Neri Pozza

Mrs England

Stacey Halls

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2023

pagine: 336

Riposta la graziosa divisa del Norland Institute, la prestigiosa scuola londinese di bambinaie qualificate in cui si è diplomata, e indossatigli abiti adatti a un faticoso viaggio in treno, in un giorno del 1904 Ruby May giunge nello Yorkshire per prendere servizio presso la famiglia di Mrs England. Ha accettato l'incarico senza batter ciglio. Benché è la direttrice dell'istituto le abbia detto che nessuna famiglia è perfetta, gli England, con i loro bambini, la nursery separata dal resto della casa, una fabbrica tessile di proprietà e una grande dimora di campagna, le sono sembrati davvero la famiglia perfetta per una giovane bambinaia alle prime armi. Ad accoglierla nella fitta oscurità della notte è Charles England in persona. Grandi baffi neri, panciotto verde e l'aria di un avvenente locandiere venuto a prendere una cliente, nell'aria densa e umida dello Yorkshire, Mr England la conduce in carrozza fino a una grande casa incastonata nel fianco di una collina, poi scompare lasciandola sola in una stanza al buio con un vago odore di muffa. Di lì a poco, Ruby si ritrova al cospetto di Mrs England, una giovane donna con la vestaglia aperta sopra la camicia da notte, i capelli lunghi fino alla vita, un naso aggraziato e grandi occhi scuri. Soprattutto, una donna così sorpresa e impaurita da quell'incontro che a Ruby viene il dubbio di aver sbagliato casa. Una sensazione che si accrescerà nei giorni seguenti nei quali, in quella dimora silenziosa come una tomba e cupa, cinta com'è da una fitta foresta, Lilian England, così misteriosamente indifferente alla cura con cui una madre dovrebbe trattare i suoi figli, la guarderà non più con occhi smarriti, ma con ferocia e risentimento allorché Mr England si concedera un atteggiamento troppo confidenziale nei suoi confronti. Romanzo accolto al suo apparire in Inghilterra da un grande successo di pubblico e di critica, Mrs England è il ritratto di un matrimonio inglese di inizio Novecento: un matrimonio che cova, sotto la cenere delle relazioni fallite, le braci dell'inganno e della brama di potere. Sullo sfondo della brughiera dello Yorkshire si staglia così una storia di relazioni velenose, di raggiri e misteri ma anche di coraggio, con cui Stacey Halls si conferma come uno dei maggiori talenti della narrativa inglese contemporanea.
19,00 18,05

L'artista della fuga

Freedland Jonathan

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2023

pagine: 400

Auschwitz, 1944. La zona è un cantiere edile e rimbomba del rumore sordo del legno, dei cani che abbaiano e delle grida delle SS e dei Kapò. Walter Rosenberg controlla con cura la machorka, il tabacco russo infilato nelle fessure delle assi della catasta di legno perché i cani trovino l'odore repellente. È nascosto con Alfred Wetzler in quella catasta da tre giorni. Ha udito migliaia di stivali che calpestavano il terreno, gli ufficiali che imprecavano, i cani con la bava alla bocca alla ricerca del minimo, fragile, trepidante segno di vita umana e, ora che l'anello esterno delle torri di avvistamento è sgombrato, è il momento giusto per scappare. Fuggire da Auschwitz a diciannove anni insieme con Fred, l'amico bohémien conosciuto a Trnava, in Slovacchia. Due ragazzi ebrei prigionieri dell'orrore nazista. Cosí comincia una fuga che è senza precedenti nella tragica vicenda della Shoah, una fuga che farà di Rudolf Vrba, - il nome che prenderà Walter Rosenberg peregrinando nei paesi dell'Europa dell'Est governati dagli alleati dei nazisti - un testimone meritevole di stare accanto ad Anna Frank, Oskar Schindler e Primo Levi. È una storia che mostra «come le azioni di una sola persona, anche adolescente, possano piegare l'arco della Storia, se non verso la giustizia, almeno verso la speranza». Rudolf Vrba racconterà, infatti, in maniera dettagliata e precisa, dello sterminio e del progetto della «soluzione finale». Non sarà creduto, sulle prime. Le trentadue pagine del suo rapporto arriveranno, tuttavia, fino a Roosevelt, a Churchill e al Papa e diventeranno poi il documento chiave del processo di Norimberga. La sua impresa è raccontata in questo libro perché «si esibisca in un'ultima fuga: sottrarsi all'oblio ed essere ricordato».
20,00 19,00

Nei mari di Ulisse. Sulle tracce di Omero alla scoperta di Palmira

Maria Teresa Giaveri

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2023

pagine: 240

Il 5 maggio 1750 il trealberi Matilda salpa da Napoli per le terre del Levante; a bordo, tre gentiluomini inglesi appassionati di Omero, decisi a ritrovarne le tracce, e un valente artista italiano, grazie ai cui disegni l'Europa riscoprirà le meraviglie del mondo antico. Il viaggio era stato progettato a lungo: sognato in eleganti interni inglesi, fra legni lucenti e scoppiettii aromatici nei caminetti, messo a punto nelle dolcezze di un autunno romano, è infine intrapreso con l'arrivo, nel porto di Napoli, della nave noleggiata a Londra - un trealberi fornito di tutte le comodità indispensabili al benessere di giovani aristocratici e di un'invidiabile biblioteca. La spedizione, che si protrae fino all'estate del 1751, percorre le coste del Mediterraneo, da Smirne a Costantinopoli, dalla piana di Troia all'Egitto, trasformandosi in carovana armata per penetrare nell'interno, accumulando marmi e dati archeologici, deviando dal percorso per scoprire e rivelare al mondo le meraviglie di Palmira e di Baalbeck. Giaveri ricostruisce l'affascinante avventura che inaugurerà una nuova stagione d'amore e di studi per l'antichità classica, congiungendo il Secolo dei Lumi con quello del Romanticismo. Un libro storicamente preciso e letterariamente libero. Perché leggere una storia di mare navigando su quello stesso mare può condurre i giovani avventurosi a mirabili scoperte ma anche a discussioni divertite e irriverenti sui grandi testi omerici. Il viaggio è infatti accompagnato dalla lettura dell'Odissea. Mentre i tre raffinati grecisti di Oxford discutono di poesia orale o dell'esistenza stessa di Omero, il disegnatore piemontese pone un quesito ingenuo che scatena un'indagine serrata e impertinente: «L'avventuriero che giunge a Itaca e rivendica il trono si chiama davvero Ulisse?»
19,00 18,05

Luoghi etruschi

D. H. Lawrence

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2023

pagine: 142

Nell'aprile del 1927, D.H. Lawrence, che abitava con la sua compagna Frieda Weekley a villa Mirenda a Scandicci, intraprende con l'amico Earl Brewster un appassionato pellegrinaggio nei luoghi etruschi. Partendo da una visita al museo di Villa Giulia a Roma, i due amici raggiungono Cerveteri, Tarquinia, Vulci e Volterra. Il resoconto di questo viaggio rimasto incompiuto (Lawrence si proponeva di visitare anche Chiusi, Cortona, Civita Castellana, Norchia, Vetulonia, Bieda - l'attuale Blera) fu pubblicato un anno dopo la sua morte, nel 1932. Il libro, snobbato dagli etruscologi e poco letto in Italia, è ben altro che un libro di viaggio e contiene, forse più dei romanzi, l'espressione più viva e articolata della sua visione del mondo. Nelle pitture delle tombe di Tarquinia, nelle necropoli tagliate nella roccia, nelle pareti scolpite di peperino che precipitano a picco su un corso d'acqua, il suo sguardo non cercava soltanto opere d'arte o testimonianze di una grande cultura dimenticata. Lawrence - così lo descrive Rebecca West - viaggiava «in una sorta di estatica agonia», cercando quella «visione apocalittica dell'umanità» che era la sola cosa che gli interessasse. In questione in questo libro straordinario non è, come si continua stancamente a ripetere, l'esaltazione del sesso e della sensualità da parte di un malato ormai impotente: Luoghi etruschi è in verità un visionario messaggio politico, in cui ogni parola è rivolta contro quella «forza distruttrice dell'anima» che Lawrence descrive nell'Apocalisse pubblicata l'anno stesso delle sua morte: «Lo stato cristiano moderno è una forza distruttrice dell'anima, perché è formato di frammenti che non hanno un'interezza organica, ma solo un insieme collettivo... Una democrazia non può non risultare oscena, perché composta di miriadi di frammenti disuniti, ognuno dei quali pretende di assumere per sé una falsa interezza, una falsa individualità.
17,00 16,15

Sul baratro. Città, artisti e scrittori d'Europa alla vigilia della seconda guerra mondiale

Marina Valensise

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2022

pagine: 208

Un continente sull'orlo dell'abisso, incredulo, preso alla sprovvista dall'accelerazione dei fatti e dalla spirale di eventi imprevedibili e ingovernabili che ne derivano. Il 1938 e l'ultimo anno di un'apparente pace nell'Europa che ha vissuto male i vent'anni che la separano dalla fine della Grande guerra. La Germania nazista vuole imporle la sua egemonia. Marina Valensise coglie mirabilmente l'ansia segreta, l'inquietudine, il tormento o la semplice indifferenza che aleggiano sul Vecchio continente. Per farlo, sceglie la chiave solo apparentemente rapsodica di un viaggio attraverso le sue capitali, da Vienna a Budapest, da Berlino a Parigi, da Praga a Bucarest, passando da Vilna e Varsavia, Mosca e Leningrado, e poi ancora da Riga a Drohobyc, da Salisburgo a Lucerna, da Roma sino all'approdo finale a Bruxelles. In ogni città si fa accompagnare da un personaggio che la rappresenti, ricostruendo cosi il destino di quindici scrittori, artisti, poeti, intellettuali, con i loro drammi, le passioni, i sogni, le ambizioni e le angosce nell'imminenza della guerra. Allora molti capirono, alcuni fraintesero, altri fuggirono. I fili di tanti destini si intrecciano di continuo senza mai confondersi. Ci sono amici come Anna Achmatova e Osip Mandel'stam, poeti uniti dal patimento per la persecuzione subita durante il terrore stalinista. Ci sono semplici conoscenti, come Sigmund Freud e Stefan Zweig, l'ebreo viennese esule a Londra già prima dell'Anschluss, che nell'estate del 1938 sarà fra i primi, col pittore Salvador Dali, a dare il benvenuto al fondatore della psicoanalisi espatriato in Inghilterra. Ci sono emuli e seguaci, come Licy von Wolff-Stomersee, l'aristocratica del Baltico e psicoanalista, moglie di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che resistette al cambio di regime psicoanalizzando un bolscevico nel suo castello in Lettonia. Ci sono stranieri in patria come Bruno Schulz, nato polacco nella Galizia orientale consegnata prima all'Ucraina, poi all'Unione Sovietica, e infine ai nazisti, o come Czeslaw Milosz, nato suddito dello zar in Lituania e mai diventato del tutto polacco. Ci sono artisti e poeti in fuga come Arturo Toscanini dalla Bayreuth di Winifred Wagner, o come Wystan H. Auden e Alberto Moravia che partono per l'Estremo Oriente e si ritrovano a vagare per le strade di Pechino mentre in Europa sta per scoppiare la fine del mondo. E ci sono apolidi che scelgono l'esilio come Odon von Horvath, nato a Fiume suddito asburgico e morto a Parigi una sera di giugno per un incidente assurdo che è il simbolo stesso del trauma europeo. In questo libro si agitano le anime di grandi intellettuali, scrittori e artisti del Novecento, con i loro sogni, le illusioni, i pensieri. Le loro inquietudini increspano le pagine come fossero onde di un mare sconvolto e ricordano al lettore contemporaneo quanto sia vulnerabile la liberta europea e quanto fragile sia la civiltà che ne e il fondamento.
19,00 18,05

Dear Mussolini

William J. Cornwall

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2022

pagine: 464

Ha venticinque anni, è l'erede di molte miniere di carbone in Galles, la madre londinese è una regina di cuori nell'alta società, il padre fiorentino è in continua fuga da tribunali e amanti imbrogliate. Laureato a Cambridge in letteratura medievale, si chiama George Glenville per l'impero britannico e Giorgio Del Bello per il Regno d'Italia. A fine maggio del 1940 a lui si rivolge Winston Churchill, appena nominato alla guida del governo di sua maestà, per recapitare una lettera segretissima a Mussolini. Il primo ministro inglese propone al duce un patto di mutua assistenza pur restando fieri nemici. George effettua la consegna al termine di una rocambolesca partita a tennis sul campo di villa Torlonia, la residenza romana della famiglia Mussolini. Incomincia così una spy story, che abbraccia la Seconda guerra mondiale fino al 1945. George diventa l'agente di fiducia di Churchill per le operazioni in Italia: lo portano a incrociare gli intrighi dei Savoia e il declino del fascismo, le prime intese sotterranee da Londra a Roma e i preparativi per lo sbarco alleato in Sicilia nel luglio '43. A ogni missione cresce il legame fra Churchill e George, curiosamente uniti dallo stesso dolore: essere stati abbandonati da un genitore invano inseguito da entrambi. Nelle sue incursioni in Italia George s'invaghisce della contessa Paola Torresani: sono due naufraghi nel mare in tempesta, speranzosi di potersi confortare, viceversa diventano l'uno un problema per l'altra. L'armistizio dell'8 settembre, il tacco tedesco sulla Penisola complicano i rapporti, costringono George e Paola a esporsi sempre di più finché la situazione non precipita del tutto. George è convocato da Churchill per una missione fuori da ogni regola: incontrare Mussolini di nascosto. Ormai prossimo alla disfatta, il duce ha chiesto al premier inglese di essere aiutato in cambio della restituzione della lettera recapitatagli proprio da George. Nei mesi finali del conflitto George gioca, per conto di Churchill, una partita tanto delicata quanto disperata. I suoi faccia a faccia con Mussolini non sortiscono risultati; la furia nazifascista gli infligge perdite dolorose. L'estremo inseguimento del prezioso documento lo conduce a incrociare Mussolini nella prefettura di Milano il 25 aprile e ad assistere alla sua esecuzione il 28 a Mezzegra. Una fine che lascia un'inquietante domanda: in quali mani sarà finita la lettera di Churchill?
20,00 19,00

Il brigante

Giuseppe Berto

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2022

pagine: 336

Nel 1951, l'anno in cui pubblica "Il brigante", Berto è già uno scrittore affermato. I due libri precedenti, "Il cielo è rosso" e "Le opere di Dio", composti nell'isolamento del campo di prigionia di Hereford e apparsi tra il 1947 e il 1948, erano stati accolti favorevolmente in Italia e all'estero, dove la stampa non aveva mancato di accostare lo scrittore ai maestri del neorealismo cinematografico italiano. Con "Il brigante", Berto decide dunque di rendere aperto omaggio al romanzo al cui centro vi siano scottanti problemi sociali - dirà successivamente di aver scritto un libro «marxista» -, alla maniera dei narratori che, come mostra Gabriele Pedullà nello scritto che accompagna questa edizione, orbitano, in quella stagione letteraria, «attorno a Elio Vittorini e si riconoscono genericamente in un movimento neorealista dalle molte facce diverse». Traendo ispirazione da un fatto di cronaca, Berto narra la vicenda di Michele Renda, giovane reduce di guerra che, tornato nel villaggio natio tra i monti della Calabria, ingiustamente accusato di omicidio, si dà alla macchia e diventa un brigante. Una storia che consente all'autore del "Cielo è rosso" di porre in risalto «il conflitto assoluto di Bene e di Male, lo scandalo della virtú perseguitata, la riscossa delle vittime innocenti» (Gabriele Pedullà), e di comporre pagine particolarmente felici sulla vita delle campagne calabresi in un momento di radicale trasformazione. Come, tuttavia, Berto farà notare nella prefazione all'edizione del 1974, "Il brigante" non è un romanzo interamente ascrivibile al neorealismo, al movimento culturale, cioè, che mirava alla «rigenerazione morale del paese» e al «raggiungimento d'una decente giustizia sociale». Michele Renda, il suo protagonista, è un «sorpassato», un uomo «indissolubilmente legato al mondo arcaico dell'odio, del tradimento, della vendetta» e la comunità in cui si muove, animata da dicerie, è quanto di piú lontano dal grande mito della «comunità organica». In realtà, gli elementi psicologici propri della scrittura di Berto, quelli che troveranno la loro massima espressione nel Male oscuro, sono già presenti in questo romanzo in cui un eroe, estraneo e irriducibile al suo mondo, è mosso da un universo interiore nel quale bene e male sono divisi soltanto da un esile filo. Nel 1961, Renato Castellani trasse dal Brigante un film giudicato da Berto il migliore di tutti i film tratti dai suoi romanzi, e dalla critica odierna un capolavoro della cinematografia italiana.
19,00 18,05

Il principe di Bombay

Sujata Massey

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2022

pagine: 384

India, novembre 1921. Per le strade di Bombay infuria la protesta contro l'arrivo in città del principe Edoardo, l'erede al trono d'Inghilterra destinato a reggere anche le sorti del subcontinente indiano. Non appena la sfarzosa parata di accoglienza allestita dal governo locale termina, e il corteo con il principe si allontana, la protesta non violenta indetta da Mohandas Gandhi sfocia in scontri feroci. Perveen Mistry, prima donna avvocato di Bombay, professionista fiera e appassionata, assiste agli incidenti senza sorprendersi piú di tanto. Il popolo in India soffre da tempo il giogo inglese e l'arrivo di Edoardo, principe di Galles ma non certo di Bombay, è come un getto di benzina sulle braci di una rivolta inevitabile. Sotto le tribune del Woodburn, Perveen scorge, a un certo punto, un corpo senza vita. Una tragica fatalità, a prima vista, una ragazza forse scivolata dal balcone di un edificio. Quando però Perveen si avvicina e scopre che la giovane è Freny Cuttingmaster, studentessa diciottenne che, appena il giorno prima, le ha chiesto come gli alunni del Woodburn College potessero boicottare la parata senza subire gravi conseguenze legali, il suo cuore sobbalza, come se volesse uscirle dal petto. Perché non ha dedicato alla ragazza l'attenzione che meritava? Perché non la ha trattenuta piú a lungo? Nascondeva forse altri timori, per rivolgersi a lei? Nei giorni successivi, l'indagine su quella morte inaccettabile si rivela tutt'altro che semplice: a Bombay dilaga la rivolta e i ribelli attaccano chiunque sembri avere un legame con la Corona. In particolare chi, come Perveen, ha tutto l'aspetto di una donna sola e indifesa. Per giungere alla verità stavolta saranno necessari coraggio e determinazione inusitati. Nuovo capitolo delle inchieste di Perveen Mistry, "Il principe di Bombay" è una storia di indipendenza e di ribellione, che mette in luce la forza e la passione di una straordinaria, e ostinata, eroina.
20,00 19,00

L'uomo che coltivava le comete

Angela Nanetti

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2022

pagine: 144

Il bambino è nato in una giornata in cui il sole spuntava oltre le cime dei larici e invadeva la stanza: una giornata cosí bella da spezzare il cuore. Perciò la quindicenne Myriam, sua madre, non è riuscita a risolversi a lasciarlo andare. Ha voluto tenerlo con sé, anche se era ancora una bambina lei stessa, anche se sarebbe dovuta andare a scuola, anche se possedeva solo due pecore da latte e una casetta fatiscente. Per questo ha dato al bambino il nome di un eroe, un cavaliere coraggioso: Arno. E Arno è diventato un bambino dall'animo puro, capace istintivamente di vedere il cuore delle cose, ma inquieto come l'acqua dello stagno di Isbue, «che basta una nuvola a farle cambiare colore», Per questo Arno aspetta la cometa, una cometa eccezionale, a cui esprimere il desiderio che più gli appesantisce lo spirito: veder tornare il proprio padre. Intanto la vita al paese continua, giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, fra la madre Myriam, bellissima ragazza di origine zigana che ama cantare e ballare; il fratellino Bruno, tanto allegro e spensierato quanto lui è riflessivo e pensoso; Nenele, il fantasma di una vecchia nonna dalle sembianze di una strega; Cocò, la pecorella intelligente che lo accompagna dappertutto come un buffo cane lanoso, e il signor Lorenz, fornaio e sindaco del paese, che offre a questa piccola famiglia lavoro, ciambelle calde, protezione e disciplina. Fino a quando Arno non fa un incontro inaspettato. Uno straniero, che abita nella baita abbandonata nel bosco. No, non è suo padre, Arno ne è sicuro: non ha i suoi occhi chiari né i capelli biondi. Eppure ha una certa eleganza, un modo strano di parlare, e uno strano mestiere: dice di coltivare le comete. Con "L'uomo che coltivava le comete", Neri Pozza riporta in libreria il libro, corredato dalle suggestive tavole di Germano Ovani, con cui Angela Nanetti ha superato sé stessa. Una favola candida e commovente che racconta di sogni e di perdita, di dolcezza e di gioia, piena al tempo stesso di realtà e di poesia.
20,00 19,00

Venezia. Nascita di una città

Sergio Bettini

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2022

pagine: 324

Che cosa fa di Venezia Venezia? Qual è l'intenzione artistica, la forma che concede a Domenico Theotocopuli di Candia o ad Antonio Vassilachis di Milo, Giorgione di Castelfranco, Tiziano di Pieve di Cadore di sentirsi perfettamente veneziani e di parlare artisticamente in veneziano? Ritenuto unanimemente il capolavoro di Sergio Bettini, Venezia. Nascita di una città, che qui ripresentiamo in una nuova edizione con un ricco apparato iconografico, costituisce certamente un unicum nella cultura italiana, oltre che il compendio dell'opera di uno studioso che appare oggi come uno dei più originali pensatori del nostro Novecento. Mostrando come Venezia obbedisca attraverso i secoli a un suo Kunstwollen, a una sua propria intenzione artistica, Bettini illumina la città lagunare come una sola, coerente e viva opera d'arte. La nascita, e il divenire storico di Venezia, la sua struttura urbana, le architetture tutte risolte in facciata, le superfici lucenti dei mosaici e le ombre ribattute delle polifore rispondono a una forma che contesta gli ordini della geometria e le costruzioni della prospettiva, sovverte le gerarchie della statica, ignora le rigide simmetrie e si tiene in bilico, quale ostinato miracolo, tra le superfici illimitate dell'acqua e del cielo. Tutto, spiega Bettini, a Venezia è luce e ritmo, o meglio «tempo», dimensione incomparabile in cui questa forma attesta nei secoli la sua esistenza. E Venezia davvero esiste soltanto se non viene da noi «contemplata» - né ridotta, come accade, a lugubre museo, spettacolo miserabile, vile cartolina - ma propriamente vissuta.
25,00 23,75

Delitto/Colpa/Castigo

Ferdinand von Schirach

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2022

pagine: 400

Friedhelm Fähner, rispettabile medico ultrasettantenne, massacra senza motivo la moglie a colpi d'ascia dopo quarant'anni di matrimonio. La giovane Theresa Tackler uccide l'amato fratello per salvarlo dalla vita. Una donna è accusata di aver ammazzato il marito in un piccolo villaggio bavarese, a seguito di una pratica sessuale estrema. Un giovane fa a pezzi il cadavere di un uomo trovato in casa sua, pensando che sia stata la sua fidanzata ad assassinarlo. Un uomo senza nome elimina a mani nude due skinhead armati di coltello e mazza da baseball per legittima difesa: è un killer di professione. Un altro viene assolto dopo aver ferito la sua ragazza: voleva mangiarla, ci riproverà. I membri di una banda di paese, bravi padri di famiglia, durante una festa di piazza si tramutano in mostri. Per la sua intera esistenza, Ferdinand von Schirach si è occupato delle infinite manifestazioni del male. Non soltanto per gli oltre ottocento procedimenti penali che lo hanno visto nel ruolo di avvocato della difesa, ma anche per il suo desiderio di fare i conti, come molti della sua generazione, con le pagine oscure della storia nazionale. La sua ricerca, umana ancor prima che professionale, tende alla comprensione di quell'attimo in cui il male può impadronirsi, senza motivo e senza preavviso, di un uomo o una donna inducendoli a perdersi, a infliggere dolore, a uccidere. Da questo lungo viaggio è nato uno dei piú noti scrittori tedeschi contemporanei. I racconti dei suoi veri casi, per la prima volta qui riuniti in un unico volume, parlano con una lingua scarna eppure empatica dell'abissale solitudine dell'essere umano, dell'orrore verso sé stesso di chi commette un crimine, del vuoto spaventoso che ogni morte violenta lascia dietro di sé. E del continuo, necessario interrogarsi sui temi della colpa, dei motivi di un delitto, dell'adeguatezza della pena, fino alla resa di fronte all'irriducibile complessità dell'esperienza umana.
22,00 20,90

Amore nero

Maria Pace Ottieri

Libro: Copertina morbida

editore: Neri Pozza

anno edizione: 2022

pagine: 192

Quando la protagonista atterra nel 1981 in Alto Volta, quello che oggi si chiama Burkina Faso, non è la prima volta che vede l'Africa. Ci è già stata in precedenza, e ora è tornata per salutare l'amico e batterista Azou. L'Africa da tempo le pare «una grande periferia dove si accumulano i materiali» del mondo che qui sono ancora mobili e non circoscritti, malleabili, carichi di potenzialità infinite e capaci di ricomporsi in infinite varianti. È una terra di sterminata savana e polvere rossa, dove i bambini stanno seduti a grappoli e le donne preparano insieme il tô, una sorta di polenta dura che è la base del pasto quotidiano. Ma anche una società che ha sempre sacrificato l'individuo a sé stessa, liquida, dove i rapporti fra uomini e donne, vecchi e bambini, scorrono come un flusso ininterrotto. La protagonista osserva tutto con l'occhio dell'antropologa, affascinata da quanto le sta intorno e dal proprio modo di reagire a quello, per farne poi un piccolo diario che, ritornata in Italia, affida alle mani di un grande editore. Il quale le conferma che sí, si tratta di un libro, un libro vero, e non solo di un diario senza pretese, e tale che, pubblicato nel 1984, vince nello stesso anno il Premio Viareggio Opera Prima. Neri Pozza ripropone oggi quel libro, l'esordio di Maria Pace Ottieri: un volume che contiene un mondo, narrato con una lingua attenta e precisa anche quando è metaforica, in cui lampi di riflessione e consapevolezza si fanno largo tra la fitta descrizione di paesaggi, avvenimenti, villaggi o città, cortili interni o chiese cattoliche. Una dichiarazione d'amore per l'Africa, racconto di un viaggio in quel vasto continente ma soprattutto di un modo di percepire l'altro, di entrare, col cuore prima che con la testa, nella sua cultura. Nelle parole dell'autrice stessa: «Li guardo vivere, mi piace cercare di capire dalle forme, come un disegno di cui si possano leggere solo i contorni, togliere ogni giorno sottili strati di mistero».
18,00 17,10