri, Pasquale Ragone
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2013
pagine: 284
La notte tra il 26 e il 27 gennaio 1967 muore Luigi Tenco. Il corpo del cantautore viene rinvenuto nella stanza 219 dell'Hotel Savoy di Sanremo. Una morte improvvisa che gela il palco dell'Ariston. La tesi ufficiale parla di suicidio. Un colpo di pistola che sin da subito stenta a convincere e che in questo libro viene definitivamente smentito. Per la prima volta vengono pubblicati i documenti concessi dalla Procura di Sanremo riguardo agli esami compiuti nel 2006 sul corpo di Tenco - in occasione dell'esumazione della salma - e sull'arma che l'avrebbe ucciso. Contrariamente a quanto decretato dalla stessa Procura, diversi elementi riportati in queste pagine fanno supporre l'ipotesi dell'omicidio, descrivendo una precisa dinamica dei fatti anche con l'ausilio di un'inedita ricostruzione 3D degli ultimi drammatici momenti. Dalle analisi di laboratorio emerge, inoltre, una novità assoluta: la pistola che ha esploso il colpo mortale sarebbe stata dotata di silenziatore e mai ritrovata. L'inchiesta di Guarneri e Ragone rilegge in controluce, attraverso testimonianze e materiali inediti (rinvenuti nell'aula bunker della Corte d'Assise) i fatti accaduti nel 1967. Un lungo lavoro di ricerca che gli autori hanno portato avanti per oltre quattro anni, scavando tra archivi e faldoni, fino a scovare per la prima volta il foglio matricolare e alcune lettere di Luigi Tenco, documenti questi finora mai pubblicati. Quello che viene consegnato ai lettori è un quadro inquietante e ancora sconosciuto.
Zenobia. Dalla Salerno-Reggio Calabria ai cantieri del Nord. Il laboratorio dei rapporti tra 'ndrangheta e imprese
Antonello Mangano
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2013
pagine: 175
Lavori eterni, incidenti mortali, operai deceduti e ben undici inchieste della magistratura sulla "signoria territoriale" della 'ndrangheta. Un libro che racconta il meccanismo criminale che decide sui cantieri dell'autostrada più importante del Sud Italia. Lungo la Salerno-Reggio Calabria c'è chi corre e chi guadagna "appaltando con lentezza". Corrono le imprese dei subappalti e soprattutto gli operai. Lavorano a qualunque ora, senza protezioni e senza badare agli straordinari. Allora è facile cadere nel cemento e morire soffocati, perdere la vita fulminati da un cavo elettrico o schiacciati da un rullo per l'asfalto. Nessuno, però, protesta. Il terrore è il filo rosso di questa vicenda. Solo il dominio basato sul terrore può permettere ingiustizie così evidenti. Non solo la paura di perdere il lavoro ma il timore che determinano i boss assunti nei cantieri. Ci troviamo di fronte a una gestione mafiosa della forza lavoro con l'imposizione di veri tributi e l'annullamento del conflitto sindacale e dei diritti. Il giornalista Antonello Mangano racconta il "sistema A3", che non è solo un problema calabrese. Il modello si estende verso Nord. I rapporti tra clan e imprese nati in Calabria si sono riprodotti tali e quali in zone fino a poco tempo fa immuni dal problema. Un testo che fonde il lavoro giudiziario alla pura narrazione, grazie a testimonianze inedite di persone rimaste invischiate nell'ingranaggio mafioso.
Anatomia di una rivoluzione. Giustizia, ambiente e lavoro per invertire la rotta e battere la crisi
Giuseppe De Marzo
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2012
pagine: 237
Siamo immersi in una delle più gravi crisi della storia contemporanea. Si intrecciano e sommano congiunture economica, finanziaria, ecologica, alimentare, energetica e migratoria. I modelli e le teorie proposte in passato non sono in grado di affrontare e risolvere la complessità di uno stallo multiforme e sistemico. C'è dunque bisogno di un cambio di paradigma e la chiave sta nella relazione tra giustizia e sostenibilità. Il liberismo si fonda, infatti, su uno schema di civilizzazione che penalizza princìpi come la libertà e l'uguaglianza. Inoltre, la democrazia rappresentativa non riesce più a dare risposte e appare impotente dinanzi alla più grave minaccia per l'umanità: la crisi ecologica. I cambiamenti nelle politiche ambientali non possono certo arrivare dalle grandi multinazionali, dagli organismi sovranazionali o dall'accademia ma possono venire solo dai movimenti per la giustizi ambientale e sociale che stanno mettendo profondamente in discussione il modello di sviluppo. Il questo libro, critico ma anche propositivo, l'economista Giuseppe De Marzo, esamina - a partire dalla crisi e dai limiti dell'ambientalismo e i fallimenti dello sviluppo sostenibile - la nascita dei movimenti per la giustizia ambientale e come questi abbiano ridefinito termini, immaginano e prospettive. Affronta le relazioni tra diritti della natura e diritti umani, tra razzismo ambientale e movimenti, tra democrazia deliberativa e filosofia pluralista.
Un Grillo qualunque. Il Movimento 5 Stelle e il populismo digitale nella crisi dei partiti italiani
Giuliano Santoro
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2012
pagine: 180
Crisi globale, impoverimento democratico e svuotamento della funzione dei partiti tradizionali: sono le condizioni dentro le quali si sviluppa il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Uno strano animale anfibio, che affonda il suo corpo nel linguaggio della televisione, dal quale proviene il suo leader, e nella sfera della rete telematica, nella quale si muovono, lavorano e si riproducono i nuovi elettori. Per comprendere l'ideologia di riferimento del comico genovese bisogna infatti partire dai due uomini che lo hanno segnato: il patron di Striscia la notizia Antonio Ricci, e il guru telematico Gianroberto Casaleggio. E proprio nel massiccio utilizzo della rete che si fonda quella che i grillini stessi chiamano "una nuova forma di democrazia". Alla luce del terremoto politico che ha portato il Movimento 5 Stelle a conquistare diverse "poltrone" è necessario dunque capire quali proposte porti avanti questo temuto nuovo soggetto politico, quali interessi difenda davvero e chi al suo interno prenda le decisioni che contano. Questo è il primo libro che indaga il successo dell'antipartito fondato da Beppe Grillo, svelandone i meccanismi di comunicazione e i codici linguistici che l'hanno portato alla ribalta. Un testo che spiega come, al tempo stesso, il grillismo possa essere classificato sotto la forma di "populismo digitale", rappresentando non una soluzione ma l'ennesima mutazione genetica dei mali che da anni affliggono il sistema democratico.
A Palermo per morire. I cento giorni che condannarono il generale Dalla Chiesa
Luciano Mirone
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2012
pagine: 191
Un libro che fa luce su uno dei più clamorosi e misteriosi "buchi neri" della storia d'Italia: l'assassinio a Palermo del generale dei Carabinieri Carlo Alberto dalla Chiesa, nominato dal governo prefetto del capoluogo siciliano per combattere la mafia. Vengono raccontati i suoi ultimi cento giorni in Sicilia, il contesto politico in cui maturò il delitto e le troppe ombre che ruotano intorno alla strage di via Isidoro Carini del 3 settembre 1982. Il processo sull'assassinio del generale, infatti, pur facendo riferimento a possibili "zone grigie", ha condannato soltanto il primo livello di Cosa nostra, l'ala militare, quella che ha commesso materialmente il crimine, senza addentrarsi su eventuali "mandanti esterni" che stanno dietro ai delitti eccellenti di quegli anni. Attraverso gli atti processuali e testimonianze inedite si delineano i probabili moventi sull'uccisione di Carlo Alberto dalla Chiesa che venne spedito a Palermo per contrastare la mafia senza avere i poteri necessari. Nel libro il giornalista Luciano Mirane mette insieme i pezzi di un complesso mosaico che dal cuore della Sicilia porta nelle segrete stanze del potere italiano. Il testo si avvale delle interviste che l'autore ha realizzato con Nando dalla Chiesa, Francesco Accordino, Giuseppe Ayala, Gian Carlo Caselli, Alfredo Galasso, Riccardo Orioles, Umberto Santino e tante altre autorevoli personalità del mondo della politica, della magistratura, del giornalismo.
Il sopravvissuto. L'unico superstite di una stagione di sangue. I miei anni in prima linea nella lotta alla mafia con Borsellino, Falcone, Cassarà e Montana
Pippo Giordano, Andrea Cottone
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2012
pagine: 187
Pippo Giordano è "il sopravvissuto". Ex ispettore della Dia, ha attraversato la stagione più dura della lotta alla mafia in prima linea. Senza pentiti e intercettazioni ma al fianco di alcuni degli ultimi eroi civili d'Italia. Con Paolo Borsellino il giorno dell'ultimo interrogatorio di Gaspare Mutolo; compagno di pattuglia di Lillo Zucchetto, agente "troppo sveglio" e quindi ucciso all'inizio degli anni Ottanta; con Beppe Montana nelle montagne madonite alla ricerca di Michele Greco, il "papa", qualche mese prima che anche lui venisse ammazzato; con Ninni Cassarà e Natale Mondo alla squadra mobile di Palermo e con Giovanni Falcone lungo l'arco di tutta la sua camera, a Palermo o in giro per l'Italia alla ricerca dei soldi di Cosa nostra. Pippo Giordano la mafia l'ha respirata fin da piccolo, assistendo alle visite di suo padre al boss della zona, con tanto di baciamano e "servo suo sono". Un elemento in più per diventare bersaglio della mafia. Giordano conosce la lingua ufficiale dei mafiosi, ne comprende i passaggi logici e ne anticipa le mosse. E così negli anni Novanta diventa il "custode" dei pentiti. Fra poliziesco e libro-in-chiesta, "Il sopravvissuto" è un racconto intenso, pieno d'umanità, scritto con il linguaggio della strada, che narra anche i retroscena e le ombre di quella zona di contatto fra mafia e pezzi di Stato.
A carte scoperte. I flussi di denaro nel gaming tra riciclaggio e criminalità organizzata
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2012
pagine: 190
Il mercato dei giochi ha registrato negli ultimi anni una rapidissima espansione, sia attraverso la rete fisica sia a distanza, con una raccolta complessiva aumentata da 15 miliardi di euro del 2003 a 61,4 miliardi del 2010, corrispondenti al 4% circa del PIL. Non solo, le corrispondenti entrate erariali si sono attestate a 9,9 miliardi di euro (9,4 miliardi nel 2009) e i dati pubblicati dall'Aams confermano il trend positivo anche per il 2011. La crescita del mercato ha trovato, inoltre, impulso anche nella progressiva riduzione del carico fiscale - in media, dal 19% all'attuale 4,25% - e dall'anticiclicità del comparto all'accentuarsi della crisi. Un mercato molto vivace quello del gioco, che tuttavia presenta delle criticità marcate sul fronte della criminalità organizzata. Come rilevato dalla Commissione Antimafia, il settore rappresenta ormai un grande bacino utilizzato per l'attività di riciclaggio del denaro sporco da parte delle mafie. Gli enormi flussi finanziari che lo caratterizzano e una farraginosità di regole imposte dall'Aams finiscono per rendere abbastanza semplice l'attività di riciclaggio, rendendolo il marketplace ideale per questo tipo di attività illecita. L'obiettivo di questo libro è appunto approfondire, con contributi di spessore da parte di tutti i soggetti che a vario titolo partecipano a questo mercato, il legame esistente tra i flussi di denaro generati dall'attività di gaming e i possibili modi per renderli più trasparenti e tracciabili.
Chi comanda Torino
Maurizio Pagliassotti
Libro
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2012
pagine: 192
Torino oggi è la città più indebitata d'Italia, messa sul lastrico dai Grandi eventi - come le Olimpiadi invernali del 2006 - e dalle Grandi opere. Torino è anche una metropoli anomala la cui programmazione economica è decisa a tavolino dagli istituti di credito. E che vede, contemporaneamente, il Comune primo azionista della Compagnia di San Paolo e Intesa Sanpaolo come maggior creditore del Comune stesso. Chi comanda Torino è dunque un grumo di potere stabile da circa venti anni. Un nucleo ristretto di uomini, e qualche donna, che sta tentando di inventare una metropoli moderna che possa vivere senza la Fiat, con solo due risorse a disposizione: il debito e il territorio da edificare. Ma con la crisi economica che ha investito il Paese, il meccanismo si è inceppato, mostrando le sue tante fragilità e, soprattutto, i rischi ad esso connessi. Chi ha deciso e decide le sorti di Torino? Dove sono i veri centri del potere? Un corpuscolo molto, troppo influente, che si confonde tra i Palazzi della politica piemontese, tenendo in pugno i rappresentanti del popolo. Con una sola differenza rispetto al passato: chi ha comandato (e comanda) Torino oggi sta comandando anche l'Italia. Maurizio Pagliassotti firma il secondo capitolo della serie "Chi comanda": l'inchiesta sui padroni delle città, cominciata con il volume dedicato a Napoli.
Chi ha ucciso Pio La Torre? Omicidio di mafia o politico? La verità sulla morte del più importante dirigente comunista assassinato in Italia
Paolo Mondani, Armando Sorrentino
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2012
pagine: 284
Pio La Torre viene ucciso il 30 aprile del 1982. Indagini farraginose e un lunghissimo processo indicheranno come movente dell'omicidio la proposta di legge sulla confisca dei patrimoni mafiosi, di cui era stato il più deciso sostenitore. Esecutore: Cosa nostra. Un movente tranquillizzante. Un mandante rimasto nell'ombra. In realtà, con la morte di La Torre si compie un ciclo di grandi omicidi politici iniziati con l'uccisione, nel 1978, di Aldo Moro e proseguito, nel 1980, con la soppressione di Piersanti Mattarella, presidente democristiano della Regione Sicilia. Uomini che volevano un'Italia libera dal peso della mafia-politica e dall'influenza delle superpotenze. Dalle carte dei servizi segreti risulta che La Torre viene pedinato fino a una settimana prima della morte. Nel 1976, la sua relazione di minoranza alla Commissione parlamentare Antimafia passerà alla storia come il primo atto di accusa contro la Dc di Lima, Gioia, Ciancimino e la mafia finanziaria. Trent'anni dopo l'omicidio, l'esperienza complessa e straordinaria di La Torre spiega molto delle sorti attuali della Sinistra e della democrazia nel nostro Paese. E per la prima volta si cerca di leggere in controluce un delitto colmo di episodi per troppo tempo tenuti all'oscuro. Prefazione di Andrea Camilleri.

