Officina Libraria
Genovesino e Piacenza. Catalogo della mostra (Piacenza, 4 marzo-10 giugno 2018)
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2018
pagine: 105
Sulla traccia della recente esposizione cremonese, questa mostra si propone di accrescere le conoscenze su Luigi Miradori detto il Genovesino (Genova?, 1605 circa-Cremona, 1656) illuminando gli anni farnesiani, quando - tra il 1632 e il 1636 - il pittore risiede a Piacenza; ponendo l'accento anche sulle successive relazioni che mantiene con la città. È un lustro di crisi per Piacenza, uscita stremata dalla peste del 1630: sono ormai chiusi i grandi cantieri pittorici degli anni Venti che avevano visto la presenza nel Duomo di Morazzone e Guercino, mentre in Piazza Grande si è conclusa la spettacolare impresa dei monumenti equestri di Ranuccio e di Alessandro Farnese, opera di Francesco Mochi. A Piacenza Genovesino vivacchia, si lega al conterraneo letterato Bernardo Morando, che gli fa da mentore, ma probabilmente non riesce a garantirne il successo. Nel 1635 infatti il pittore supplica la duchessa Margherita de' Medici di poter abbandonare i territori farnesiani perché è "in necessità con la sua povera famigliola" e le "faccende di detta sua arte" sono "mancate". Non gli resta dunque che "andare in altre parti" a cercare quella fortuna che comincerà ad arridergli solo dopo il definitivo approdo a Cremona, avvenuto entro il 1636. Da quel momento, paradossalmente, andrà crescendo anche la sua fama a Piacenza: negli anni Quaranta infatti Genovesino eseguirà diverse opere per le famiglie più in vista dell'aristocrazia piacentina. È poi documentata negli inventari delle principali raccolte cittadine la presenza di svariati dipinti da cavalletto, tra i quali numerose nature morte, un genere ancora tutto da riscoprire. Nella circostanza, oltre a quelle già note, sono riemerse tre importanti tele eseguite nel 1643 per alti esponenti della vita politica farnesiana. Rispetto alla mostra di Cremona, inoltre, risulta privilegiato il rapporto del Miradori con il mondo della grafica, grazie all'esposizione di alcune stampe da cui il pittore trae ispirazione per le sue composizioni; ma anche dall'unico disegno sicuramente attribuibile al Genovesino. Prefazione di Vittorio Sgarbi.
Matermundi
Egidio Bertazzoni
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2018
pagine: 45
Una pièce di urgente attualità e insieme di meditazione profonda sulla memoria storica del nostro paese. Un testo che ci racconta il coraggio e la fede, la pietà e la condivisione, la fatica e la disperazione dei migranti italiani di ieri, e avvicina l'eccezionale figura di madre Francesca Saverio Cabrini (1850-1917) ai migranti di oggi. Matermundiè teatro e testimonianza, documento e invenzione letteraria. Intreccia le voci di madre Cabrini, e del vescovo Giovanni Battista Scalabrini, con quelle di tanti che hanno abbandonato la propria terra per rincorrere un sogno oltre oceano, o verso l'Italia del Nord. Sono voci che provengono da tempi e spazi lontani tra loro, e che parlano linguaggi contaminati e imperfetti: anche per questo vivissimi, e veri. Sono le voci dell'emigrazione, della nostra emigrazione: ci chiamano, dal cantuccio dove ci ostiniamo a cacciarle per nasconderne ia memoria, e ci costringono a guardare oltre queste pagine, ai nuovi compagni di una comune e antica fuga dalla miseria verso lo spaesamento e la speranza. Madre Cabrini, fondatrice di opere di assistenza e istruzione per gli emigrati tra Europa e Americhe, e santa patrona dei migranti, ci ha lasciato un indimenticabile esempio di come la solidarietà e la determinazione possano riscattare le «periferie della storia». Anche papa Francesco, di recente, ha richiamato al grande modello della "santa con la valigia": «Francesca Cabrini è oggi molto attuale e ci insegna ancora la via da percorrere per affrontare il fenomeno epocale delle migrazioni coniugando la carità e la giustizia».
Tiepolo segreto. Catalogo della mostra (Vicenza, 3 novembre 2017-17 giugno 2018)
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2018
pagine: 79
Sette straordinari affreschi di Giandomenico Tiepolo (1727-1804) da oltre cinquant'anni anni erano conservati nelle residenze dei proprietari che coraggiosamente li salvarono dalle distruzioni belliche. Oggi gli eredi, convinti dell'opportunità di un godimento pubblico di tali capolavori, li hanno destinati al Palladio Museum di Vicenza. Questo libro è dedicato ai dipinti, alla loro iconografia e alla loro storia: la storia della straordinaria arte dei Tiepolo, in grado di trasformare dalla radice la tradizione frescante veneta; quella della difesa del patrimonio artistico negli anni cupi della Seconda guerra mondiale; e una terza storia che lega in modo indissolubile gli affreschi già in Palazzo Valmarana Franco a Vicenza all'architettura palladiana. Testi e illustrazioni sono il frutto di nuove ricerche condotte dal Centro internazionale di studi di architettura Andrea Palladio insieme alla Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza.
San Maurizio al Monastero Maggiore
Jacopo Stoppa, Giovanni Agosti, Chiara Battezzati
Libro: Copertina rigida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2018
pagine: 175
La chiesa di San Maurizio: il tempio della pittura rinascimentale nel cuore di Milano. Un edificio la cui storia si segue dall'edificazione a ridosso delle mura del circo di Massimiano, fino alla sua ricostruzione avvenuta al principio del XVI secolo, con l'alternarsi del lavoro di botteghe più o meno importanti. Dalle decorazioni interne delle maestranze di primo Cinquecento, che lavorano nell'orbita dei maggiori artisti del momento come Zenale e Bramantino, alla saga dei Luini: Bernardino e la sua bottega a cui si deve la grande parete divisoria e la visionaria cappella Besozzi, dove si nasconde il criptoritratto della contessa di Challant, la sventurata fedifraga, che fece uccidere uno dei suoi amanti e per questo fu decapitata sul rivellino del Castello Sforzesco. Dopo Bernardino è la volta dei suoi figli: Giovanni Pietro e Aurelio Luini soprattutto, a cui spetta la cappella Bergamina (una lontana parente di Cecilia Gallerani, l'amante di Ludovico il Moro immortalata da Leonardo) e non pochi altri significativi interventi tra cappelle, controfacciata delle monache e pontile. Pontile che confina con uno degli organi meglio conservati della città, che si affaccia direttamente sul coro monastico, e che ancora adesso è in uso per rassegne e concerti. Non mancano le curiosità, come la tela di Antonio Campi montata per volere di Carlo Borromeo affinché le suore di clausura non potessero guardare verso la strada, l'attuale corso Magenta. Ma non manca neppure la prima prova nota a Milano di Simone Peterzano, reduce da un apprendistato veneziano con Tiziano, e che sarà, di lì a poco, il maestro di Caravaggio. Non si possono tralasciare neppure i misteri: dalla decorazione della volta, a lungo ritenuta antica, ma forse di primo Ottocento e dovuta allo scenografo della Scala Alessandro Sanquirico, ai cosiddetti paesaggi laici, che decorano una serie di cappelle nella zona claustrale da sempre creduti interventi cinquecenteschi, mentre invece risalgono ai primi del Novecento, nonostante a lungo abbiano rappresentato agli occhi dei milanesi il simbolo di questo inesplorato ambiente di pittura e musica.
Le creature di pietra di Leone Lodi. Viaggio nell'Italia della scultura
Chiara Gatti
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2017
pagine: 111
Dopo "La Milano scolpita da Leone Lodi", un nuovo percorso attraversa l'Italia, alla scoperta delle sculture dell'artista soresinese (1900-1974) che hanno segnato il volto delle città e delle loro architetture. Il Leone, simbolo delle Assicurazioni Generali, compare sulle facciate di molte sedi della storica società. Gli altorilievi della Torre dei Venti a Bergamo fanno parte dell'immaginario comune. L'incarico prestigioso ricevuto dalla Snia Viscosa di corredare i suoi stabilimenti all'avanguardia a Torviscosa con un ciclo di sculture nei viali dell'opificio è un eccezionale esempio di imprenditoria illuminata. Da Mantova a Cremona, da Como a Mogliano Veneto, da Stresa al Palazzo Montecatini di Roma, il viaggio ricostruisce un museo a cielo aperto, punteggiato di importanti tappe estere: in Svizzera, a Parigi per l'Expo Universale del 1937, fino a Columbia (South Carolina) nella sede del partner statunitense della Snia.
Altro Rinascimento. Il giovane Filippo Lippi e la Madonna di Tarquinia. Catalogo della mostra (Roma, 16 novembre 2017-18 febbraio 2018)
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2017
pagine: 174
Nel 1917, lo storico dell'arte Pietro Toesca riconosce nella commovente Madonna col Bambino conservata nella chiesa di Santa Maria in Valverde a Tarquinia la mano del grande artista fiorentino Filippo Lippi (1406 circa - 1469). In occasione del centenario di questa importante scoperta, alle Gallerie Nazionali d'Arte Antica Barberini Corsini, dove oggi si conserva la pala lippesca, si è organizzata un'importante esposizione: la Madonna di Tarquinia diventa così lo spunto per analizzare, attraverso un ristretto ma ben selezionato numero di opere (tra le altre, provenienti da importanti musei e collezioni di Parigi, New York, Berlino), la figura di questo frate pittore, personaggio chiave di quella fucina eccezionale che fu la Firenze di metà Quattrocento. Il catalogo, a cura di Enrico Parlato e redatto da importanti storici dell'arte italiani e stranieri (Anna Modigliani, Laura Cavazzini, Carlo Bertelli, Carl Strehlke, Keith Christiansen...), si sviluppa in cinque parti: nella prima, viene analizzata la figura dell'arcivescovo di Firenze Giovanni Vitelleschi, committente della pala di Tarquinia, sua città natale. Nel 1437 (data che ritroviamo nella pala stessa, sul cartiglio ai piedi della Vergine), Vitelleschi decide di tornare nella sua città d'origine, portando la pala del Lippi e facendosi edificare un sontuoso palazzo (oggi sede del Museo Nazionale Etrusco). Nella seconda parte del volume, l'analisi "al microscopio" del capolavoro fulcro della mostra consente di esaminare gli esordi di Lippi. Entrato giovanissimo nell'ordine dei carmelitani di Firenze, gli affreschi di Masolino e Masaccio sono la sua prima scuola, ma non mancano influenze diverse come quelle di Donatello, Domenico Veneziano, Lorenzo Monaco e i fiamminghi. La terza sezione del catalogo è dedicata al già menzionato storico dell'arte Pietro Toesca, pioniere della «documentazione fotografica» intesa come riproduzione di opere d'arte, ad uso e supporto dei suoi studi, in particolare sul Quattrocento, e all'archeologo Giuseppe Cultrera, fondatore del Museo di Tarquinia e figura centrale negli studi storico-artistici della zona dell'alto Lazio. Infine, dopo la quarta sezione che presenta le schede delle opere esposte e un regesto documentario, l'ultima parte è dedicata al restauro e alla conservazione della Madonna di Tarquinia, di particolare interesse perché uno dei rari casi in cui si sia conservata la cornice originale.
La Milano dei navigli. Passeggiata letteraria
Dante Isella
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2017
pagine: 94
Questa "Passeggiata letteraria", originariamente composta da Dante Isella nel 1987 e qui ripresentata con un nuovo corredo iconografico, segue - dopo un prologo a Porta Ticinese con l'approdo in città del Naviglio grande - il tracciato della fossa interna a partire dal Ponte delle Gabelle, giù giù per San Marco, Fatebenefratelli, Via Senato... fino a ricongiungersi al punto di partenza. A tratti, in mezzo alla selva delle parentesi, dei due punti e dei punti e virgola, si ha l'impressione che la Passeggiata sia scritta avendo nella memoria gli addensamenti, persino gli ingorghi, delle informazioni storiche che emergono dalle note dell'Adalgisa o dalle pagine di Verso la Certosa (una delle raccolte di Gadda preferite da Isella). Nella bibliografia di routine sui Navigli, le testimonianze letterarie naturalmente non mancano: a partire da Bonvesin da la Riva per arrivare al Carlo Porta dell'obbligo. Ma qui diventano il sale del testo, che risulta perciò una visita, fuori tempo massimo e dopo l'orario di chiusura, a una tradizione letteraria, e civile, compiuta dal suo massimo interprete novecentesco.
Buried treasure
Ernest Beck, George Harlow
Libro: Libro rilegato
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2017
pagine: 287
Arte? non mi faccia ridere! La critica d'arte secondo il disegnatore umorista
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2017
pagine: 239
"La raccolta di vignette in questo volume vuole attirare l'attenzione su quel disegno umoristico italiano, nato e fiorito nel secondo dopoguerra, che ha contribuito in modo originale e spassionato al dibattito sull'arte antica, moderna e contemporanea, così come ha saputo stigmatizzare molteplici aspetti dell'umano vivere: con semplicità e tirandone fuori sane risate. È un umorismo che punta a mettere in evidenza il lato divertente delle cose, senza essere polemico, irrispettoso o un pretesto per dare risalto a un'opinione personale, e contemporaneamente coglie, attraverso la comicità della situazioni quel punto di vista capace di farci sorridere e riflettere insieme, mostrandoci le cose da un'angolazione diversa, svelando inaspettati scorci di possibili verità. Il mondo dell'arte viene garbatamente irriso in tutti i suoi aspetti, dal passato al presente. Nessuno è escluso. Ci sono l'artista di successo e quello incompreso il gallerista e il critico, il collezionista e il committente, l'intenditore e il semplice curioso. Troviamo impiegati dei musei, falsari, critici, modelle, casalinghe, bambini, donne delle pulizie, imbianchini e persino animali. Il mondo dell'arte diventa un palcoscenico per inscenare la commedia dell'esistenza, dove ognuno di noi può facilmente immedesimarsi, almeno in una delle tante situazioni. (...)" (Botter Francesco)
Italian drawings in the Musée du Louvre. Genoese drawings 16th-18th centuries
Federica Mancini
Libro: Copertina rigida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2017
pagine: 365
Un seminario sul manierismo in Lombardia
Libro: Copertina morbida
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2017
pagine: 339
Due insegnanti di Storia dell'arte moderna stanno preparando - per conto del Comune di Milano - una mostra a Palazzo Reale: è il 2014. L'esposizione, dedicata a "Bernardino Luini e i suoi figli", affronta la cultura figurativa della Lombardia del Cinquecento. Ad aiutarli è un gruppo di allievi, che vanno dai venti ai trent'anni, dai triennalisti ai dottorandi di una moderna università di massa. Da quell'esperienza nascono approfondimenti, deragliamenti, sopracciò su un campo poco esplorato degli studi, quando in Lombardia sono i governatori spagnoli a fare il bello e il cattivo tempo. Su per giù tra il 1535 e la fine del secolo. Gli artisti vengono soprattutto da fuori e sembrano contendersi un territorio dove nessuno detta legge. Su questo sfondo arrivano a Milano, più volte, Tiziano (ma soprattutto i suoi quadri, primo tra tutti l'Incoronazione di spine oggi al Louvre) e tanti pittori dai territori della Serenissima e da Vercelli, Lodi e Cremona... E ci si spinge, tra testi e immagini, dalla Bassa al Sacro Monte di Varallo, fino alle private simpatie del giovane Carlo Borromeo per l'antichità, prima di diventare il severo arcivescovo di Milano.
Genovesino. Natura e invenzione nella pittura del Seicento a Cremona. Catalogo della mostra (Cremona, 6 ottobre 2017-6 gennaio 2018)
Libro: Libro in brossura
editore: Officina Libraria
anno edizione: 2017
pagine: 215
È il catalogo della mostra monografica su Luigi Miradori detto il Genovesino, protagonista della pittura a Cremona per un ventennio intorno alla metà del XVII secolo. Una cinquantina di opere ne scandiscono il percorso: dagli esordi sotto la Lanterna, alla luce della vivacissima costellazione artistica che illumina il primo Seicento a Genova, agli anni stentati nella Piacenza farnesiana, che pure arricchiscono il suo bagaglio a contatto con i pittori della corte, fino al passaggio definitivo nella città del Torrazzo. L'approdo a Cremona, negli anni Trenta, segna anche il cambio di status sociale per il Genovesino, che diventa rapidamente il pittore più importante della città, grazie al rapporto con l'aristocrazia e in particolare con il governatore spagnolo, don Alvaro de Quinones. Il pittore emerge per la sostenuta cifra qualitativa, per l'abilità ritrattistica e la scelta di soggetti dall'iconografia inedita e rara (in cui dimostra la conoscenza, tutt'altro che ovvia, dei testi letterari di Pedro Calderón de la Barca), privilegiando gli aspetti della caducità della vita in una formidabile varietà di "Vanitas". Poi il gusto picaresco, quasi in parallelo con i bamboccianti romani, e i molteplici influssi, secondo una mappa sfaccettata di interessi visivi - Genova e Milano, le stampe nordiche, i pittori farnesiani, Guido Reni e Guercino - che danno risposte e aprono nuove prospettive di ricerca su uno dei pittori più suggestivi e affascinanti di un panorama sfiorato dal Mar Ligure e avvolto dalle nebbie della Lombardia spagnola.

