Donzelli: Saggi. Storia e scienze sociali
L'Europa nel secolo veloce. L'Unione a confronto con il resto del mondo
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2020
pagine: 426
Se il Novecento è stato l'«età degli estremi» e il «secolo breve», il tempo attuale può già essere concepito come il «secolo veloce» di un mondo che cambia molto rapidamente: basti pensare alla densità dei legami commerciali ed economici, alla questione climatica e ambientale, agli sviluppi geopolitici nei diversi continenti, alla migrazione. È su questi temi che si misura l'Europa e che la dimensione politica dell'integrazione può essere analizzata rovesciando gli schemi consueti. non sappiamo cosa sarà l'Unione europea del futuro; potremmo dire però che l'Europa con ogni probabilità non sarà più la «fabbrica del mondo», non sarà, cioè, il luogo principale della produzione materiale. Potrebbe non esserlo neanche dello sviluppo della nuova immaterialità, o della ricerca di nuove frontiere, siano esse quelle della biotecnologia, dell'intelligenza artificiale, della robotica o quelle della ricerca e dell'attività spaziale e marina. La riflessione che il CeSPI, attraverso questo volume, vuole offrire nasce da questo tipo di considerazioni, raccogliendo analisi e punti di vista sulle tendenze globali in atto. Le contraddizioni del progetto europeo sono alimentate da una serie di fratture sociali e da vecchie e nuove linee di divisione politico-culturali nei sistemi politici. La ricerca è un contributo a più voci per contestualizzare nel futuro il rilancio del processo europeo. Gli autori formano un gruppo di generazioni diverse. Alcuni di loro sono coetanei o quasi di Fabrizia Di Lorenzo, Antonio Megalizzi, Giulio Regeni, Valeria Solesin - nomi divenuti noti purtroppo per ragioni tragiche ma che fanno parte di una generazione che guarda all'Europa e al mondo con curiosità e speranza. È a loro che il volume è dedicato. Non è un caso che l'impegno per cambiare il mondo torni a coinvolgere centinaia di migliaia di giovani nei nostri paesi. Chi crede nell'Europa libera e unita come condizione per il progresso dell'umanità non può che vedere in questo una nuova, forse inaspettata occasione. La strada dell'europeismo nel secolo veloce non smette di essere ripida e difficile. Ma non per questo meno bella e appassionante.
Una città per tutti. Diritti, spazi, cittadinanza
Libro
editore: Donzelli
anno edizione: 2019
pagine: 250
La questione del «diritto alla città», per richiamare il titolo di un famoso libro di Henri Lefebvre, pubblicato nel 1968 e tornato negli ultimi anni alla ribalta, è centrale in un'epoca come quella attuale in cui le megalopoli mettono sempre più sotto i nostri occhi la difficoltà, per i progettisti e la classe politica, di governare la natura complessa e mobile della dimensione urbana contemporanea. I temi sollevati da quella riflessione tornano con forza oggi: la dispersione della città sul territorio, i meccanismi di esplosione della dimensione urbana verso un «fuori» e di implosione al suo interno. Riflettere sul diritto alla città oggi vuol dire dunque affrontare nodi cruciali come quelli del rapporto centro-periferia, della gentrificazione dei quartieri storici, delle diseguaglianze spaziali e sociali, dei conflitti, della mobilità difficile, dell'aumento del controllo sociale, del consumo di suolo e degli squilibri ambientali. Attraverso una pluralità di interventi di architetti, urbanisti, sociologi, filosofi, il libro definisce i contorni della città contemporanea, quella che si è ormai lasciata alle spalle la città moderna del Novecento.
Il paese dei maccheroni. Storia sociale della pasta
Alberto De Bernardi
Libro: Copertina rigida
editore: Donzelli
anno edizione: 2019
pagine: 248
C'erano una volta i maccheroni, trascurati e negletti dai cuochi e dalla gente comune. A un certo punto, accadde qualcosa: una serie di convergenze inaspettate creò le magiche condizioni che permisero, a questo cibo poco valorizzato, di mostrare appieno le sue enormi e squisite potenzialità. Fu così che i poveri maccheroni assursero agli altari della gloria, per essere celebrati sulle tavole italiane e del mondo intero. Ma come è potuto accadere tutto ciò? Quali sono stati gli incastri della storia e del destino, quali gli orchi e quali invece le fate che hanno sancito il trionfo della pasta? Il volume - arricchito da un inserto a colori con immagini d'epoca - ci accompagna lungo questa storia affascinante. Tutto ebbe inizio quando quel semplice impasto di acqua e farina - uno dei composti più comuni dell'alimentazione fin dall'antichità - cominciò a svelare, nelle mani dei mastri pastai di Genova e Napoli, la ricchezza che racchiudeva, la straordinaria malleabilità, l'incredibile capacità di accompagnare i sughi e i condimenti più disparati, di zittire la fame e accendere il piacere; e tutto cambiò quando, fuori dall'ambito domestico e artigianale, i maccheroni si reinventarono come prodotto industriale urbano, imponendosi come «primo piatto» e come unico, autentico cibo nazionale, in grado di esportare l'italianità fuori dalla penisola. L'accurata ricerca di Alberto De Bernardi rivela curiosità e aneddoti di questa vicenda e mette in luce le profonde dinamiche storiche, economiche e culturali di una trasformazione del gusto che è stata anche e soprattutto una trasformazione sociale. La storia della pasta è la storia di un cibo identitario, però aperto al mondo, che invita a «mangiare italiano», ma al contempo attrae e accetta i condimenti e i sughi dei popoli e delle terre con cui entra in contatto; un cibo dunque che parla al mondo, ma che anche porta il mondo in Italia.
Marx revival. Concetti essenziali e nuove letture
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2019
pagine: 464
Il pianeta è in difficoltà a causa del capitalismo e Marx, libero dalle catene dei «socialismi reali», ritorna a essere scoperto, su scala globale e a tutto tondo, come il pensatore che ne ha fornito la critica più perspicace. Curato con il consueto rigore da Marcello Musto, Marx revival costituisce la più completa e aggiornata guida alle idee di Marx che sia stata realizzata in seguito alla caduta del Muro di Berlino. In questo volume, che riunisce contributi di esperti internazionali di Marx - provenienti da numerosi paesi e discipline, e, in gran parte, tradotti per la prima volta in Italia -, si incontrano le più vibranti e provocatorie interpretazioni contemporanee dell'opera marxiana. Esso mostra cosa ha davvero scritto Marx in merito a 22 concetti essenziali, in quali casi la sua analisi va aggiornata in base alle trasformazioni intervenute dalla fine dell'Ottocento e perché egli sia ancora così tanto attuale. In questa ambiziosa opera collettiva vengono affrontati, in modo innovativo, alcuni tra i temi classici della riflessione marxiana (ad esempio, capitalismo, comunismo, proletariato, lotta di classe) e, al contempo, vengono analizzate tematiche (quali ecologia, migrazioni, eguaglianza di genere, nazionalismo e questione etnica) raramente accostate al pensiero di Marx. Il risultato è un testo utile sia agli specialisti che credono, erroneamente, di sapere già tutto di Marx sia a una nuova generazione di lettori che ancora non conosce i suoi scritti.
L'ordine è già stato eseguito. Roma, le Fosse Ardeatine, la memoria
Alessandro Portelli
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
anno edizione: 2019
pagine: XI-490
Qual è il significato delle Fosse Ardeatine? Quale memoria ha lasciato la strage nazista compiuta a Roma il 24 marzo 1944, come rappresaglia dell'attentato partigiano di via Rasella, in cui il giorno prima erano morti 33 tedeschi? Questo libro, uscito nel 1999 e insignito del Premio Viareggio, è divenuto ormai una pietra miliare della storiografia contemporanea e un punto di riferimento per i tantissimi lettori che continuano ad accostarsi ad esso, spesso in occasione dei ricorrenti quanto accesi dibattiti sulla memoria del fascismo e dell'antifascismo. Protagonista assoluta del libro è la voce diretta dei portatori della memoria: duecento intervistati, di cinque generazioni, e di diversissima estrazione sociale e politica (compresi fascisti ed ex fascisti). L'autore torna a lavorare sul suo saggio bandiera, che ha gettato per la prima volta una luce sulle false notizie circolate in occasione del terribile eccidio delle Fosse Ardeatine. Ad arricchire questa nuova edizione, in occasione dei vent'anni dall'uscita della prima, è un saggio dedicato proprio alla memoria del nazifascismo e al suo rapporto con le più recenti riprese di sussulti fascisti e di letture revisioniste o svalutative della Resistenza. Ancora oggi, in modo singolare, quella tragica strage rappresenta un banco di prova della coscienza delle nuove generazioni. Raccolte da Alessandro Portelli, con uno scrupolo che è pari alla passione civile e alla tensione letteraria, le voci di questo libro danno vita a una ricostruzione di grande respiro corale, che si struttura attorno all'elaborazione e alla codificazione di un linguaggio. Ed è il linguaggio, alla fine, a farsi storia: una storia parlata; parlata a Roma.
Tutti i volti di Marianna. Una storia delle storie della Rivoluzione francese
Antonino De Francesco
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2019
pagine: 397
Le storie della Rivoluzione francese sono state per oltre due secoli lo specchio delle tensioni presenti nel processo di costruzione della modernità politica. Hanno contrapposto libertà ed eguaglianza a ordine e tradizione - un dissidio che non ha mai avuto termine - ma hanno anche diviso quanti, sotto profili ideologici volta a volta diversi, attribuivano un valore universale e periodizzante al 1789. Questo libro passa in rassegna oltre trecento storie della Rivoluzione francese pubblicate tra l'Europa e gli Stati Uniti in un arco cronologico che dall'epoca degli avvenimenti stessi giunge a tutto il Novecento, mettendo in risalto gli elementi che di volta in volta venivano valorizzati o nascosti, esaltati o taciuti. Il risultato è un quadro dove il volto di Marianna, figura assurta a simbolo stesso della Repubblica sorta dalla rivoluzione, assume sembianze diverse, proprio perché la riflessione sugli sviluppi seguiti al 1789 ha sempre inciso sul tempo presente, accompagnando, oppure contrastando, il pluralismo politico e culturale nel quale hanno preso forma le pratiche democratiche. Se oggi le fortune della storia globale sembrano porre in discussione il rilievo periodizzante di un 1789 dal profilo dichiaratamente eurocentrico, tornare sul dibattito attorno alla Rivoluzione è un modo per ricordare come l'esperienza delle storiografie nazionali - che si vorrebbe frettolosamente dar per conclusa - resti ancora un sicuro punto di riferimento per una rinnovata ricerca storica.
Robespierre. L'incorruttibile e il tiranno
Marcel Gauchet
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2019
pagine: 213
Chi era Robespierre? Un incorruttibile paladino del popolo o un sanguinario tiranno? Eroe per alcuni, contraltare negativo per altri, l'enigmatico Robespierre ha incarnato nella maniera più plastica i due volti della Rivoluzione: da campione dei diritti del popolo a fautore della ghigliottina, sotto cui egli stesso cadde. Ci sono due Robespierre: l'«incorruttibile» e il «tiranno», l'eroe e il mostro, per usare le parole dell'epoca. Le due immagini corrispondono alle due fasi della sua carriera rivoluzionaria: l'oppositore e l'uomo di governo. Il problema essenziale che gli storici, e in generale tutti coloro che riflettono sull'eredità della Rivoluzione, si trovano ad affrontare consiste nel dover raccordare tra loro questi due momenti e i due volti che hanno trasmesso alla posterità. Come si passa dall'uno all'altro? Il filo rosso che collega l'intrepido oratore della Costituente e il padrone della Convenzione va ricercato nel pensiero che li anima. Marcel Gauchet ripercorre la parabola politica di Robespierre, attraverso la lettura dell'impressionante mole dei suoi tesissimi scritti, e tenta di rispondere a questi interrogativi mostrando come la transizione dall'affermazione dei diritti del popolo alla fondazione di un sistema politico basato su di essi non sia una cesura ma appunto un passaggio, potremmo dire necessario, con tratti di rottura violenta. Fare i conti con questo apparente paradosso equivale ad accogliere l'idea che le memorie divise della Rivoluzione debbano convivere, e ad oltre due secoli di distanza, in un'Europa in cui le democrazie parlamentari sono sempre più in bilico, la lezione di Robespierre, che incarna la tensione tra i principi fondativi della democrazia e gli imperativi dettati dal suo stesso quadro politico, è più che mai utile a riflettere su una contraddizione che ci riguarda da vicino.
L'ora delle tenebre. Carnets di guerra 1915-1918
Tommaso Gallarati Scotti
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2019
pagine: 221
Nobile, cattolico modernista, scrittore e saggista, amico e biografo di Fogazzaro, inviso alle gerarchie ecclesiastiche, liberale antifascista, fuoriuscito in Svizzera, ambasciatore in Spagna e in Inghilterra. Tutto questo fu il milanese Tommaso Gallarati Scotti, che allo scoppio della prima guerra mondiale, non più giovanissimo, entrò come tenente di complemento nel corpo degli Alpini: legato da un rapporto stretto di amicizia e collaborazione con il capo di Stato maggiore Cadorna, di cui diventò il braccio destro, dopo Caporetto ne seguì le sorti, finendo la guerra come ufficiale del battaglione Val d'Orco. Dal suo privilegiato posto di osservazione, Gallarati Scotti tenne cronaca degli avvenimenti bellici che scorrevano davanti ai suoi occhi, riempiendo sette taccuini, dentro i quali si alternano note di tattica militare, sguardi sul campo di battaglia e sugli uomini che combattevano, introspezioni; prove di scrittura poetica, silenzi ed ellissi, resoconti di amicizie e ostilità. Finita la guerra, quei carnets seguirono l'autore fino a casa, dove si infilarono in un nascondiglio, avvolti in una discreta carta da pacco, per uscirne soltanto cento anni più tardi. In questa edizione critica, i carnets si presentano come un documento prezioso, ancora vibrante e forse insostituibile, dell'esperienza fatta da uomini, come lui religiosissimi e colti, che credettero di trovare nelle trincee e nel sangue la sostanza della riconsacrazione della terra e di se stessi alla nazione. Ai diari si accompagnano, oggi come allora, una riflessione e Tre canti sacri scritti in guerra come testamento spirituale e numerose foto in parte scattate da Gallarati stesso. Un'introduzione critico-storica di Diego Leoni restituisce inoltre il contesto in cui i taccuini vennero scritti e la rilevanza della figura di Gallarati Scotti.
Agricoltura e contadini nella Cina d'oggi
Jan Douwe Van der Ploeg
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2019
pagine: 164
La Cina ha il sistema agricolo più grande al mondo: in termini di produzione, è al primo posto a livello globale, un risultato che è il frutto di oltre 200 milioni di piccole unità agricole. Questi agricoltori, a fronte di appena il 10% della superficie coltivata del pianeta, generano ben il 20% della produzione alimentare mondiale. L'agricoltura cinese si distingue anche per l'impressionante tasso di sviluppo: la produzione e la produttività sono cresciute andando di pari passo con uno straordinario alleviamento della povertà rurale. Ma su cosa si basa l'eccellenza dell'agricoltura cinese? Per rispondere a queste domande Jan Douwe van der Ploeg, esperto internazionale di agricoltura e società rurali, ha condotto un accurato lavoro sul campo, che gli ha consentito di entrare in contatto con le famiglie che compongono il tessuto della società rurale cinese e di studiare le loro forme di adattamento a una realtà in continua evoluzione. Questo libro presenta una descrizione vivida dei meccanismi usati dalle famiglie contadine per difendere il loro modo di vivere. Allo stesso tempo, riuscendo ad aumentare la produzione agricola e a migliorare la propria qualità della vita, i contadini cinesi stanno tracciando nuove strade per rispondere ai cambiamenti in atto. Il libro mette in luce l'importanza della politica agricola. Ma è anche un viaggio all'interno del paradigma dell'agricoltura contadina cinese che rappresenta un'importante alternativa al modello di modernizzazione dell'agricoltura occidentale.
Ripartire dall'Africa. Esperienze e iniziative di migrazione e di co-sviluppo
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2019
pagine: 246
Ripensare a un mondo caratterizzato da forme di co-sviluppo costruttive e condivise tra Nord e Sud del mondo è ancora possibile? Il volume si propone di rivisitare in chiave critica il nesso tra migrazione e sviluppo, in un periodo storico in cui le politiche pubbliche di cooperazione, sviluppo e integrazione appaiono in una fase di stallo, se non di regressione. In che modo quell'insieme di relazioni di scambio e di connessioni tra aree diverse del globo generate dalle migrazioni e animate da diversi soggetti pubblici e privati possono essere rilanciate nel mutato panorama contemporaneo? I contributi raccolti nel volume offrono spunti di riflessione sulle realtà africane, sulle politiche e le pratiche degli attori implicati e sulla recente esperienza quinquennale di co-sviluppo realizzata in Burkina Faso, seguita dal CeSPI, e a cui hanno partecipato fondazioni bancarie, Ong e associazioni della diaspora. La strada da seguire è duplice. Da una parte incrementare le azioni di cooperazione e interscambio dando voce e riconoscimento ai diversi attori, incluse le popolazioni non migranti, e promuovendo un'integrazione a largo spettro che coinvolga l'Africa e anche l'Italia. Dall'altra, ripensare il rapporto con i migranti e capire che costituiscono un fattore vitale del nostro futuro sociale, politico e culturale, che sono un'occasione per progettare e perseguire un nuovo patto sociale tra cittadini già inclusi e cittadini ancora da includere; e, in questo senso, che sono loro l'opportunità da cui ripartire per costruire relazioni interne e internazionali più integrate, giuste e solidali.
La battaglia di Bretton Woods. John Maynard Keynes, Harry Dexter White e la nascita di un nuovo ordine mondiale
Benn Steil
Libro: Copertina morbida
editore: Donzelli
anno edizione: 2019
pagine: 408
Quando i mercati monetari e finanziari del mondo sono in tempesta, gli addetti ai lavori generalmente invocano «una nuova Bretton Woods», per prevenire il disordine economico ed evitare conflitti politici. Nella remota cittadina del New Hampshire si riunirono nel luglio del 1944, ben prima della fine della seconda guerra mondiale, i rappresentanti di 44 paesi. Gli accordi che furono raggiunti in quella storica conferenza hanno fatto sì che il suo nome evochi gli anni di stabilità e progresso seguiti alla guerra. La storia di quegli accordi, però, è costellata di drammi, intrighi e rivalità che poco si conoscono, e che Benn Steil fa rivivere in modo vivido in questo libro. Accantonando l'immagine convenzionale secondo cui Bretton Woods fu il risultato di un'amabile collaborazione tra inglesi e americani, Steil mostra invece come la conferenza sia stata l'anello decisivo di un ben più ambizioso progetto geopolitico, messo a punto dal ministero del Tesoro degli Stati Uniti - durante la presidenza di Roosevelt - e teso a ridimensionare drasticamente il Regno Unito, considerato un rivale economico e politico. Al centro della vicenda si situano le due figure antitetiche di John Maynard Keynes, il grande economista inglese, e di Harry Dexter White, il tenace tecnocrate americano, ispirato al modello del self-made man. Utilizzando una massa impressionante di documenti d'archivio, Steil offre un ritratto della controversa figura di White, vero artefice della centralità del dollaro nel sistema monetario mondiale, che venne appunto sancita dagli accordi di Bretton Woods. Si scopre così che White fu - privatamente - un ammiratore dell'economia pianificata, e che intrattenne per molti anni rapporti clandestini con esponenti dello spionaggio sovietico. Prefazione di Pierluigi Ciocca.
Organizzazioni criminali. Strategie e business nell'economia legale
Stefano Consiglio, Paolo Canonico, Ernesto De Nito, Gianluigi Mangia
Libro
editore: Donzelli
anno edizione: 2019
pagine: 224
Come da tempo dimostrato nella letteratura scientifica e dai più importanti organismi pubblici di contrasto alle mafie, le organizzazioni criminali si rafforzano attraverso la creazione di relazioni con diverse tipologie di attori (rappresentanti della politica, delle pubbliche amministrazioni, del mondo imprenditoriale e delle professioni). Questo volume affronta, secondo una prospettiva manageriale, il tema della relazione tra economia legale e illegale approfondendo le strategie e i comportamenti organizzativi delle imprese che operano nell'ambito degli appalti pubblici in modo (apparentemente) legittimo ma che rispondono a una catena di controllo di tipo criminale. Dalla documentazione analizzata emerge una relazione costante tra mafia e impresa, una continuità che è difficile da interpretare e accettare: le organizzazioni criminali di stampo mafioso non si limitano a monopolizzare i tradizionali business illegali, ma si spostano progressivamente verso attività di tipo legale. Dai casi esaminati emerge come non si possa parlare di due mondi semplicemente in contatto tra loro, ma di un'unica entità ambigua che si manifesta e si realizza sotto forme e modalità differenti.

