Biblioteca dell'Immagine
Studenti serpenti
Lorenzo Busson
Libro
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2013
pagine: 160
Ore 8:00, tutti in classe. L'autore (insegnante) ritiene che per gli studenti la scuola di oggi non abbia alcuna funzione formativa. Essi escludono l'insegnamento dalle loro prospettive future: un'attività mediocre, grigia, senza prospettive di cambiamento e di carriera. Un mestiere con scarsa considerazione sociale, frustrante, estraneo ai "valori forti" del denaro, del sesso, del divertimento... L'autore, con "Serpenti studenti", ha fotografato e descritto la realtà scolastica del Nord Est.
Animali di vento
Marcus Parisini
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2013
pagine: 90
"Vanno, vengono, danzano. Come il vento che non ha confini".
Storia dell'Istria e della Dalmazia. l'impronta di Roma e di Venezia. Le foibe di Tito e l'esodo degli italiani
Paolo Scandaletti
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2013
pagine: 280
Terre d'Istria e di Dalmazia. L'impronta di Roma e di Venezia, le guerre, le foibe di Tito e l'esodo degli italiani Terre affacciate sull'Adriatico, legate da sempre alla sponda italiana. I romani fondano Aquileia 181 anni prima di Cristo e da quel porto partono per Costantinopoli e Alessandria d'Egitto, irradiano le loro strade verso le Alpi e i Balcani, l'Istria e la Dalmazia; fondano città come Pola, Zara e Spalato, Sebenico e Ragusa. Dopo Bisanzio, per otto secoli a partire dal Mille l'impronta sarà quella della Serenissima Repubblica di Venezia. Al futuro breve intermezzo di Napoleone segue l'amministrazione austriaca e la Grande Guerra. Poi il fascismo e del 1943 la furiosa ritirata dei nazisti, alla cui violenza fa seguito quella dei miliziani di Tito. Deportazioni, annegamenti e foibe costringono i cittadini italiani ad abbandonare tutto: è l'esodo. La storia di una terra e di un popolo.
A proposito del destino. Le avventure del reduce Michelangelo Scandola
Eugenio Bevilacqua
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2013
pagine: 111
Il reduce Scandola è la testimonianza vivente di tutte quelle cose con le quali lui, e altri come lui, non poterono loro malgrado evitare di misurarsi: il criminale dilettantismo con il quale l'Italia partecipò al conflitto, lo scarso rispetto per la vita umana nella cultura di quel periodo, la codardia di molti che ebbero posti di responsabilità, ma pensarono solo a se stessi, e la beffa finale dell'amnesia generale di fronte alla tragedia nazionale che avvolse il Paese al termine della guerra. Allo stesso tempo è anche la dimostrazione del potere dell'ottimismo, della vitalità giovanile e di una inevitabile dose di incoscienza le quali assieme spesso creano quella mistura che aiuta a realizzare anche le imprese più inverosimili. D'altronde, anche con la fortuna e il giusto atteggiamento mentale, se non possiedi una fibra adeguata non torni vivo dall'inferno di El Alamein.
Uomini e bestie in cammino
Giancarlo Ferron
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2013
pagine: 170
Si è costretti alla sintesi perché intanto si corre, si perde il fiato, si parano le vacche. Lo scampanio è assordante e si deve gridare. Sono racconti brevissimi e per questo intensi, pregni di nostalgie e di antiche amicizie con gli animali e con la montagna. Così imparo opinioni, capisco pezzi di vita, leggo negli sguardi il bisogno di condividere. Ascolto tristezze troppo dense, che non ce la fanno ad uscire dal cuore di chi le racconta, devo intuirne la durezza dalle parole troncate, dalle labbra serrate con forza e dagli occhi lucidi. Ascolto in silenzio, incrocio lo sguardo e senza parlare offro in cambio il poco che posso. Penso che se queste persone raccontano cose private a me, che sono uno sconosciuto, vuol dire che noi esseri umani abbiamo perso la capacità di camminare insieme e di parlare fra di noi. Vuol dire che la mandria crea un'occasione e produce un calore di cui noi umani abbiamo molto bisogno e di cui abbiamo un vago ricordo ancestrale che appartiene alla nostra storia.
Amianto. I polmoni dei cantierini di Monfalcone
Roberto Covaz
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2013
pagine: 103
Monfalcone è la città che si affaccia sul punto più a Nord del mare Adriatico. Da oltre un secolo è attivo un cantiere navale che è tra i più grandi d'Europa. Gli operai del cantiere, i cantierini, erano molto orgogliosi di costruire navi belle e imponenti. Ma un giorno, prima uno e dopo altri mille e mille ancora hanno cominciato a respirare male. Molto male. Fino a morire. Li ha uccisi l'amianto. Questo libro racconta la loro storia; se questa storia i cantierini l'avessero saputa prima a quest'ora sarebbero ancora vivi. Qui da noi il silenzio uccide.
Vajont. Il giorno dopo
Fulvio Comin
Libro: Libro in brossura
editore: Biblioteca dell'Immagine
anno edizione: 2013
pagine: 192
Alle 22.39 del 9 ottobre 1963 un boato tremendo scosse tutta la vallata. La frana di roccia compatta era venuta giù di schianto. Era entrata nel lago ed era risalita dall'altra parte della sponda dopo aver cacciato l'acqua. Un'ondata valicò la diga e si diresse verso Longarone. Un'altra risalì la montagna lungo la sponda di sinistra per quasi cento metri di altezza andando verso Pineda e San Martino e travolse tutto nella sua corsa. Erto fu bombardata di sassi, fango, acqua, ma non fu sommersa mentre La Spesse e Frasein che stavano sulla riva destra di fronte alla frana furono spazzate via. Il cataclisma durò non più di 4 minuti e la morte corse rapida lungo le rive del lago e poi nel cantiere della Sade. Molti quando sentirono arrivare l'acqua corsero verso la montagna cercando di guadagnare zone più elevate e, grazie a questo, si salvarono. Tutta la vallata fu avvolta dall'oscurità ed i superstiti, a tentoni, cercarono di trovare i familiari, di prestare loro soccorso, ma erano pochi. E tutti gli altri? Intanto coloro che avevano raggiunto luoghi elevati si organizzarono cercando della legna e accesero dei fuochi. Verso il bagliore di quelle fiamme si diressero i superstiti, come formiche, trascinandosi dietro i bambini ed i feriti.

