Mandragora
Dante e il suo tempo nelle biblioteche fiorentine. Volume Vol. 1
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 392
Il volume, in due tomi, risponde a un progetto scientifico bipartito che vede da un lato l’approfondimento d’indagine sui testimoni fiorentini delle opere dantesche, dall’altro l’innovativo studio sulla formazione culturale di Dante a Firenze, attraverso il recupero e lo studio organico delle testimonianze manoscritte dell’antica biblioteca conventuale di Santa Croce. Il primo tomo è aperto dalle testimonianze storiche e biografiche antiche sul poeta e la sua opera; i suoi scritti sono poi presentati ed esaminati all’interno di tre distinte categorie: 1. Opere volgari; 2. Opere latine; 3. Opere di incerta attribuzione ognuna delle quali contiene, a conclusione dei saggi introduttivi a firma dei massimi specialisti, le schede descrittive e storico-critiche dei manoscritti e degli antichi stampati conservati a Firenze, ma anche dei testimoni di sicura origine fiorentina richiamati nei saggi introduttivi, accompagnate da un ricco apparato iconografico. In chiusura si trova poi il Censimento del patrimonio librario antico dantesco fiorentino, un repertorio mai prima d’ora realizzato che offre in forma sintetica di Index e con dati essenziali un quadro esaustivo e ragionato di tutti i manoscritti, incunaboli ed editiones principes conservati a Firenze per ogni opera di Dante. Il secondo tomo (Leggere e studiare nella Firenze di Dante: la biblioteca di Santa Croce) è dedicato allo studio del nucleo antico dei libri posseduti dalla biblioteca conventuale della basilica fiorentina e realizza un’istanza di ricerca messa a tema dagli studi danteschi – senza poi essere svolta – almeno dagli anni sessanta del Novecento e qui approfondita storicamente e sistematicamente sugli esemplari dei classici antichi e medievali di una biblioteca realmente esistente al tempo di Dante, e verosimilmente da lui frequentata, come conferma il cenno autobiografico inserito nel Convivio (II XII 7). Si offre quindi per la prima volta un approfondimento catalografico dell’antica biblioteca conventuale (schede di 93 mss.), corredato da un nuovo insieme di strumenti che sarà essenziale anche per la prosecuzione del lavoro: l’edizione critica del catalogo quattrocentesco (ms. BNCF, Magl. X.73) e le schede prosopografiche dedicate agli uomini del convento – possessori di libri, bibliotecari, copisti e altre figure – i cui nomi emergono dalle pagine dei codici studiati.
Cucina d'amore e libertà. L'eros e l'arte di volersi bene
Francesco Cavallo
Libro: Libro rilegato
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 164
Può un libro di ricette parlare della relazione che intercorre tra Eros e Cibo? Certamente, specie se le ricette si chiamano "Boiling Moonlight Risotto", "Le carni di Kashgar", "La polpa di Aisha", "Cheek to Cheek", "La bistecchina amorosa", "Un amore del cavolo". Il legame tra piacere e buona tavola è strettissimo. A rendere eccitante un piatto non è solo la chimica dei suoi ingredienti, quanto l'atmosfera che si crea durante la sua preparazione. La cucina può richiamare odori, sensazioni tattili, suoni e immagini di luoghi vicini e legati alla nostra tradizione culinaria, oppure esotici, provenienti da paesi lontani, visitati nel passato ma il cui ricordo rivive improvvisamente in un sapore. Le mille associazioni sono in grado di creare un clima di attesa ed eccitazione. Il suggerimento che l'autore, Francesco Cavallo, ci dà è quello di non avere fretta: il gioco erotico inizia ben prima di sedersi a tavola. Gli ingredienti si possono toccare, guardare, trasformare in inebrianti profumi, e infine comporre con cura e delicatezza. Le ricette diventano pretesto per raccontare storie di luoghi pittoreschi, dai boulevard parigini, ai barrios spagnoli, dai vicoli di Napoli, al Bazar di Damasco. E storie di amori, come la donna ammaliatrice vista al casinò o la bellissima Aisha nelle strade di Marrakech. Perché a sedurre non è solo la cucina, ma è soprattutto la Parola, che si veste delle sonorità della grande letteratura, in un intrigante gioco a due, tra l'uomo e la donna, tra il Cibo e l'Eros, tra l'Eros e la scrittura e tra il lettore e la pagina. Ma senza prendersi troppo sul serio, per carità, che la serietà non ha mai migliorato la vita di nessuno.
Second life. Tutto torna
Libro: Copertina morbida
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 72
«"Second Life: tutto torna" è un concorso dedicato alle opere di giovani artisti che scelgono di interrogare la loro vena creativa in merito al rapporto con la Sostenibilità, uno dei valori di massima attenzione del nostro tempo. Declinata in campo ambientale, sociale ed economico, è l'obiettivo a cui l'Agenda Onu 2030 assegna un imperativo profondo: "Soddisfare i bisogni della generazione presente senza compromettere quelli della generazione futura". Sono circa cento gli artisti italiani, tutti al di sotto dei ventinove anni di età, che si sono misurati su questa visione. Una qualificata giuria composta dai rappresentanti delle principali istituzioni culturali toscane ha curato la selezione di trenta opere, esposte in questa mostra itinerante che invita tutti noi a riflettere sull'importanza dei nostri gesti quotidiani per il rispetto dell'ambiente e per dare una seconda vita alla materia, osservando la regola delle 4R: Riduzione, Riutilizzo, Riciclo, Recupero.» (dalla presentazione di Giuseppe Meduri)
Dante e il suo tempo nelle biblioteche fiorentine. Volume Vol. 2
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 352
Il volume, in due tomi, risponde a un progetto scientifico bipartito che vede da un lato l’approfondimento d’indagine sui testimoni fiorentini delle opere dantesche, dall’altro l’innovativo studio sulla formazione culturale di Dante a Firenze, attraverso il recupero e lo studio organico delle testimonianze manoscritte dell’antica biblioteca conventuale di Santa Croce. Il primo tomo è aperto dalle testimonianze storiche e biografiche antiche sul poeta e la sua opera; i suoi scritti sono poi presentati ed esaminati all’interno di tre distinte categorie: 1. Opere volgari; 2. Opere latine; 3. Opere di incerta attribuzione ognuna delle quali contiene, a conclusione dei saggi introduttivi a firma dei massimi specialisti, le schede descrittive e storico-critiche dei manoscritti e degli antichi stampati conservati a Firenze, ma anche dei testimoni di sicura origine fiorentina richiamati nei saggi introduttivi, accompagnate da un ricco apparato iconografico. In chiusura si trova poi il Censimento del patrimonio librario antico dantesco fiorentino, un repertorio mai prima d’ora realizzato che offre in forma sintetica di Index e con dati essenziali un quadro esaustivo e ragionato di tutti i manoscritti, incunaboli ed editiones principes conservati a Firenze per ogni opera di Dante. Il secondo tomo (Leggere e studiare nella Firenze di Dante: la biblioteca di Santa Croce) è dedicato allo studio del nucleo antico dei libri posseduti dalla biblioteca conventuale della basilica fiorentina e realizza un’istanza di ricerca messa a tema dagli studi danteschi – senza poi essere svolta – almeno dagli anni sessanta del Novecento e qui approfondita storicamente e sistematicamente sugli esemplari dei classici antichi e medievali di una biblioteca realmente esistente al tempo di Dante, e verosimilmente da lui frequentata, come conferma il cenno autobiografico inserito nel Convivio (II XII 7). Si offre quindi per la prima volta un approfondimento catalografico dell’antica biblioteca conventuale (schede di 93 mss.), corredato da un nuovo insieme di strumenti che sarà essenziale anche per la prosecuzione del lavoro: l’edizione critica del catalogo quattrocentesco (ms. BNCF, Magl. X.73) e le schede prosopografiche dedicate agli uomini del convento – possessori di libri, bibliotecari, copisti e altre figure – i cui nomi emergono dalle pagine dei codici studiati.
Il Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti nella Firenze del Quattrocento. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 48
In occasione del convegno "Rinascenza come Resurrezione" e della mostra d'arte sacra contemporanea "Fons Vitae", promossi dall'Ufficio d'Arte Sacra dell'Arcidiocesi di Firenze insieme alla Facoltà Teologica dell'Italia Centrale, è stato elaborato questo racconto didattico, che si svolge in prossimità del Santo Sepolcro albertiano, per suggerire il senso dell'opera stessa nella Firenze di allora, la quale vedeva nel rinnovamento della cultura antica un segno del trionfo pasquale di Cristo. Il Santo Sepolcro albertiano, infatti, rappresenta una icona architettonica e religiosa, realizzata tra il 1457 e il 1467 dall'Alberti per Giovanni di Paolo Rucellai, che riassume fondamentali caratteristiche del primo Rinascimento fiorentino, offrendosi come chiave di lettura dell'Umanesimo cristiano del tempo. I curatori ci accompagnano dunque alla scoperta del sacello, ma anche del contesto in cui è nato – per occasione e tradizione – e dei protagonisti: il committente, Giovanni di Paolo Rucellai, e l'architetto, Leon Battista Alberti, senza tralasciare le testimonianze parallele a cui è dedicato uno specifico approfondimento. Il volume, riccamente illustrato, è corredato da una bibliografia di riferimento.
Fons Vitae. Peter Brandes, Maja Lisa Engelhardt, Susan Kanaga, Filippo Rossi. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 56
In occasione del convegno "Rinascenza come Resurrezione. Il Santo Sepolcro di Leon Battista Alberti nella Firenze del Quattrocento", quattro artisti di fama internazionale – Peter Brandes, Maja Lisa Engelhardt, Susan Kanaga e Filippo Rossi – riflettono sul mistero di cui parla il capolavoro albertiano: la resurrezione di Gesù e la prospettiva di una vita nuova. Il titolo della loro installazione, Fons Vitae – Fonte di Vita esposta al Museo Marino Marino, echeggia san Paolo che per primo collegò le acque del Battesimo con la Pasqua. Con i simboli dell'acqua, della luce e della natura fiorita, Brandes, Engelhardt, Kanaga e Rossi parlano al visitatore di "resurrezione", proprio come il sepolcro albertiano. Il catalogo, oltre a offrire una dettagliata riproduzione delle opere d'arte, è completato dalle biografie degli artisti firmate dai curatori: Timothy Verdon ed Ettore Rocca.
Un incunabolo della nuova pittura senese alla fine del Duecento. Alle radici del Maestro di Città di Castello (Nerio di Ugolino?)
Andrea De Marchi
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 80
Il volumetto analizza in modo sistematico e puntuale la Madonna col Bambino benedicente, opera del tutto ignota agli studi fino al 2001 quando – appartenente a una collezione privata – fu pubblicata da Gaudenz Freuler sulla «Revue de l'art», con una riproduzione in bianco e nero e priva di un ampio commento, ma con una attribuzione al Maestro di Città di Castello. I numerosi fori a vista dimostrano che fu venerata in età moderna, ma in un luogo sconosciuto; sicuramente era il centro di un pentittico caratterizzato dai santi a mezzo busto sotto centine riquadrate e sormontate da cuspidi, tipici della tradizione senese nel passaggio tra Due e Trecento attorno alla bottega di Duccio di Buoninsegna. Andrea De Marchi si concentra su una stringente analisi iconografica che, attraverso serrati confronti con altre opere e con i loro particolari – secondo un ritmo incalzante e sapiente, tipico dell'autore, capace di muoversi con assoluta maestria tra dipinti, affreschi, vetrate ecc. –, arriva a delineare un profilo autoriale e una collocazione cronologica del dipinto. Grazie a questa Madonna col Bambino benedicente è possibile sostanziare una prima storia del Maestro di Città di Castello che si rivela essere uno dei seguaci di Duccio della prima ora. Forse il maggiore.
Percorsi artistici nell'Accademia di Belle Arti di Firenze: 1900-1948. Volume Vol. 1
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 660
La pubblicazione, articolata in due volumi di grande respiro che si inseriscono nella collana di studi avviata con le precedenti indagini sulla situazione accademica ottocentesca, nasce dalla poderosa indagine condotta da docenti e studiosi, impegnati nell'analisi dei documenti relativi alle vicende dell'Accademia di Belle Arti di Firenze nel secondo dopoguerra. Filo conduttore dell'indagine è la coralità delle discipline e, di conseguenza, la storia del percorso di studi che ha visto tra i suoi docenti e allievi alcuni tra i protagonisti del dibattito estetico anche nazionale, come Galileo Chini e Felice Carena sino a Giovanni Colacicchi che figurava una scuola autonoma di dimensione europea. L'assunto critico che trascorre nei vari capitoli di questo "dittico" editoriale è quello di rispondere all'interrogativo, molto attuale entro le questioni estetiche contemporanee, sull'identità dell'Accademia ovvero sulla controversa dialettica fra conservazione e progresso, fra sedimento esemplare della storia dell'arte e nuovi impulsi maturati nell'ambito della moderna creatività. I due volumi sono riccamente illustrati in un'armoniosa rispondenza tra testo e immagini, e completati da un puntuale indice dei nomi.
Percorsi artistici nell'Accademia di Belle Arti di Firenze: 1900-1948. Volume Vol. 2
Libro: Libro in brossura
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 272
La pubblicazione, articolata in due volumi di grande respiro che si inseriscono nella collana di studi avviata con le precedenti indagini sulla situazione accademica ottocentesca, nasce dalla poderosa indagine condotta da docenti e studiosi, impegnati nell'analisi dei documenti relativi alle vicende dell'Accademia di Belle Arti di Firenze nel secondo dopoguerra. Filo conduttore dell'indagine è la coralità delle discipline e, di conseguenza, la storia del percorso di studi che ha visto tra i suoi docenti e allievi alcuni tra i protagonisti del dibattito estetico anche nazionale, come Galileo Chini e Felice Carena sino a Giovanni Colacicchi che figurava una scuola autonoma di dimensione europea. L'assunto critico che trascorre nei vari capitoli di questo "dittico" editoriale è quello di rispondere all'interrogativo, molto attuale entro le questioni estetiche contemporanee, sull'identità dell'Accademia ovvero sulla controversa dialettica fra conservazione e progresso, fra sedimento esemplare della storia dell'arte e nuovi impulsi maturati nell'ambito della moderna creatività. I due volumi sono riccamente illustrati in un'armoniosa rispondenza tra testo e immagini, e completati da un puntuale indice dei nomi.
I vescovi di Roma e Santa Croce di Firenze-The bishop of Rome and Santa Croce, Florence
Libro: Copertina morbida
editore: Mandragora
anno edizione: 2022
pagine: 80
In occasione della visita di papa Francesco il 27 febbraio 2022 alla basilica di Santa Croce, l'Opera di Santa Croce propone come omaggio una importante rassegna di testi e d'immagini che si snodano lungo il filo conduttore del rapporto dei pontefici con Santa Croce stessa e con l'Ordine francescano e attraversano la storia plurisecolare del complesso: a partire dal primo vicario di Cristo, san Pietro, per approdare idealmente alla conclusione del Convegno dei Vescovi e Sindaci del Mediterraneo. La basilica di Santa Croce vive nel cuore del francescanesimo, in quanto luogo dove avvenne l'approvazione della Regola da parte di Onorio III, il 29 novembre 1223, ed allo stesso tempo dimora dei vertici dell'arte sacra e civile di tutti i tempi, dall'architettura di Arnolfo di Cambio alla pittura di Giotto, fino ai monumenti sepolcrali di Machiavelli, Michelangelo, Galilei e, Alfieri. Importante documento sulla Pace tra i popoli, quello sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune sottoscritto ad Abu Dhabi il 4 febbraio 2019 da papa Francesco e dall'imam Ahmad Muhammad Ahmad al-Tayyib qui riportato per intero. Il volume raccoglie illustrazioni dei più importanti capolavori contenuti nell'edificio e numerose testimonianze fotografiche delle figure storiche che la scelsero per condividere il loro messaggio di pace: papa Giovanni Paolo II, Giorgio La Pira, e Paolo VI, che volle pregare nella notte di fronte al Crocifisso di Cimabue, danneggiato dall'alluvione nel 1966.

