Le Lettere
Destino dell'uomo e religione secondo l'illuminismo
Guido Ghia
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 293
Il volume è diviso in due parti: nella prima, condotta in dialogo con Lessing, ci si focalizza su una concezione della religione che trova nella libertà il suo momento sorgivo e rivelativo nella coscienza di ogni uomo, e che, nel suo dinamismo, si contrappone con decisione alla fissità del confessionalismo dogmatico; nella seconda, condotta in dialogo con Fichte, il concetto di trascendentale viene declinato nella sua valenza specificamente etico-religiosa, nel senso di una mistica oscillante tra i poli di un'identitas entis e di un'alterità della Trascendenza incomprensibile alla ragione calcolante umana e intuibile unicamente con il sentimento. Ne risulta, così, una tensione - fissata sintomaticamente nella categoria concettuale della "religione secondo l'Illuminismo" - tra la volontà dell'individuo di cercare incessantemente la verità e la consapevolezza dei limiti della ragione umana in questa ricerca, sicché il destino dell'uomo consiste non soltanto in un costante perfezionamento etico, ma anche nell'abbandono a una Provvidenza e a uno spazio di Trascendenza che il cuore percepisce, agostinianamente, intimior intimo meo.
Il dossier di Avignone (9 febbraio 1320-11 settembre 1320)
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 500
Nel Cielo delle stelle fisse san Pietro profetizza a Dante e al mondo il trasferimento della Curia Romana ad Avignone. Anche in cima al Purgatorio nel paradiso terrestre, il giorno prima, Beatrice e uno spettacolo enigmatico con più attori avevano preannunciato questa rivelazione (Purg. XXXII-XXXIII), ma nel Paradiso le parole di san Pietro sono esplicite. Dure, autorevoli: i Guaschi e i Caorsini saranno i prossimi pontefici (Par. XXVII 58-60). La parodia della salvezza è spaventosa. Il sangue di Pietro e dei primi papi martiri (Par. XXVII 40-42) verrà bevuto in un rito demoniaco (Par. XXVII 27). Nell'istante della rivelazione, datata 1300, tutto l'ottavo cielo diventa rosso scuro. Clemente V, il papa guasco (1305-1314), era già atteso in Inferno e sarebbe caduto a capofitto nella profonda bolgia dei simoniaci (Inf. XIX 82-87 e Par. XXX 142-148). Ma che ne è nella Divina Commedia del caorsino Jacques Duèse, papa con il nome di Giovanni XXII (1316-1334)? Succede infatti che l'unico documento storico in originale, segreto ma ufficiale, che contenga il nome di Dante Alighieri di Firenze sia proprio un documento della Curia di Giovanni XXII. Due cardinali nipoti del papa (Bertrand du Pouget e Arnaut de Via) e l'abate di Saint-Sernin di Tolosa (Pierre Le Tessier) sono i testimoni ad Avignone di una denuncia che coinvolge anche Dante: a Milano Matteo Visconti ha fatto costruire una statuetta-ymago d'argento di Giovanni XXII e la vuole distruggere con sortilegi. Nel 1320, giorno per giorno, un anno prima che Dante Alighieri muoia. Qui si pubblicano e si commentano i documenti dell'Archivio Apostolico Vaticano. E si dialoga con le domande che si pongono i dantisti, i lettori della Commedia, i filologi, gli archivisti e gli storici. Edizione critica, diplomatica e facsimilare.
Admirabile commercium. La divinizzazione nei padri della Chiesa
Giordano Frosini, Andrea Vaccaro
Libro: Libro in brossura
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 366
“Admirabile commercium” è la formula che i padri della chiesa idearono per sintetizzare il cuore del messaggio cristiano, ovvero lo ‘scambio miracoloso’ tra il divino e l’umano, per cui Dio assunse la natura umana, affinché l’essere umano potesse divinizzarsi. Uno scambio ben impari, tutto a vantaggio dell’umanità e realizzato solo per amore e per grazia. A partire da Ireneo di Lione, la ‘formula dello scambio’ è divenuta, nei primi secoli, la carta d’identità dei cristiani. È forse giunto il tempo di rivalutarla. Oggi che i tratti ‘transumanisti’ di immortalità e onnipotenza vengono invocati con particolar prepotenza, il recupero del concetto cristiano di ‘divinizzazione’ è la preziosa risposta della teologia al desiderio più profondo che abita da sempre l’animo umano. Come è da intendere questa divinizzazione? A quale realtà allude? Nessuno può rispondere a questi interrogativi meglio dei padri della chiesa greci e latini, di cui questo libro offre, per la prima volta nella pubblicistica italiana, una ricognizione globale. Prefazione di Giuseppe Lorizio.
Autunno in Sardegna
Ernst Jünger
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 100
Il volume raccoglie tre testi, "San Pietro", "Serpentara" e "Autunno in Sardegna", uniti da un filo rosso agli scritti dedicati alla Prima guerra mondiale che hanno reso famoso Ernst Jünger. Egli approda in Sardegna animato da quella stessa volontà di rinnovarsi interiormente tramite la fuga da una civiltà moderna "lontana dalla terra" che lo aveva condotto sui campi di battaglia. Certo, Jünger è un testimone del suo tempo troppo lucido per non accorgersi che la Sardegna è un microcosmo arcaico prossimo al tramonto, in cui si vanno già moltiplicando i segni della modernità e dunque dell'"annessione alla tecnica planetaria". Tuttavia, l'Isola offre ancora la possibilità di aprirsi un varco verso la pienezza di vita della natura: Sardinia sive natura, si potrebbe quindi dire, dato che l'Isola è vissuta come un tripudio di forme e colori in cui si manifestano la potenza e la fecondità di una natura risacralizzata nel segno dell'immagine archetipica della Grande Madre. Uomini e fiere perdono, così, sotto gli occhi di Jünger, contorni netti per prendere parte ai "ludi bellici ed amorosi di partner animali nel sogno della vita".
Contro i ladri di libri. Maledizioni & anatemi
Lucio Coco
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 100
Il furto dei libri ha rappresentato nella storia sempre un rischio per qualsiasi biblioteca o libreria. Per questo motivo proprio per proteggere i libri da ladri e malintenzionati in tutte le epoche, oltre alle solite precauzioni (chiavi, armadi ecc.) sono stati escogitati metodi più inusuali come il ricorso ad anatemi e maledizioni. Alcune di queste, venate da una sottile ironia oppure latrici di neppure tanto velate minacce, sono state raccolte in questo libro che rappresenta per il tema e l'argomento un vero e proprio unicum editoriale. Con una nota di Edoardo R. Barbieri.
T. S. Eliot, Eugenio Montale e la modernità dantesca
Ernesto Livorni
Libro: Libro in brossura
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 160
La poesia di T. S. Eliot e quella di Montale sono cresciute agli occhi della critica letteraria soprattutto italiana secondo criteri di affinità che trovavano i loro punti fermi nell’esempio fornito da Dante a tanto modernismo inglese e statunitense, oltre che a quello italiano. Il libro si propone di esplorare alcuni capisaldi comuni alle poetiche dei due poeti in questione in rapporto alla lezione dantesca secondo tre direzioni fondamentali, raccolte nei tre capitoli che compongono il libro. Il primo capitolo affronta “le ragioni di affinità`” che hanno contribuito ad una lettura critica concentrata sulle similarità e sui punti in comune dei due poeti. Il secondo capitolo discute non soltanto la poesia dell’oggetto così come viene proposta da Eliot e da Montale, ma anche la questione della poesia stessa come oggetto del fare poetico. Il terzo capitolo prende in considerazione la congiunzione del motivo del viaggio come esplorazione da parte del soggetto verso la conoscenza di se stesso e del motivo della donna come forma di conoscenza dell’alterità per eccellenza. Chiude il libro un breve capitolo sulle traduzioni effettuate da Montale di alcuni componimenti di Eliot.
Gli egoisti
Federigo Tozzi
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 110
Nel corpus narrativo di Federigo Tozzi un romanzo come "Gli egoisti" rivendica una posizione singolarmente originale. Affidandosi di nuovo alla scrittura e proiettandosi in un personaggio protagonista come il musicista Dario Gavinai, Tozzi aggiorna un proprio impegno allegorico, rappresentativo e decifrante, messo al servizio delle esigenze di quel "romanzo interrogativo" così ben delineato, nelle sue mappe storiografiche di afferenza italiana ed europea, da Giacomo Debenedetti. Redigendo "Gli egoisti" Tozzi scrive in effetti un ulteriore capitolo del suo ideale, unico, grande romanzo a sfondo autobiografico: la propria «vita scritta». L'elemento desunto dall'esistenza, letterariamente dislocato e rivissuto, investe in primo luogo, come di consueto, un inetto in balia delle sue velleitarie e insoddisfatte attitudini artistico-creative e dei suoi ambigui sentimenti. In un'ambientazione delle vicende non più senese ma romana, anche l'intero cast delle presenze convocate dalla trama rimanda puntualmente alla vita dello scrittore: da Albertina Marelli al Carraresi, dal Papi al Giachi. L'accertabile derivazione autobiografica non impedisce tuttavia a Tozzi di trascenderla e sublimarla in arte, facendo del racconto di una contrastata storia d'amore - una storia d'amore inaspettatamente a lieto fine e proiettata sugli espressionistici scenari di una Roma di primo Novecento - una rigorosa indagine delle profondità della psiche.
Procedete nello spirito. Sermoni
Niccolò Cusano
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 150
Quella di Niccolò Cusano (Cues, o Kues, sulla Mosella, 1401 - Todi, 1464) fu una personalità poliedrica eccezionale. Dottissimo umanista, giurista, diplomatico, matematico, studioso di scienze della natura, filosofo - da molti considerato il padre della filosofia moderna - egli fu però soprattutto un teologo, erede della grande tradizione mistica medievale germanica, che proprio con lui sviluppò tutta la sua potenza speculativa. Se la riscoperta dell'importanza delle sue opere per la filosofia e la scienza moderna è cosa relativamente recente - dai primi del XX secolo - recentissima è quella del corpus dei Sermoni, imponente non solo per il numero, quasi trecento, ma anche per il valore teologico: ciascuno di essi, infatti, pronunciato in volgare tedesco ma poi ampliato e rielaborato in latino, è un vero e proprio piccolo trattato teologico. I Sermoni sono però innanzitutto testimonianza di quell'indefesso impegno pastorale che Cusano, vescovo di Bressanone, poi cardinale del titolo di San Pietro in Vincoli, sentì per tutta la vita come dovere primario. Conscio della crisi della cristianità del suo tempo, e persuaso, insieme, della sostanziale armonia tra filosofia e religione, Cusano cercò infatti di portare avanti una radicale azione riformatrice della Chiesa in capite et membris, in accordo con i papi Eugenio IV, Niccolò V, e soprattutto con l'amico Enea Silvio Piccolomini, papa Pio II. La riforma auspicata, come è noto, non vi fu; sempre a partire dalla mistica medievale tedesca, una ben diversa - lacerante - Riforma avverrà però comunque, mezzo secolo più tardi. Sono qui presentati, in prima traduzione italiana, dieci tra i più interessanti Sermoni predicati da Cusano tra il 1428 e il 1459, dunque lungo tutto l'arco della sua vita religiosa, in Renania, nella diocesi di Bressanone e a Roma.
«Uomo di penna e di pennello». Il doppio talento di Ardengo Soffici
Ruben Donno
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 345
Nel corso degli anni l'attività pittorica dell'intellettuale Ardengo Soffici è stata studiata separatamente da quella letteraria, e con maggiore attenzione. Questo studio, per la prima volta, desidera invece evidenziare la stretta aderenza e l'evidente influenza del doppio talento dell'artista di Poggio a Caiano, e il modo in cui egli subì il fascino delle nuove correnti artistiche italiane ed europee del Novecento. Il volume indaga approfonditamente la figura dello scrittore-pittore dal punto di vista del doppio talento, mettendo in parallelo i problemi teorici del visivo e del letterario alla luce delle influenze fiorentine, italiane ed extraeuropee, soprattutto francesi, che agirono sulla sua formazione. Soffici ne emerge così come una figura necessaria e imprescindibile, punto di snodo e, al contempo, di approdo, per comprendere le dinamiche artistiche, figurative e letterarie che si affacciavano al nuovo secolo e la loro interazione con il nuovo concetto di modernità. Prefazione di Valter Leonardo Puccetti. Postfazione di Floriana Conte.
Quaderno del nulla e altri testi
Dina Ferri
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 270
Dina Ferri, primonovecentesca «poetessa pastora » delle campagne senesi prematuramente scomparsa poco più che ventenne, era abitata dalla poesia. Il suo "Quaderno del nulla", apparso per la prima volta postumo nel 1931, che qui si ripubblica accompagnato da suoi testi inediti finora del tutto sconosciuti, lo dimostra. È certo che una morte troppo prematura non consentì alla voce della Ferri di dispiegarsi e sviluppare compiutamente un graduale e articolato percorso di crescita e affinamento del suo dono, ma già quello che il suo libro e i testi a esso affiancabili propongono al lettore è sufficiente a situare in maniera significativa e indelebile la sua figura e il suo operato nel panorama della poesia italiana di primo Novecento. Spetta di diritto all'«incompiuto canto» di Dina Ferri questo posizionamento storiografico culturalmente fondato, accertabile sulla base di quelle stesse conoscenze letterarie (la poesia di Pascoli in primis) di cui la giovane poteva disporre e che la sua produzione rende di primo acchito apprezzabili. Un pascolismo a sfondo naturale dipendente in primo luogo da Myricae che alla Ferri era possibile originalmente rivivere a contatto con la sua natura, secondo la propria quotidiana esperienza di contadinella vissuta tra i campi, i boschi e le pareti della sua casa (un «povero casolare da presepe» secondo Aldo Lusini). Una ragazza dedita al pascolo e alle fatiche rurali prima ancora che agli estetici lavori di ricamo che tanto le piacevano e a quella scrittura rivelatasi presto, per lei, come lo spazio espressivo d'elezione. (dall'Introduzione di Marco Marchi). Pubblicato postumo nel 1931 per le cure di Piero Misciattelli presso la casa editrice Treves di Milano, il "Quaderno del nulla" di Dina Ferri comprendeva una scelta di poesie e prose attinte da un quaderno su cui la Ferri aveva via via trascritto dai suoi elaborati scolastici ricordi, storie e impressioni della sua vita trascorsa fra i lavori dei campi e le amate letture. Alla riproposta della prima storica edizione del libro, questo volume affianca un nucleo consistente di testi finora inediti tratti dal testimone autografo superstite del "Quaderno del nulla" custodito nell'archivio di famiglia. Introduzione di Marco Marchi.
Due minuti con Paul McCartney
Friedrich C. Delius
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 130
Un pallone, un cane, un Beatle, due studenti tedeschi che studiano a Londra e sette ragazze a Regent's Park il giorno in cui la canzone Getting better viene registrata per l'album Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band. Un avvenimento insignificante raccontato in 66 versioni. Un gioco divertente, con prospettive che cambiano e belle varianti, un ventaglio colorato di stili e tonalità, di composizioni letterarie e giochi di parole. Un libro da regalare a persone intelligenti, soprattutto ai fans dei Beatles, agli amanti del calcio, agli amanti della letteratura, agli insegnanti di lingua e in special modo ai docenti di tedesco.
Gigliola Curiel. Una vita nella moda
Gaetano Castellini Curiel
Libro: Copertina morbida
editore: Le Lettere
anno edizione: 2020
pagine: 219
Gigliola Curiel è stata una delle più importanti stiliste italiane del dopoguerra. Una donna forte, temprata dalle difficoltà, affascinante e corteggiata, geniale e capace. La sua vita si intreccia con i più emblematici avvenimenti storici del nostro Paese e con le maggiori personalità del mondo culturale italiano. Nipote di Ortensia, famosa sarta triestina, e sorella di Eugenio Curiel, partigiano e Medaglia d'oro al valore militare, Gigliola cresce spensierata in una città multietnica, circondata dall'intellighenzia triestina, tra cui Saba e i cantanti del Politeama. Fin da piccola, si appassiona alla moda e decora i suoi quaderni di scuola con schizzi di vestiti che fa realizzare dalle sarte della città. Siamo negli anni del delitto Matteotti quando il fascismo comincia a consolidare il suo potere e presto tutto il Paese dovrà fare i conti con i piani di Mussolini. Nel 1938, in seguito alle leggi razziali e alla prematura morte del padre, la famiglia Curiel è costretta a lasciare Trieste, sparpagliandosi per il Paese. Stabilitasi a Roma negli anni della guerra, Gigliola grazie all'aiuto di un amico, si trasferisce all'Hotel Plaza, sede delle SS, dove crede che nessuno verrà a cercarla. In quei giorni confusi, sotto le bombe che flagellano la apitale, Gigliola è costretta a barcamenarsi tra il suo sogno di lavorare nella moda e le necessità della guerra. Dopo l'arresto del fratello Sergio, sarà costretta a fuggire di nuovo, in attesa che gli alleati liberino la città. Sarà prima a Todi, poi in Campania, dove tramite il fratello fornirà aiuto ai partigiani che sostengono l'avanzata alleata. Qui conosce Nino Brozzetti. I due si innamoreranno perdutamente dando vita a una storia passionale e tormentata. Gigliola, una donna forte e determinata, continuerà nel suo progetto e nel 1945, al termine della guerra, tornerà a Milano per fondare la sua casa di moda. I successi del marchio Curiel furono numerosi. La stilista, amata dalle grandi dame milanesi, apprezzata anche da Camilla Cederna, diventerà in breve tempo una delle più seguite della città e i suoi vestiti sfileranno più volte alla prima della Scala. Gigliola è imprenditrice dinamica e capace ma dovrà fare i conti anche con le figlie, Gabriella, nata dall'amore con Nino e soprattutto Raffaella che ormai diciottenne passa sempre più tempo in sartoria. Raffaella ha il carattere testardo e determinato della madre che, dopo alcuni anni di litigi, metterà alla prova la figlia, affidandole una collezione.

