Abscondita
Quaderno di schizzi pedagogici
Paul Klee
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 102
"La prima edizione del Pädagogisches Skizzenbuch di Paul Klee venne preparata nel 1924, e apparve l'anno successivo come secondo volume della collana Bauhausbücher curata da Walter Gropius e Laszlo Moholy-Nagy. Una riedizione seguì poco dopo, nel 1927. A Gropius e Moholy-Nagy doveva esser chiaro fin dall'inizio che queste 'premesse fondamentali' come venne detto nella presentazione del libro 'di una parte dell'insegnamento teorico allo Staatliches Bauhaus di Weimar costituivano una componente essenziale della concezione artistico-didattica di Klee e dell'Istituto'. (...) Il Pädagogisches Skizzenbuch viene qui riprodotto integralmente. La sua preziosità non è dovuta solo a Paul Klee, autore dei disegni e delle riflessioni teoriche, ma anche all'impaginazione di Moholy-Nagy, che può esser considerata pionieristica. Si pone qui il problema (sollevato anche allora) se la soluzione adottata da Moholy-Nagy risponda appieno alle esigenze della spiritualità del pensiero e del disegno di Paul Klee, o se la spiccata personalità dell'impaginatore non contribuisca a suggerirne un'interpretazione distorta. Va peraltro ricordato che Klee autorizzò questa forma. Il libro rappresenta dunque un prodotto di quella cooperazione di 'forze di diverso indirizzo' che fu una caratteristica del Bauhaus, insistentemente affermata da Klee come potenziale di feconda dialettica interna e di produttività." (dalla premessa di Hans M. Wingler)
La nuova architettura e il Bauhaus
Walter Gropius
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 92
"Nutro la convinzione che la Nuova Architettura sia destinata ad assumere una portata molto più ampia di quella che oggi ha l'attività edilizia; ritengo inoltre che attraverso lo studio dei suoi vari aspetti procederemo verso una ancor più ampia e profonda concezione del design come grande organismo unitario (...). Sembra che il dominio della macchina, la conquista di una nuova idea di spazio e il lavoro pionieristico della ricerca di un comune denominatore per le nuove forme del costruire abbiano quasi esaurito le forze creative degli architetti di questa generazione. La prossima porterà a compimento il perfezionamento di queste forme, rendendo possibile la loro generalizzazione." (Walter Gropius)
Lettere precedute da «Atti di un processo per stupro»
Artemisia Gentileschi
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 174
Il volume riporta gli atti del processo intentato nel 1612 contro il pittore Agostino Tassi, accusato dal padre di Artemisia, Orazio Gentileschi, di strupro ai danni della figlia. Gli atti riproducono gli interrogatori e le deposizioni dell'accusatore, dell'imputato e vari testi sullo stupro. Una vicenda intricata in cui i ruoli dei protagonisti non sono ben chiari, ma in cui Artemisia non fu mai creduta, già guardata con sospetto perché faceva "esercizio di pittura". Fu vittima dell'inganno di Tassi, ma anche sottoposta a umilianti visite mediche alla presenza dei giudici e torturata per accertare la verità dei fatti. Il testo riporta le lettere scritte dalla pittrice, tre saggi di approfondimento e un'appendice iconografica.
Frammenti sull'arte
Edvard Munch
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 160
Edvard Munch (1863-1944) è stato troppo spesso consegnato al mito di "artista dell'angoscia", di "artista dell'urlo", sempre sul ciglio dell'abisso, tra continui lutti familiari, tumultuose relazioni sentimentali, alcolismo e ossessioni demoniache. Tutto questo ha rischiato di mettere in ombra le infinite pieghe del suo stile pittorico, che ha aperto la strada non solo all'espressionismo, di cui Munch è cruciale iniziatore, ma a tutta l'arte contemporanea. La sua creatività complessa quanto lineare, istintiva quanto raffinata non è ovviamente soltanto lo specchio autobiografico di un esistenza divenuta emblema: è il frutto di un incessante, tormentoso tentativo di trasformare le proprie esperienze personali in intuizioni figurative di valore universale. Di questa straordinaria tensione è testimone, e fonte primaria, un vasto e tumultuoso corpus di scritti. Lettere, minute, appunti diaristici, opere narrative sono infatti la fucina in cui riversava le sue molteplici e feconde intuizioni, per decantarle e da lì far nascere le sue opere pittoriche.
Arte povera
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 238
Sollecitando gli artisti più impegnati nello sviluppo dell'Arte Povera, le interviste curate e raccolte da Giovanni Lista cercano di definire i caratteri specifici di questo movimento dell'arte italiana che, nato all'inizio degli anni sessanta del secolo scorso, ha proposto il salutare ritorno a un "grado zero" dell'arte contro i linguaggi tradizionali della produzione artistica e contro la retorica di un'avanguardia ormai compromessa con la società dei consumi. Rifiutando il mondo della cultura, nel momento in cui esso registrava il suo asservimento alle nuove tecnologie e alla massificazione dei media, l'Arte Povera ha preconizzato la messinscena del processo di creazione, il recupero dei gesti elementari e la manipolazione dei materiali primari. L'arte era così chiamata a tradurre l'atto cognitivo nella pienezza di un'esperienza sensibile e intellettuale in cui la coscienza d'essere si trovava confrontata all'epifania delle forze della materia, alla presenza fisica dell'oggetto, alla circolazione d'energia che relaziona le cose e lo spazio ambiente. Ogni opera d'Arte Povera pone se stessa come emergenza e scoperta, sopprime la coerenza ripetitiva dello stile e rinnova quindi l'esperienza originaria della creazione. L'Arte Povera è stata caratterizzata da un'aperta rivendicazione dei valori dell'arte europea, vissuta anche come nuova appropriazione dei fondamenti espressivi della civiltà artistica italiana.
Expo 1889: la Tour Eiffel
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 165
"Si dice che l'immagine della Tour Eiffel sarà stampata su nuovi francobolli. Il fatto non assume, oggi, il significato di un'ammissione d'ingiustizia, attraverso questo desiderio di riparazione? Nata in America, la si sommerse di clamori e di iperboli, in Francia l'abbiamo ridicolizzata: diversa educazione, ma risultato identico. Il tempo, per fortuna, cancella la stoltezza degli uomini, e il ridicolo non uccide mai, per quanto se ne dica, se non il debole e il falso. La torre ha dunque continuato a disegnare nel cielo in movimento la sua silhouette grigia dalla testa d'oro, a innalzare sulla vetta il suo merletto di primati, come un desiderio, come un segno, immobile. Quanto agli eruditi e ai critici, responsabili di un tale iniquo discredito, senza dubbio continueranno a gonfiare ogni giorno una nuova vescica, per avere l'illusione di diffondere la luce. Affligge ancor più profondamente che a causa della loro manchevolezza l'opinione pubblica abbia così a lungo disprezzato l'arte del ferro, e non abbia visto nel suo impiego che una volgare utilità risultante da un calcolo solido e ingegnoso. E così non si è saputo né osato difendere dalla speculazione un'opera tutta di potenza e di audacia, urlante, in un salone fantastico, la gloria dell'acciaio: la Galerie des Machines. Costruita per l'Esposizione del 1889, il suo ricordo domina le nostre prime impressioni di vita collettiva..." (Dal testo di Raymond Duchamp-Villon)
Frida Kahlo
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 175
"1907. Maddalena Carmen Frieda Kahlo Calderón nasce il 6 luglio a Coyoacàn, un sobborgo di Città del Messico, da Wilhelm Kahlo, un ebreo tedesco emigrato in Messico, e da Matilde Calderón y Gonzàlez. Ha due sorelle, Matilde e Adriana, e la terza, Cristina, nascerà l'anno dopo. Così la stessa Kahlo parla dei propri genitori e dei suoi primi anni di vita: "Nacqui a Coyoacàn, all'angolo fra Londres e Allende. I miei genitori comprarono un terreno che faceva parte del podere di El Carmen e lì edificarono la loro casa. Mia madre, Matilde Calderón y Gonzàlez, era la maggiore dei dodici figli che ebbero i miei nonni, la spagnola Isabel, figlia di un generale, e Antonio, un indigeno di Morelia, Michoacàn. Mia nonna e sua sorella Cristina avevano studiato nel convento delle suore Biscagline, dove furono accolte alla morte del generale. Di lì Isabel uscì per sposare Antonio Calderón, fotografo di professione che faceva dagherrotipi. Ricordo che a mia madre non mancò mai niente: nel suo comò c'erano sempre cinque pesos d'argento. Era una donna bassina, dagli occhi molto belli, dalla bocca sottile, scura. Era come una campanella di Oaxaca. Era nata a Città del Messico. Quando andava al mercato si stringeva con grazia la cintura e portava con fare civettuolo la sua cesta. Molto simpatica, attiva, intelligente. Non sapeva né leggere né scrivere, sapeva solo contare il denaro. Mia madre era amica delle comari, dei bambini e delle vecchie che venivano in casa nostra a dire il rosario..."
Vita, arte e rivoluzione. Lettere a Edward Weston (1922-1931)
Tina Modotti
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 233
"Nella storia della fotografia il nome di Tina Modotti (1896-1942) è di solito citato insieme a quello di Edward Weston, grande interprete di questo medium, che fu negli anni venti e trenta veicolo di modernità e di nuove qualità espressive. Il mito che ha circondato questa donna eccezionale, di volta in volta rappresentata come femme fatale, rivoluzionaria o spia del Comintern, ha impedito per molto tempo di vedere le sue più profonde qualità artistiche e umane. Ma la scoperta di un corpo di lettere scritte tra il 1922 e il 1931, e conservate nell'archivio di Weston, in Arizona, ha aperto finalmente la strada verso il nocciolo più intimo della sua natura d'artista. Senza questo carteggio - abbastanza coerente nei toni e nello stile da permettere una ricostruzione fedele della sua vita durante gli anni trascorsi in Messico, quando divenne fotografa accanto a Edward - l'interpretazione della sua figura sarebbe ancora affidata alle impressioni, pur fortissime, suscitate dalle sue fotografie. Oppure ai racconti, non di rado mediocri o tendenziosi, di molti supposti 'biografi', che hanno alimentato il mito, senza cogliere l'essenza del suo talento prodigioso. Le lettere raccolte in questo volume sono documenti vivi, da cui si libera vibrante la vera voce di Tina." (Valentina Agostinis)
Su Piero Manzoni
Germano Celant
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 217
L'opera di Piero Manzoni, attivo dal 1955 al 1963, è segnata da una ricerca estetica e linguistica fortemente iconoclasta. Ha prodotto dipinti senza colore, gli achromes, fatti con caolino, tela, cotone, fibra artificiale e pelle di coniglio. Ha realizzato opere che utilizzano tracce e residui del suo corpo, dalle impronte al fiato, dal sangue alle feci, e ha firmato come arte i corpi o gli oggetti di altre persone o artisti, dagli amici alle modelle, da Marcel Broodthaers a Mario Schifano. Per ampliare la conoscenza e il percorso di vita e di ricerca dell'artista, intrecciati a una lettura a nautica e storica, sin dal 1967 Germano Celant si è impegnato nella contestualizzazione della sua energia comunicativa e concettuale rapportando il suo contributo alle vicende artistiche mondiali, dall'action painting al neo dada, dalla pop art al nouveau réalisme. Sul suo mondo fatto di cose quanto di eventi, come nel 1960 la stesura di un disegno consistente in una linea a inchiostro di 7200 metri e "Consumazione dell'arte dinamica del pubblico divorare l'arte" durante la quale ha offerto al pubblico uova da inghiottire segnate con l'impronta del suo pollice, lo storico del contemporaneo ha redatto, nel corso degli anni, un insieme di testi e di testimonianze teoriche. Tale produzione critica è qui raccolta al fine di offrire un tracciato interpretativo della complessa avventura di Manzoni che, per la sua radicalità e singolarità, ha raggiunto fama internazionale.
Edward Hopper. La fotosintesi dell'essere
Yves Bonnefoy
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 87
"Non vi è cosa più vana del domandarsi chi siano quegli esseri che Edward Hopper mette in scena, o cosa accade tra loro e cosa sta per accadere occorre piuttosto rivivere con lui la sensazione che nessuno può comprendere nessuno, e osservare che se ha fissato sulla tela una situazione e non un'altra, è solo perché ha creduto di riconoscere nell'uno o nell'altro dei suoi protagonisti lo stesso senso di solitudine e di isolamento che egli prova, e insieme un'aspirazione, un brusco turbamento dell'anima che spesso non lo dubitiamo - angosciano lui stesso." (Y. Bonnefoy)
Querido doctorcito. Lettere a Leo Eloesser
Frida Kahlo
Libro: Libro in brossura
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 99
"Il carteggio tra Frida Kahlo e il dottor Leo Eloesser dura anni - dal 1931 al 1951 - e racchiude indizi di quotidianità, del rigore di un'amicizia profonda, di un dottore che conosce oltre ai dolori del corpo, quelli dell'animo della propria paziente. Si presentano qui le lettere di Frida, scritte a mano o a macchina, che permettono di ricostruire la sua storia clinica e i sintomi nell'animo: i dolori alla schiena e alla gamba destra, la stanchezza cronica, di brutale dimagrimento... ma anche la ferita aperta per l'amore tradito, l'impulso politico. Musa dell'artista è sempre il dolore." (M. Cristina Secci)
Studi sul concettismo. Emblema, impresa, epigramma, concetto
Mario Praz
Libro: Copertina morbida
editore: Abscondita
anno edizione: 2014
pagine: 235
"Dorme nelle antiche biblioteche d'Europa, specialmente in quelle d'origine ecclesiastica, una vasta letteratura di libri figurati ora non mai consultati o assai raramente e di sfuggita, la letteratura degli emblemi. Vani passatempi di cervelli oziosi li proclama lo studioso serio; e coloro che si sentono attratti ad acquistar quei libri, quando ne appaiono in cataloghi d'antiquaria, son di solito vecchi collezionisti di curiosità, che con eguale entusiasmo raccoglierebbero francobolli o scatole di fiammiferi. I collezionisti d'emblemi già si contavano sulle dita nel secolo scorso, e oggi sì e no che se ne trova; e il loro scopo, quando non è di possedere bei libri illustrati da artisti spesso ben noti, è null'altro che desiderio di accumular cose della stessa natura: i bei libri curiosi li fan legare sontuosamente in marocchino ai ferri, e, nonché leggerli, il più delle volte ne ignorano tutto fuorché il nome. Merita codesta letteratura tanto oblio? E indegna d'esser studiata, sia pure come documento d'una perversione del gusto in secoli a noi lontani? E, prima di tutto, son gli emblemi veramente cose rimorte?"

