5 Continents Editions
Conversations intimes. Miniatures africaines
Bérénice Geoffroy-Schneiter, Nicole Dintenfass, John Dintenfass
Libro
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2017
pagine: 336
È l’estetica il filo conduttore della nota collezione di Nicole e John Dintenfass, i cui pezzi sono stati pubblicati in tanti libri. I Dintenfass hanno collezionato con passione, diligenza, serietà e rigore, sculture monumentali e miniature in legno provenienti prevalentemente dalle regioni africane. Concentrandosi su pezzi di altissima qualità artistica, il volume adotta lo stesso punto di vista dei due collezionisti, raccogliendo e offrendo ai lettori aneddoti che offrono uno sguardo nuovo ai collezionisti di oggi e di domani nella loro ricerca sull’arte africana. Il collezionismo è una passione che spesso porta a stabilire conversazioni più intime o esperienze emozionali con gli stessi oggetti. Inoltre, tanti collezionisti condividono la loro esperienza unica di gioia e ammirazione nei confronti degli artisti del XX secolo che a loro volta hanno collezionato arte africana e hanno generosamente fornito consigli, suggestioni e sostegno nel rispondere all’entusiasmo del collezionista. Grazie alle tante, bellissime e attente fotografie di ciascun pezzo, il lettore potrà instaurare una conversazione intima con quei maestri scultori africani che hanno profondamente influenzato il realismo, il cubismo e l’espressionismo moderni.
Khajuraho. Apogée sensuel de l'art indien. Temples et sculptures
Gilles Béguin, Iago Corazza
Libro: Libro rilegato
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2017
pagine: 284
Khajuraho. Indian temples and sensuous sculptures
Gilles Béguin
Libro: Libro rilegato
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2017
pagine: 284
Khajurāho, situata a nord dell’India, nello Stato del Madhya Pradesh, è uno dei siti più prestigiosi del patrimonio monumentale indiano, noto per l’armonia delle sue architetture e la sensualità delle sue sculture. Tappa obbligata di ogni viaggiatore che approda in India, Khajurāho deve la sua fama internazionale allo splendore dei suoi santuari indù. Un tempo importante centro politico e religioso, contava qualcosa come ottantacinque templi, come testimoniano le numerose rovine sepolte sotto i monticcioli di terra disseminati per la vallata; oggi sono rimasti venticinque santuari. La più antica testimonianza di Khajurāho risale al VII secolo. Dopo il crollo del regno della dinastia dei Candella, Khajurāho cadde nel dimenticatoio per più di quattro secoli e l’orgogliosa cittadella diventò una povera borgata al centro di una steppa arida per diversi mesi l’anno. Venne scoperta per caso da soldati inglesi all’inizio del XIX secolo. Cominciarono allora i lavori di restauro che si susseguirono fino a oggi e il sito è stato dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità. L’iconografia così particolare dei bassorilievi gli ha conferito un’aura demoniaca e nel corso degli anni sono state attribuite le storie più stravaganti a queste originali sculture. Grazie alle splendide fotografie di Iago Corazza, Gilles Béguin presenta i templi del sito, illustra le diverse figure e introduce il lettore alle meraviglie monumentali dell’India.
Kulango figurines. Wild and mysterious spirits. Ediz. inglese e francese
Alain-Michel Boyer
Libro: Copertina rigida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2017
pagine: 256
Il presente volume presenta le opere in miniatura create dai Kulango, nel nord-est della Costa d'Avorio, antichi vassalli dei due regni del paese (Bouna e Gayman). La loro arte, poco conosciuta, straordinariamente varia, incuriosisce e sconcerta al tempo stesso. Le loro creazioni, perlopiù in metallo, denotano una straordinaria libertà d'espressione, rompono con i canoni iconografici che caratterizzano le loro statuette in legno. Liberati dalla ieraticità, i corpi sembrano reinventare il movimento adattando a volte una gestualità quasi coreografica, una grazia aerea, delle linee sinuose. Oppure, in una fremente tensione, rivelano busti inattesi, inarcamenti provocanti, talvolta si allungano fino al parossismo, con virtuose scorciatoie, volumi stilizzati. Alcune opere sono ancora più strane, come i siamesi, un trio indissolubile, creature senza testa o con un'unica testa e due busti, una gamba sola o quattro gambe, piedi palmati, braccia pinnate, corpi anellati. Chi sono questi esseri enigmatici dagli occhi prominenti che scrutano nell'invisibile? Le scelte plastiche si limitano a questi pochi esempi? La rosa di stili è stupefacente, le forme più imprevedibili. Il volume presenta più di cento statuine, tutte al di sotto dei dieci centimentri di altezza: ciondoli, talismani, statuette divinatorie, pesi per l'oro. Introdotte nel nostro universo attraverso la metamorfosi fotografica, trasfigurate dall'illuminazione e dall'inquadratura, queste opere così resuscitate risorgono, come apparizioni da un altro mondo.
Les figurines des Kulango. Les esprits mystérieux de la brousse de la collection Pierluigi Peroni. Ediz. francese e inglese
Alain-Michel Boyer
Libro: Copertina rigida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2017
pagine: 256
Il presente volume presenta le opere in miniatura create dai Kulango, nel nord-est della Costa d'Avorio, antichi vassalli dei due regni del paese (Bouna e Gayman). La loro arte, poco conosciuta, straordinariamente varia, incuriosisce e sconcerta al tempo stesso. Le loro creazioni, perlopiù in metallo, denotano una straordinaria libertà d'espressione, rompono con i canoni iconografici che caratterizzano le loro statuette in legno. Liberati dalla ieraticità, i corpi sembrano reinventare il movimento adattando a volte una gestualità quasi coreografica, una grazia aerea, delle linee sinuose. Oppure, in una fremente tensione, rivelano busti inattesi, inarcamenti provocanti, talvolta si allungano fino al parossismo, con virtuose scorciatoie, volumi stilizzati. Alcune opere sono ancora più strane, come i siamesi, un trio indissolubile, creature senza testa o con un'unica testa e due busti, una gamba sola o quattro gambe, piedi palmati, braccia pinnate, corpi anellati. Chi sono questi esseri enigmatici dagli occhi prominenti che scrutano nell'invisibile? Le scelte plastiche si limitano a questi pochi esempi? La rosa di stili è stupefacente, le forme più imprevedibili. Il volume presenta più di cento statuine, tutte al di sotto dei dieci centimentri di altezza: ciondoli, talismani, statuette divinatorie, pesi per l'oro. Introdotte nel nostro universo attraverso la metamorfosi fotografica, trasfigurate dall'illuminazione e dall'inquadratura, queste opere così resuscitate risorgono, come apparizioni da un altro mondo.
Atget. Cartes postales d'un Paris perdu
Libro: Libro rilegato
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2017
pagine: 136
Il fotografo Eugène Atget è conosciuto soprattutto per le sue cronache in immagini di una Parigi romantica ma già in via di scomparsa a inizi Novecento. Questo libro presenta un aspetto particolare del suo lavoro, una serie di cartoline postali sulle piccole attività e mestieri della città: Les p’tits métiers de Paris. Esse rientrano in una lunga tradizione di raffigurazioni di commercianti e artigiani al lavoro e furono tra i pochi lavori pubblicati durante la vita dell’artista, che fu riscoperto negli anni Venti. Queste immagini ci rimandano la natura effimera della vita di strada. Atget coglie con il suo apparecchio fotografico le bancarelle dei mercati, le piccole attività artigianali, i venditori ambulanti, i piccoli svaghi che animavano le vie contribuendo al fascino particolare di Parigi.
Hemba. Luigi Spina e Constantine Petridis. Ediz. inglese e francese
Libro: Copertina rigida
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2017
pagine: 144
Espressione di uno dei numerosi stili luba, le grandi sculture maschili create da maestri della cultura hemba nel sud-est del Congo a partire almeno dal dalla metà del XIX secolo possono essere annoverate tra le migliori espressioni della statuaria dell'Africa sub-sahariana. Con il loro sguardo sereno e l'espressione meditativa, trasmettono una pace e una dignità che ben si addicono a questi ritratti idealizzati di importanti capi del passato. Pervasi da una forza o energia vitale particolari, questi oggetti erano in grado di comunicare tra i vivi e i morti. Grazie al loro potere, agivano sulla sfera materiale permettendo agli antenati di influenzare positivamente la vita dei loro discendenti. In questo volume la sensibilità e l'acutezza di sguardo di Luigi Spina permettono di scoprire nove sculture hemba tra le più riuscite, il cui stile classico è stato comparato a quello di alcuni kouroï della Grecia antica. Le fotografie di Spina ci aiutano a capire come mai queste statue di antenati dalle proporzioni ben equilibrate e dalla concezione simmetrica abbiano suscitato l'ammirazione degli appassionati di arte africana. Allo stesso tempo questa lettura personale ci conferma che queste opere meritano un posto nella storia dell'arte, nonché nel "Museo immaginario" di André Malraux.
I have longed to move away. Lawrence Carroll, works 1985-2017
Libro: Libro in brossura
editore: 5 Continents Editions
anno edizione: 2017
pagine: 208
Il catalogo accompagna la mostra monografica dedicata dal Museo Vincenzo Vela a Mendrisio-Ligornetto all’opera dell’artista Lawrence Carroll (1954). Nato a Melbourne, Carroll nel 1958 si trasferisce in California, per poi stabilirsi a New York nel 1984, dove porta avanti la propria ricerca artistica al di là delle mode del momento, con una profonda coerenza e dedizione al linguaggio e alla pratica della pittura. Quest’ultima interpretata come gesto che si attua al confine tra le varie espressioni formali dell’arte: una pittura che è lenta stratificazione di colore, di materiali e oggetti, in cui la superficie del quadro si apre all’ambiente rendendo labili i confini stessi tra i linguaggi di pittura, scultura e installazione. Nei suoi diversi spostamenti Carroll ha sempre ricercato la quiete dello studio e una dimensione intima di lavoro. Esplora la durata come fragilità di tempi e di spazi, dove la memoria è al centro della sua poetica. Antichi ricordi affiorano sulla superficie, si sedimentano strato su strato come sovrapposizione di luce, polvere e materia in campiture di colore chiaro – un pigmento inteso il più simile possibile al supporto della tela. Nella flagrante porosità della superficie emergono tracce e grafemi, si appoggiano oggetti. Ne consegue un universo poetico di rarefatte rispondenze, di narrazioni in divenire e allo stesso tempo avvolte in un’atmosfera sospesa e metafisica, da intendersi come “metafisica del quotidiano”. Strutturata come una sorta di autobiografia allestita nella sale della casa-museo, l’esposizione presenta opere di Carroll dagli esordi fino ai nostri giorni, evidenziando le sottili tematiche ricorrenti come pure gli snodi dai quali hanno preso avvio nuove ricerche. Nella pubblicazione gli autori affronteranno per la prima volta l’intero percorso creativo dell’artista, nelle sue varie declinazioni. Il volume sarà corredato di un ricco apparato iconografico e bio-bibliografico, oltre che di un’intervista all’artista.

