Adelphi
Un antropologo su Marte. Sette racconti paradossali
Oliver Sacks
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 445
Questo libro di Sacks si situa all'incrocio di biologia e biografia: nelle sue pagine il malato è importante quanto la malattia. I sette capitoli del testo sono narrazioni nelle quali ciascun paziente risalta come persona. Troviamo il pittore di successo colpito da improvvisa cecità ai colori; l'ultimo hippie di New York che un tumore al cervello blocca in una atemporale ripetizione degli anni Sessanta; la paziente autistica che confessa a Sacks la propria difficoltà a comprendere le emozioni umane più complesse esprimendola con la frase: "Il più delle volte mi sento come un antropologo su Marte".
L'archivio di Dalkey
Flann J. O'Brien
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 246
Un giovane irlandese alla ricerca della propria realizzazione nel mondo, dopo molteplici incontri e varie vicende decide, come si conviene, di sposare la sua fidanzata e avere da lei molti bambini. Il protagonista vive le sue avventure passeggiando nei luoghi da cui Flann O'Brien non si allontanò mai: Dublino e i suoi immediati dintorni che, come nella migliore tradizione irlandese, non sono soltanto simbolo del mondo, ma anche e soprattutto fonte inesauribile di storie nelle storie nelle storie. A giudicare dalla trama si potrebbe dunque collocare il libro fra i tipici romanzi di formazione, se non fosse che l'autore è Flann O'Brien, bizzarro scrittore irlandese al quale mai sarebbe balenato di scrivere un tradizionale romanzo di formazione...
Il controllo della natura
John McPhee
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 320
Narrare la radicale stoltezza umana che muove alcune grandi imprese della tecnica: con questo scopo McPhee ha esplorato e studiato per anni i luoghi in cui l'uomo si è impegnato in una battaglia totale con la natura per conquistare ciò che non è dato, per "accerchiare la base dell'Olimpo, reclamando e aspettando la resa degli dei". Un'analisi critica, con numerosi esempi reali, di come gli uomini mettano a repentaglio la loro stessa vita e non esitino ad affrontare spese colossali al solo scopo di continuare a vivere là dove la geologia e il clima sembrerebbero vietarlo.
La tomba inquieta. Un ciclo di parole
Palinuro
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 183
Cyril Connolly fu critico letterario temuto e ammirato, nonché animatore di una leggendaria rivista, "Horizon". Ma dietro il suo umore insofferente si celava uno scrittore clandestino, a cui Connolly permise una sola sortita, sotto lo pseudonimo Palinuro. Scritto a Londra durante la guerra, il romanzo è una mappa della sensibilità di un "egotista moderno" (V.S. Pritchett); è un autoritratto segreto, uno di quei testi dove si addensano i veleni dell'esperienza. Ciò che attira irresistibilmente Connolly verso la figura di Palinuro, l'infelice nocchiero di Enea i cui Mani devono essere placati, è "quel nocciolo di malinconia e di senso di colpa che dal di dentro ci distrugge".
Qui comincia la sventura del signor Bonaventura
Sergio Tofano
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 116
Bonaventura è stato definito l'ultima maschera della Commedia dell'Arte. "Qui comincia la sventura del signor Bonaventura", presentato con illustrazioni e musiche originali, è in questo senso un felice esempio. La lingua di Tofano (o meglio "Sto") è nutrita dei succhi di una tradizione letteraria che spazia da Metastasio ai futuristi. E' una lingua fatta di ritmo e di fantasia inesauribile, della quale si fa apprezzare soprattutto il doppio registro: per la freschezza dell'invenzione e la gratuità del gioco essa incanta il pubblico bambino, ma al tempo stesso riserva all'intelligenza dell'adulto il piacere di assaporare uno stile di rara leggerezza.
Libussa. La cavalla dell'imperatore
Carl Sternheim
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 90
All'insegna del «buon corsiero»
Silvio D'Arzo
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 147
I racconti della Kolyma
Varlam Salamov
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1995
pagine: 631
Racconti spesso molto brevi, dedicati a un qualche "caso" della vita quotidiana nella funesta regione dei lager della Kolyma: un'occasione di abbrutimento, depravazione, assurdità, barbarie, abiezione, pietà, solidarietà, coraggio, lotta per la sopravvivenza, resa, morte; una qualsiasi delle occasioni che hanno segnato il destino di milioni di esseri umani (decine di milioni: non conosceremo mai il loro numero) nella Russia sovietica. Nulla riscatta l'orrore di questo macabro mondo - neanche la natura, che con la sua asprezza sembra allearsi con gli aguzzini per facilitarne il compito, una natura maligna che ruba le ultime briciole di umanità. Eppure a quella natura Salamov sa dare anima in subitanei, velocissimi squarci visionari, e la cosa crudele che circonda i prigionieri prende vita e testimonia di una lotta tra forze primordiali in cui l'uomo è soltanto timida comparsa. Ognuno, dopo aver letto questo libro, sperimenterà la morbosa ossessione del pane che ispira le cronache dei campi di concentramento. Ma si chiederà anche perplesso da dove, da chi venga a Salamov quella tenera ironia che a tratti illumina l'universo torturante che gli diede in sorte la storia. "I racconti della Kolyma" apparvero per la prima volta in volume nel 1978 in Occidente e nel 1992 in Russia.
Il racconto dei racconti ovvero il trattenimento dei piccoli
Giambattista Basile
Libro
editore: Adelphi
anno edizione: 1994
pagine: 668
Pochi italiani sanno che alcune delle più belle fiabe del mondo, da "Cenerentola" al "Gatto con gli stivali", un po' prima di finire dentro i libri di Perrault e di Grimm, dove tutti lo scoprimmo da bambini, erano giunte all'orecchio del napoletano Basile (1575-1632), che all'inizio del Seicento le acciuffò e inguainò nella sua lingua, infilandole in quel "Cunto de li cunti" che fu definito da Croce "il più bel libro italiano barocco". Ancora oggi, infatti, per la maggior parte degli italiani, questo libro straordinario, insieme regale e cencioso, gentile e brutale, fastoso e plebeo, resta un capolavoro sconosciuto.

