Morlacchi
Breve storia degli archivi e dell'archivistica
Patrizia Angelucci
Libro: Copertina morbida
editore: Morlacchi
anno edizione: 2008
pagine: 170
Da un ciclo di lezioni dedicate alla storia degli archivi e dell'archivistica è stato tratto questo breve testo, con l'intento di fornire agli studenti e a tutti coloro che vogliano avvicinarsi alla realtà archivistica uno strumento propedeutico, senza la pretesa di una trattazione esaustiva. Una rapida sintesi che, in una forma semplice e accessibile, ha cercato di toccare i fatti salienti di questa storia, delineandone i contesti politici e culturali e seguendone le linee direttrici fino ai nostri giorni, per promuovere, attraverso la conoscenza delle forme di organizzazione degli archivi nelle epoche passate, la sensibilità, soprattutto nei giovani, verso la conservazione della memoria e l'interesse per la ricerca sulle fonti d'archivio. La nuova edizione del volume è arricchita di una significativa "Appendice documentaria" a cura di Maria Grazia Bistoni Colangeli, funzionaria dell'Archivio di Stato di Perugia.
La stanchezza di Marte. Variazioni sul tema della guerra
Luigi Alfieri
Libro: Copertina morbida
editore: Morlacchi
anno edizione: 2008
pagine: 200
"In guerra si tratta di uccidere": queste parole di Canetti sono forse le più oneste e risolutive mai dette sull'argomento. Di questo tema il libro presenta una serie di variazioni, senza aggiungervi nulla e senza illudersi di poterne dare uno sviluppo conclusivo. Si è voluto fermamente evitare la banalizzazione moralistica: siamo cattivi, violenti, portatori di "aggressività", siamo manipolati e ingannati dal potere... Così non riusciamo più a vedere quello che c'è di assurdamente grande nella guerra. La guerra è l'illusione di poter vincere la morte, di poterla uccidere. E quest'illusione rende forse più di ogni altra la misura tragica e abissale della condizione umana. Ma è ormai giunta, quest'illusione, alla svolta decisiva. Con l'arma atomica, la guerra non può più essere ciò che era. Proprio nel momento in cui è diventata tecnicamente possibile la guerra assoluta e totale, la guerra che uccide tutti e tutto distrugge, è venuta meno radicalmente la sua capacità di dare senso. Siamo al bivio tra fine della guerra e fine dell'umanità, ed entrambe le cose sono ugualmente possibili. In questo bivio è invitato a collocarsi il lettore: per quanto può, senza abbassare lo sguardo.

