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Accademia University Press

La pratica del bene comune. Etica e politica in Charles Taylor e Alasdair Macintyre

Gianluca Cavallo

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 112

Come può essere pensata oggi la politica come pratica del bene comune? A partire da questa domanda l'autore propone una lettura dell'opera di due fra i più noti filosofi viventi, mostrando l'attualità della critica "comunitarista" al liberalismo. Riconsiderando temi quali modernità, secolarizzazione, diritti e intersoggettività attraverso l'ottica di Charles Taylor e Alasdair MacIntyre si individuano i limiti della pratica politica liberale (e, seppur indirettamente, neoliberale) e si avanza la proposta di un modello alternativo che ha al suo centro l'idea del bene comune, come mezzo costitutivo per la vita buona di ciascun individuo.
14,00 13,30

Libri, libelli e procuratori

Michele Spadaccini

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 304

Il codice latino monacense 28193 è un manoscritto bolognese del XIII secolo oggi conservato a Monaco di Baviera, che tramanda un corpus di opere giuridico-didattiche riconducibili alla città emiliana e un repertorio di formule per libelli petitori. Questo volume svolge un'analisi complessiva del manoscritto e delle opere in esso tramandate, con un approccio metodologico ampio che spazia dalla paleografia e diplomatica alla storia del papato e delle università, fino a indagare i problemi inerenti la produzione del libro bassomedievale. L'importante repertorio di formule per libelli procuratori e le problematiche che emergono da esso - come i possibili impedimenti matrimoniali (pazzia, parentela, impotenza, ecc.) e le richieste di conferma delle le nomine episcopali - è riletto nel contesto delle forme processuali bassomedievali e della legislazione canonistica, dalle cinque compilazioni antiche alle Decretali di Gregorio IX. È nel rapporto tra il codice inteso come strumento di lavoro e il suo possessore che l'autore individua un modo innovativo di guardare alla funzionalità di libri e libelli nel contesto storico-giuridico del basso medioevo.
24,00 22,80

The economic rise of China and India

Vittorio Valli

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 160

13,00 12,35

L'attore di fuoco. Martin Buber e il teatro

Marcella Scopelliti

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 272

Nell'anno che segna il cinquantesimo anniversario dalla scomparsa di Martin Buber, questo volume svela un ritratto inedito del filosofo colto nei suoi anni giovanili sullo sfondo di un'incandescente Vienna fin de siècle e riunisce una breve antologia di testi buberiani sul teatro. Per il giovane sionista, poco attratto dall'intrattenimento e dallo spettacolo, il teatro costituisce un mezzo di ricomposizione etica e politica del mondo e l'attore si presta come prototipo universale di un uomo "nuovo" e autentico. Viene qui ricostruita un'affascinante vicenda biografica via via animata da personaggi inattesi come Eleonora Duse, Ermete Novelli, il pittore Lesser Ury e Adolphe Appia. Si dimostra come l'incontro di Buber con il teatro costituisca senza dubbio una decisiva spinta verso il futuro e più maturo pensiero dialogico. La prospettiva del volume estende la portata del pensiero buberiano ben oltre i confini ebraici, facendo emergere una poetica (un "fuoco inesauribile") valida per ogni uomo occidentale alle prese con la riformulazione della propria tradizione. In questo senso trova spazio nell'ultimo capitolo un'attenta analisi biografica e performativa di Jerzy Grotowski, il regista polacco che rivoluzionò il teatro del Novecento e che da oggi è così possibile includere in una tradizione "simpatica" che annovera Martin Buber come maestro e ispiratore.
19,00 18,05

Metacognizione, neuropsicologia e riabilitazione psichiatrica. Un metodo per il trattamento di gruppo nella schizofrenia

Mara C. Quattropani, Roberta Famulari

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 184

Questo volume, nato per divulgare una ricerca-intervento sulla costruzione e la valutazione dell'efficacia di un trattamento per la schizofrenia, si è rivelato un manuale che può soddisfare le esigenze di informazione e formazione dei professionisti impegnati nella Salute Mentale e degli studenti dei Corsi di Laurea in Riabilitazione Psichiatrica e Scienze Psicologiche. La natura multifattoriale della schizofrenia rende complessa la cura nei servizi che devono offrire all'utenza trattamenti evidence based e fondati su best practice. Aderendo a queste linee guida, il training qui presentato, è il frutto di una vision e di studi integrati che abbandonano visioni parziali dirigendosi verso approcci integrativi per condurre il paziente ad una progressiva riacquisizione della propria identità ed al riadattamento all'interno della comunità. Sono anche affrontate le questioni relative alla recovery, qui intesa come condizione soggettiva di recupero legata al rafforzamento delle attività cognitive di base e alla metacognizione, abilità imprescindibili per il funzionamento psicosociale e per il consolidamento del senso del sé, nonché per la ricostruzione della dimensione dell'identità del paziente, spesso umiliata e irrigidita dalla patologia e dallo stigma sociale. Scopo del volume è di promuovere una visione più fiduciosa sull'esito della patologia schizofrenica, restituendo speranza ai pazienti, ai familiari e agli operatori della salute mentale.
16,00 15,20

La vita povera. Album della Piccola Accademia

Antonio Attisani, Florinda Cambria, Tommaso Di Dio, Francesco Emmolo, Enrico Redaelli

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 128

"Piccola Accademia" è il nome che i sei coautori della presente pubblicazione presero a usare, con reciproca canzonatura e molta autoironia, per definire i loro incontri, nati dal comune desiderio di avviare una ricerca formativa multidisciplinare nelle competenze ma unitaria nel metodo e negli scopi. Problema condiviso era quello di ritrovare, al di là delle specializzazioni, una scrittura dei saperi che toccasse i fondamenti della formazione in senso generale; un modo, cioè, di orientare l'esposizione e la ricerca entro i diversi contenuti disciplinari, ma in grado, allo stesso tempo, di ricostituire una base comune: quel fondamento universale della cultura che l'attuale istruzione scientifica e umanistica ha sempre più disperso in campi separati. Occasione per avviare i lavori fu la nozione di povertà francescana così com'era affrontata in un libro molto innovativo. Da questo tema di partenza la ricerca prese vie imprevedibili, sino a condurre i sei autori ad una serie di esperienze, di proposte, di risultati sempre problematicamente provvisori, dei quali il presente album ricostruisce in sintesi il cammino e documenta le tracce. Non una pubblicazione tradizionale, dunque, ma appunto qualcosa come un album di famiglia che raccoglie testi, figure, scritture, schemi di ricerca, appunti e ripensamenti, suggestioni e proposte.
24,00 22,80

I novellieri italiani e la loro presenza nella cultura europea: rizomi e palinsesti rinascimentali

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 768

La forma breve e, all’interno di questa categoria, la novella ebbero molto a che vedere con la riformulazione dell’enciclopedia europea tra il 1400 e il 1650. I meccanismi di riscrittura e di diffusione sotterranea della materia novellistica italiana, che si conserva, perpetua e propaga attraverso le letterature europee, sono proprio ciò cui abbiamo voluto alludere nel titolo di questa miscellanea di studi per mezzo delle due metafore, già ben radicate in ambito critico, poetico e intertestuale, del ‘rizoma’ e del ‘palinsesto’ che vi campeggiano. Il primo sembra un modello particolarmente adatto, per le sue caratteristiche fisiche e spaziali, a rappresentare sintagmaticamente la diffusione di temi, motivi e trame, come quella veicolata dalla novella, una diffusione segreta nei suoi ricorsi, che si presentano ai nostri occhi come privi persino di una ragione logica a guidarli, soggetti all’azzardo di un caso che, qui, là, o in più luoghi contemporaneamente, permetta loro di trovare terreno fertile in cui far spuntare rigoglioso un nuovo germoglio sotto forma di una pièce teatrale, una novella o anche solo un episodio all’interno di un’opera più ampia. Il ‘palinsesto’, proposto da Genette quale paradigma di riscrittura sulla traccia di un testo precedente, delinea una forma di transtestualità, atta ad esemplificare questo tipo di propagazione che caratterizzò particolarmente la fortunata ricezione della novella nell’Europa rinascimentale e barocca.
34,00 32,30

Il canale Cavour come corridoio della collettività

Noela Besenval

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 208

Il Canale Cavour, prima opera infrastrutturale dell'Italia post-unitaria, permette ancora oggi l'irrigazione della pianura risicola dal Piemonte orientale fino alla Lomellina portando le acque del Po sino al Ticino. La ricerca qui pubblicata indaga il Canale a partire da un obiettivo generale: quello di individuare nuovi strumenti e metodi nei progetti di trasformazione territoriale incentrati sul ruolo insediativo delle ciclostrade associate alle infrastrutture storiche. La possibilità di sviluppare lungo il grande sistema idraulico e architettonico del Canale una via a bassa velocità tra Torino e Milano, costituisce lo sfondo di uno studio che ha come temi principali: il rapporto tra l'architettura del Canale e la geografia dei luoghi; il ruolo della ciclostrada nello strutturare un sistema di spazi pubblici in grado di riunire lungo di essa gli insediamenti esistenti; la memoria identitaria che il cantiere del Canale ha lasciato nei territori attraversati. A partire da questi temi vengono proposti alcuni scenari progettuali nei quali il Canale è stato immaginato come corridoio della collettività. Questo lavoro, avvalendosi della disciplina del Restauro e di un'attenta ricerca archivistica che ha dato grande importanza alle rappresentazioni del Canale, guarda alle architetture del passato per il loro possibile riutilizzo nella progettazione di nuovi spazi contemporanei.
16,00 15,20

9,00 8,55

L'Alcesti di Euripide nell'Alcesti secondo Alberto Savinio

Gavino Piga

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 160

Sul mito di Alcesti Euripide costruisce un dramma ambiguo, mescolando luoghi tipici della retorica tragica, elementi di marca satiresca, spunti di diatriba filosofica, intensificando l'aspetto paradossale della storia e restituendola come enigma che si condensa nel finale dominato dalla figura della donna velata. Un enigma che ispirerà, nel secondo dopoguerra, anche Alberto Savinio e la sua contestatissima pièce, Alcesti di Samuele, dove il mito s'intreccia alla storia vera di una donna ebrea, suicidatasi per non essere d'intralcio al marito in un'Europa insanguinata dalla follia nazista. Il rapporto fra modello e riscrittura, però, non si risolve in semplice "attualizzazione dell'antico": è un ben più sottile gioco di prossimità e distanziamenti, un dialogo che teorizza il proprio farsi. La tessitura analogica che connette il mito al contemporaneo si rivela spazio complesso e conflittuale, in cui alla narrazione si affianca una contronarrazione, al tragico l'antitragico, al mito la sua dissoluzione: proprio in questo si mostra del resto la profonda affinità di Savinio con Euripide, abile a scovare nei miti tensioni ossimoriche e destabilizzanti. Da entrambi Alcesti è messa in causa come incarnazione di un conflitto fra identità e rappresentazione (assenza e presenza), mentre lo scambio che sostanzia il suo sacrificio viene scandagliato su un piano in cui la dicotomia fra vita e morte si riduce a pura approssimazione.
12,00 11,40

Segni dell'esclusione. Patrimoni, lusso, diseguaglianza crescente

Alessandro Casiccia

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 80

Con il tramonto del secolo XX, il conflitto delle classi si traduce sempre meno in pressioni rivendicative, dinamica salariale, mobilità sociale. La diseguaglianza assume nuove forme. Vengono erette nuove barriere; non solo quelle contrastanti le migrazioni, ma ancor prima quelle riguardanti i rapporti economici e sociali, l'accesso alla politica, all'istruzione superiore, e alla vita nelle metropoli, dove si ridisegnano interi quartieri, si accentrano patrimoni immobiliari ultralussuosi, e l'estrema ricchezza è scarsamente utilizzata in investimenti produttivi. Nei processi escludenti si mostrano determinanti anche quelli concernenti i beni d'alto pregio, come era accaduto nei secoli della modernità preindustriale. I nuovi messaggi riguardanti il lusso si configurano sempre meno come stimolo di un consumismo diffuso. In quell'apparente continuum dove durante i decenni postbellici si disponeva la varietà dei segni ma si stemperavano le differenze, vediamo ora aprirsi una mutazione anche semiotica, nella quale però una nuova discontinuità fra la "superclasse" e la maggioranza esclusa non è solo indicata, ma in certo modo fondata e costituita.
9,00 8,55

Il nemico ritrovato. Carl Schmitt e gli Stati Uniti

Andrea Mossa

Libro

editore: Accademia University Press

anno edizione: 2020

pagine: 320

Mentre il pensiero di Carl Schmitt, compromesso con il regime nazista, viene bandito dal mondo accademico, nelle università degli Stati Uniti fanno carriera vari studiosi europei (in buona parte ebrei tedeschi costretti all’esilio) che con lui hanno contratto consistenti debiti teorici. Alcuni sono stati suoi allievi e amici, altri semplicemente si sono confrontati con il suo pensiero perché a Weimar negli anni Venti, per un filosofo o un politologo o un giurista, era difficile non confrontarsi con Schmitt. Come hanno fatto i conti con il “bagaglio schmittiano” che avevano portato con sé dall’Europa? In che misura Schmitt ha influenzato il pensiero americano quando le regole della rispettabilità accademica sconsigliavano anche solo di menzionare il suo nome? Com’è accaduto che a un certo punto Schmitt sia stato riscoperto, e nel giro di un paio di decenni sia per così dire diventato di moda? Il presente saggio tenta di rispondere a queste domande. Dopo aver delineato il rapporto ambiguo tra Schmitt e gli Stati Uniti, l’autore prende in esame – e ridimensiona – i cosiddetti «dialoghi nascosti» (che secondo alcuni avrebbero segnato lo sviluppo del pensiero conservatore e neoconservatore americano) e soprattutto ricostruisce un importantissimo «dialogo mancato»: quello ingaggiato a partire dagli anni Cinquanta da Hannah Arendt, che in Schmitt identificava l’unico vero «discepolo di Hobbes» e il più acuto esponente di una linea del pensiero politico che secondo lei doveva essere messa radicalmente in discussione.
24,00 22,80

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