Carlo Cambi Editore
Eva e le altre
Pippa Bacca
Libro
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2016
pagine: 60
La ricerca artistica di Giuseppina Pasqualino di Marineo, in arte Pippa Bacca, si sviluppa nell'arco di un decennio: le prime esposizioni risalgono alla metà degli anni Novanta, mentre l'ultimo progetto, Spose in viaggio (Brides on Tour), è del 2008. In quest'azione - la più complessa che l'artista abbia ideato - confluiscono riflessioni ed esperienze maturate negli anni precedenti. Il progetto prevede che l'artista, vestita da sposa, raggiunga 11 paesi (dalla Slovenia a Israele) segnati da conflitti sociali e povertà, per portare un messaggio di speranza e rendere omaggio a chi, come le ostetriche, contribuisce alla rinascita in quei territori. Molti aspetti presenti in Spose in viaggio hanno radici nei precedenti lavori dell'artista: il viaggio in autostop, ad esempio, ha un ruolo primario nella serie Più oltre (2004). L'artista recupera, inoltre, iconografie legate al mito, ai culti preistorici o alla tradizione biblica, come la Mater Matuta, Eva o le sirene, figure femminili ambivalenti, che hanno il potere di attrarre e di distruggere l'uomo. L'8 marzo 2008 l'artista parte da Milano, in autostop vestita da sposa, per la performance itinerante Spose in viaggio, che dovrebbe condurla a Gerusalemme. Pippa, la cui arte è profonda e leggera, vola via da questa terra il 31 marzo 2008, violentata e uccisa appena fuori Istanbul.
Antonella Zazzera. Un possibile nomadismo della scultura
Marco Meneguzzo
Libro: Libro in brossura
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2016
pagine: 60
Nel pensare al lavoro di Antonella Zazzera nasce lo stupore per qualcosa che ha l'apparenza del fluido, e che invece è solido: le sue sculture, gli altorilievi in filo di rame o in altri materiali sono intrecciati, sono "tessuti" in modo da suggerire una piega momentanea, lo scorrere di un'onda, un soffio di vento, mentre sono lì, solidi e immoti per una quantità di tempo che sembra eterna, se pensiamo alla robustezza e alla durata della materia di cui son fatti. Ma l'opera di Zazzera non si esaurisce nell'artificio percettivo, per quanto sapiente. Passato quel momento ineludibile di stupore, comincia il cammino della cultura, di ciò che sappiamo e di ciò che si aggiunge grazie a quell'opera, e subito ci si trova di fronte a un secondo cortocircuito ideale, che è quello di una "scultura tessuta". I suoi lavori suggeriscono la possibilità di un mutamento di forma, che quello che era chiuso venga "srotolato", cioè diventi "aperto", e la forma muti con una mobilità impensabile per la scultura.
Fontana e Melotti. Spazi angelici e geometrie infinite. Ediz. italiana e inglese
Daniela Ferrari, Flavia Frigeri, Sarah Whitfield
Libro: Cartonato
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2016
pagine: 136
Il volume si focalizza sul ruolo che Lucio Fontana e Fausto Melotti hanno avuto nel creare un nuovo modello per l’arte, in particolare la scultura, indagando un modo innovativo per interpretare lo spazio. Le strade percorse da Fontana e Melotti saranno diverse, ma sempre intrecciate in una sorta di colloquio metafisico. Il concetto di spazio e il modo in cui esso viene interpretato è la chiave di lettura del libro. Entrambi gli artisti hanno esteso il significato dei concetti di vuoto e infinito, che hanno esplorato attraverso pittura e scultura e con l’uso di differenti materiali come tela, rame, alluminio, bronzo, ottone, gesso e terracotta, la cui eterogeneità sottolinea l’avanguardia della loro sperimentazione. Tuttavia è il concetto sotteso all'uso virtuoso dei materiali che è cruciale per entrambi gli artisti. Una volta affiancati, i concetti spaziali di Fontana e le modulazioni musicali di Melotti producono, infatti, un dialogo raffinato e ricco di sfumature.
Georges Mathieu 1952-1986
Dominique Stella
Libro: Libro rilegato
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2015
Georges Mathieu è incontestabilmente l'artista francese che, tra il 1947 e il 1980, ha rappresentato nel modo più brillante l'arte del suo paese nel mondo. La sua fama, dalla nascita dell'astrazione lirica nel 1947, si è costruita su un'opera celebrata dalle più grandi istituzioni culturali nazionali e internazionali. Le caratteristiche della pittura detta "astratta lirica" comportano la scelta di una grande libertà di esecuzione, con una propensione marcata per la traccia del gesto sulla tela e un gusto per il colore e la materia, quest'ultima proveniente molto spesso direttamente dal tubetto. Il coinvolgimento dell'artista nell'esecuzione pittorica è tale da comportare l'oblio di sé, e un impegno fisico dell'autore che investe tutto se stesso nella creazione della sua opera.
Enzo Cacciola. Cemento amato. Con un testo di Marco Meneguzzo
Libro
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2015
pagine: 68
Lo sviluppo del lavoro di un artista, durante l'intera sua vita, può assumere andamenti diversi. C'è chi procede per illuminazioni, per scarti, per improvvisi rivolgimenti che creano fratture con quanto fatto precedentemente, e un certo sconcerto quando, supponendo di navigare sempre in quel metaforico fiume, ci si trova improvvisamente di fronte a rapide furiose, o addirittura a violente cascate. Enzo Cacciola, a giudicare dai suoi lavori, apparterrebbe a questa seconda categoria. Se infatti avviciniamo idealmente in una galleria tutte le fasi del suo lavoro, dall'inizio degli anni Settanta ad oggi, troviamo fratture stilistiche talmente forti da non poter pensare che non siano anche il frutto di stravolgimenti personali difficilmente sopportabili, o di una capacità di trasformazione fuori dal comune.
Roberto Miniati. Affinità selettive. Ediz. inglese e italiana
Libro
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2015
pagine: 100
Nella sua lineare evoluzione, la pittura di Roberto Miniati ha raggiunto un'identità precisa e significativa, quantunque vi continuino a collimare - in verità in modo sempre più marginale - gli ultimi riverberi di quelle influenze che pure risultarono essenziali negli anni dei suoi esordi. Come isolatasi in un versante "altro" e alto dell'astrazione, l'opera dell'artista romano esibisce, oggi, ricercatezze tecniche e formali nitidamente peculiari. Vi intervengono, a soglie naturalmente subliminali, i lasciti di un'osservazione insistita fra le avanguardie dell'arte del ventesimo secolo e i mutevoli orizzonti dell'esistenza, là dove si susseguono, come nuvole vagamente antropomorfe, alternanti condizioni spirituali. Un errore, dunque, sarebbe circoscrivere il senso e i contenuti di questa mostra, dall'emblematico titolo Affinità selettive, ai diversi rapporti percepibili fra il lavoro di Miniati e quelli di alcuni fra i suoi artisti preferiti, giacché alle fondamenta stesse dell'intero percorso espositivo echeggiano sonorità intime, tipiche di universi abitati da umori e riflessioni di vario tipo.
Edoardo Landi. Reale o virtuale? Opere 1960-2000
Silvia Pegoraro
Libro
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2015
pagine: 68
Edoardo Landi è uno dei protagonisti dello storico Gruppo Enne, nato a Padova nel 1959 e scioltosi alla fine del 1964. Nel catalogo e nella mostra presso la Galleria Santo Ficara sono presentate opere realizzate in un arco temporale di quarant'anni, tra il 1960 e il 2000: dunque sia opere che risalgono all'epoca del Gruppo Enne, sia opere che riflettono le ricerche individuali di Landi, successive allo scioglimento del gruppo. Il percorso dall'Arte programmata e cinetica in Italia, sullo scorcio degli anni '50, desta interesse anche oggi e Landi è stato uno degli artisti di punta, un emblema di rigore e originalità: al centro delle sue ricerche, progettualità, rigorosa metodologia scientifica, dialettica con il sociale, volontà di porre lo spettatore al centro dell'esperienza estetica, collettivizzazione del lavoro. Landi ha continuato a lavorare nei decenni successivi allo scioglimento del Gruppo Enne con lo stesso rigore ed entusiasmo operativo, lo stesso spirito di ricerca sperimentale: ha approfondito e scandagliato i temi e i motivi del suo lavoro, come la capacità di trasformare la semplicità delle strutture e dei materiali di partenza nella complessità delle reazioni percettive dello spettatore, portato dall'artista a navigare di fronte e dentro l'opera, in una nuova realtà rispetto a quella dove è collocato fisicamente.
Jacques Villeglé. Retrospective
Dominique Stella
Libro
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2015
pagine: 228
Jacques Villeglé è legato al movimento del Nuovo Realismo: in questo modo è stato definito in storia dell'arte e sicuramente la vicinanza agli affichistes (artisti di poster), categoria che fa parte del Nuovo Realismo, è stata una fase fondamentale della sua evoluzione. I posters venivano strappati dal loro supporto e diventavano l'elemento chiave della rappresentazione artistica: questo era ciò che più armonizzava con la ricerca personale di Villeglé. C'era però un Jacques Villeglé precedente al periodo dei posters (1945-1960), quando il suo lavoro era legato a doppio filo con quello di Breton Raymond Hains, e un Villeglé affichiste (1960-1968), membro del Nuovo Realismo. Dall'inizio degli anni Settanta fino agli anni 2000, l'artista ha poi seguito una via indipendente, sviluppando la propria arte oltre i posters strappati dai muri di Parigi o di Buenos Aires. Un osservatore instancabile della vita urbana, dalla quale nasce la forza motrice del suo lavoro, che ruota attorno a temi cardine della società: la politica, la pubblicità, le lettere e i segni oltre ogni cosa. Preso nel totale, il suo lavoro offre uno scorcio sociologico unico, rappresentativo della contemporaneità. Nel 2008, infatti, il Centre Pompidou di Parigi gli ha tributato una retrospettiva dal titolo emblematico: La Comédie Urbaine.
Jirí Kolár
Mauro Stefanini, Francesca Pola
Libro: Libro rilegato
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2015
pagine: 302
Jirí Kolár dà all'arte una struttura equivalente ai segni della scrittura e, come tale, la seziona e ricompone; l'immagine statica si fa movimento, dubbio, si apre a letture diverse, non convenzionali, per ricreare la complessità delle molteplici realtà che viviamo, introducendo anche la dimensione del tempo, il trascorrere della vita nel sovrapporsi di strati, nell'usura o nelle pieghe. In altre opere l'artista richiama alla memoria oggetti ed esperienze della vita, frammenti di un'identità dispersa che divengono un caleidoscopio di segni, talvolta ossessivi, nei minuziosissimi, labirintici chiasmages fatti di frammenti di libri in lingue e caratteri diversi. Questi, privati della capacità di raccontare, assumono nuovo senso nel ritmo e nella musicalità della disposizione, rivestendo superfici o oggetti. L'artista offre - nelle complesse connessioni tra frammenti di parole e immagini, musica, movimento una personale sintesi della propria cultura e civiltà, rinnovando un linguaggio che si era logorato e immagini che avevano perso senso (divenendo strumenti di regime), grazie alla poesia che li riscatta e li fa rivivere.
Mario Nuti. L'arte come testimonianza civile. Opere dal 1948 al 1963
Mauro Stefanini, Nicola Nuti
Libro: Libro rilegato
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2014
pagine: 88
Francesco De Molfetta. DEMOcracy. Ediz. italiana e inglese
Luca Beatrice
Libro
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2014
pagine: 176
Ecco come si descrive lo stesso artista: "All'anagrafe sono registrato come Francesco De Molfetta. Ma nessuno mi chiama così. Sono da sempre per tutti il 'Demo'. So per certo che il mio lavoro riguarda l'infanzia. La mia soprattutto. Credo che tutto abbia origine da lì. Quando da piccolo mi facevano la fatidica domanda 'che cosa vuoi fare da grande?', io non avevo dubbi, rispondevo: 'il giocattolaio: voglio vendere i miei giocattoli'. In un certo senso è quello che faccio. Vendo giocattoli che parlano di me, della mia poetica e dei miei drammi. Resine, colori e plastiche prendono forma per trasmettere contenuto". La generazione dei trenta/quarantenni è oggi intrisa di cultura anni Ottanta. DEMOcracy è, in parte, il personalissimo omaggio di Francesco De Molfetta al periodo storico che l'ha visto bambino, ai suoi vitelli d'oro, ai suoi miti di cartapesta. Come sempre, quando ci troviamo di fronte ai lavori di questo artista, che è giovane solo da un punto di vista biografico - vanta, infatti, un curriculum di tutto rispetto che l'ha visto più volte protagonista di esposizioni di alto livello e oggetto di un ricercato e affezionato collezionismo - si rimane piacevolmente spiazzati dalla forza dissacrante delle sue opere, dalla dose di ironia, dal recupero di quel gusto duchampiano e, molto italianamente, dedominicisiano, per il gioco di parole, per il sovvertire le certezze, per trovare nuove chiavi di lettura.
Carla Accardi. Nuovo millennio
Marco Meneguzzo
Libro
editore: Carlo Cambi Editore
anno edizione: 2013
pagine: 50
Mostra e catalogo dedicati a una produzione fuori contesto, gli ultimi quindici anni dell'artista Carla Accardi e le sue affermazioni di libertà. Come scrive il curatore, Marco Meneguzzo, "il percorso di Accardi è esemplare: una straordinaria intuizione nel partecipare, giovanissima, al Gruppo Forma, una prima maturità nella seconda metà degli anni Cinquanta, il momento magico degli anni Sessanta, in cui ogni cosa nelle sue opere appare "facile", tanto è in sintonia coi tempi, la sperimentazione tra gli anni Sessanta e i Settanta, l'acquisizione conclusiva della forma negli anni Ottanta e il definitivo successo nel mondo dell'arte, tutto concorre a che Accardi possa concedersi ora il lusso della libertà espressiva e della simultanea sicurezza che le sue opere attuali vengano guardate con la consapevolezza e l'attenzione che l'intero suo percorso merita. Così, da una ventina d'anni - e con una singolare accelerazione nel nuovo millennio - Accardi "gioca" coi propri segni, col proprio alfabeto, con la propria sintassi. Il gioco, in questo caso, è la manifestazione più alta della libertà, perché consente a chi lo pratica di stabilire sempre nuove regole, e di infrangerle, con la leggerezza di uno sguardo olimpico sulle cose del mondo, e quindi anche del proprio lavoro. È questa la differenza tra "gioco" e "sperimentazione", che vale la pena di approfondire".

